Barletta, rissa tra due gruppi di giovani fuori dal locale: gli 11 indagati riconosciuti da tatuaggi e abiti griffati

Incastrati dai tatuaggi e da capi e orologi griffati ostentati sui social. Gli stessi visibili nelle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza di Barletta e del locale davanti a cui avrebbero dato vita a una violenta rissa nella notte tra il primo e il due marzo 2025.

In undici sono stati identificati e oggi, a poco più di un anno dall’episodio, cinque di loro, tre di Cerignola (Foggia) e due di Barletta, sono finiti agli arresti domiciliari con il divieto di comunicare con persone non conviventi; per gli altri sei è scattato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Rispondono, a vario titolo, di rissa aggravata, tentata rapina impropria, lesioni personali, danneggiamento e porto di strumenti atti a offendere.

I carabinieri del comando provinciale di Trani e di Cerignola, coordinati dalla Procura di Trani, parlano di “fazioni contrapposte” composte da ragazzi di età compresa tra i 23 e i 24 anni, alcuni di Barletta e altri di Cerignola, che avrebbe iniziato a litigare prima con “manovre automobilistiche estremamente pericolose”, poi passando alle mani. Nei frame registrati si vedono auto di grossa cilindrata sfidarsi e “mettendo in pericolo l’incolumità di alcuni pedoni”, riferiscono gli inquirenti. Dopo l’analisi dei filmati dei sistema di videosorveglianza cittadina e interna al locale, sono stati monitorati “i profili social degli indagati”, riconosciuti “da capi di abbigliamento griffati, orologi e tatuaggi ostentati nelle ore precedenti e coincidenti con l’aggressione”.

Nel corso del pericoloso inseguimento, secondo quanto ricostruito, sono stati danneggiati arredi urbani, alcuni dei quali, come fioriere e pali della illuminazione pubblica, usati dagli indagati come armi per colpirsi. A due degli indagati, un 23enne e un 24enne, entrambi di Cerignola, è contestata la tentata rapina impropria per aver cercato di impossessarsi degli occhiali da vista di un altro dei ragazzi coinvolti nella violenza lite, colpendolo brutalmente al volto con un pugno. Nel corso della rissa in sei erano rimasti feriti, riportando prognosi fino a otto giorni per traumi cranici e lussazioni.

Barletta, rissa tra due gruppi di giovani fuori da un locale: 6 feriti. Eseguite 11 misure cautelari

I Carabinieri hanno eseguito una ordinanza cautelare nei confronti di undici persone, tra arresti domiciliari e obblighi, accusate a vario titolo di rissa aggravata, tentata rapina, lesioni e danneggiamento.

Si tratta di uomini, tutti molto giovani, che risiedono a Barletta e Cerignola (Foggia) e che, nella notte tra il primo e due marzo 2025, fuori da un locale di piazza Marina, in centro città a Barletta, sarebbero stati protagonisti di una rissa: in sei, di età compresa tra i 19 e i 27 anni, riportarono lievi ferite.

Secondo ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura di Trani, alcuni degli indagati a bordo di un’auto avrebbero tentato di investire un gruppo di ragazzi appena uscito da un locale per poi fuggire.

Ne nacque un breve inseguimento terminato con pugni, schiaffi e calci. Alcuni dei feriti finirono al pronto soccorso dell’ospedale Dimiccoli di Barletta, altri furono curati sul posto dal personale del 118. Utili alle indagini sono state le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza.

I dettagli dell’operazione eseguita dai carabinieri della comando provinciale di Trani e dai colleghi di Cerignola, saranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà in caserma a Trani alle 11.

Jova Beach Party a Barletta, “dune alterate per il palco”. Aperta inchiesta: 3 indagati per danni ambientali

La Procura di Trani ha aperto un’inchiesta sul concerto di Jovanotti tenutosi nel 2022 sul lungomare di Ponente, nell’ambito del “Jova Beach Party”. Al centro delle indagini, presunti danni ambientali causati dall’allestimento del palco su un’area di circa 16mila metri quadrati di arenile sottoposto a vincolo paesaggistico.

Secondo gli accertamenti, i lavori avrebbero comportato l’alterazione delle dune, la rimozione della vegetazione spontanea e la conseguente compromissione degli habitat naturali di specie protette. Per questi motivi, gli inquirenti contestano a vario titolo i reati di inquinamento ambientale colposo, abusivismo edilizio in area protetta e falso ideologico.

L’indagine, coordinata dal procuratore Renato Nitti e condotta dai carabinieri forestali, è partita da diversi esposti, tra cui quello presentato da Legambiente, che sin dall’inizio aveva sollevato dubbi sull’impatto dell’evento sull’ecosistema dunale della spiaggia.

Tre le persone indagate: un dirigente comunale dei Lavori pubblici, l’allora amministratore della multiservizi cittadina BarSa e il progettista incaricato dalla società organizzatrice. Secondo l’accusa, il dirigente avrebbe autorizzato i lavori senza il necessario permesso edilizio, ritenendo le strutture temporanee e quindi non soggette a vincoli paesaggistici.

Nei giorni scorsi, la Procura ha notificato agli indagati l’invito a comparire per essere interrogati. L’inchiesta mira ora a chiarire eventuali responsabilità nella gestione e autorizzazione dell’evento.

“Spero nel Bari in Serie C”, botta e risposta tra sindaci. Leccese a Cannito: “Inopportuno rispetto per i baresi”

“Rispetto per i nostri tifosi”: è quanto chiede il sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha scritto una lettera al sindaco di Barletta, Mino Cannito, il quale, dopo la promozione in Lega pro del club della sua città, aveva auspicato la retrocessione del club dei De Laurentiis.

“Caro Mino – ha scritto Leccese – ho ascoltato con sincero stupore le tue dichiarazioni in occasione dei festeggiamenti per il ritorno del Barletta in Serie C. Se da un lato ho compreso l’entusiasmo per un traguardo sportivo atteso da una piazza appassionata come quella del Barletta, alla quale faccio i miei complimenti per il risultato raggiunto, dall’altro non ho potuto non rilevare come le tue parole sul futuro del Bari Calcio siano suonate non solo inopportune, ma difficilmente conciliabili con il Tuo ruolo di sindaco”, che “nel gioire per il progresso del territorio e l’eccellenza delle sue realtà sportive, non dovrebbe mai augurarsi il fallimento altrui”.

“Ieri, poi, ho letto il post – ha proseguito Leccese – in cui hai giustificato le Tue dichiarazioni: tutto comprensibile, per carità, salvo per le mancate scuse alla città di Bari e alla sua tifoseria. Nella certezza che si sia trattato solo di un piccolo incidente di percorso, ti auguro buon lavoro per il prosieguo del Tuo mandato”.

Nel suo post il primo cittadino di Barletta aveva chiarito che il suo “non era un augurio di
sventura” alla squadra del Bari “ma il desiderio, da sindaco, di vedere la propria
città protagonista di derby epici”. “Se il Bari raggiungerà la
salvezza sarò il primo a gioire”, aveva evidenziato Cannito.

Barletta, clochard muore dopo pestaggio a mani nude: arrestato 47enne senzatetto. L’aggressione shock ripresa

A Barletta è stato arrestato un uomo di 47 anni, senza fissa dimora, ritenuto responsabile dell’omicidio di un Jacopo Musti, clochard di 49 anni, deceduto sabato pomeriggio dopo un brutale pestaggio.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani, l’aggressione è avvenuta nel pomeriggio di venerdì 10 aprile. La vittima sarebbe stata colpita ripetutamente con pugni e calci, molti dei quali alla testa, per diversi minuti, senza possibilità di difendersi.

Anche quando l’uomo era ormai inerme su una panchina, l’aggressione sarebbe proseguita, sotto gli occhi indifferenti dei passanti. Il 49enne è morto il giorno seguente nel reparto di rianimazione dell’ospedale cittadino. Decisivi per le indagini i filmati delle telecamere di sorveglianza e alcuni messaggi audio che il presunto responsabile avrebbe inviato a un conoscente.

Tragedia a Bisceglie, schiacciata da albero: muore la 12enne Alicia Amoruso. Aperta inchiesta e disposta autopsia

La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio colposo per accertare le eventuali responsabilità relative alla morte di Alicia Amoruso, la 12enne arrivata senza vita al pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie, nel nord Barese, dopo essere stata travolta da un albero sradicato dal forte vento. Al momento si indaga contro ignoti. La magistratura ha disposto l’autopsia.

La ragazzina, che avrebbe compiuto 13 anni il prossimo settembre, è stata soccorsa dal personale del 118 che ha raggiunto il luogo dell’incidente, tra via Cosmai e via Veneziano, dove ha trovato la vittima incastrata sotto l’albero e i suoi rami. La corsa in ospedale è stata inutile: la 12enne è arrivata nel reparto di emergenza-urgenza senza vita, perché erano troppo gravi i politraumi da schiacciamento riportati.

“Una tragedia indicibile, un dolore che lascia tutta la città senza parole. Sono sconvolto, distrutto. Penso ai suoi genitori, alla sua famiglia, ai suoi amici. È straziante”. Queste le parole del sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano. “Davanti a eventi come questo, tutto perde significato, niente sembra avere più senso. Silenzio e preghiera, solo silenzio e preghiera”, conclude il primo cittadino.

Tragedia a Barletta, clochard muore dopo pestaggio a mani nude: “Jacopo viveva per aiutare gli altri”

Si chiamava Jacopo Musti, aveva 49 anni ed era originario di Imperia. Da circa sei mesi viveva per strada a Barletta, dove nella mattinata di domenica 12 aprile è morto all’ospedale Dimiccoli, dopo essere stato aggredito due notti prima da un altro senzatetto nel centro cittadino. Fatale un trauma cranico causato da uno o più pugni.

La vicenda si inserisce in un contesto di forte marginalità sociale, segnato anche dall’abuso di alcol, problema che accomunava sia la vittima sia il presunto aggressore. A raccontarlo è Cosimo Damiano Matteucci dell’Ambulatorio Popolare di Barletta, che conosceva Jacopo: “Era una bravissima persona, ma viveva da tempo con gravi difficoltà legate all’alcol”, le parole riportate da La Repubblica.

Nonostante la sua condizione, Musti era conosciuto per il suo impegno verso gli altri. Collaborava con i volontari, aiutava durante la distribuzione dei pasti e offriva supporto a migranti e persone in difficoltà. “Non riusciva a stare senza fare qualcosa per gli altri”, ricordano i volontari, tra cui Rosa Tuosto, che lo descrive come una presenza discreta ma attiva, spesso impegnata a pulire le strade o a dare una mano.

Volto familiare nei pressi della chiesa di San Benedetto, Jacopo era ricordato anche per piccoli gesti di generosità, come quando rinunciò a un paio di scarpe nuove per lasciarle a chi ne aveva più bisogno. Un episodio che, secondo chi lo conosceva, racconta più di molte parole la sua umanità.

Negli ultimi tempi stava cercando di cambiare vita. Dopo un passato difficile e un percorso terapeutico interrotto, aveva ripreso a frequentare il Sert e, poco prima dell’aggressione, aveva confidato il desiderio di uscire dalla strada.

La sua morte ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio sui social e tra le associazioni locali, che sottolineano come la tragedia sia il risultato di una condizione di abbandono. “Non basta dire che è successo – si legge in una nota –. Questa morte nasce dalla marginalità. Quando viene lasciata sola, uccide”.

Tragedia a Barletta, aggredito a mani nude in centro: muore il 49enne Jacopo Musti. Fermato un uomo

Un uomo di 49 anni, Jacopo Musti, è morto dopo essere stato aggredito due giorni fa, con violenza a Barletta. Il presunto autore del delitto è stato rintracciato e sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio.

Secondo quanto si apprende, l’episodio risale alla notte tra venerdì e sabato scorsi quando il 49enne, arrivato in Puglia quasi sei mesi fa e senza fissa dimora, sarebbe stato picchiato nel corso di un violento litigio con un suo coetaneo, avvenuto in pieno centro cittadino.

L’uomo, soccorso dal personale del 118, ha riportato un grave trauma cranico che ha comportato il ricovero nell’ospedale Dimiccoli di Barletta dove è morto alcune ore dopo.

Il movente del delitto sarebbe da ricercare nei rapporti personali tra la vittima e il suo presunto assassino che l’avrebbe aggredita a mani nude. Sull’accaduto indagano i carabinieri che hanno rintracciato e sottoposto a fermo l’indagato.

Schianto a Barletta, muore il 16enne Pasquale Pinto: dalla famiglia il consenso per la donazione degli organi

È morto Pasquale Pinto, il ragazzino di 16 anni rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto a Barletta alle quattro del mattino di ieri. Il 16enne si trova nel Policlinico di Bari dove è arrivato in condizioni disperate.

La famiglia ha espresso il consenso alla donazione degli organi. Secondo quanto ricostruito finora, l’adolescente era in sella a uno scooter con un amico di un anno più grande di lui.

Durante un sorpasso avrebbero perso il controllo della moto che è finita contro un’auto in sosta. Ad avere la peggio è stato il 16enne che ha riportato un trauma cranico e uno toracico. Soccorso dal personale del 118, è stato trasferito a Bari. Sull’accaduto indaga la polizia di Stato che dovrà accertare l’esatta dinamica dell’incidente.

Barletta, scooter si schianta contro auto in sosta: dichiarata la morte cerebrale del 16enne in coma

È stata dichiarata la morte cerebrale del 16enne rimasto coinvolto nel grave incidente stradale avvenuto tra via Manzoni e via Leopardi. Il giovane, ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari, era apparso fin da subito in condizioni critiche, fino al sopraggiungere di un coma irreversibile.

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo viaggiava su uno scooter insieme a un amico di 17 anni quando, per cause ancora in fase di accertamento, il mezzo si è schiantato contro un’auto in sosta.

L’altro giovane coinvolto è rimasto ferito ed è attualmente ricoverato all’ospedale Dimiccoli: le sue condizioni sono serie ma non destano preoccupazione per la vita. Sull’accaduto indaga la polizia, impegnata a chiarire l’esatta dinamica dell’incidente.