Bisceglie, ucciso Filippo Scavo in discoteca. I testimoni: “Poteva essere una strage. Erano due le persone armate”

Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Filippo Scavo, 42enne pregiudicato barese di Carbonara, ucciso all’interno di una discoteca di Bisceglie intorno alle 4 del mattino di domenica 19 aprile.

Secondo le prime testimonianze raccolte sul posto, al momento degli spari il locale era affollato. «Hanno sparato quando il locale era pieno di gente, poteva essere una strage», racconta un giovane presente, che riferisce di essere stato a pochi metri dalla vittima.

L’uomo che ha aperto il fuoco, secondo il suo racconto, sarebbe salito dalle scale d’ingresso e avrebbe sparato alle spalle di Scavo esplodendo almeno quattro colpi.

Alcuni testimoni parlano anche della presenza di due persone armate. «Uno ha sparato, all’altro forse si è inceppata la pistola», riferisce un’altra persona. Un elemento che, se confermato, aggraverebbe ulteriormente il quadro dell’azione criminale.

Bisceglie, il 43enne Filippo Scavo ucciso in discoteca: era affiliato al clan Strisciuglio. Altre liti in passato nei locali

Il 43enne Filippo Scavo, ucciso nella notte durante una sparatoria nella discoteca di Divine club di Bisceglie (ex Divinae Follie), era ritenuto un esponente del clan mafioso Strisciuglio di Bari.

Il suo nome, inoltre, è contenuto in numerosi atti giudiziari della Dda di Bari relativi a episodi degli ultimi hanno che hanno visto protagonisti gruppi composti da esponenti di clan baresi fronteggiarsi in locali e discoteche.

Si fa riferimento a Scavo anche in alcune informative delle forze dell’ordine confluite nell’inchiesta sull’omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore in un conflitto a fuoco tra giovani rampolli dei clan, il 22 settembre del 2024 all’interno della discoteca Bahia di Molfetta, nel Barese.

Negli atti, Scavo viene citato per un episodio in un locale di Bari, a marzo del 2024, in cui avrebbe affrontato un esponente del clan rivale dei Capriati. Le indagini della Dda di Bari hanno riguardato in particolare episodi di cui erano “protagonisti alcuni giovani esponenti delle più blasonate organizzazioni criminali baresi e, più in particolare delle famiglie Capriati, Palermiti, Parisi e Strisciuglio”.

Il filo conduttore “dell’approfondimento su cui si è soffermata l’attenzione info investigativa è quello degli alterchi nei luoghi di aggregazione dei giovani, specie nelle discoteche” perché al loro interno si fronteggiavano “diverse fazioni riconducibili alle associazioni di tipo mafioso insistenti sul territorio”. L’omicidio di Scavo nella discoteca Divine club non è collegato alla morte di Antonella Lopez. Sull’accaduto la Dda indaga per omicidio con l’aggravante mafiosa