“Anziani abbandonati senza cibo”, blitz della Finanza a Casa Caterina. Gli ospiti della rsa: “Va meglio”

C’è anche l’ex direttore della Rsa Casa Caterina di Adelfia, Antonio Novielli, tra i sette indagati dalla Procura di Bari nell’inchiesta sulla gestione della struttura. Lo avevamo intervistato due giorni fa. Una lunga chiacchierata per chiarire la sua posizione e i rapporti con Michele Schettino, l’imprenditore brindisino 51enne, e Giovanni Vurro, il 50enne braccio destro di Schettino.

Questi ultimi due, oltre a essere indagati nell’ambito di quest’inchiesta, sono ai domiciliari su richiesta della Procura di Lecce. Bancarotta fraudolenta è il reato contestato. Tra gli indagati anche Paolo Schettino, fratello di Michele e per un periodo amministratore della società Nicolas.

L’inchiesta di Adelfia, invece, avrebbe evidenziato un presunto sistema illecito fatto di corruzione, maltrattamenti e gestione fraudolenta di società nell’ambito della gestione di Casa Caterina. Questa mattina la Guardia di Finanza, a cui sono state affidate le indagini, ha effettuato perquisizioni e sequestri presso la sede della Rsa e nelle abitazioni dei sette indagati.

In attesa di conoscere quale sarà il futuro della Residenza assistenziale – tanti ne auspicano il commissariamento – il nuovo amministratore della società Nicolas, Giammaria Melaccio, continua a restare al timone per assicurare la gestione ordinaria. Alle sue spalle ci sarebbero alcuni imprenditori non pugliesi, che già operano nel settore. Abbiamo deciso di irrompere anche noi a Casa Caterina per comprendere le condizioni della struttura e quelle delle anziani, che abbiamo anche sentito. Nel video vi mostriamo ciò che è emerso dalla visita a sorpresa.

Malore nel locale, va in ospedale ma viene dimessa: 28enne muore il giorno dopo in casa. Aperta inchiesta

La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta per chiarire le cause del decesso della 28enne Francesca Centonze, residente a San Pietro Vernotico (Brindisi), morta il 3 agosto scorso nella sua abitazione, a distanza di un giorno da una visita al pronto soccorso dell’ospedale di Francavilla Fontana, iscrivendo nel registro degli indagati alcuni medici con l’accusa di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario.

Secondo quanto ricostruito, la ragazza si era recata in ospedale il 2 agosto, accompagnata dai genitori, dopo aver accusato vomito e un forte stato di malessere insorti nelle ore successive a una cena al ristorante. Dopo una permanenza di circa un’ora, sarebbe stata dimessa senza ulteriori accertamenti diagnostici.

Il giorno seguente, la tragedia: Francesca Centonze è morta nella sua casa, lasciando familiari e amici sconvolti. I genitori, inizialmente sopraffatti dal dolore, non avevano sporto denuncia immediata, ma nei mesi successivi hanno richiesto chiarimenti all’ospedale, senza ricevere risposte ritenute soddisfacenti.

Da qui la decisione di rivolgersi alla magistratura, che ha avviato le indagini. Nei giorni scorsi, su disposizione degli inquirenti e su richiesta della famiglia, la salma è stata riesumata per consentire l’esecuzione dell’autopsia. I risultati degli esami medico-legali sono attesi entro i prossimi due mesi e saranno determinanti per fare luce sulle cause della morte e su eventuali responsabilità.

Il pentimento Faccilongo è fake, caso inquietante. Spunta verbale su TikTok: aperta un’inchiesta

Torniamo a parlare di Saverio Faccilongo, soprannominato “Benzina”, esponente di rilievo del clan coinvolto in varie indagini per mafia, droga, estorsioni e violenza e storico referente del clan nella zona di San Pio.

Faccilongo è stato condannato per l’omicidio di Gianluca Corallo avvenuto a Bari, nel quartiere San Pio, il 7 febbraio 2016, e per l’omicidio del pregiudicato 39enne Michele Ranieri, commesso sempre nel quartiere San Pio l’11 settembre 2019.

Su TikTok è stato pubblicato, e poi rimosso, un “verbale” con dichiarazioni molto importanti in cui si evince il “pentimento” di Faccilongo. Un caso inquietante visto che si tratta di un fake, come confermato dai familiari e dal suo legale. Sul caso è stato aperto un’inchiesta.

Ruvo, investito dal muletto nella sua azienda: muore il 72enne Luigi De Vanna. Indagato l’operaio alla guida

È Luigi De Vanna, originario di Terlizzi, l’uomo di 72 anni che ha perso la vita nelle prime ore di questa mattina, intorno alle 5, mentre si trovava al lavoro nella sua azienda del settore alimentare situata in via De Curtis.

La dinamica dell’incidente è ancora in fase di accertamento. Stando a una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato travolto durante una manovra da un muletto condotto da un operaio, riportando un grave trauma da schiacciamento che non gli ha lasciato scampo.

Immediato l’intervento dei sanitari del 118, giunti sul posto pochi minuti dopo l’allarme, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato vano: il personale medico ha potuto soltanto constatare il decesso.

Sull’accaduto indagano i carabinieri, che hanno provveduto a sequestrare il mezzo coinvolto nell’incidente. La Procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo al fine di chiarire le responsabilità e la dinamica esatta dei fatti.

Nel registro degli indagati è stato iscritto l’operaio alla guida del muletto al momento dell’incidente. L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, ancora una volta al centro della cronaca.

Manda messaggi hot al figlio 16enne dell’amante: indagata 30enne. Il padre del ragazzo vive con lei

Una donna poco più che trentenne del Salento è indagata per adescamento di minore dopo alcune chat sempre più esplicite con un ragazzo di 16 anni, figlio dell’uomo con cui avrebbe avuto una relazione extraconiugale.

Avrebbe anche proposto incontri segreti chiedendo al giovane di non dire nulla. Il ragazzo ha raccontato tutto alla madre nel novembre 2025, che ha denunciato i fatti.

La Procura ha aperto un’indagine e disposto analisi sui cellulari. Nel frattempo il matrimonio dei genitori del 16enne è finito e l’uomo convive ora con la donna indagata.

Turi, ampliamenti regolari nella sala ricevimenti Villa Menelao: archiviata inchiesta su 3 tecnici comunali

Il gip Gabriella Pede ha archiviato il procedimento penale nei confronti dell’ingegnere Giuseppe Bonaventura, dell’architetto Giambattista Del Rosso e del geologo Pasquale Pirulli, indagati per presunta lottizzazione abusiva e violazioni edilizie legate all’ampliamento della sala ricevimenti “Villa Menelao” di Turi tra il 2014 e il 2019.

L’indagine, nata da un esposto dopo un’ispezione del 2015, ipotizzava che i tecnici non avessero vigilato sull’ampliamento della struttura da 30mila a 93mila metri quadrati. Il pm Baldo Pisani ha però rilevato l’assenza di violazioni, già valutate in un precedente procedimento archiviato, conclusione poi condivisa dal gip.

Inaugurato ma zero pazienti ospitati finisce già al centro di un’inchiesta: le ombre sull’ospedale Monopoli-Fasano

Il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, ancora non entrato in funzione e senza aver ricoverato alcun paziente, è finito al centro di un’inchiesta della Procura di Bari per presunta corruzione e turbativa d’asta legate agli appalti per la sua realizzazione.

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dai pm Savina Toscani, Claudio Pinto e Antonio D’Antona, ha portato la Guardia di Finanza a effettuare perquisizioni in abitazioni, studi professionali e negli uffici tecnici e amministrativi dell’ospedale Di Venere di Bari, dove lavorano alcuni dei funzionari indagati.

Tra questi figurano dirigenti dell’Asl Bari come Angelo Maiano (direttore di Ingegneria clinica), Giuseppe Volpe (direttore amministrativo dell’area sud) e Rocco Ianora (dirigente dell’Area tecnica). Nell’inchiesta compare anche Nicola Sansolini, già arrestato nel 2024 nella prima indagine sulle tangenti nell’Asl.

Secondo l’ipotesi della Procura, alcuni imprenditori avrebbero pagato mazzette per pilotare alcune gare d’appalto relative alla costruzione e alle forniture del nuovo ospedale, struttura da 300 posti letto e 10 sale operatorie. Il progetto, inizialmente finanziato con 116 milioni di euro, ha superato i 200 milioni di costo a causa di numerose varianti in corso d’opera.

Nel registro degli indagati compaiono anche rappresentanti di aziende coinvolte negli appalti, tra cui Giordano Favero della Favero Health Projects, Vincenzo Braia e Giuseppina D’Aquino della Hospital Scientific Consulting, oltre all’ingegnere barese Francesco Ruggiero, docente del Politecnico e direttore dei lavori del progetto.

Sotto la lente degli investigatori ci sono in particolare due gare: una da 413 mila euro per le pareti attrezzate e una da 889 mila euro per i carrelli sanitari. La Guardia di Finanza ha acquisito documenti, email e appunti dagli uffici dei responsabili dei procedimenti e analizzerà anche i telefoni degli indagati per cercare eventuali prove di accordi illeciti.

L’indagine rappresenta il primo passo pubblico di un’attività investigativa svolta finora in modo riservato, durante la quale sono state ascoltate diverse persone informate sui fatti, tra cui l’ex assessore regionale al Bilancio Fabiano Amati, grande sostenitore del progetto.

L’ospedale era stato inaugurato il 25 luglio dall’allora governatore Michele Emiliano, ma a più di sette mesi dall’inaugurazione non è ancora operativo, situazione che ha spinto Amati a chiedere chiarimenti sull’apertura e a ipotizzare un eventuale ricorso alla magistratura.

Nardò, 55enne muore dopo un calvario e mesi di ricoveri. La figlia presenta esposto: aperta inchiesta

Una donna di 55 anni di Nardò è morta il 23 febbraio all’ospedale Vito Fazzi di Lecce dopo mesi di ricoveri tra diversi ospedali. La figlia ha presentato un esposto alla Procura di Lecce per chiarire le cause della morte e verificare eventuali responsabilità mediche.

La vicenda è iniziata il 5 novembre, quando la donna si è recata al pronto soccorso di Copertino per forti dolori addominali. Dopo 15 giorni è stata dimessa con l’indicazione di fare ulteriori accertamenti al Fazzi, dove è stata poi operata d’urgenza alla colecisti.

Nonostante l’intervento, i dolori sono continuati e le sue condizioni sono peggiorate, costringendola a continui trasferimenti tra gli ospedali di Copertino, Lecce e Gallipoli, fino al ricovero finale al Fazzi, dove è deceduta. La Procura ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti.

Tragedia nel Foggiano, bimbo di 10 anni muore in piazza mentre gioca. Aperta inchiesta: fatale una caduta

È stata avviata un’indagine sulla morte di Alessio, il bambino di dieci anni deceduto sabato pomeriggio, 28 febbraio, a Castelluccio dei Sauri. Il piccolo stava giocando vicino a una fontana nella piazza centrale quando, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe scivolato, urtando violentemente la testa, il collo e il petto contro il muretto. L’impatto avrebbe causato la perdita di coscienza e, successivamente, l’arresto cardiaco.

I soccorsi sono stati immediati: un medico rianimatore presente sul posto ha iniziato le manovre, proseguite per oltre 45 minuti dai sanitari del 118, giunti con più mezzi anche da Troia e Foggia. Purtroppo, ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano.

I carabinieri, con il supporto della Sezione Investigazioni Scientifiche, stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto. La salma è attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre l’autopsia.

Maglie, 21enne minacciato di morte e picchiato dal branco: “Sei una spia dei Carabinieri”. Aperta inchiesta

Un 21enne è stato aggredito a Maglie (Lecce) da un gruppo di nove giovani, tra cui cinque maggiorenni e quattro minorenni, perché sospettato di essere un confidente dei carabinieri. Il branco lo ha picchiato e minacciato di pagare 1.000 euro per una presunta “spiata”, intimandogli di non denunciare.

Ferito al volto, il giovane inizialmente ha rifiutato di sporgere denuncia per paura di ritorsioni, ma il giorno dopo ha raccontato l’accaduto a un brigadiere.

Dopo mesi di indagini, i carabinieri hanno identificato il gruppo, ritenuto coinvolto anche in piccoli furti e spaccio di droga. I maggiorenni sono accusati di lesioni aggravate, violenza privata e tentata estorsione.