Sparatoria a San Severo, fermato il 50enne Antonio Bevilacqua: si sposta su una carrozzina elettrica. Un ferito è grave

È stato fermato nella notte Antonio Bevilacqua, 50 anni, ritenuto il presunto responsabile della sparatoria avvenuta nella tarda mattinata del 15 luglio nel centro di San Severo.

L’uomo, che ha problemi di deambulazione e si sposta su una carrozzina elettrica, è accusato del tentato omicidio di un cittadino marocchino e del ferimento di due italiani.

Secondo una prima ricostruzione, il cittadino straniero sarebbe stato il vero obiettivo dell’agguato, maturato dopo una lite scoppiata la sera precedente e proseguita fino alla sparatoria.

Il ferito, raggiunto dai colpi, è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Foggia. I due italiani, colpiti di striscio dai proiettili esplosi durante l’azione, sono rimasti feriti in modo lieve e sarebbero estranei alla vicenda. Indagini in corso per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

Omicidio Signorile a Carbonara, convalidato il fermo per il killer Alessandro Barcellona: resta in carcere

È stato convalidato il fermo ed è stata confermata la custodia cautelare in carcere per Alessandro Barcellona, la guardia giurata di 40 anni che ha confessato l’omicidio del 38enne Alessandro Signorile, ucciso il 30 giugno in via De Marinis, a Carbonara.

La decisione è stata presa dalla gip del Tribunale di Bari, Paola Angela De Santis, al termine dell’udienza durante la quale l’indagato, assistito dai suoi legali, ha ribadito di aver agito per vendetta e gelosia.

Davanti alla giudice e alla pm Larissa Catella, Barcellona ha ricostruito i fatti, raccontando di aver avuto intenzioni suicide subito dopo il delitto, ma di aver cambiato idea dopo aver ricevuto un messaggio della figlia, decidendo così di costituirsi.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la mattina del 30 giugno Barcellona avrebbe incontrato casualmente Signorile, con il quale avrebbe avuto un acceso litigio legato alla crisi della propria relazione sentimentale. Dopo la discussione si sarebbe allontanato per recuperare la pistola d’ordinanza, raggiungendo poi il rivale in moto e sparandogli quattro colpi di pistola, tutti andati a segno.

Dopo l’omicidio avrebbe inviato messaggi di addio a parenti e amici, per poi dirigersi verso il lungomare prima di essere intercettato e fermato dai militari mentre si stava consegnando alle autorità.

Omicidi Ferrelli e Petrella ad Apricena, 8 anni dopo in carcere altri due killer. Un fermo anche per il delitto Bruno

La Dda di Bari ha chiuso il cerchio sul duplice omicidio mafioso di Nicola Ferrelli e Antonio Petrella, assassinati ad Apricena (Foggia) il 20 giugno del 2017. La polizia ha arrestato oggi altri due presunti componenti del commando, il 55enne Matteo Lombardi e il 57enne Luigi Ferro.

A settembre 2025 erano già finiti in carcere Francesco Scirpoli e Pietro La Torre, considerati esecutori materiali dell’agguato. Rispondono tutti di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso e detenzione di armi da guerra.

Stando alla ricostruzione del delitto fatta dagli inquirenti antimafia, Ferro avrebbe avuto il ruolo di autista dell’auto con a bordo i tre sicari, tra cui Lombardi, armati di kalashnikov, fucile e pistola. Gli investigatori inquadrano il duplice delitto nella guerra per il controllo criminale dei territori di Apricena e San Marco in Lamis.

All’alba di oggi la polizia ha notificato anche un fermo per l’omicidio di Stefano Antonio Bruno, ucciso a Foggia il 29 aprile scorso, e per il contestuale tentato omicidio di Saverio e Pasquale Bruno, fratello e padre della vittima. Il provvedimento cautelare riguarda il 43enne di Manfredonia Giuseppe Robustella, che era già stato arrestato in flagranza subito dopo il delitto per porto illegale di arma clandestina, perché trovato in possesso di una pistola.

L’agguato sarebbe maturato nell’ambito di un contrasto nato durante una compravendita di droga. Fondamentali per le indagini si sono rivelate le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, alcune delle quali dotate anche di audio, che hanno consentito di documentare le diverse fasi dell’azione criminale.

Omicidi Capriati e Scavo, blitz prima della festa di San Nicola: 11 arresti e 3 fermi. Tra loro anche Dylan Capriati

C’è anche Dylan Capriati, di 22 anni, nipote di Lello Capriati assassinato a Bari il primo aprile di due anni fa, tra i destinatari delle 14 misure eseguite oggi da carabinieri e polizia tra Bari e nord Barese.

Il 22enne, figlio di Mimmo (assassinato il 21 novembre 2018 a Japigia) e nipote di Lello, è in carcere in stato di fermo per l’omicidio di Filippo Scavo, l’uomo di 43 anni ucciso in una discoteca di Bisceglie lo scorso 19 aprile. Con lui altri due sono stati fermati per il delitto Scavo. Sono Aldo Lagioia, 22enne di Corato e Michele Morelli, 21enne di Bari.

L’uomo venne ucciso a colpi di pistola sparati tra la gente che affollava il Divine club nella notte di aperura della stagione estiva della discoteca. Nel corso dell’operazione di oggi, che ha portato anche a 11 arresti, sono state eseguite diverse perquisizioni da guardia di finanza, carabinieri e polizia di Stato.

Paura a Bari, rissa in piazza Umberto durante esibizione di calcio femminile: fermato 30enne dopo inseguimento

Momenti di forte tensione nella mattinata di domenica in Bari, dove in Piazza Umberto I era in corso un’esibizione di calcio femminile organizzata dalle Pink, alla presenza di famiglie e bambini.

A denunciare l’accaduto sui social è stato il farmacista barese Michele Antuofermo, che ha raccontato come, a pochi metri dall’area dell’evento, la situazione sia improvvisamente degenerata. Secondo la sua testimonianza, alcune persone avrebbero dato vita a una violenta rissa, con uso di coltelli, lancio di bottiglie e aggressioni fisiche, in pieno giorno e in un contesto frequentato da minori.

Nel suo messaggio, Antuofermo ha parlato di “padroni della piazza”, riferendosi ai soggetti coinvolti, denunciando la presenza di individui dediti all’alcol e a comportamenti violenti. “Tutto è avvenuto tra bambini sulle altalene e famiglie presenti in tranquillità”, ha scritto, esprimendo forte indignazione per quanto accaduto.

Sul posto è intervenuta la polizia locale, che è riuscita a riportare la situazione sotto controllo e ad avviare gli accertamenti. Gli agenti hanno inoltre inseguito alcuni dei coinvolti nelle vie limitrofe, riuscendo a fermare un 30enne nei pressi del quartiere Carrassi al termine di un lungo inseguimento.

Secondo quanto emerso, nel gruppo coinvolto vi sarebbero persone di origine egiziana, tunisina e gambiana. Le indagini sono in corso per chiarire la dinamica completa dei fatti e individuare eventuali responsabilità.

Freya candidata a Fermo con Dipré sindaco, la pornostar ha le idee chiare: “Se vinco super gangbang”

L’intervista ad Andrea Diprè, controverso avvocato e youtuber noto per i suoi contenuti sopra le righe, ha fatto parecchio scalpore. Così come la sua candidatura a sindaco di Fermo.

A far discutere è anche la sua lista. Tra i primi nomi emersi figura c’è anche quello di Gaia Marziali, ex operatrice sanitaria che ha lasciato il settore dell’assistenza per dedicarsi alla creazione di contenuti erotici.

Oggi è conosciuta sul web con lo pseudonimo di Freya Ferrari, nome con cui ha raggiunto una certa popolarità sulla piattaforma OnlyFans. La sua candidatura rappresenta uno dei primi tasselli di una lista che si preannuncia destinata a far discutere, in linea con lo stile provocatorio che da sempre caratterizza l’iniziativa pubblica di Diprè. L’abbiamo intervistata.

Tragedia a Barletta, aggredito a mani nude in centro: muore il 49enne Jacopo Musti. Fermato un uomo

Un uomo di 49 anni, Jacopo Musti, è morto dopo essere stato aggredito due giorni fa, con violenza a Barletta. Il presunto autore del delitto è stato rintracciato e sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio.

Secondo quanto si apprende, l’episodio risale alla notte tra venerdì e sabato scorsi quando il 49enne, arrivato in Puglia quasi sei mesi fa e senza fissa dimora, sarebbe stato picchiato nel corso di un violento litigio con un suo coetaneo, avvenuto in pieno centro cittadino.

L’uomo, soccorso dal personale del 118, ha riportato un grave trauma cranico che ha comportato il ricovero nell’ospedale Dimiccoli di Barletta dove è morto alcune ore dopo.

Il movente del delitto sarebbe da ricercare nei rapporti personali tra la vittima e il suo presunto assassino che l’avrebbe aggredita a mani nude. Sull’accaduto indagano i carabinieri che hanno rintracciato e sottoposto a fermo l’indagato.

Assalto a portavalori, udienza in carcere: Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello restano in silenzio nell’interrogatorio

Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio davanti al gip Tea Verdereosa e al pm Alessandro Prontera.

Questa mattina era fissata alle 9.30 nel carcere di Lecce l’udienza di convalida dei fermi a carico dei due uomini ritenuti componenti del commando che lunedì mattina ha assaltato un portavalori sulla statale tra Brindisi e Lecce.

Sono accusati di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente.

I due sono stati fermati ai carabinieri mentre fuggivano a piedi nelle campagne di Squinzano poco dopo l’assalto armato, fallito, al blindato della Battistolli spa, contenente un carico di denaro contante di 5.904.436,00 euro. Si attende nelle prossime ore la convalida del fermo con la custodia cautelare in carcere.

Bari, autocarro controllato sull’A14. Fermo di 3 mesi e maxi multa: “Non idoneo al trasporto di animali”

Nel corso dello scorso fine settimana la Polizia di Stato, nell’ambito dei servizi di vigilanza e pattugliamento lungo l’autostrada A14, ha proceduto al controllo di un autoarticolato adibito al trasporto di bovini, fermato durante una sosta presso un’area di servizio.

Una pattuglia della Sezione Polizia Stradale di Bari ha individuato il mezzo, che aveva da poco effettuato le operazioni di carico ed era diretto verso Avellino. Sottoposto ad accertamenti approfonditi con il supporto del personale sanitario della locale ASL, sono state riscontrate irregolarità nelle modalità di trasporto degli animali, in violazione della normativa vigente.

Ulteriori verifiche svolte dagli operatori della Polizia Stradale hanno consentito di accertare l’inidoneità del veicolo al trasporto, nonché carenze nella documentazione del conducente. Alla luce delle violazioni riscontrate, il complesso veicolare è stato sottoposto a fermo amministrativo per la durata di tre mesi e sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 8.000 euro.

I bovini trasportati sono stati successivamente trasbordati su un altro mezzo idoneo, potendo così proseguire il viaggio verso la destinazione finale nel rispetto delle condizioni di sicurezza, igiene e tutela previste dalla legge.

L’attività si inserisce nel più ampio quadro dei controlli svolti dalla Polizia di Stato per garantire la sicurezza della circolazione stradale e il rispetto delle norme poste a tutela degli animali trasportati.