Choc a Barletta, uomo senza fissa dimora umiliato da ragazzini mentre dorme: il video finisce su TikTok

Un uomo di 52 anni, cittadino moldavo e senza fissa dimora, sarebbe stato insultato e umiliato da alcuni ragazzini mentre dormiva su una panchina in un giardino pubblico di Barletta. Secondo quanto denunciato dall’Ambulatorio popolare, i giovani gli avrebbero scosso una sigaretta sul volto, facendogli cadere la cenere in bocca, mentre filmavano la scena con un cellulare.

Il video, della durata di pochi secondi, sarebbe poi stato pubblicato su TikTok con la frase: “Buongiorno amore mio, ti addormenti senza salutarmi?”, accompagnata da commenti di scherno.

A denunciare l’accaduto è Cosimo Matteucci, responsabile dell’Ambulatorio popolare, che annuncia segnalazioni alla Polizia Postale e ai Servizi sociali. L’associazione conosce da tempo il 52enne e lo descrive come una persona tranquilla e pacifica, spesso aiutata dai cittadini.

“Il problema non è rappresentato dagli stranieri, ma dagli autori di questi gesti”, sostiene Matteucci, sottolineando come la vittima sia stata trasformata in un contenuto per ottenere visualizzazioni sui social.

L’Ambulatorio popolare ha scelto di non diffondere il filmato integrale per evitare di alimentarne ulteriormente la circolazione.

Ricatto sessuale su TikTok e Telegram, 500 euro per evitare la diffusione di foto intime: vittima un 19enne pugliese

La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta per estorsione e stalking dopo la denuncia presentata da un ragazzo salentino di 19 anni, che sarebbe stato vittima di un ricatto a sfondo sessuale online.

La vicenda sarebbe iniziata ad agosto, quando il giovane ha conosciuto su TikTok una persona che si presentava come una giovane donna dell’Ohio residente a Perugia. La conversazione si sarebbe poi spostata su Telegram, assumendo connotazioni erotiche. Dopo aver ricevuto la richiesta di inviare immagini intime, il 19enne avrebbe ceduto.

La situazione è cambiata quando ha chiesto alla presunta donna di fare altrettanto. Al rifiuto sarebbero seguite minacce e una richiesta di 500 euro per evitare la diffusione online delle immagini già inviate dal ragazzo.

Il 19enne ha scelto di non pagare, ma avrebbe continuato a ricevere minacce, l’ultima delle quali lo scorso 4 settembre. L’indagine, affidata al pm Erika Tarquini, è condotta anche dagli investigatori della Polizia Postale, secondo i quali dietro il profilo della presunta ricattatrice potrebbe nascondersi un uomo.

Fake news su TikTok, la giudice antimafia Francesca Mariano e i rapporti con la ‘Ndragheta: scatta la denuncia

Nuove intimidazioni contro la gip antimafia del Tribunale di Lecce Francesca Mariano, da circa due anni sotto scorta. Questa volta le minacce arrivano anche dal web: su TikTok è stato diffuso un falso articolo, apparentemente attribuito a Repubblica, nel quale la magistrata veniva indicata come indagata per presunte collusioni con la ’Ndrangheta.

La notizia, completamente falsa e ritenuta diffamatoria, ha spinto Mariano, attraverso i suoi legali Luigi Corvaglia e Francesco Vergine, a presentare una denuncia-querela. Particolare preoccupazione ha suscitato anche il nickname utilizzato dall’autore del contenuto, considerato potenzialmente minaccioso.

L’episodio si inserisce in una lunga sequenza di intimidazioni. A fine febbraio, in un deposito della famiglia a Galatina, la scorta aveva trovato un ordigno rudimentale collegato a una bombola del gas. Nei mesi precedenti erano arrivate una lettera minatoria con il disegno di un crocifisso e, nel novembre 2025, una testa di capretto sulla tomba del padre, accompagnata da un coltello e dalla scritta “prima o poi”.

Già nel febbraio 2024, sotto l’abitazione della giudice a Lecce, era stata lasciata un’altra testa di capretto insanguinata e infilzata con un coltello, con un biglietto recante la parola “Così”. Per quell’episodio era stato identificato un 44enne coinvolto nell’inchiesta antimafia “The Wolf” sul clan Lamendola-Catanna.

Le intimidazioni sono confluite in un fascicolo coordinato dalla Procura di Potenza, mentre la Squadra Mobile di Lecce indaga per accertare se dietro i diversi episodi ci sia una regia comune. Mariano continua intanto a svolgere il proprio lavoro in tribunale e a firmare provvedimenti delicati: tra gli ultimi, l’operazione “Colemi”, che ha colpito la frangia di Tuturano della Sacra corona unita.

Escort di 18 anni violentata e rapinata a Bari, scatta la gogna su TikTok: insulti e minacce dopo gli arresti

La vicenda della 18enne sudamericana che, secondo l’accusa, sarebbe stata violentata e rapinata da un gruppo di giovani a Bari si sposta sui social. Dopo gli arresti, su TikTok sarebbero comparsi due profili utilizzati per una campagna denigratoria e intimidatoria nei confronti di due ragazzi coinvolti nella vicenda, uno dei quali si trova in carcere.

I fatti contestati risalgono alla notte tra il 16 e il 17 marzo scorso. La giovane, dopo aver pubblicato un annuncio su un sito di incontri, sarebbe stata contattata da uno dei ragazzi e accompagnata in un’abitazione del quartiere Japigia, dove avrebbe dovuto incontrare un giovane agli arresti domiciliari.

Secondo la denuncia, la situazione sarebbe però degenerata: la 18enne sarebbe stata aggredita, minacciata con una pistola, costretta a salire in auto e violentata da due dei giovani presenti. Le sarebbero stati inoltre sottratti 50 euro e il cellulare, dopo averla costretta a fornire il codice di sblocco. La ragazza sarebbe stata poi abbandonata all’alba, sotto la pioggia, nelle campagne di Monopoli, riuscendo successivamente a raggiungere un panificio e a chiedere aiuto.

Dopo gli interrogatori di garanzia, durante i quali sarebbe emerso anche un possibile scambio di persona per uno degli arrestati, la vicenda è approdata su TikTok. Sui due profili comparirebbero i volti di uno degli indagati e di un quinto giovane, che secondo la versione della vittima avrebbe invece tentato di aiutarla.

Nei video ricorrerebbero riferimenti a presunti “pentiti”, inviti a “volare a Roma”, immagini associate alle forze dell’ordine e canzoni neomelodiche con allusioni a chi avrebbe parlato con gli investigatori. Un episodio che riaccende i riflettori sull’uso dei social come strumento di intimidazione e pressione, fenomeno già emerso in diverse indagini condotte dalla Procura di Bari.

Bari, sparatoria al San Paolo per sfottò su TikTok: confermate due condanne e un’assoluzione in Appello – NOMI

La Corte d’Appello di Bari ha confermato l’assoluzione di Giovanni Montani dall’accusa di aver preso parte all’agguato mafioso avvenuto il 19 marzo 2022 nel quartiere San Paolo, durante il quale rimasero feriti Nicola Cassano e la sua fidanzata, allora sedicenne. I giudici hanno respinto il ricorso della Procura, confermando la sentenza di primo grado che aveva escluso la presenza di Montani nel commando.

È stata invece confermata la condanna a quattro anni di reclusione per Nicola Cassano, ritenuto responsabile di detenzione e porto illegale di arma da fuoco ed esplosione di colpi aggravati dal metodo mafioso. Per il duplice ferimento erano già stati condannati a otto anni Michele Minella e Davide Pascazio, esecutori materiali dell’agguato.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia, i fatti sarebbero maturati nell’ambito delle tensioni tra i clan Strisciuglio e Misceo-Montani. La sparatoria contro Cassano sarebbe stata una ritorsione dopo un precedente episodio in cui lo stesso Cassano avrebbe esploso colpi di pistola contro l’abitazione di Minella, in risposta ad alcuni video di scherno pubblicati sui social.

Tuttavia, per i giudici d’appello non vi sono prove della partecipazione di Montani all’azione armata, anche sulla base delle dichiarazioni degli stessi responsabili e delle vittime, che hanno ricondotto il commando a due sole persone.

“Ti seppellisco”, picchia la moglie in diretta su TikTok con 40 utenti collegati: arrestato 57enne. Choc a Lecce

Momenti di terrore a Lecce, dove una donna è stata aggredita dal marito mentre era in diretta su TikTok con una quarantina di utenti collegati, tra cui un’amica d’infanzia. L’uomo, un 57enne del posto, l’ha colpita ripetutamente al volto con un pesante manufatto in legno raffigurante una testa di elefante e con un candelabro in metallo, prima che la diretta venisse interrotta.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’aggressore avrebbe poi sfondato la porta dell’abitazione e, armato di una pala, avrebbe minacciato di morte la moglie pronunciando la frase: «Io ti seppellisco». Avrebbe inoltre impedito ai sanitari del 118 di raggiungere la donna per prestarle soccorso.

Sul posto sono intervenute due pattuglie delle Volanti, che hanno bloccato e arrestato il 57enne. Dagli accertamenti sono emersi precedenti specifici per episodi di violenza domestica, che secondo gli investigatori si ripetevano ormai quotidianamente.

La vittima ha riportato un trauma al mento e numerosi ematomi agli arti superiori. Pur essendo stata medicata sul posto, ha rifiutato il trasporto in ospedale.