Choc a Barletta, uomo senza fissa dimora umiliato da ragazzini mentre dorme: il video finisce su TikTok

Un uomo di 52 anni, cittadino moldavo e senza fissa dimora, sarebbe stato insultato e umiliato da alcuni ragazzini mentre dormiva su una panchina in un giardino pubblico di Barletta. Secondo quanto denunciato dall’Ambulatorio popolare, i giovani gli avrebbero scosso una sigaretta sul volto, facendogli cadere la cenere in bocca, mentre filmavano la scena con un cellulare.

Il video, della durata di pochi secondi, sarebbe poi stato pubblicato su TikTok con la frase: “Buongiorno amore mio, ti addormenti senza salutarmi?”, accompagnata da commenti di scherno.

A denunciare l’accaduto è Cosimo Matteucci, responsabile dell’Ambulatorio popolare, che annuncia segnalazioni alla Polizia Postale e ai Servizi sociali. L’associazione conosce da tempo il 52enne e lo descrive come una persona tranquilla e pacifica, spesso aiutata dai cittadini.

“Il problema non è rappresentato dagli stranieri, ma dagli autori di questi gesti”, sostiene Matteucci, sottolineando come la vittima sia stata trasformata in un contenuto per ottenere visualizzazioni sui social.

L’Ambulatorio popolare ha scelto di non diffondere il filmato integrale per evitare di alimentarne ulteriormente la circolazione.

Pedopornografia online, 17 arresti in Italia e Svizzera: coinvolto un uomo di Barletta. Tra le vittime bimbi di 4 anni

Sono 17 le persone arrestate in diverse regioni italiane e in Svizzera, dieci delle quali in flagranza di reato, nell’ambito di un’operazione della Polizia Postale contro una vasta rete internazionale di pedopornografia online.

L’organizzazione operava attraverso gruppi privati su Telegram. Durante le indagini sono stati sequestrati quasi 283 gigabyte di materiale illecito, tra cui oltre 34mila immagini e 20mila video. Tra le vittime figurano anche bambini di appena quattro anni.

Nell’inchiesta è coinvolto anche un uomo residente a Barletta. Secondo la Procura antimafia di Roma, la rete criminale presentava una struttura organizzativa paragonabile a quella di una multinazionale.

Operaio morto a Barletta, oggi l’autopsia. Un altro resta ustionato al porto dopo fuoriuscita di acido solforico

Un altro incidente sul lavoro scuote la città a pochi giorni dalla morte di Vincenzo Dibenedetto. Sabato mattina, al porto, un operaio impegnato in attività di manutenzione straordinaria è rimasto ferito a seguito della fuoriuscita di acido solforico.

L’uomo ha riportato ustioni in diverse parti del corpo ed è stato soccorso dal 118. Dopo un primo trasferimento all’ospedale Dimiccoli di Barletta, è stato trasportato al Centro ustioni del Policlinico di Bari, dove è ricoverato e non sarebbe in pericolo di vita.

Sull’accaduto sono in corso accertamenti. La Capitaneria di porto ha allertato lo Spesal della Asl Bt e informato la Procura di Trani, che ha aperto un’inchiesta per ricostruire le cause della fuoriuscita e le modalità dell’incidente.

L’episodio arriva a pochi giorni dalla tragedia che ha causato la morte di Vincenzo Dibenedetto, 34 anni, precipitato giovedì mentre lavorava nell’oleificio di famiglia in via Foggia. Per la sua morte sono cinque le persone indagate, tra cui due parenti della vittima e il titolare dell’impresa incaricata dei lavori. La Procura ipotizza, a vario titolo, il concorso in omicidio colposo e violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Oggi è prevista l’autopsia sul corpo di Dibenedetto al Policlinico di Bari. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri e dello Spesal: l’area dell’incidente e il cestello utilizzato durante i lavori sono stati posti sotto sequestro.

Operaio precipita nel vuoto e muore: a Barletta cinque indagati per la morte del 34enne Vincenzo Dibenedetto

La Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone per la morte di Vincenzo Dibenedetto, l’operaio di 34 anni precipitato nel vuoto da un’altezza di nove metri mentre era a lavoro nell’oleificio di famiglia che si trova alla periferia di Barletta.

Gli indagati sono accusati di concorso di omicidio colposo e violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Tra gli indagati ci sono, iscritti come atto dovuto, due parenti della vittima, proprietari dello stabilimento oleario e difesi dall’avvocato Giuseppe Spina, e un imprenditore di 61 anni di Andria, difeso dagli avvocati Riccardo D’Avanzo e Saverio Santangelo. Si tratta del titolare dell’impresa cui erano stati commissionati lavori su uno dei silos dell’azienda.

Secondo quanto ricostruito, il 34enne era sul mezzo della ditta del 61enne quando, per cause in fase di accertamento, è caduto nel vuoto. Sul corpo dell’operaio è stata disposta l’autopsia che sarà eseguita lunedì prossimo nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari.

Precipita da 10 metri a Barletta, muore l’operaio 34enne Vincenzo Dibenedetto: aperta inchiesta

Non ce l’ha fatta Vincenzo Dibenedetto, operaio di 34 anni rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro avvenuto in un oleificio di Barletta. L’uomo è morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Bonomo di Andria, dove era stato ricoverato in condizioni disperate.

Dibenedetto si trovava su un cestello durante le operazioni di posizionamento di una cisterna quando, per cause ancora da accertare, è precipitato nel vuoto da un’altezza di circa 10 metri.

Immediatamente soccorso dal personale del 118, è stato trasportato al Bonomo di Andria, dove è deceduto in tarda serata. Sull’accaduto sono in corso le indagini dei Carabinieri e dello Spesal, impegnati a ricostruire la dinamica dell’incidente e ad accertare eventuali responsabilità.

Barletta, precipita da 9 metri di altezza: gravissimo operaio di 34 anni

Un operaio di 34 anni è rimasto ferito dopo essere precipitato da un’altezza di 8-9 metri mentre, questa mattina, era a lavoro in un oleificio di Barletta.

Secondo quanto si apprende, l’uomo era su un cestello su cui era salito per raggiungere la bocca di un silos quando, per cause in fase di accertamento, è precipitato nel vuoto.

Le sue condizioni sono subito apparse serie e trasportato dal personale del 118 al Pronto soccorso dell’ospedale Dimiccoli di Barletta, è stato trasferito al Bonomo di Andria. Le indagini sono affidate ai carabinieri e ai tecnici dello Spesale della Asl Bat che stanno procedendo al sequestro dei luoghi.

Barletta, anziano di 90 anni dimentica borsello con 600 euro al cimitero: operatore lo ritrova e glielo restituisce

Un gesto di onestà e senso civico ha commosso una famiglia di Barletta. Remo Perna, 90 anni, aveva dimenticato al cimitero comunale un borsello contenente 600 euro in contanti e altri effetti personali.

L’anziano aveva lasciato il borsello su una panchina mentre sistemava i fiori sulla tomba del figlio. Tornato a casa, si è accorto della dimenticanza soltanto nel pomeriggio. Il giorno successivo la famiglia ha contattato Barsa Spa, la società che gestisce i servizi ambientali e alcune attività all’interno del cimitero.

Il borsello era stato ritrovato da un operatore ecologico, che lo ha restituito senza che mancasse nulla. L’uomo ha inoltre rifiutato la ricompensa offerta dall’anziano, spiegando di aver semplicemente svolto il proprio dovere al servizio della comunità.

La figlia Michela ha voluto ringraziare pubblicamente il dipendente, rimasto anonimo, sottolineando l’importanza di dare spazio anche a «gesti che sono esempio di onestà, correttezza e senso civico».

Bari, il primo esame è un disastro: a Barletta zero tiri e tre reti incassate

Tre gol subiti, nessuna conclusione e una prestazione senza identità. Il primo vero banco di prova ridimensiona bruscamente il Bari: a Barletta non è soltanto il 3-0 a preoccupare, ma l’immagine di una squadra ancora lontanissima da quella costruita e annunciata per vincere il campionato. Un campanello d’allarme che ora chiama direttamente in causa il mercato. A segno Da Silva 33′,70′ e Cocetta (AU) 57′.

Il primo tempo del Bari presenta tutti gli ingredienti di una pietanza già vista nei novanta minuti contro la Cavese. Lo schieramento proposto da Rastelli, pur con alcune variazioni rispetto all’ultima uscita – su tutte Esposito e Mendicino dal primo minuto – mostra fin dalle battute iniziali evidenti fragilità in diverse componenti.

La manovra biancorossa fatica a decollare: il gioco non è propositivo e, soprattutto, appare poco ordinato. Il dato più eloquente è quello dei tiri nello specchio, fermi a zero, accompagnato dai pochissimi palloni realmente giocabili recapitati agli attaccanti. La linea Manè-Mendicino incontra notevoli difficoltà nel liberarsi dal raddoppio sistematico dei giocatori del Barletta, finendo per essere quasi completamente neutralizzata.

È un Bari che si vede poco, per non dire nulla. Quella grinta invocata e annunciata nel pre-partita sembra lontanissima da quanto mostrato sul terreno di gioco.

Al 27’ arriva il primo vero squillo del Barletta con Da Silva, preludio a quanto accade appena cinque minuti più tardi: al 32’ è ancora lui a prendersi la scena con una conclusione strepitosa che porta meritatamente in vantaggio i padroni di casa.

L’assenza di Butic si avverte in maniera evidente e finisce per pesare anche sulla prestazione di Tribuzzi, completamente evanescente e di fatto non pervenuto nella prima parte di gara. All’intervallo resta così l’immagine di un Bari spento, poco incisivo e incapace di dare concretezza alla propria manovra.

La ripresa certifica tutte le difficoltà del Bari che invece di reagire finisce per smarrirsi ulteriormente. Il Barletta ne approfitta e dilaga: al 58’ arriva il raddoppio, complice l’autorete di Cocetta, mentre al 71’ Da Silva firma il 3-0 con una splendida rovesciata che chiude virtualmente i conti.

Il dato più preoccupante va ben oltre il risultato. A lasciare perplessi è soprattutto la mancanza di identità di una squadra costruita e presentata con l’obiettivo dichiarato di vincere il campionato. E allora la domanda diventa inevitabile: in che modo?

Contro il Barletta il Bari non riesce a costruire praticamente nulla. Il dato è impietoso: non soltanto mancano i tiri nello specchio della porta, ma viene meno persino la capacità di arrivare alla conclusione. Una sterilità offensiva che fotografa perfettamente le difficoltà di una squadra incapace di trovare ritmo, geometrie e soluzioni.

Il primo vero banco di prova della stagione restituisce così indicazioni difficili da ignorare. Il mercato ha portato alcuni innesti interessanti, ma anche elementi che, almeno per quanto mostrato finora, non sembrano garantire il salto di qualità necessario.

Il centrocampo appare vuoto, privo di quella struttura capace di dettare tempi e sostenere contemporaneamente le due fasi. Davanti il problema non cambia: Gomez incide pochissimo e troppo spesso resta ai margini della manovra.

Al Bari non si chiedeva una partita perfetta. Si chiedevano però carattere, personalità e la capacità di dimostrare di essere una squadra costruita per recitare un ruolo da protagonista. Il 3-0 racconta invece di falle ancora evidenti, mentre l’enorme difficoltà nell’avanzare e rendersi pericolosi rappresenta un messaggio impossibile da sottovalutare.

Il mercato può e deve ancora intervenire. Servono rinforzi capaci di alzare immediatamente il livello della rosa, soprattutto nei reparti che oggi mostrano le lacune più profonde. Se una sconfitta può avere un’utilità, allora che questo 3-0 serva almeno a qualcosa: che arrivi forte e chiaro ai piani alti del Bari come un campanello d’allarme. Perché il campionato si può dichiarare di volerlo vincere, ma poi bisogna costruire una squadra realmente attrezzata per farlo.

Foto: SSC Bari

Bari, Rastelli avvisa: “Contro di noi sarà sempre la partita della vita”

Il Bari si prepara a tornare in campo per una sfida che promette intensità, agonismo e una cornice di pubblico particolarmente calda. Domani i biancorossi saranno di scena contro il Barletta, in un appuntamento che rappresenta un nuovo banco di prova nel percorso di crescita della squadra guidata da Massimo Rastelli.

Dopo le prime indicazioni offerte dalla nuova stagione, l’attenzione resta puntata soprattutto sull’evoluzione del gruppo, ancora chiamato a trovare continuità, condizione e automatismi. Il derby contro il Barletta, però, lascia poco spazio agli esperimenti: serviranno personalità, equilibrio e la capacità di interpretare una gara che, inevitabilmente, avrà un peso particolare anche sul piano emotivo.

Alla vigilia del match, mister Massimo Rastelli è intervenuto in conferenza stampa per fare il punto sulle condizioni della squadra, sulle possibili scelte di formazione e sulle insidie di un Barletta pronto a giocarsi le proprie carte davanti al pubblico di casa: “Questo sarà il primo derby stagionale sentito molto da entrambe le tifoserie. Sono curioso di vedere gli aspetti emotivi della mia squadra davanti ad uno stadio pieno. Il Barletta ha entusiasmo, sono tornati in Serie C dopo tempo. Sono reduci da una buona prestazione e questo dimostra come non si arrendano facilmente. Vorrò vedere come i miei ragazzi risponderanno a questo esame”.

Le partite precedenti hanno evidenziato alcune zone d’ombra tra il centrocampo e la difesa: “Non parlerei di difficoltà della fase difensiva. Pongo maggiormente l’attenzione sulla qualità del palleggio nella fase offensiva. Fortunatamente siamo sempre riusciti a rimediare agli errori commessi, ma non punterei l’attenzione sul reparto”.

Celli torna, Vicari ancora fuori. Buone notizie dall’infermeria: “Celli è recuperato e si è allenato regolarmente con la squadra per tutta la settimana”. Restano invece indisponibili Vicari e Faggi. Sul difensore, Rastelli mantiene il massimo riserbo: “Per una questione di privacy non diremo cosa ha avuto. Speriamo possa rientrare in gruppo nel giro di pochi giorni”.

Il tecnico guarda con soddisfazione soprattutto alle risposte ricevute dalla panchina nelle prime uscite: “In queste due gare siamo riusciti a dare minutaggio a gran parte dell’organico. Quando abbiamo effettuato le sostituzioni, i subentranti hanno fatto la differenza. È fondamentale entrare con la mentalità giusta”.

La rosa cresce, e con lei aumentano le soluzioni. Mogos è uno degli elementi ancora alla ricerca della migliore condizione: “Giocando ho la possibilità di trovare sempre più risorse per gestire una partita. Mogos e altri stanno crescendo in corso d’opera e questo mi consente di avere un ventaglio più ampio dal quale attingere”.

Ma a Barletta servirà soprattutto essere pronti a reggere il peso di una squadra indicata tra le favorite del campionato. Rastelli lo sa e non cerca scorciatoie: “Contro di noi tutti vorranno fare risultato e la partita della vita. Gli avversari non avranno la pressione che abbiamo noi, ma se siamo qui significa che dobbiamo essere bravi a sopportarla e a gestirla”.

Niente Bari a due velocità, dunque. Per Rastelli l’atteggiamento non può cambiare in base allo stadio: “Una squadra costruita per vincere deve avere la stessa mentalità in casa e in trasferta. Il calcio ci ha insegnato che avere a lungo un assetto difensivo ermetico paga”.

Gomez e quel “lavoro sporco” che non sempre si vede. Il tecnico difende il contributo dell’attaccante, andando oltre il semplice dato realizzativo: “Ha caratteristiche particolari ed è molto bravo in area di rigore. Dobbiamo creargli il suo habitat naturale. Si sta sacrificando tantissimo, ha pulito molti palloni e sa dialogare con i compagni. Magari il suo lavoro è meno visibile, ma io vedo quanto stia facendo quel lavoro sporco che può sempre servire alla squadra”.

Sul possibile ballottaggio Tribuzzi-Esposito, invece, Rastelli non si sbilancia: “Non ho dubbi. In base alla partita che preparo mentalmente faccio le scelte iniziali, sapendo anche chi posso conservarmi per la ripresa”. Parole positive anche per Grgic: “Mi è piaciuto tanto per le sue qualità tecniche. Ha ancora molto margine di miglioramento dal punto di vista fisico”.

Il messaggio finale, però, torna al punto di partenza: il Bari deve migliorare quando costruisce e attacca. “Bisognerà essere più concreti, qualitativi e precisi nel possesso palla. Se attacchi bene eviti di farti rubare il pallone in zone pericolose, riesci a recuperarlo e concedi il minimo. Il nostro campionato ce lo impone”.

Domani, dunque, Rastelli si aspetta una prima risposta concreta: “Mi auguro che i ragazzi riescano a mostrarmi la crescita avvenuta”. A Barletta non basterà soltanto reggere l’urto: il Bari dovrà dimostrare di saper comandare la partita con la mentalità di chi sa di essere la squadra da battere.

Rastelli sorride anche sulle curiosità della vigilia e ridimensiona con una battuta la presenza dei suoi collaboratori durante l’allenamento degli avversari: “I miei analisti erano lì e stavano studiando con me la partita. Peraltro si trattava di un allenamento a porte aperte, quindi non mi sembra che qualcuno si sia appeso agli alberi per guardare”. Poi chiude con ironia: “Prendiamola con un sorriso”.

Foto: SSC Bari

Tragedia a Barletta, malore durante il bagno di sera: muore il 69enne Giuseppe Santo

Un uomo di 69 anni, Giuseppe Santo, è morto nella serata di ieri mentre faceva il bagno nel tratto di mare antistante la litoranea di Ponente, a Barletta. Il 69enne, secondo quanto ricostruito, era solito immergersi intorno alle 20 per una nuotata.

Probabilmente è stato colto da un malore improvviso mentre si trovava in acqua, con la corrente che lo avrebbe poi trascinato al largo.

A riportarlo a riva è stato il personale della Capitaneria di porto. I sanitari del 118 hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni intervento si è rivelato inutile.