Audi Q2 taroccata da 20.000 euro, il venditore denuncia Antonio: “C@gli@ne i baresi sono truffatori”

Torniamo ad occuparci della storia di Gianni e della sua Audi Q2 da 20.000 euro taroccata e ferma. Dopo avervi fatto sentire la telefonata con il concessionario in attesa degli sviluppi giudiziari, ci siamo messi in auto e ci siamo recati a sorpresa con lo stesso Gianni a Sora.

Non abbiamo trovato sul posto Andrea, il venditore, con cui abbiamo parlato al telefono, partito a Francoforte, ma suo zio che ha chiamato subito la Polizia. Ora vi parliamo degli ultimi aggiornamenti. Andrea, dopo aver mostrato una “certa disponibilità”, ha cambiato decisamente registro, riempiendoci di insulti e annunciando una querela.

Avetrana, 18enne si toglie la vita dopo insulti sui social. Scatta l’inchiesta: l’ombra del bullismo e del body shaming

Potrebbero esserci episodi di body shaming dietro il suicidio di Samuela, la studentessa di 18 anni morta ad Avetrana dopo essersi lanciata dal balcone di casa. È una delle ipotesi al vaglio della Procura di Taranto, che indaga per chiarire le cause del gesto estremo della giovane, iscritta all’ultimo anno del liceo classico di Manduria.

Su disposizione del pm Francesco Sansobrino, i carabinieri hanno sequestrato l’iPhone della ragazza. Il cellulare sarà analizzato per verificare eventuali messaggi, chat o contenuti social che possano far emergere episodi di bullismo o vessazioni legate al suo aspetto fisico.

A chiedere piena luce sulla vicenda sono i genitori della diciottenne, che tramite l’avvocato Cosimo Micera hanno lanciato un appello: “Chi sa qualcosa parli, ci dica cosa è successo alla nostra Samu”. Intanto la comunità di Avetrana si prepara a ricordare la giovane con una messa nella chiesa madre e una successiva veglia di preghiera.

Gaffe con fan disabile e insulti social, Antonello Venditti s’oppone all’archiviazione: “Diffamazione aggravata”

È stata rinviata a data da destinarsi l’udienza davanti alla gip del Tribunale di Trani, Lucia Anna Volpe, sull’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata da Antonello Venditti nel procedimento per diffamazione aggravata nei confronti di Raffaele Di Pietro, conosciuto sui social come “Lello il rosso” e gestore della pagina Facebook “Barlett e Avast”.

La Procura di Trani aveva chiesto l’archiviazione del caso, ritenendo che i contenuti pubblicati da Di Pietro dopo il concerto di Venditti a Barletta del 25 agosto 2024 rientrassero nel diritto di libera manifestazione del pensiero e non avessero finalità diffamatorie.

La vicenda era nata dopo l’episodio avvenuto durante il concerto al Castello di Barletta, quando il cantante rimproverò dal palco una spettatrice senza sapere che fosse una donna con disabilità. Il caso divenne rapidamente virale sui social attraverso video e commenti condivisi anche dalla pagina “Barlett e Avast”. Successivamente Venditti chiarì di non essersi reso conto della situazione e chiese pubblicamente scusa.

Secondo la Procura, l’episodio risultava “oggettivamente fraintendibile” e le espressioni utilizzate da Di Pietro non sarebbero state gratuitamente offensive nei confronti di un personaggio pubblico. Inoltre gli investigatori non sono riusciti a identificare gli autori dei commenti offensivi e minacciosi comparsi sotto i post social, poiché Meta non avrebbe fornito i dati richiesti.

I legali del cantautore, gli avvocati Luca Pardo e Francesco Verri, hanno però chiesto ulteriori approfondimenti investigativi e l’imputazione coatta di Di Pietro. Quest’ultimo, dopo il rinvio dell’udienza, ha affidato ai social la propria posizione, sostenendo di non aver mai avuto intenzione di diffamare Venditti e di aver agito in buona fede, sulla base di quanto apparso durante il concerto.

Botte e insulti all’asilo, sospesa la maestra. Il papà di Kevin fa scattare le indagini: “Un incubo”

Torniamo ad occuparci della maestra di 65 anni di Bitonto sospesa dall’insegnamento per sei mesi con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di bambini di circa 4 anni.

Secondo le indagini, la donna avrebbe compiuto diversi episodi di violenza e umiliazione in classe, tra cui schiaffi sul viso e sulla nuca, strattonamenti e urla. In un caso avrebbe fatto cadere un bambino obbligandolo a rimanere a terra, mentre in un altro avrebbe colpito una bambina sulla testa con un libro.

Abbiamo intervistato il papà che, tramite una denuncia, ha fatto scattare le indagini. Abbiamo raccolto la sua testimonianza e il suo racconto, con tutti gli sviluppi negativi della vicenda sulle vittime.

Augura la morte alla mamma di Claudia, l’ex fan rincara la dose poi implora il perdono: “Sei malato”

Da fan a hater accanito, torniamo a parlare del maestro di musica che lavora in uno dei conservatori della Puglia e che nei giorni scorsi ha riempito di offese Antonio, prendendosela poi anche con Claudia e la sua famiglia. Dopo aver rincarato la dose con altri messaggi indecenti, ha fatto dietrofront, chiedendo scuse e implorando il nostro perdono. Come se si trattasse di un gioco. Il nostro invito è quello di farsi vedere da uno bravo.

Medioevo nel Leccese, insulti razzisti al compagno di classe: 4 liceali a processo. Richiesta di messa alla prova

Quattro studenti di un liceo scientifico di Casarano hanno chiesto la messa alla prova dopo aver rivolto insulti razzisti ad un compagno di classe, un 17enne di origine senegalese, umiliandolo e costringendolo a cambiare istituto.

Sono tutti minorenni (tra i 16 e i 17 anni) e risiedono a Taurisano, Ruffano, Tuglie e Ugento. Le accuse nei loro confronti sono di minacce aggravate e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica.  Durante l’udienza preliminare, celebrata dinanzi al giudice del Tribunale per i minori, tre di loro hanno negato le accuse e chiesto di intraprendere un percorso di recupero attraverso attività di volontariato con l’obiettivo di mantenere la fedina penale immacolata.

Il quarto ragazzo ha invece ammesso le sue responsabilità in parte, affermando di aver assistito ad alcuni degli episodi contestati, senza però mai prendere parte. Si tornerà in aula il 9 aprile e la giudice deciderà sulla richiesta di messa alla prova formalizzata.

 

Auto ricoperta di lucine, multa da 300 euro e una valanga di insulti. Giorgio: “Social senza freni”

Certamente avrete letto in giro della multa inflitta a Giorgio, proprietario della Mercedes ricoperta di lucine di Natale paparazzata in giro per Bari. L’auto del compagno della Belviso, la cantante protagonista degli ultimi featuring con Silvio Sisto, ha fatto parecchio discutere negli ultimi giorni. Abbiamo così incontrato e intervistato Giorgio per la ricostruzione dei fatti.

Insulti e minacce, Nico u uève tiene duro: “Voglio lavorare. Ci sarà qualcuno disposto a credermi”

Prima la lite accesa in diretta su TikTok, poi la confessione di essere tornati insieme e il desiderio di cambiare vita. Nico u uève non si arrende e, dopo aver raccontato di aver smesso con i furti e di voler mettere la parola fine alle live su TikTok, chiede una possibilità per cambiare vita. Vuole lavorare ed è alla ricerca di qualcuno che possa credere in lui.

Orrore a Gioia, insulti e sputi su bimbo di 11 anni per il colore della pelle: la denuncia della mamma

Insulti a sfondo razziale, offese e sputi in faccia e sulla sua bici: è quanto ha dovuto subire un bimbo di 11 anni di Gioia del Colle, nel Barese, figlio di una mamma italiana e di un papà nigeriano.

È accaduto venerdì sera, la prima volta che l’11enne era uscito da solo con i suoi amichetti. La mamma dell’11enne, che lavora nel sociale, ha deciso di parlarne in un post su Facebook. Interpellata dall’ANSA, spiega di aver condiviso con suo figlio la scelta di rendere noto l’accaduto “perché non debba succedere mai più”.

“Ora – sottolinea – mio figlio sta meglio ma è stato un trauma, un’aggressione a tutti gli effetti, e col passare dei giorni emergono nuovi particolari. Pare che siano partiti in tre, poi gli altri si sono defilati ed è rimasto solo un ragazzino un po’ più grande di lui. Il segno di questa cosa rimarrà, ma un paese intero si è sollevato e lui si è sentito protetto. Anche il sindaco lo ha chiamato. C’è stata una comunità che ha gridato allo scandalo”.

“Non è la prima volta che viene bullizzato per il colore della sua pelle – aggiunge la mamma – ma questa volta si è oltrepassato il limite”.

Taranto, insulti e minacce agli alunni in classe: professoressa di scuola media finisce a processo

Una professoressa di scuola media di Taranto è a processo con l’accusa di maltrattamenti. Tutto è partito dalla denuncia presentata dalla famiglia di una studentessa, ma non si tratterebbe di un caso isolato.

“Chi ti credi essere?”, “Sei una pappagalla”, alcune delle frasi rivolte dalla prof ai suoi alunni. Ma non solo. Secondo quanto è riportato nelle carte, gli studenti sarebbero anche stati minacciati. La docente avrebbe usato anche “turpiloquio per comunicare con gli alunni, ovvero frasi minatorie quali: Adesso vi faccio vedere io la stronza che sono”.

Si sarebbe così instaurato un clima di paura e intimidatorio tanto da indurre gli studenti in uno stato d’ansia costante. La 61enne avrebbe costretto anche altri alunni a interrogazioni ad occhi chiusi, con soli tre secondi per rispondere. Nessuno ha denunciato prima per paura fino alla denuncia della prima famiglia. Ora l’insegnante è rinviata a giudizio e la sua posizione è al vaglio del tribunale di Taranto.