Bimba di 8 anni violentata dal padre e picchiata con la madre complice, orrore a Lecce: coppia condannata

Condanna in primo grado per una coppia di genitori di Lecce accusati di gravi maltrattamenti nei confronti della figlia, all’epoca dei fatti di otto anni. Il collegio del Tribunale, presieduto da Annalisa De Benedictis, ha inflitto 17 anni di reclusione al padre e 11 anni e 6 mesi alla madre.

I due erano imputati, a vario titolo, di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Al padre veniva inoltre contestata la detenzione di materiale pedopornografico. La sentenza dispone anche l’interdizione legale per tutta la durata della pena, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da ogni incarico o attività che comporti contatti con minori, oltre al divieto di frequentare luoghi abitualmente frequentati da bambini e all’obbligo di comunicare alle forze dell’ordine la propria residenza e gli eventuali spostamenti.

Il Tribunale ha inoltre condannato gli imputati al risarcimento dei danni nei confronti della figlia, costituita parte civile, riconoscendo una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro. Le difese potranno presentare ricorso in Appello dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.

Secondo l’accusa, supportata dalle indagini della Squadra Mobile coordinate dalla pm Stefania Mininni, i fatti risalgono al gennaio 2017. Alla coppia vengono contestati ripetuti episodi di violenza fisica e psicologica nei confronti della bambina. Al padre sono attribuite anche condotte di natura sessuale nei confronti della figlia, oltre al possesso di materiale pedopornografico, mentre la madre è accusata di aver assistito alle violenze senza intervenire.

Tragedia sulla Noicattaro-Capurso, frontale tra due auto: muore bimba di 4 anni. Grave la madre 33enne

Grave incidente stradale questa mattina sulla strada provinciale 240, tra Noicattaro e Capurso, alle porte di Bari. A perdere la vita è stata una bambina di quattro anni che viaggiava in auto con la madre di 33 anni, rimasta gravemente ferita e trasportata in ospedale in codice rosso.

Ferito anche un 37enne, trasportato in codice rosso all’ospedale Di Venere di Bari per trauma alla gamba sinistra e cranico. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, lo schianto sarebbe stato causato da un sorpasso e avrebbe coinvolto due vetture in uno scontro frontale. La dinamica dell’accaduto è tuttora in fase di accertamento.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, impegnate nei rilievi per ricostruire l’esatta sequenza dei fatti. La circolazione nella zona ha subito pesanti rallentamenti e risulta ancora fortemente compromessa.

Bari, sentenza storica della Corte d’Appello. Una madre e due padri: riconosciuti tre genitori per lo stesso bambino

La Corte d’Appello di Bari ha riconosciuto in via definitiva un bambino come figlio di tre genitori: la madre biologica e due papà che lo crescono dalla nascita. Il piccolo, oggi di 4 anni, è nato in Germania da un progetto di genitorialità condivisa tra una donna e una coppia unita civilmente da oltre dieci anni. Il concepimento è avvenuto in modo naturale, senza ricorso alla maternità surrogata.

Dopo il riconoscimento iniziale della madre e del padre biologico, anche il compagno di quest’ultimo ha ottenuto in Germania il riconoscimento genitoriale, consentito dalla normativa tedesca. Quando la famiglia ha chiesto la trascrizione del provvedimento anche in Italia, il Comune pugliese competente ha negato l’autorizzazione, aprendo così il contenzioso giudiziario.

La Corte d’Appello di Bari ha però accolto il ricorso, richiamando anche la precedente decisione favorevole del giudice tedesco. La sentenza, emessa a gennaio e ormai definitiva, rappresenta un precedente significativo sul riconoscimento delle famiglie omogenitoriali in Italia.

“Speriamo che questo sia il primo grande passo verso una giurisprudenza aperta a questa tipologia di famiglie”, ha commentato l’avvocata Pasqua Manfredi di Rete Lenford, che ha assistito la coppia.

Fratelli coltelli (1), Enzo e Orlando si giurano la morte. La mamma distrutta: “Non ce la faccio più”

Vi mostriamo il primo servizio su una situazione familiare che rischia di trasformarsi in una tragedia. Protagonisti sono i fratelli Vincenzo e Orlando, ogni giorno rischiano di ammazzarsi davanti alla loro madre anziana, già finita in ospedale in seguito ad una caduta dopo aver tentato di dividerli. Ci siamo recati sul posto dopo le segnalazioni dei vicini preoccupati ed esasperati per una vicenda preoccupante. Abbiamo raccolto le prime testimonianze dei diretti interessati.

Aggredisce la mamma di 62 anni e la sorella: arrestato 42enne a Ginosa. Attivato il codice rosso

Ha aggredito la madre e la sorella al culmine dell’ennesimo episodio di violenza domestica: per questo un 42enne è stato arrestato in flagranza dai carabinieri a Ginosa, nel Tarantino, con l’accusa di atti persecutori e lesioni personali.

I militari, con il supporto dei colleghi della compagnia di Castellaneta, sono intervenuti nell’abitazione trovando le due donne in forte stato di agitazione. Secondo la ricostruzione, l’uomo si sarebbe presentato a casa della madre, 62 anni, aggredendo entrambe in una discussione per dissidi familiari.

Le verifiche hanno fatto emergere un quadro di violenze ripetute nel tempo.
 a madre, ferita, è stata trasportata all’ospedale di Castellaneta per le cure. I carabinieri hanno quindi attivato le procedure del codice rosso.

Pretende i soldi per compare la droga dalla madre, la minaccia e aggredisce: arrestato. Non era la prima volta

Un 27enne di Ginosa è stato arrestato nella notte del 14 aprile dai Carabinieri di Marina di Ginosa con l’accusa di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia ai danni della madre convivente.

L’intervento è avvenuto dopo la richiesta di aiuto della donna, aggredita in casa dal figlio che avrebbe preteso denaro — probabilmente per acquistare droga — reagendo al rifiuto con minacce di morte e violenza fisica.

La vittima ha inoltre riferito di precedenti episodi di aggressioni verbali mai denunciati, evidenziando una situazione di maltrattamenti protratta nel tempo.

L’operazione rientra nelle procedure del “Codice Rosso” per la tutela delle vittime di violenza domestica. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Taranto su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Giallo di Pietracatella, madre e figlia morte avvelenate: l’esame dei vetrini a Bari il 29 aprile

Sono passati più di cento giorni dalle tragiche morti di Pietracatella, in provincia di Campobasso. Tutta l’Italia si interroga e discute alla ricerca di un colpevole per la morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua mamma, Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute, si ipotizza, perché avvelenate. Ma al momento la soluzione del giallo sembra ancora lontana.

Negli ultimi giorni hanno subito un’accelerazione: gli investigatori hanno in mano qualcosa, elementi che li portano a indagare verso alcune direzioni in particolare.cNell’ultima settimana hanno ascoltato almeno 30 persone tra parenti e conoscenti di madre e figlia morte a poche ore di distanza l’una dall’altra, nelle ore successive a Natale all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Proprio la raffica di interrogatori fa pensare a una possibile pista, considerato che molte delle persone interrogate erano già state sentite nelle ore successive alla tragedia. Sentiti di nuovo anche Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime, e sua figlia Alice, riconvocati pochi giorni fa e ascoltati per dieci ore.

Sentita dagli inquirenti anche la cugina di Gianni Di Vita, nella cui casa il commercialista vive ora con la figlia: la donna è stata sentita subito dopo gli interrogatori di padre e figlia.

Si terrà invece a Bari, il prossimo 29 aprile, l’esame dei vetrini relativi alle autopsie sui corpi di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi. L’accertamento sarà svolto alla presenza delle parti, trattandosi di verifiche tecniche non ripetibili. Per l’occasione sono stati convocati gli avvocati e i consulenti dei cinque medici indagati per omicidio colposo nella fase iniziale delle indagini, oltre ai rappresentanti delle parti offese.

Chiusa in casa e senz’assistenza, anziana disabile si toglie la vita: indagato il figlio 34enne a Taranto

Un uomo di 34 anni di Taranto è indagato per sequestro di persona e abbandono di incapace aggravato dal suicidio della madre, affetta da un disturbo depressivo cronico.

Secondo le indagini della Procura, il figlio avrebbe trascurato l’assistenza della donna e talvolta l’avrebbe chiusa in casa, limitandone la libertà.  L’8 ottobre 2024, mentre era sola nell’appartamento, la donna si è suicidata lanciandosi dal balcone.

L’indagato ha ora 20 giorni per presentare memorie o difese prima che il pm decida se chiedere il rinvio a giudizio o archiviare il caso.

Pretende soldi per l’alcol, distrugge casa e minaccia la madre e la sorella: arrestato 65enne a Taranto

Avrebbe colpito con calci e pugni la porta di casa della sorella per farsi aprire e, una volta dentro, avrebbe chiesto denaro all’anziana madre minacciando entrambe di morte.

A Taranto i carabinieri hanno arrestato in flagranza un uomo di 65 anni con le accuse di estorsione e maltrattamenti contro familiari e conviventi. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo si sarebbe presentato nel primo pomeriggio nell’abitazione della sorella, dove vive anche la madre anziana, pretendendo di entrare.

Di fronte al rifiuto delle due donne, avrebbe iniziato a colpire con violenza la porta d’ingresso fino a riuscire ad accedere all’interno. Una volta nell’appartamento avrebbe chiesto soldi alla madre, presumibilmente per acquistare alcol. Al diniego della donna, il 65enne sarebbe andato in escandescenza, danneggiando alcuni suppellettili e arrivando a minacciare di morte entrambe. Le due donne hanno quindi chiamato i carabinieri.

I militari della sezione radiomobile, arrivati rapidamente sul posto, hanno bloccato l’uomo e messo in sicurezza le vittime, accompagnando poi il 65enne in caserma. Nel formalizzare la querela, madre e figlia hanno raccontato che episodi simili si sarebbero verificati già in passato. L’uomo avrebbe infatti tenuto da tempo, soprattutto nei confronti dell’anziana madre, comportamenti vessatori fatti di minacce e aggressioni verbali e fisiche. Attivata la procedura prevista dal ‘codice rosso’, il 65enne, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato condotto in carcere.

Bari, Alberto Villani muore dopo aver tentato il suicidio in carcere: era imputato per l’omicidio della madre

Non ce l’ha fatta Alberto Villani, l’uomo di San Michele Salentino che si trovava in carcere a Bari per l’omicidio della madre, Cosima D’Amata, la 71enne picchiata e data alle fiamme nel settembre 2023.

Il detenuto aveva tentato di togliersi la vita nella sua cella nella giornata di domenica, prima di essere soccorso e trasferito d’urgenza al Policlinico di Bari dove è stato ricoverato in condizioni gravissime. Qui è morto.

Con il suo decesso si estingue il processo, da capire se si aprirà un’inchiesta sul suicidio in carcere. L’ultima udienza si era tenuta nel mese di gennaio, la prossima era fissata il 10 febbraio.