Omicidio a Taranto, ucciso il 35enne Bakari Sako. Fermati 5 giovanissimi: un 15enne ha sferrato i fendenti mortali

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti è stato un ragazzo di 15 anni (ne compirà 16 tra qualche giorno) a sferrare i fendenti all’addome di Bakari Sako, con un coltello o un cacciavite, uccidendolo.

Il 35enne originario del Mali è stato accerchiato all’alba di sabato scorso da un gruppo di cinque giovani e ferito mortalmente da uno di loro in piazza Fontana, nella città vecchia di Taranto.

Sono cinque i fermi disposti, quattro dalla procura minorile e uno della procura ordinariaIl maggiorenne è Fabio Sale, di 20 anni, i quattro minori hanno tra i 15 e i 16 anni.

Bakari, stando a quanto viene riportato nel capo d’imputazione contestato nel provvedimento di fermo, è stato prima circondato e aggredito con pugni e spintoni. Poi ha cercato di fuggire ma è stato rincorso e colpito tre volte nella zona toracica e addominale con un’arma da taglio che il 15enne portava con sé.

Omicidio a Bisceglie, Filippo Uecchione ucciso in discoteca. Fermati tre giovanissimi: tra loro Dylan Capriati – NOMI

Nella mattinata odierna, con un’azione congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, sono stati eseguiti tre fermi di indiziati di delitto in relazione all’omicidio di Filippo Scavo, avvenuto il 19 aprile scorso nella discoteca “Divine Club” di Bisceglie, sulla base delle indagini svolte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Barletta-Andria-Trani, portate avanti anche con il supporto del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari e del Reparto Anticrimine di Bari.

+++ LA RICOSTRUZIONE DELL’OMICIDIO +++

Sono stati fermati tre giovanissimi, di età compresa tra i 21 e i 22 anni, ai quali sono stati contestati, a vario titolo, i reati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi da fuoco in luogo aperto al pubblico, aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio criminale di appartenenza.

Sono Dylan Capriati, Nicola Morelli di Bari e Aldo Lagioia di Corato. Ai tre è stato anche notificato un avviso di conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo di Filippo Scavo. Dylan Capriati è figlio di Mimmo (ucciso a 49 anni nel novembre 2018) e nipote di Lello. Morelli, incensurato, e Lagioia erano in discoteca a Bisceglie con il primo.

Faida tra clan, il Fermi annulla la visita a Barivecchia: “Per motivi di sicurezza preferiamo non rischiare”

Clima di preoccupazione tra studenti e famiglie dopo i recenti episodi di violenza nel centro storico. Una classe quarta del liceo scientifico Liceo scientifico Enrico Fermi di Bari ha deciso di annullare l’attività prevista nella zona di Bari Vecchia, inizialmente inserita nel programma di alternanza scuola-lavoro.

La decisione è stata comunicata agli studenti tramite un messaggio in chat: «Per motivi di sicurezza […] preferiamo non rischiare e rimanere a scuola». L’iniziativa, nata dalle preoccupazioni espresse da alcuni genitori per le recenti sparatorie, ha portato alla riprogrammazione delle attività all’interno dell’istituto.

Informata anche la dirigente scolastica, Giovanna Griseta, mentre tra gli studenti le reazioni sono state contrastanti: c’è chi ha accolto la decisione con sollievo e chi, invece, l’ha ritenuta eccessiva.

Assalto a portavalori, oggi le udienze di convalida dei due fermi. Dda contesta anche l’associazione mafiosa

Il gip di Lecce Tea Verderosa ha fissato per questa mattina alle 9.30 nel carcere di Lecce l’udienza di convalida dei fermi di pg a carico di Giuseppe Iannelli e Giuseppe Russo, ritenuti componenti del commando che lunedì mattina ha assaltato un portavalori sulla statale tra Brindisi e Lecce.

Sono accusati di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente.

I due sono stati fermati ai carabinieri mentre fuggivano a piedi nelle campagne di Squinzano poco dopo l’assalto armato, fallito, al blindato della Battistolli spa, contenente un carico di denaro contante di 5.904.436,00 euro. All’udienza di convalida sarà presente il sostituto procuratore di Lecce Alessandro Prontera e i difensori di fiducia dei due indagati.

Assalto ai bancomat, la banda della marmotta e i 17 colpi in un mese: 5 fermi fra Taranto e Bari – I NOMI

Una lunga scia di assalti agli sportelli automatici, messi a segno in tempi serrati e su territori distanti tra loro.

I carabinieri del Nucleo investigativo di Taranto hanno eseguito cinque fermi, nella serata di ieri, nei confronti di presunti appartenenti a una banda specializzata nei colpi ai bancomat con la cosiddetta tecnica della “marmotta”.

Il gruppo avrebbe operato tra la provincia ionica, la Basilicata, la Campania e il Lazio. In carcere è finito Cataldo Bartolo, 46 anni, barese, indicato come la mente dell’organizzazione. Arrestati anche Rocco Fronza, 20 anni, di Palagiano, Valentino Intini, 21 anni, di Massafra, Simone Vinella, 20 anni, e Alessandro Longo, 28 anni, di Grumo Appula.

L’inchiesta, coordinata dalla procura ionica, ha preso avvio dall’esplosione di un bancomat avvenuta il 15 novembre scorso a Montemesola. Secondo l’accusa, le indagini hanno consentito di attribuire agli indagati almeno 17 assalti, tra cui quelli avvenuti a Monteiasi, Palagiano, Mottola e Scanzano Jonico, oltre ad altri episodi registrati nelle province di Cosenza, Benevento, Frosinone, Caserta, Napoli, Salerno e Foggia.

Il gruppo avrebbe agito con modalità strutturate, dai sopralluoghi fino alla fase esecutiva, utilizzando esplosivi capaci di provocare danni ingenti. L’ultimo colpo risale alla notte tra il 2 e il 3 febbraio a Santa Margherita di Savoia. I bottini avrebbero un ammontare complessivo di oltre 170mila euro. I provvedimenti di fermo sono ora al vaglio del gip.

Assalti a sportelli Atm in tutta Italia, sgominata banda nel Foggiano: fermati 5 giovani. Bottino da 40mila euro

Un’associazione a delinquere finalizzata ai furti aggravati dall’utilizzo di materiale esplosivo ai danni di sportelli Atm, violazione della legge sulle armi, ricettazione e riciclaggio, commessi in diverse province italiane è stata sgominata dai carabinieri di Cerignola (Foggia) che hanno eseguito fermi disposti dalla procura di Foggia, nei confronti di cinque giovani tra i 20 e i 26 anni.

Quattro sono stati rintracciati in provincia di Foggia e uno nel catanese. Sono tutti domiciliati tra Orta Nova, Carapelle e Borgo Mezzanone. Due dei fermi sono stati convalidati, per altri tre i gip di Foggia e di Catania hanno emesso ordinanze di custodia cautelare in carcere. Complessivamente, nell’inchiesta sono indagate 13 persone.

Le indagini sono state avviate a settembre 2025 a seguito di una serie di furti ai danni di istituti di credito e postali commessi su tutto il territorio nazionale ( per un bottino complessivo stimato in circa 40.000 euro) e ha consentito di individuare un’organizzazione criminale, con base logistica in provincia di Foggia (tra i comuni di Cerignola, Orta Nova e Carapelle) specializzata nell’assalto con la tecnica della marmotta, ovvero con ordigno esplosivo posizionato nelle fessure degli sportelli.

Stando a quanto accertato, il gruppo avrebbe utilizzato auto di grossa cilindrata rubate e con targhe clonate oppure noleggiate a Cerignola, e a ciascun componente era affidato un compito preciso durante gli assalti: autisti, vedette, staffettisti, esecutori con compiti operativi e logistici. Nel corso di perquisizioni sono stati sequestrati una pistola clandestina e candelotti esplosivi.

Bari, follia al torneo del liceo Fermi. Minacce, insulti e pugni: mega rissa tra studenti e genitori

Aggressione ieri mattina a Japigia durante il torneo calcistico organizzato dagli studenti del Fermi. Tutto ha avuto origine a causa di un ragazzo che non era in campo, spettatore sugli spalti e studente dello stesso liceo scientifico, che ha iniziato a inveire contro il portiere di una delle due squadre in campo solo perché aveva esultato per un gol.

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Bari, aggressione al liceo Fermi: entra in classe e rompe il timpano a studente 17enne

Uno studente di 17 anni è stato picchiato ieri mattina in classe al Liceo Scientifico Fermi. Il suo aggressore, un coetaneo che a quanto pare non frequenta l’istituto, è riuscito ad entrare da un ingresso secondario aperto per i colloqui dei genitori, ha raggiunto la vittima e l’ha picchiata alla presenza del professore. Il 17enne ha rimediato la rottura del timpano. L’aggressore si è allontanato senza dire nulla, ignoti i motivi dell’aggressione. Le attività di autogestione in programma nei prossimi giorni sono state annullate.