Omicidio Filippo Scavo, i killer entrati già armati in discoteca: “Falle nei controlli”. Il Divine non riapre

Nuovi particolari emergono sull’omicidio di Filippo Scavo, il 43enne ucciso all’alba del 19 aprile nel Divine Club di Bisceglie, delitto che ha riacceso la faida tra i clan baresi Strisciuglio e Capriati. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due killer sarebbero entrati in discoteca già armati, approfittando delle falle nel sistema di controllo del locale.

Le indagini della Direzione distrettuale antimafia puntano ora a individuare i complici di Dylan Capriati e Aldo Lagioia, accusati di aver sparato contro Scavo insieme a Michele Morelli, anch’egli in carcere. Gli investigatori cercano almeno altre tre persone coinvolte, tra cui chi avrebbe aperto una porta di sicurezza consentendo ai killer di raggiungere nuovamente la vittima dopo un primo tentativo di fuga. Ancora irreperibili la Lancia Ypsilon usata per la fuga e le due pistole impiegate nell’agguato.

Secondo i carabinieri, il primo tentativo di colpire Scavo sarebbe avvenuto all’esterno del locale poco prima delle 4 del mattino. Il fatto che i tre non abbiano avuto il tempo di recuperare le armi dall’auto rafforza l’ipotesi che le avessero già con sé all’ingresso del Divine Club.

Nell’ordinanza del gip Giuseppe Ronzino viene evidenziata la vulnerabilità dei controlli all’ingresso della discoteca, dove sarebbero state frequenti deroghe e accessi facilitati attraverso il cosiddetto “saltafila”. Una gestione definita dal giudice solo formalmente rigorosa, ma facilmente aggirabile nella pratica.

Nel frattempo il Divine Club, che aveva annunciato la riapertura per la stagione estiva, ha rinviato l’evento: parte del locale resta sotto sequestro mentre le indagini proseguono.

Omicidio in discoteca a Bisceglie, celebrati i funerali di Filippo Scavo: cerimonia privata al cimitero di Carbonara

Si sono svolti all’alba di questa mattina, nel cimitero di Carbonara, i funerali di Filippo Scavo, il quarantenne ucciso con un colpo d’arma da fuoco all’interno di una discoteca di Bisceglie alcune settimane fa.

La cerimonia funebre si è tenuta in forma strettamente privata, alla presenza di pochi familiari e conoscenti. Massiccio il dispositivo di sicurezza predisposto dalle forze dell’ordine, presenti con numerosi uomini per presidiare l’area del cimitero durante lo svolgimento delle esequie.

 

Omicidio Filippo Scavo, il gip: “Dylan Capriati non si fece vedere a Barivecchia dopo averlo ucciso”

Dopo l’omicidio di Filippo Scavo, il 43enne ritenuto vicino al clan Strisciuglio ucciso il 19 aprile scorso all’interno del Divine Club di Bisceglie, le abitudini dei tre indagati sarebbero cambiate radicalmente. È quanto emerge dall’ordinanza con cui il gip di Bari Giuseppe Ronzino ha convalidato il fermo di Dylan Capriati e Nicola Morelli, mentre il fermo del terzo indagato, Aldo Lagioia, è stato convalidato dalla gip di Trani Marina Chiddo.

Secondo il giudice, dopo il delitto Capriati sarebbe diventato irreperibile nei luoghi della città vecchia di Bari dove veniva abitualmente controllato dalle forze dell’ordine. I tre indagati furono fermati contestualmente agli 11 arresti eseguiti nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Raffaele “Lello” Capriati, avvenuto a Bari nell’aprile 2024. Per gli investigatori, l’uccisione di Scavo rappresenterebbe una vendetta del clan Capriati contro i rivali degli Strisciuglio.

Nell’ordinanza il gip evidenzia la “spiccata indole violenta” degli indagati e la “spavalda ostentazione” delle armi utilizzate in un locale affollato e aperto al pubblico, sottolineando il rischio che potessero essere colpite altre persone presenti.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, armati sarebbero stati Capriati e Lagioia che, dopo aver incrociato Scavo all’esterno della discoteca, lo avrebbero raggiunto all’interno colpendolo con un proiettile alla base del collo. Entrambi avrebbero sparato, ma solo un colpo si sarebbe rivelato fatale. Dopo il delitto Capriati e Lagioia si sarebbero allontanati a bordo di una Lancia Y, mentre Morelli, che non era armato, sarebbe rientrato autonomamente a casa.

Omicidio Filippo Scavo, restano in carcere Dylan Capriati e i due amici: “Possono sparare ancora e scappare”

Restano in carcere Dylan Capriati e Nicola Morelli, i due 21enni accusati dell’omicidio di Filippo Scavo, avvenuto il 19 aprile scorso all’interno del Divine Club di Bisceglie. Il gip del tribunale di Bari, Giuseppe Ronzino, ha convalidato il fermo evidenziando il concreto pericolo di reiterazione del reato e di fuga da parte degli indagati.

Entrambi si sono presentati all’udienza di convalida scegliendo di non rispondere alle domande. Morelli, assistito dall’avvocata Valeria Volpicella, ha sostenuto di trovarsi casualmente nel locale e di non aver preso parte al piano criminoso, una versione che però non ha convinto il giudice.

Nell’ordinanza il gip sottolinea come le discoteche possano trasformarsi, per soggetti legati alla criminalità organizzata, in “palcoscenici” utili a ostentare forza intimidatoria e potere mafioso, anche attraverso dinamiche alimentate sui social come Instagram e TikTok.

Secondo il giudice, Capriati e Morelli avrebbero mostrato particolare spregiudicatezza e indifferenza verso l’incolumità pubblica, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco a breve distanza nonostante la presenza di numerosi clienti nel locale. A pesare anche il rischio di fuga: subito dopo il delitto i due sarebbero risultati irreperibili e, in alcune intercettazioni, si parlerebbe di un possibile trasferimento di Morelli a Napoli.

Per il gip, le modalità dell’omicidio – compiuto a volto scoperto, in un locale affollato e durante una serata danzante – richiamano chiaramente dinamiche e metodi mafiosi.

Faida Capriati-Strisciuglio: “Solo un miracolo ha evitato altre vittime”. Filippo Scavo era già “condannato a morte”

La guerra di mafia tra i clan Strisciuglio e Capriati torna a insanguinare Bari. Secondo quanto emerge dalle indagini sugli omicidi di Lello Capriati e Filippo Scavo, la faida tra i due gruppi criminali avrebbe potuto provocare molte più vittime negli ultimi due anni.

Gli investigatori ritengono che Filippo Scavo fosse stato condannato a morte già dopo l’assassinio di Lello Capriati, ucciso da Luca Marinelli. A volerlo eliminare sarebbero stati Sabino e Christian Capriati. In un episodio avvenuto a Bari, Christian Capriati avrebbe anche sparato contro Scavo dopo averlo incrociato in auto, senza però riuscire a colpirlo.

La rivalità tra i clan, iniziata negli anni Novanta, si sarebbe riaccesa per la rottura di equilibri interni da parte delle giovani leve criminali. Il gip Vittorio Rinaldi parla di gruppi incapaci di contenere “l’ostentazione della propria potenza criminale”, esibita apertamente nei luoghi della movida barese.

Tra gli episodi ricostruiti dagli inquirenti figura una lite armata al pub Demetra, nata da uno sguardo rivolto alla ragazza che accompagnava Scavo. “Che ti guardi”, le parole di Scavo. “Non posso guardare?”, la risposta di Capriati. Un altro collaboratore di giustizia, Michele Miccoli, ha descritto come impossibile una vera pace tra Strisciuglio e Capriati: “Come vedere i pipistrelli di giorno”.

La violenza si è consumata spesso in mezzo alla gente. Nell’estate scorsa Mimmetto Strisciuglio e Christian Capriati si sarebbero puntati le pistole dentro la discoteca Clorofilla di Castellaneta, mentre un altro scontro armato sarebbe stato evitato davanti al Doa di Bari. Già dopo l’omicidio di Antonella Lopez, uccisa per errore durante una sparatoria al Divine Club il 22 settembre 2024, commercianti e gestori dei locali dell’Umbertino avevano denunciato paura e tensione crescente tra giovani affiliati armati.

Per l’omicidio di Filippo Scavo sono stati fermati Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Michele Morelli, che saranno interrogati dal gip Giuseppe Ronzino. Nell’ambito dell’inchiesta sull’assassinio di Capriati saranno ascoltati anche Sabino Capriati, Onofrio Lorusso e Angelo Vincenzo Caruso, vicino agli Strisciuglio.

Nei prossimi giorni verranno interrogati anche Luca Marinelli e Nunzio Losacco, accusati dell’omicidio di Lello Capriati, delitto che secondo gli investigatori sarebbe stato ordinato dai vertici degli Strisciuglio dopo alcuni attacchi armati compiuti dai figli di Capriati nel quartiere Carbonara.

Intanto la Procura di Bari ha disposto l’autopsia sul corpo di Scavo, affidata al professor Francesco Introna e prevista per il 12 maggio. Restano aperte anche le indagini sull’uccisione del cameriere Angelo Pizzi, assassinato in un ristorante di Bisceglie: gli investigatori cercano di capire se sia stato colpito per errore nell’ambito della stessa guerra mafiosa.

Omicidio Filippo Scavo, telecamere e testimoni “coraggiosi”: così sono stati incastrati Dylan Capriati e i due amici

Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Filippo Scavo, ucciso nella notte del 19 aprile al Divine Club di Bisceglie. Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Bari, il delitto sarebbe stato compiuto in appena undici secondi, tra la chiusura e la riapertura del varco d’ingresso della discoteca.

Va chiarito chi ha fatto rientrare Dylan Capriati armato in discoteca. Secondo gli investigatori, Capriati e Lagioia sarebbero entrati nel locale armati, mentre Morelli avrebbe avuto un ruolo di supporto. Le immagini delle telecamere mostrerebbero un primo tentativo fallito all’esterno della discoteca: Scavo sarebbe riuscito a rientrare nel locale cercando rifugio tra la folla, ma i tre lo avrebbero inseguito e colpito mortalmente pochi secondi dopo.

I tre indagati sono accusati, a vario titolo, di omicidio aggravato dal metodo mafioso e dalla finalità di favorire il clan Capriati, oltre che di detenzione e porto illegale di armi. A incastrarli le immagini delle telecamere, le testimonianze raccolte, tra cui un carabiniere fuori servizio che ha visto l’auto su cui sono scappati gli aggressori, e altri elementi identificativi come tatuaggi, abbigliamento e calzature. Nelle prossime ore gli indagati compariranno davanti al gip per l’udienza di convalida, mentre sarà affidato l’incarico per l’autopsia sul corpo della vittima.

L’omicidio di Lello Capriati dopo l’agguato a Carbonara: la risposta degli Strisciuglio e la “terza guerra mondiale”

Mentre si attende la convalida dei fermi di Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Michele Morelli, arrestati con l’accusa di aver ucciso Filippo Scavo nel Divine Club di Bisceglie il 19 aprile scorso, emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Lello Capriati, assassinato il 1° aprile 2024 con quattro colpi di pistola.

Secondo gli investigatori della Direzione distrettuale antimafia di Bari, i due delitti sono strettamente collegati e inseriti nella faida tra il clan Capriati e il gruppo Strisciuglio. L’omicidio di Scavo, infatti, sarebbe stato la risposta alla morte di Lello Capriati, nipote dello storico boss di Bari Vecchia Tonino Capriati.

Le indagini ricostruiscono un clima di tensione crescente già nei giorni precedenti all’agguato. Lello Capriati avrebbe tentato di mediare tra i suoi figli e alcuni giovani legati agli Strisciuglio, ma la tregua sarebbe saltata il 29 marzo 2024, quando Christian e Bino Capriati avrebbero fatto irruzione a Carbonara, territorio controllato dagli Strisciuglio, per colpire Filippo Scavo. Nell’azione rimasero feriti due giovani.

A confermare la ricostruzione sono anche alcune intercettazioni raccolte dagli inquirenti. In una conversazione dal carcere, un detenuto racconta che “i ragazzi di Capriati” erano andati a sparare contro uomini vicini a Sigismondo Strisciuglio, detto “Gino La Luna”. Nella stessa telefonata si parla della reazione del clan rivale, deciso a colpire nel cuore della roccaforte dei Capriati, a Barivecchia.

Secondo quanto emerge dalle intercettazioni, gli Strisciuglio si sarebbero organizzati rapidamente per vendicare l’attacco subito, avviando quella che viene definita “la terza guerra mondiale” tra i due gruppi criminali. “I ragazzini, i figli di 20 anni, quelli sono cornuti, quelli non si possono vedere a ballare, si trovano a ballare e si litigano. Dice che hanno detto: mò ci siamo cacati il cazzo, basta a fare pace”. Poi aggiunge: “Fu proprio quello il mamastrone che diede l’ordine, lui fu che disse: prendetelo e date al padre, non me ne frega niente, vedete voi come dovete fare”. Il detenuto indica nel capoclan Sigismondo Strisciuglio colui che rebbe dato a Gianluca Marinelli, arrestato ieri, l’ordine di uccidere Lello Capriati.

I Capriati e la festa in carcere per l’omicidio Scavo tra brindisi e selfie sui social: ecco la reazione degli Strisciuglio

Nelle ore successive all’omicidio di Filippo Scavo, 43enne del clan Strisciuglio di Bari ucciso nella discoteca ‘Divine Club’ di Bisceglie all’alba del 19 aprile scorso, gli inquirenti sono stati in grado di registrare le reazioni dei detenuti al delitto.

I carcerati del clan Strisciuglio, ha sottolineato la pm della Dda Bruna Manganelli, hanno mostrato il lutto “rovesciando un biliardino del carcere per non farlo utilizzare”.

Quelli del clan Capriati, invece, hanno festeggiato e brindato, “pubblicando anche le foto sui social”. Tre di loro si mostrano su Instagram in cella con bottiglie di birra in mano, e viene poi pubblicata da un detenuto sul social la foto di un frigorifero con all’interno birre e un’arma da fuoco a canna lunga e la scritta inequivocabile: “Il piatto va servito freddo, ognuno avrà ciò che merita’. Le foto sono contenute nelle circa mille pagine dei due provvedimenti restrittivi eseguiti.

Sono questi gli ultimi dettagli emersi dalle carte del blitz antimafia di quest’oggi che ha portato all’arresto di diversi esponenti dei clan Strisciuglio e Capriati. Le autorità temevano possibili scontri anche durante le celebrazioni di Festa di San Nicola, e per questo sono state accelerate le operazioni.

Filippo Scavo ucciso in discoteca da Dylan Capriati e due amici: l’omicidio d’onore ripreso dalle telecamere

Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Filippo Scavo, 42enne detto Uecchione, esponente del clan Strisciuglio di Bari ucciso nella notte tra il 18 e il 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie.

Per l’omicidio sono stati fermati Dylan Capriati, 22 anni, figlio di Mimmo (assassinato nel 2018) e nipote di Lello (ucciso a Pasquetta del 2024 in un agguato mafioso), e altri due giovani, Nicola Morelli, 21 anni oggi, e Aldo Lagioia, 22 anni, di Corato, tutti ritenuti appartenenti al clan Capriati. I tre sono accusati di omicidio premeditato e porto abusivo di arma da fuoco aggravati dal metodo mafioso e dall’agevolazione di un sodalizio mafioso.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, si tratta di un omicidio d’onore per vendicare la morte di Lello Capriati. L’omicidio Scavo è stato ricostruito grazie alle immagini delle telecamere e alle intercettazioni. L’agguato si è consumato alle 3,53 dopo che Filippo Scavo era rientrato nel privè. Capriati e Lagioia, armati, insieme al complice Nicola Morelli, sono riusciti con la forza a farsi aprire la porta di accesso al locale e poi avrebbero sparato al 42enne, scappando con le armi ancora in pugno a bordo di una Lancia Y.

In precedenza si era già consumata una lite  all’esterno della discoteca, in cui già ci sarebbe stato un tentativo di omicidio. A uccidere Scavo un solo colpo al di sotto della base del collo. I tre giovanissimi sapevano di essere stati individuati anche perché riconosciuti in discoteca. In particolare Nicola Morelli stava per scappare a Napoli.

Filippo Scavo era il “ragazzo” di Carlo Alberto Barresi, a sua volta fratello di sangue di Luca Marinelli, arrestato oggi perché ritenuto esecutore materiale dell’omicidio di Lello Capriati, zio di Dylan.

 

“Marinelli ha ucciso Lello”, tutto nasce da Filippo Scavo: minacciò con una pistola Christian Capriati. Poi lo sfacelo

Luca Marinelli, 47 anni e figura di rilievo del clan Strisciuglio, è stato arrestato oggi, 5 maggio, con l’accusa di essere l’esecutore materiale dell’omicidio del rivale Lello Capriati, avvenuto il 1° aprile 2024. L’uomo si trovava già in carcere da aprile 2024 per una sparatoria avvenuta nell’agosto 2023 in piazza a Carbonara. Con lui arrestato anche Nunzio Losacco che avrebbe guidato la moto con cui i due avrebbero raggiunto Capriati, che quella sera era in macchina nel quartiere Torre a Mare insieme a una donna rimasta illesa.

Secondo gli investigatori, Marinelli occuperebbe una posizione di vertice nell’articolazione del clan Strisciuglio nel quartiere Carbonara. Il suo nome emerge anche nell’ambito dell’omicidio del 42enne Filippo Scavo, ucciso da Dylan Capriati in un delitto ritenuto dagli inquirenti legato a dinamiche di “onore” mafioso. Scavo era vicino a Carlo Alberto Barresi, figura a sua volta legata a Marinelli da vincoli familiari.

Le indagini ricostruiscono un’escalation di violenza iniziata il 29 marzo 2024, quando Scavo avrebbe minacciato con una pistola Christian Capriati all’esterno di un pub. Nelle ore successive, Christian e il fratello Sabino Capriati avrebbero ferito due giovani vicini agli Strisciuglio a Carbonara. Due giorni dopo, Lello Capriati venne ucciso. Un delitto che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato vendicato con l’uccisione di Scavo qualche settimana fa a Bisceglie.

Capriati era tornato in libertà nel 2022 dopo aver scontato 17 anni di carcere per l’omicidio di Michele Fazio, un caso che aveva profondamente segnato la città. Il nome di Marinelli era già emerso più volte nelle cronache giudiziarie. Recentemente era stato segnalato come occupante abusivo di un alloggio popolare a Ceglie del Campo, assegnato al padre deceduto nel 2023. In passato, nel 2018, era stato arrestato per estorsioni ai danni degli organizzatori di concerti al Palaflorio, in concorso con Barresi. Dopo un periodo di latitanza, si era poi consegnato alle autorità.