Sventato assalto a portavalori sull’A1, 14 fermati: sono tutti di Cerignola e Foggia. Ferito un poliziotto

La Polizia di Stato ha sventato un assalto a furgoni portavalori lungo l’autostrada A1, tra Bologna e Paderno Dugnano, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Chieti in collaborazione con quella di Modena.

L’operazione si è conclusa nelle campagne di Vignola (Modena), nei pressi del mercato ortofrutticolo, dove sono state arrestate 14 persone: quasi tutti italiani originari delle zone di Cerignola e Foggia, oltre a un cittadino albanese.

Durante le perquisizioni gli agenti hanno sequestrato un vero e proprio arsenale: almeno quattro mitragliatori AK-47, polvere pirica con dispositivi elettronici e manuali, chiodi a punta per bloccare il traffico, taniche di benzina, indumenti per travestimenti e un jammer per impedire le comunicazioni. Recuperati anche un autoarticolato usato per il trasporto dell’attrezzatura e quattro auto di grossa cilindrata, tra cui Maserati e Audi.

All’operazione hanno partecipato il Servizio centrale operativo, le Squadre Mobili di Chieti e Modena, con il supporto dei Nocs e di un elicottero. Un agente è rimasto lievemente ferito.

Secondo gli investigatori, il gruppo era altamente organizzato e pronto a colpire una società di trasporto valori in transito sull’A1. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha impedito l’assalto, neutralizzando la banda prima che potesse entrare in azione.

Assalto a portavalori sulla Lecce-Brindisi, trovate carbonizzate due auto del commando: caccia aperta ai banditi

Sono state ritrovate altre due delle auto usate dal commando armato che lo scorso 9 febbraio ha assalto il portavalori sulla superstrada Lecce-Brindisi. Si tratta di una Kia Sportage bianca e di un’Alfa Romeo Stelvio.

La prima è stata impiegata durante la fuga, la seconda è stata usata come auto civetta con lampeggiante. Entrambe le vetture sono state alle fiamme.

La scoperta nel tardo pomeriggio di ieri in una zona di campagna tra Salice salentino e Guagnano. A trovarle un agricoltore di passaggio che ha subito allarmato i Carabinieri.

Sabato scorso era stata rinvenuta una terza auto usata dal commando, una Jeep di colore chiaro abbandonata nei pressi del cimitero di San Pietro Vernotico. Al momento ancora nessuna traccia dei complici dei due banditi fermati, Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello.

I due sono stati fermati ai carabinieri mentre fuggivano a piedi nelle campagne di Squinzano poco dopo l’assalto armato, fallito, al blindato della Battistolli spa, contenente un carico di denaro contante di 5.904.436,00 euro.

Assalto da film al portavalori, guardie giurate senza tutele: “La nostra vita vale 3 euro al giorno”

Le immagini dell’assalto al portavalori sulla superstrada Lecce-Brindisi hanno fatto il giro del mondo. Torniamo ad occuparcene con Francesco De Carne, guardia giurata e sindacalista. Abbiamo scoperto che l’indennità per il trasporto come quello che stava avvenendo quel giorno vale solo 3 euro.

Non è l’unico problema di una categoria nascosta, le guardie giurate rischiano ogni giorno (e notte) la vita e in tanti sono costretti poi a fare i conti con traumi permanenti. Nel video allegato la denuncia e l’appello di Francesco De Carne.

Assalto a portavalori, udienza in carcere: Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello restano in silenzio nell’interrogatorio

Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio davanti al gip Tea Verdereosa e al pm Alessandro Prontera.

Questa mattina era fissata alle 9.30 nel carcere di Lecce l’udienza di convalida dei fermi a carico dei due uomini ritenuti componenti del commando che lunedì mattina ha assaltato un portavalori sulla statale tra Brindisi e Lecce.

Sono accusati di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente.

I due sono stati fermati ai carabinieri mentre fuggivano a piedi nelle campagne di Squinzano poco dopo l’assalto armato, fallito, al blindato della Battistolli spa, contenente un carico di denaro contante di 5.904.436,00 euro. Si attende nelle prossime ore la convalida del fermo con la custodia cautelare in carcere.

Assalto a portavalori, oggi le udienze di convalida dei due fermi. Dda contesta anche l’associazione mafiosa

Il gip di Lecce Tea Verderosa ha fissato per questa mattina alle 9.30 nel carcere di Lecce l’udienza di convalida dei fermi di pg a carico di Giuseppe Iannelli e Giuseppe Russo, ritenuti componenti del commando che lunedì mattina ha assaltato un portavalori sulla statale tra Brindisi e Lecce.

Sono accusati di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente.

I due sono stati fermati ai carabinieri mentre fuggivano a piedi nelle campagne di Squinzano poco dopo l’assalto armato, fallito, al blindato della Battistolli spa, contenente un carico di denaro contante di 5.904.436,00 euro. All’udienza di convalida sarà presente il sostituto procuratore di Lecce Alessandro Prontera e i difensori di fiducia dei due indagati.

Assalto a portavalori, il carabiniere ferito nell’inseguimento: “In quei momenti non pensi a nulla”

“Faccio le maratone, sono iscritto ad una associazione sportiva dilettantistica e quando l’ho visto fuggire mi sono detto, ‘se vuoi metterti a correre, corriamo pure e vediamo dove arriviamo’. Fino ad una mezza maratona ce l’avevo nelle gambe, 21 km, ma penso che sarei arrivato fino a Lecce pur di prenderlo”.

A parlare è il brigadiere Donato Russo, di 56 anni, uno dei carabinieri che ieri è intervenuto durante l’assalto al portavalori lungo la superstrada Brindisi-Lecce e che è riuscito a bloccare dopo un inseguimento uno dei due componenti del commando che ora sono in carcere.

Nelle fasi concitate della cattura ha avuto una colluttazione col fuggitivo ed ha riportato la frattura di una costola, una sospetta lesione ad una spalla, e escoriazioni al labbro per i pugni ricevuti. Ora è ricoverato nel reparto di Ortopedia del Vito Fazzi – Dea di Lecce.

Dall’ospedale racconta di avere corso oltre un chilometro e mezzo nelle campagne di Squinzano prima di riuscire a bloccare l’uomo. “In quei momenti – dice – non pensi a nulla, solo ad assicurarlo alla giustizia e ad arrestarlo. Poi a mente fredda pensi a quello che poteva accadere”.

Russo è in servizio nella sezione operativa dei carabinieri della compagnia di Campi salentina. Accanto a lui ci sono colleghi, la moglie Simona e il figlio Cristiano che dice: “Per me papà è un eroe. Ha messo davanti il dovere alla sua famiglia. Un gesto che insegna i valori di appartenenza alla divisa e i valori che incarna i valori l’Arma dei carabinieri e che lui ha trasmesso.

Sul fronte delle indagini le Procure di Lecce e di Brindisi sono in stretto contatto. Vengono analizzati gli elementi raccolti, le auto sequestrate usate dai malfattori e le decine di filmati girati dagli automobilisti che riprendono l’assalto. Le indagini si estendono anche nel Foggiano, territorio di origine dei due fermati, con controlli e perquisizioni.

Assalto a portavalori, il carabiniere coinvolto nell’inseguimento: “Hanno sparato per uccidere non siamo eroi”

Luca Petruzzo, brigadiere in servizio a Cellino San Marco, è uno dei carabinieri che hanno inseguito i due presunti componenti della banda che ha assaltato il portavalori con Kalashnikov ed esplosivo sulla strada Brindisi-Lecce.

“Ho ingaggiato l’inseguimento dell’auto con il collega a folle velocità – racconta – e loro hanno sparato contro la nostra auto di servizio: siamo riusciti a evitare il primo colpo di fucile, il secondo ha colpito il parabrezza. Abbiamo ancora continuato nonostante i due colpi fino a quando siamo entrati nel centro abitato dove c’erano scolaresche ai bambini e lì abbiamo desistito per evitare conseguenze”. Hanno sparato per uccidere? “Penso di sì”, ha risposto. Poi ha precisato: “Non ci sentiamo eroi, facciamo il nostro lavoro”.

Il vicebrigadiere Giuseppe Conte, del nucleo operativo radiomobile di Brindisi, non era in servizio ma si trovava sulla strada nel momento dell’assalto. Per questo ha dato l’allarme ma si è lanciato all’inseguimento dei malviventi con la propria auto.

“Ho messo in sicurezza le persone ed è sopraggiunta una macchina dalla parte posteriore – ha spiegato ai giornalisti – ho provato a bloccarla pensando fosse qualche utente della strada che si si stava infilando per per avvicinarsi. Ma sono ripartiti e da lì ho cominciato ad inseguirli per una quindicina di chilometri. Durante l’inseguimento ero continuamente in contatto con la centrale, dando tutte le indicazioni che potevano essere date. In tutto questo sono stato speronato due volte da un’altra macchina, che credo fosse un’auto di supporto dei malviventi”. “Il nostro è un lavoro di squadra, non di un singolo militare”, ha concluso.

Assalto a portavalori, fermati due foggiani di 62 e 39 anni: uno di loro è un ex militare. Caccia ai complici – NOMI

Sono Giuseppe Russo e Giuseppe Iannelli i due foggiani di 62 e 39 anni fermati con l’accusa di aver preso parte all’assalto del portavalori ieri mattina sulla superstrada Lecce-Brindisi. Uno di loro è un ex militare con una lunga esperienza nel battaglione San Marco (i lagunari di Marina).

Entrambi sono accusati concorso di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

Sono stati fermati e bloccati dopo un inseguimento tra Campi Salentina e Guagnano. I due hanno tentano la fuga a piedi ma un carabiniere li ha rincorsi e, dopo una violenta colluttazione, è riuscito a bloccarne uno, restando ferito. Poco dopo è stato fermato anche il secondo.

I due vengono condotti in caserma e sottoposti a interrogatorio, ma restano in silenzio e scatta così il fermo di indiziato di delitto. Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e i complici.

Assalto a portavalori, tragedia sfiorata durante la fuga: proiettile buca il parabrezza della gazzella dei Carabinieri

Un proiettile passa attraverso il parabrezza della gazzella dei Carabinieri. I militari sono illesi per questione di centimetri. Tragedia sfiorata questa mattina durante la fuga inscenata dopo l’assalto al portavalori avvenuto sulla superstrada tra Lecce e Brindisi.

La foto parla chiaro ed è inequivocabile. I pensieri inevitabilmente riconducono alla morte di Carlo Legrottaglie, il brigadiere ucciso il 12 giugno scorso nei pressi della zona industriale di Francavilla Fontana in un conflitto a fuoco con due persone scoperte a bordo di un’auto risultata rubata.

Secondo quanto ricostruito anche un carabiniere in borghese si è lanciato all’inseguimento del commando, ma la sua auto è stata speronata e scaraventata fuori strada.

Due foggiani sono stati fermati e arrestati, dopo aver tentato di nascondersi in una maniera piuttosto originale nelle campagne di Squinzano. Nella stessa zona sono state rinvenute anche due della auto utilizzate per l’assalto, una Jeep blu e un’Alfa Romeo Stelvio. I due fermati si trovano in caserma a Lecce. Secondo gli investigatori, la banda che ha assaltato il portavalori sarebbe stata composta da sei-otto persone.

Assalto a portavalori sulla superstrada Lecce-Brindisi, testimone sotto shock: “Arma puntata in faccia e auto rubata”

“Mi stavo recando all’università del Salento perché dovevo sostenere un esame questa mattina. Davanti a me mi sono ritrovata un camioncino posizionato diagonalmente che bloccava la strada. Ho pensato ad un incidente invece poi ho sentito degli spari e ho visto due persone incappucciate. Uno di loro aveva un fucile e ha sparato. lo mi sono nascosta per la paura dentro la macchina”.

Questo il racconto di una ragazza che questa mattina si è ritrovata coinvolta nell’assalto ai portavalori avvenuto sulla superstrada Lecce-Brindisi. Gli autori hanno bloccato la carreggiata posizionando auto di traverso e poi hanno fatto esplodere il furgone.

Dai video registrati dagli automobilisti in transito, si vedono almeno sei persone agire a volto coperto, alcune con indosso tute bianche e imbracciando armi. La rapina, a quanto si apprende, non sarebbe stata consumata. Per fuggire, i malviventi avrebbero poi rapinato dell’auto alcuni automobilisti in transito. La banda avrebbe agito usando auto con lampeggianti, per camuffarle come auto civili in servizio alla polizia.

“Quando hanno sparato loro hanno fatto retromarcia e non sapendo cosa fare, l’ho fatta anch’io – ha aggiunto -. Perché, sinceramente non stavo capendo nulla. Ma quando ho fatto manovra la macchina mi si è spenta. Non ho fatto in tempo a riaccendere l’auto che ho visto il rapinatore che mi puntava il fucile dentro la macchina. Mi ha fatto scendere dalla macchina e lì mi hanno lasciato in mezzo alla strada. Un ragazzo ha poi posizionato dei chiodi per terra e un’altra persona ha incendiato un’altra macchina. Con la mia invece sono scappati via. lo sono stata soccorsa da una persona che era dietro di me. La macchina è stata ritrovata più avanti e ora è sotto sequestro”.