Tragedia a Bisceglie, schiacciata da albero: muore la 12enne Alicia Amoruso. Aperta inchiesta e disposta autopsia

La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio colposo per accertare le eventuali responsabilità relative alla morte di Alicia Amoruso, la 12enne arrivata senza vita al pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie, nel nord Barese, dopo essere stata travolta da un albero sradicato dal forte vento. Al momento si indaga contro ignoti. La magistratura ha disposto l’autopsia.

La ragazzina, che avrebbe compiuto 13 anni il prossimo settembre, è stata soccorsa dal personale del 118 che ha raggiunto il luogo dell’incidente, tra via Cosmai e via Veneziano, dove ha trovato la vittima incastrata sotto l’albero e i suoi rami. La corsa in ospedale è stata inutile: la 12enne è arrivata nel reparto di emergenza-urgenza senza vita, perché erano troppo gravi i politraumi da schiacciamento riportati.

“Una tragedia indicibile, un dolore che lascia tutta la città senza parole. Sono sconvolto, distrutto. Penso ai suoi genitori, alla sua famiglia, ai suoi amici. È straziante”. Queste le parole del sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano. “Davanti a eventi come questo, tutto perde significato, niente sembra avere più senso. Silenzio e preghiera, solo silenzio e preghiera”, conclude il primo cittadino.

Tragedia a Barletta, clochard muore dopo pestaggio a mani nude: “Jacopo viveva per aiutare gli altri”

Si chiamava Jacopo Musti, aveva 49 anni ed era originario di Imperia. Da circa sei mesi viveva per strada a Barletta, dove nella mattinata di domenica 12 aprile è morto all’ospedale Dimiccoli, dopo essere stato aggredito due notti prima da un altro senzatetto nel centro cittadino. Fatale un trauma cranico causato da uno o più pugni.

La vicenda si inserisce in un contesto di forte marginalità sociale, segnato anche dall’abuso di alcol, problema che accomunava sia la vittima sia il presunto aggressore. A raccontarlo è Cosimo Damiano Matteucci dell’Ambulatorio Popolare di Barletta, che conosceva Jacopo: “Era una bravissima persona, ma viveva da tempo con gravi difficoltà legate all’alcol”, le parole riportate da La Repubblica.

Nonostante la sua condizione, Musti era conosciuto per il suo impegno verso gli altri. Collaborava con i volontari, aiutava durante la distribuzione dei pasti e offriva supporto a migranti e persone in difficoltà. “Non riusciva a stare senza fare qualcosa per gli altri”, ricordano i volontari, tra cui Rosa Tuosto, che lo descrive come una presenza discreta ma attiva, spesso impegnata a pulire le strade o a dare una mano.

Volto familiare nei pressi della chiesa di San Benedetto, Jacopo era ricordato anche per piccoli gesti di generosità, come quando rinunciò a un paio di scarpe nuove per lasciarle a chi ne aveva più bisogno. Un episodio che, secondo chi lo conosceva, racconta più di molte parole la sua umanità.

Negli ultimi tempi stava cercando di cambiare vita. Dopo un passato difficile e un percorso terapeutico interrotto, aveva ripreso a frequentare il Sert e, poco prima dell’aggressione, aveva confidato il desiderio di uscire dalla strada.

La sua morte ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio sui social e tra le associazioni locali, che sottolineano come la tragedia sia il risultato di una condizione di abbandono. “Non basta dire che è successo – si legge in una nota –. Questa morte nasce dalla marginalità. Quando viene lasciata sola, uccide”.

Tragedia a Barletta, aggredito a mani nude in centro: muore il 49enne Jacopo Musti. Fermato un uomo

Un uomo di 49 anni, Jacopo Musti, è morto dopo essere stato aggredito due giorni fa, con violenza a Barletta. Il presunto autore del delitto è stato rintracciato e sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio.

Secondo quanto si apprende, l’episodio risale alla notte tra venerdì e sabato scorsi quando il 49enne, arrivato in Puglia quasi sei mesi fa e senza fissa dimora, sarebbe stato picchiato nel corso di un violento litigio con un suo coetaneo, avvenuto in pieno centro cittadino.

L’uomo, soccorso dal personale del 118, ha riportato un grave trauma cranico che ha comportato il ricovero nell’ospedale Dimiccoli di Barletta dove è morto alcune ore dopo.

Il movente del delitto sarebbe da ricercare nei rapporti personali tra la vittima e il suo presunto assassino che l’avrebbe aggredita a mani nude. Sull’accaduto indagano i carabinieri che hanno rintracciato e sottoposto a fermo l’indagato.

Schianto a Barletta, muore il 16enne Pasquale Pinto: dalla famiglia il consenso per la donazione degli organi

È morto Pasquale Pinto, il ragazzino di 16 anni rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto a Barletta alle quattro del mattino di ieri. Il 16enne si trova nel Policlinico di Bari dove è arrivato in condizioni disperate.

La famiglia ha espresso il consenso alla donazione degli organi. Secondo quanto ricostruito finora, l’adolescente era in sella a uno scooter con un amico di un anno più grande di lui.

Durante un sorpasso avrebbero perso il controllo della moto che è finita contro un’auto in sosta. Ad avere la peggio è stato il 16enne che ha riportato un trauma cranico e uno toracico. Soccorso dal personale del 118, è stato trasferito a Bari. Sull’accaduto indaga la polizia di Stato che dovrà accertare l’esatta dinamica dell’incidente.

Barletta, scooter si schianta contro auto in sosta: dichiarata la morte cerebrale del 16enne in coma

È stata dichiarata la morte cerebrale del 16enne rimasto coinvolto nel grave incidente stradale avvenuto tra via Manzoni e via Leopardi. Il giovane, ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari, era apparso fin da subito in condizioni critiche, fino al sopraggiungere di un coma irreversibile.

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo viaggiava su uno scooter insieme a un amico di 17 anni quando, per cause ancora in fase di accertamento, il mezzo si è schiantato contro un’auto in sosta.

L’altro giovane coinvolto è rimasto ferito ed è attualmente ricoverato all’ospedale Dimiccoli: le sue condizioni sono serie ma non destano preoccupazione per la vita. Sull’accaduto indaga la polizia, impegnata a chiarire l’esatta dinamica dell’incidente.

Barletta, scooter azzarda sorpasso e si schianta contro auto parcheggiata: 16enne in coma a Bari

Un 16enne di Barletta è ricoverato in fin di vita nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari a causa delle ferite riportate in un incidente avvenuto intorno alle 4 del mattino di oggi, in via Manzoni, a Barletta.

Il ragazzino, secondo quanto si apprende, era in sella a uno scooter con un amico di un anno più grande di lui. I due avrebbero azzardato il soprasso di una e-bike per poi perdere il controllo della moto che si è schiantata contro un’auto in sosta.

Ad avere la peggio è stato il 16enne che ha riportato un trauma cranico e uno toracico. Soccorso dal personale del 118, è stato trasferito a Bari. Le sue condizioni sono disperate: il 16enne è in coma. Indaga la polizia di Stato che dovrà accertare l’esatta dinamica dell’incidente.

Barletta, assalto con esplosivo in un’area di servizio sulla SS16: banda in fugo col bottino

Ancora poche le informazioni disponibili su quanto accaduto nelle scorse ore in un’area di servizio lungo la SS16, nel territorio di Barletta. Secondo le prime ricostruzioni, alcuni individui non ancora identificati avrebbero fatto uso di esplosivo per forzare una cassaforte all’interno di un locale dell’attività.

La tecnica utilizzata sembrerebbe ricalcare quella già impiegata in assalti ai furgoni portavalori, segno di un’azione pianificata e mirata. Il valore del bottino è attualmente in fase di quantificazione.

Sul luogo dell’accaduto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dei fatti e risalire ai responsabili.

Barletta, frode con i bonus Renzi per i dipendenti: arrestato amministratore di una società edile. Maxi sequestro

Crediti d’imposta fittizi usati per non pagare le tasse. È quanto avrebbe fatto l’amministratore di una società edile di Barletta, finito in carcere, assieme a un suo presunto complice, indagato a piede libero.

I due sono accusati in concorso di indebita compensazione di crediti di imposta fittizi, riciclaggio e autoriciclaggio. La frode ai danni dell’Erario sarebbe riuscita compensando i falsi crediti di imposta ottenuti col bonus ‘Renzi’, riservato ai dipendenti con reddito lordo non superiore a 28mila euro e pagato direttamente dal datore di lavoro che lo compensava poi in dichiarazione.

Così, avrebbero ottenuto rimborsi che poi sarebbero stati riciclati o autoriciclati in società riconducibili agli indagati. I crediti sarebbero stati ottenuti inserendo nei modelli F24 il codice tributo relativo al bonus che però risultava “superiore rispetto a quello realmente spettante” e calcolato in base al numero di dipendenti.

Gli accertamenti sono iniziati dopo una segnalazione inoltrata alla Guardia di finanza dalla Agenzia delle Entrate che aveva notato anomalie da parte dell’imprenditore edile che nel 2019, avrebbe compensato poco meno di 285mila crediti di imposta “inesistenti e derivanti dal bonus – sostengono gli inquirenti – riciclando il risparmio d’imposta in altre società direttamente e indirettamente riconducibili ai due indagati per circa un milione di euro”.

I militari hanno anche sottoposto a sequestro beni, mobili e immobili riconducibili ai due, per un valore complessivo di poco più di un milione di euro, pari al valore dei crediti di imposta ottenuti dai due indagati. Si tratta di un immobile, cinque auto e 32 conti correnti e partecipazioni societarie.

Evasione fiscale a Barletta, sequestrati beni per 11 milioni di euro: 3 denunciati. Società fittizie con sede in Francia

Società fittizie con sede in Francia create per non pagare le tasse in Italia e agevolare così imprese attive a Barletta. Debiti con il fisco mai saldati.

È quanto avrebbero fatto gli amministratori e un loro socio di una impresa di Barletta attiva nel settore dei filati di ferro e alluminio. I tre sono stati denunciati: si tratta dell’amministratore di fatto della società, di sua moglie che era amministratrice di diritto e di un loro parente.

Tutti rispondono di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Alla coppia sono stati sequestrati beni per 11 milioni di euro: il provvedimento è finalizzato alla confisca.

Paura a Barletta, studente 14enne con disabilità minaccia collaboratore scolastico con coltello: fermato dai docenti

Momenti di tensione questa mattina, 31 marzo, nella succursale dell’Istituto “Léontine e Giuseppe De Nittis” di Barletta, dove uno studente 14enne del primo anno, con una patologia dichiarata, ha estratto un coltellino minacciando un collaboratore scolastico.

L’episodio si è verificato all’interno del plesso e ha richiesto l’immediato intervento del personale docente: tre insegnanti presenti sono riuscite a calmare il ragazzo, evitando che la situazione degenerasse.

Dalla sede centrale è stato poi inviato un membro dello staff per l’inclusione, affiancato da un docente che aveva già instaurato un rapporto positivo con lo studente. Grazie a questo intervento mirato, il giovane ha consegnato spontaneamente l’arma.

Nel frattempo sono stati allertati i carabinieri, intervenuti per il sequestro del coltellino. Il ragazzo, che presenta una patologia certificata, è stato successivamente affidato ai genitori e ha fatto rientro a casa.

Non si registrano feriti né ulteriori criticità. Determinante la prontezza del personale scolastico, che ha gestito con lucidità una situazione potenzialmente pericolosa.