Prima la lite, poi l’omicidio nel privé della discoteca: così Filippo Uecchione è stato ucciso da Capriati e due amici

Sarebbe stato un agguato premeditato quello avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 aprile al Divine Club, dove è stato ucciso il 42enne Filippo Scavo, detto “Uecchione”, ritenuto esponente del clan Strisciuglio di Bari e ancora attivo nel traffico di droga nonostante una lunga detenzione.

A ricostruire i fatti è la Direzione distrettuale antimafia di Bari: questa mattina è stato eseguito un decreto di fermo nei confronti di tre giovani – Dylan Capriati, 22 anni, Nicola Morelli, 21, e Aldo Lagioia, 22, di Corato – ritenuti legati al clan Capriati. Per tutti l’accusa è di omicidio premeditato e porto abusivo di arma da fuoco, aggravati dal metodo mafioso.

Secondo le indagini, condotte dai carabinieri e dalla Squadra Mobile, l’azione si è sviluppata in più fasi. Dopo una prima lite all’esterno del locale, già degenerata in un tentativo di aggressione, i tre avrebbero fatto irruzione armati nel privé della discoteca alle 3:53, sparando contro Scavo. Fatale un colpo al collo. Subito dopo, la fuga a bordo di una Lancia Y.

Le investigazioni, supportate da telecamere e intercettazioni, delineano un’azione organizzata e coordinata, inserita in un contesto di forte tensione tra i clan Capriati e Strisciuglio, storicamente in conflitto per il controllo del traffico di droga e del territorio.

Gli inquirenti collegano il delitto anche ad altri episodi recenti, tra cui il ferimento del 21enne Kevin Ciocca nella città vecchia di Bari, ritenuto una possibile ritorsione. Dalle intercettazioni emerge inoltre che uno degli indagati, Nicola Morelli, stava pianificando la fuga a Napoli.

Omicidio a Bisceglie, Filippo Uecchione ucciso in discoteca. Fermati tre giovanissimi: tra loro Dylan Capriati – NOMI

Nella mattinata odierna, con un’azione congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, sono stati eseguiti tre fermi di indiziati di delitto in relazione all’omicidio di Filippo Scavo, avvenuto il 19 aprile scorso nella discoteca “Divine Club” di Bisceglie, sulla base delle indagini svolte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Barletta-Andria-Trani, portate avanti anche con il supporto del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari e del Reparto Anticrimine di Bari.

+++ LA RICOSTRUZIONE DELL’OMICIDIO +++

Sono stati fermati tre giovanissimi, di età compresa tra i 21 e i 22 anni, ai quali sono stati contestati, a vario titolo, i reati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi da fuoco in luogo aperto al pubblico, aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il sodalizio criminale di appartenenza.

Sono Dylan Capriati, Nicola Morelli di Bari e Aldo Lagioia di Corato. Ai tre è stato anche notificato un avviso di conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo di Filippo Scavo. Dylan Capriati è figlio di Mimmo (ucciso a 49 anni nel novembre 2018) e nipote di Lello. Morelli, incensurato, e Lagioia erano in discoteca a Bisceglie con il primo.

Omicidi di Lello Capriati e Filippo Scavo, blitz antimafia all’alba: 11 arresti e 3 fermi. Duro colpo ai clan

Sono 11 le persone arrestate e 3 quelle fermate nell’ambito delle indagini sugli omicidi di Lello Capriati, assassinato a Bari il primo aprile 2024 e di Filippo Scavo, il 43enne ucciso a colpi di arma da fuoco lo scorso 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie, nel nord Barese.

Le persone coinvolte sono ritenute esponenti dei clan baresi rivali Strisciuglio e Capriati ai quali sono riconducibili gli ultimi episodi di sangue, avvenuti a Bari e a Bisceglie. Eseguiti anche perquisizioni e sequestri. L’operazione è condotta da carabinieri, polizia e guardia di finanza coordinati dalla Dda di Bari.

L’audio shock di un pentito: “So chi ha ucciso Scavo al Divinae l’hanno visto. Temo per San Nicola”

Gli ultimi episodi di cronaca hanno nuovamente seminato panico e terrore a Bari tra omicidi, sparatorie e gambizzazioni. L’intervista a Raffaele Diomede, ha aperto il vaso di Pandora e, qualche ora dopo la pubblicazione del servizio, siamo stati contattati da un pentito e collaboratore di giustizia che ci ha fornito dettagli sull’omicidio di Filippo Scavo, il 40enne ucciso nella discoteca Divinae di Bisceglie. L’uomo afferma di sapere chi è il killer di Uecchione, un ragazzino, e teme che la “guerra” sia solo iniziata.

Filippo Scavo ucciso in discoteca a Bisceglie, il racconto del dj: “Sono stravolto e devastato. Provo disgusto”

Doveva essere l’inizio della stagione estiva, una notte di musica e spensieratezza. Invece si è trasformata in tragedia al Divine Club di Bisceglie, dove nella notte tra sabato e domenica è stato ucciso il 42enne Filippo Scavo.

A raccontare quei momenti è il dj Valerio Di Zanni, originario di Corato, che si trovava alla consolle quando sono stati esplosi i colpi di arma da fuoco intorno alle 3:55. Inizialmente non si è accorto di nulla, concentrato sulla musica, poi il segnale dalla pista e lo stop improvviso hanno cambiato il volto della serata.

“Quello che è accaduto sabato mi ha stravolto. Tutt’ora non credo di sentirmi bene. È una brutta botta emotiva, difficile da metabolizzare per me. Mi sono sentito sudicio, ho provato disgusto per quello che stava facendo sulla scena di un crimine, anche se chiunque mi ripete che io non c’entro niente. Ho sposato una causa: portare la festa nel cuore delle persone con la mia musica, e proprio sul più bello, proprio durante il mio spettacolo preparato con cura, è successo l’impensabile”, le sue parole.

“Ho letto che si sarebbe trattato di un regolamento di conti. Potevate risolvere tutto a casa vostra, nel vostro condominio, non a casa mia, non con la mia musica, con la mia crew, con la mia gente. Gli atti di sopraffazione, le prove di crudeltà hanno bisogno di un palcoscenico per fare scalpore e loro hanno utilizzato un palcoscenico costruito per condividere gioia, divertimento, sentimenti di amicizia ed empatia. Adesso i proprietari, i gestori, i tecnici, gli addetti sono devastati. E io con loro”, aggiunge.

“Grazie per i messaggi di incoraggiamento, di rassicurazione, di affetto, di stima. Grazie per esservi preoccupati per me e per noi: stiamo bene, sto bene. Ho una dolore dentro che si riaccende quando penso a tutto quell’orrore. Ora cercherò di ricaricare la batteria aspettando di potervi riabbracciare: nos vemos pronto familia”, conclude.

Omicidio Filippo Scavo, la vedova di Lello Capriati su TikTok: “Prima o poi la pagherete. Dio vede e provvede”

Dall’omicidio di Lello Capriati a quello di Filippo Scavo. Un delitto che riaccende i riflettori sulle tensioni mai sopite tra i clan baresi Capriati e Strisciuglio e che gli investigatori collegano a vecchi contrasti e possibili regolamenti di conti.

Scavo era già finito al centro di episodi di tensione: pochi giorni prima dell’assassinio di Lello Capriati, aveva avuto un acceso confronto con Christian, figlio della vittima. Un episodio che non era degenerato nell’immediato, ma che secondo gli inquirenti potrebbe inserirsi nella spirale di violenze culminata prima con l’omicidio di Lello e ora con quello dello stesso Scavo.

Determinanti per le indagini sono le immagini delle telecamere di sorveglianza del locale “Divinae”, che hanno ripreso la scena del delitto. A rendere ancora più preoccupante il contesto è un video pubblicato sui social da Maria Lorusso, vedova di Capriati, un giorno fa.

Nel filmato, accompagnato da un messaggio dal tono minaccioso, si allude a una sorta di giustizia inevitabile. “È tutto scritto. Prima o poi la pagherete: ricorda che Dio prima vede e dopo provvede. Baci, col cuore, io sempre aspetto il sole”, si legge. E i commenti al video sembrano riflettere un sentimento di vendetta, con frasi che evocano attese e ritorsioni.

Filippo Scavo ucciso in discoteca, le telecamere del Divinae hanno ripreso l’omicidio: caccia al killer

Potrebbero avere le ore contate i responsabili dell’omicidio di Filippo Scavo, il 42enne di Carbonara ucciso nella notte tra sabato e domenica al Divine Club di Bisceglie. La scena del delitto sarebbe stata ripresa dalle telecamere interne del locale, elementi che stanno consentendo ai carabinieri di ricostruire con precisione le ultime fasi prima della sparatoria.

Gli investigatori avrebbero già identificato diverse persone presenti al momento dei fatti, comprese quelle che avevano avuto un acceso diverbio con la vittima. Molti dei soggetti coinvolti risultano già noti alle forze dell’ordine, circostanza che potrebbe accelerare le indagini.

Prende sempre più consistenza la pista della faida tra clan: Scavo, ritenuto vicino agli Strisciuglio, avrebbe avuto contrasti con esponenti del gruppo rivale dei Capriati di Bari Vecchia. L’omicidio sarebbe maturato al culmine dell’ennesimo litigio degenerato in violenza armata.

A rafforzare questa ipotesi è il ferimento di Kevin Ciocca, giovane vicino al clan Capriati, avvenuto la sera del 19 aprile nel borgo antico di Bari. Il 20enne è stato colpito da un proiettile alla gamba ed è stato dimesso dopo poche ore dal Policlinico. Secondo gli inquirenti, l’agguato potrebbe rappresentare una ritorsione collegata all’omicidio Scavo.

Negli ultimi due anni, gli scontri tra i due gruppi sarebbero stati frequenti, anche con episodi armati. Tra questi, una sparatoria nel marzo 2024 a Carbonara e il successivo omicidio di Lello Capriati.

Intanto, il Divine Club resta sotto sequestro parziale. All’interno della discoteca proseguono i rilievi nell’ambito dell’inchiesta per omicidio aggravato dal metodo mafioso, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. La direzione del locale ha dichiarato piena collaborazione, sottolineando l’adozione di misure di sicurezza rafforzate, tra cui controlli con metal detector.

Resta però da chiarire come l’arma sia stata introdotta. Secondo una prima ricostruzione, il killer potrebbe averla recuperata all’esterno dopo un litigio. Gli inquirenti non escludono tuttavia altre ipotesi, anche alla luce di precedenti indagini che hanno evidenziato come l’ingresso armato nei locali notturni possa avvenire con la complicità di addetti alla sicurezza.

Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo: la presenza, quella sera, di alcuni sorveglianti provenienti da Bari Vecchia. Un elemento che, per gli investigatori, potrebbe collegare direttamente l’omicidio all’ambiente dei Capriati.

Filippo Scavo ucciso in discoteca, rimosse dai social le minacce del figlio: “Ce li mangeremo senza pietà”

Un messaggio carico di dolore e rabbia, dai toni minacciosi, è apparso sui social dopo l’uccisione di Filippo Scavo, il 42enne colpito a morte all’alba del 19 aprile all’interno del Divine Club di Bisceglie. A pubblicarlo è stato il figlio più giovane della vittima, che ha promesso vendetta non appena saranno individuati i responsabili.

“Si è vero papà, ora non ci sei più ma appena sapremo chi è stato ce li mangeremo tutti quanti senza pietà”, il testo pubblicato su TikTok poi rimosso prontamente questa mattina dopo le polemiche. “Papà ti hanno portato via da me finiscamente… Ma so che con la tua anima mi proteggerai sempre… non lasciarmi mai… ti dedicherò ogni mio traguardo ti amo infinitamente”, il nuovo messaggio pubblicato.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari e dalla pm Bruna Manganelli, si concentrano sul passato dell’uomo, ritenuto vicino al clan Strisciuglio clan. Il nome di Scavo compare infatti in diversi atti giudiziari legati a gruppi criminali attivi nel Barese, spesso protagonisti di scontri in locali e discoteche.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella di una lite scoppiata nella notte tra sabato e domenica con esponenti di clan rivali, in un contesto segnato da tensioni e rivalità radicate sul territorio, in particolare nel Nord Barese dove gli Strisciuglio vantano una presenza consolidata.

Intanto, cresce l’attenzione anche su un secondo episodio: il ferimento del 21enne Kevin Ciocca, avvenuto alle porte di Bari Vecchia. Il giovane, incensurato ma con alcune segnalazioni come assuntore di stupefacenti, frequenta ambienti vicini ai clan locali. Al momento non è chiaro se i due fatti siano collegati.

Gli investigatori tendono a ricondurre il ferimento alle tensioni tra gruppi di spacciatori, già emerse dopo la gambizzazione del 10 aprile nei pressi della sala giochi Play Game di viale della Repubblica. Tuttavia, nessuna pista viene esclusa mentre le indagini proseguono.

Omicidio Scavo in discoteca, la pista della nuova faida tra i clan Strisciuglio e Capriati: cresce la paura a Bari

Un omicidio maturato in un clima di tensione mai sopita tra gruppi criminali rivali. È questa una delle piste seguite dagli investigatori per chiarire la morte di Filippo Scavo, 43enne di Carbonara, ucciso nella notte tra il 18 e il 19 aprile all’interno della discoteca Divine Club di Bisceglie.

Secondo le prime ricostruzioni, alla base del delitto ci sarebbe il contrasto tra il gruppo di Carbonara e quello di Bari Vecchia, legato alla famiglia Capriati. I rapporti tra le due fazioni erano già tesi da tempo: nel marzo 2024 si era sfiorata una sparatoria e, dopo l’uccisione di Lello Capriati nell’aprile dello stesso anno, la situazione non si era mai realmente calmata.

La notte dell’omicidio, una lite degenerata avrebbe portato all’agguato. Scavo, soprannominato “Uecchione”, è stato colpito al collo da un proiettile calibro 7,65, morendo sul colpo. Secondo quanto emerso, l’uomo aveva con sé una consistente somma di denaro ma non era armato. Anche i suoi interlocutori inizialmente non lo erano: almeno due persone sarebbero uscite dal locale per recuperare le armi da un’auto, riuscendo poi a rientrare indisturbate.

Proprio su questo aspetto si concentrano le indagini dei carabinieri, che stanno verificando eventuali falle nei sistemi di sicurezza. Nel locale, infatti, i metal detector installati dopo precedenti episodi di violenza non risultavano funzionanti, mentre le telecamere di sorveglianza sono ora al vaglio degli inquirenti.

L’episodio riaccende i riflettori su una prassi già emersa in altre inchieste: la presenza di armi nei locali notturni frequentati da giovani legati ai clan, spesso teatro di scontri dimostrativi per affermare il proprio potere. Dinamiche simili erano già state registrate in altri episodi recenti tra Bari e provincia. Gli investigatori non escludono dunque che l’omicidio di Scavo sia l’ultimo capitolo di una faida strisciante, alimentata da vecchi rancori e rivalità tra gruppi criminali del territorio.

Bisceglie, Scavo ucciso in discoteca: “Uecchione” in pista con migliaia di euro. Identificati i partecipanti alla lite

Emergono nuovi dettagli sulla morte di Filippo Scavo, 42enne pregiudicato barese soprannominato “Uecchione” e ritenuto vicino al clan Strisciuglio ucciso intorno alle 4 del mattino di domenica 19 aprile all’interno di una discoteca di Bisceglie.

+++ CHI ERA FILIPPO SCAVO +++

I carabinieri del Nucleo operativo di Trani hanno già identificato una decina di persone coinvolte nella rissa. All’interno del locale, oltre al killer che ha esploso quattro colpi, sarebbe stata presente almeno un’altra persona armata, come raccontato da un testimone. 

La discoteca è stata posta sotto sequestro per consentire i rilievi del reparto scientifico, che ha acquisito anche le immagini delle telecamere di sorveglianza. Scavo è giunto senza vita al pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie.

+++ IL RACCONTO DI UN TESTIMONE: “POTEVA ESSERE UNA STRAGE” +++

Nelle sue tasche è stata trovata una consistente somma di denaro di migliaia di euro, elemento che rafforza i sospetti degli inquirenti su un suo possibile coinvolgimento ancora attivo nel traffico di droga, nonostante avesse formalmente dichiarato di svolgere l’attività di muratore. L’uomo era tornato in libertà circa un anno fa dopo aver scontato due condanne.

+++ USATI METAL DETECTOR MANUALI, IL BUTTAFUORI: “NOI MINACCIATI DAL KILLER” +++

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, si concentrano sul contesto dello spaccio e sulle tensioni tra gruppi criminali per il controllo delle attività illecite sul territorio.