Avetrana, 18enne si toglie la vita dopo insulti sui social. Scatta l’inchiesta: l’ombra del bullismo e del body shaming

Potrebbero esserci episodi di body shaming dietro il suicidio di Samuela, la studentessa di 18 anni morta ad Avetrana dopo essersi lanciata dal balcone di casa. È una delle ipotesi al vaglio della Procura di Taranto, che indaga per chiarire le cause del gesto estremo della giovane, iscritta all’ultimo anno del liceo classico di Manduria.

Su disposizione del pm Francesco Sansobrino, i carabinieri hanno sequestrato l’iPhone della ragazza. Il cellulare sarà analizzato per verificare eventuali messaggi, chat o contenuti social che possano far emergere episodi di bullismo o vessazioni legate al suo aspetto fisico.

A chiedere piena luce sulla vicenda sono i genitori della diciottenne, che tramite l’avvocato Cosimo Micera hanno lanciato un appello: “Chi sa qualcosa parli, ci dica cosa è successo alla nostra Samu”. Intanto la comunità di Avetrana si prepara a ricordare la giovane con una messa nella chiesa madre e una successiva veglia di preghiera.

Lecce, 60enne chiama la Polizia prima di tentare il suicidio. Salvato da due agenti: “Gioia incommensurabile”

Sono rimasti feriti ma hanno salvato la vita a un uomo di 60 anni che stava per suicidarsi alla periferia di Lecce. Due agenti della Polizia sono intervenuti dopo che l’uomo ha contattato la sala operativa dichiarando di essere deciso a togliersi la vita per poi interrompere bruscamente la telefonata.

Le pattuglie della squadra volante della questura di Lecce si sono subito mosse e una volta arrivate al casolare dell’uomo, gli agenti lo hanno visto andare verso il retro armato di un coltello da cucina. Nonostante i ripetuti tentativi di instaurare un dialogo, il 60enne ha portato la lama alla gola procurandosi una ferita.

A quel punto i poliziotti sono intervenuti e mentre cercavano di disarmarlo sono rimasti feriti, uno all’avambraccio sinistro e l’altro alla mano, ma sono riusciti a bloccarlo a metterlo in sicurezza.

Il personale sanitario del 118 ha poi prestato le prime cure e disposto il ricovero del 60enne. Gli agenti, in un video diffuso dalla Polizia, spiegano di “avere avuto sicuramente paura”, ma “la paura – evidenzia uno dei due poliziotti – si è trasformata in determinazione: si agisce in pochi secondi e grazie all’addestramento e alla sinergia con i colleghi si riesce a portare il risultato migliore a casa: salvare la vita non ha prezzo”. “E’ una gioia incommensurabile – sottolinea il suo collega – perché questo mestiere lo facciamo per vocazione”.

Blitz antidroga a Trani, giovane viene sorpreso dai Carabinieri e tanta il suicidio: voleva gettarsi dal terzo piano

Operazione dei Carabinieri nella periferia di Trani, dove i militari hanno scoperto un’attività di spaccio di cocaina all’interno di un appartamento in via Grecia. Una coppia, marito e moglie, è stata denunciata: durante il controllo sono stati sequestrati contanti e telefoni cellulari utilizzati per gestire le ordinazioni.

Le indagini si sono poi estese a un’altra abitazione poco distante, dove i carabinieri hanno rinvenuto un ingente quantitativo di cocaina e mannite, sostanza impiegata per il taglio della droga. All’interno dell’appartamento si trovava un giovane che, all’arrivo dei militari, ha tentato un gesto estremo cercando di lanciarsi dal terzo piano.

Determinante l’intervento tempestivo degli uomini dell’Arma, che sono riusciti ad afferrarlo per un braccio e a metterlo in salvo, evitando conseguenze tragiche. Il giovane è stato arrestato. Proseguono gli accertamenti per chiarire eventuali ulteriori responsabilità nell’ambito dell’attività di spaccio.

Bari, pugni al primario: aggressore fermato dalle guardie giurate. Collega sventa suicidio a Verona

L’assalto da film al portavalori sulla superstrada Lecce-Brindisi ci ha permesso di accendere i riflettori sull’operato delle guardie giurate, cadute nel dimenticatoio dopo il clamore mediatico suscitate da quelle immagini e dai video circolati sui social. Vi raccontiamo altri due episodi di cronaca avvenuti a poca distanza tra loro, uno a Bari e l’altro a Verona, con protagonista altre guardie giurate. Una di queste ha voluto raccontare in prima persona il suo intervento.

Studentessa francese si toglie la vita a Lecce, caso chiuso sulla morte di Julie Tronet: disposta l’archiviazione

Il gip del Tribunale di Lecce Tea Verderosa ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Julie Tronet, la studentessa francese di 21 anni trovata suicida nel suo appartamento a Lecce il 22 ottobre 2023.

È stata accolta la richiesta del pm Rosaria Petrolo dopo che non sono emersi elementi riconducibili ad una violenza sessuale o all’istigazione al suicidio. La famiglia aveva fatto opposizione per alcuni punti poco chiari della vicenda.

Uno studente 22enne di Ceglie Messapica, con il quale Julie aveva avuto un rapporto sessuale qualche giorno prima della morte, era indagato per istigazione al suicidio e violenza sessuale. Il giovane aveva ammesso il rapporto affermando che si era trattato di un rapporto consenziente.

Bari, Alberto Villani muore dopo aver tentato il suicidio in carcere: era imputato per l’omicidio della madre

Non ce l’ha fatta Alberto Villani, l’uomo di San Michele Salentino che si trovava in carcere a Bari per l’omicidio della madre, Cosima D’Amata, la 71enne picchiata e data alle fiamme nel settembre 2023.

Il detenuto aveva tentato di togliersi la vita nella sua cella nella giornata di domenica, prima di essere soccorso e trasferito d’urgenza al Policlinico di Bari dove è stato ricoverato in condizioni gravissime. Qui è morto.

Con il suo decesso si estingue il processo, da capire se si aprirà un’inchiesta sul suicidio in carcere. L’ultima udienza si era tenuta nel mese di gennaio, la prossima era fissata il 10 febbraio.

Bari, il 42enne Alberto Villani tenta il suicidio in carcere: è grave. È imputato per l’omicidio della madre

Alberto Villani, 42enne di San Michele Salentino in carcere per l’omicidio della madre, Cosima D’Amata, la 71enne picchiata e data alle fiamme nel settembre 2023, ha tentato di togliersi la vita nella sua cella nella giornata di domenica.

L’uomo si trova rinchiuso nel carcere di Bari. È stato soccorso e trasferito d’urgenza al Policlinico di Bari dove è ricoverato in condizioni gravissime.

L’ultima udienza si è tenuta nel mese di gennaio, la prossima è fissata il 10 febbraio. È stata disposta una perizia psichiatrica per valutare la sua capacità di intendere e di volere  al momento del fatto.

 

Bari, Giuseppe Lacarpia non si tolse la vita in carcere ma fu ammazzato: uccise la moglie a mani nude. Due arresti

Il 65enne Giuseppe Lacarpia, arrestato per aver ucciso la moglie Maria Arcangela Turturo, non si suicidò ma fu ucciso nel carcere di Bari a ottobre del 2024. Lo apprende l’ANSA.

La notizia è emersa dopo due arresti eseguiti questa mattina dalla Polizia a Bari di due uomini accusati di tentato omicidio e, uno dei due, anche di omicidio.

Il 65enne di Gravina di Puglia finì in carcere il 6 ottobre del 2024 con l’accusa di omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà: prima avrebbe tentato di dare fuoco alla moglie mentre la donna si trovava in macchina, poi l’avrebbe uccisa a mani nude.

Fu trovato morto la notte tra il 22 e il 23 ottobre del 2024 nella sua cella del carcere di Bari e l’ipotesi fu quella del suicidio. La figlia commentò con emoticon festanti, sui social, la notizia della sua morte.

Muore sulla nave Disney, il 20 gennaio la verità su Gessica. La famiglia contro l’archiviazione: “Non fu suicidio”

Torniamo ad occuparci della morte di Gessica Disertore, deceduta il 27 settembre del 2023 a Puerto Rico, sulla nave da crociera Disney Fantasy Cruise Line dove lavorava nel ristorante stellato di bordo. Aveva solo 27 anni. I misteri sul “suicidio” di Gessica sono tanti, il fratello Luigi e mamma Patrizia ce li hanno raccontati in un video.

Abbiamo incontrato e intervistato il criminologo e il criminalista forense Candiano. Ha contattato noi dopo aver visto il servizio ed è stato incaricato dalla famiglia con Bacco ad occuparsi della vicenda. Sono state poi presentate tre rogatorie internazionali per ricevere la documentazione necessaria. Il caso ormai, dopo la visibilità fornita da Quinto Potere, è diventato nazionale.

La data chiave e decisiva potrebbe essere quella del 20 gennaio quando è stata fissata la Camera di Consiglio dove saranno discusse la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Bari e l’opposizione presentata dalla famiglia di Gessica.

I familiari della 27enne di Triggiano non hanno mai creduto alla tesi del gesto volontario e sono tanti i punti oscuri della vicenda, a partire dalla prima autopsia effettuata a Porto Rico, alla successiva imbalsamazione a cui nessun parente aveva prestato il consenso. 

Cadavere di una 64enne in una cisterna tra Martina Franca e Alberobello: è suicidio. Lettera lasciata a casa

È di una donna di 64 anni il cadavere trovato nelle campagne al confine tra Martina Franca e Alberobello, all’interno di una cisterna situata lungo la strada provinciale 58.

Si tratta di un suicidio, la donna soffriva di depressione e ha lasciato a casa anche una lettera con le motivazioni. Ad attivare i soccorsi è stato il marito, che nel corso della notte si è accorto dell’assenza della donna nel letto di casa.