Sparatoria a Casamassima, ferito Giuseppe Amodeo: 40enne si costituisce. È accusato di tentato omicidio

Svolta nelle indagini sulla sparatoria avvenuta nella serata di venerdì 31 luglio a Casamassima. Un uomo di 40 anni, Davide D’Amore è stato sottoposto a fermo con l’accusa di tentato omicidio per il ferimento a colpi di arma da fuoco di Giuseppe Amodeo, raggiunto da un proiettile al culmine di una lite in via Marconi, a pochi passi da piazza Aldo Moro.

Il provvedimento, emesso dalla Procura di Bari, è stato eseguito dai carabinieri dopo che il 40enne si è presentato spontaneamente nella caserma di Gioia del Colle. L’uomo è stato quindi condotto in carcere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida. Oltre al tentato omicidio, l’indagato dovrà rispondere anche di detenzione e porto illegale di arma da fuoco. La pistola, detenuta illegalmente secondo quanto emerso dagli accertamenti, è stata sequestrata dai militari.

Secondo gli investigatori, all’origine della sparatoria ci sarebbero motivi di natura privata. Le indagini della Procura di Bari e dei carabinieri proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto. Il ferito, Giuseppe Amodeo, pluripregiudicato, era stato soccorso dal personale del 118 e trasportato in ospedale. Le sue condizioni, fin da subito, sono state giudicate non gravi.

Faida per il controllo della droga a Canosa, 8 condanne e un’assoluzione. Tre per tentato omicidio – NOMI

Il gup del Tribunale di Trani ha condannato otto imputati e assolto una persona nel processo nato dall’inchiesta “San Sabino”, che nel luglio 2025 portò all’arresto di 11 persone ritenute appartenenti a due gruppi criminali rivali in lotta per il controllo dello spaccio di droga a Canosa di Puglia.

Le condanne più pesanti sono state inflitte ad Andrea Sorrenti (12 anni e 6 mesi), Andrea Tarantino (10 anni) e Luca D’Agrezia (8 anni), ritenuti responsabili, tra l’altro, di tentato omicidio, ricettazione e detenzione abusiva di armi. Secondo le indagini dei carabinieri, i tre avrebbero pianificato un omicidio poi sventato dall’intervento delle forze dell’ordine.

Condanne comprese tra 15 e 32 mesi sono state inoltre emesse nei confronti di Francesco Lorusso, Michael Petroni, Danial Luchkov Slavchev, Donato Petroni e Angela Murante per episodi di spaccio di sostanze stupefacenti.

Michele Lorusso è stato invece assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. I difensori di Francesco Lorusso hanno annunciato ricorso in appello dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.

Tentato omicidio a Molfetta, cerca di sparare a un 18enne ma la pistola si inceppa: 4 arresti

Sono quattro le persone arrestate dai carabinieri per il tentato omicidio di un 18enne di Giovinazzo, avvenuto il 18 marzo scorso a Molfetta. Secondo le indagini, uno degli aggressori avrebbe cercato di sparare al giovane, ma l’arma si sarebbe inceppata.

A quel punto la vittima sarebbe stata picchiata violentemente dai quattro. L’ordinanza di custodia cautelare, eseguita al termine di oltre tre mesi di indagini, ha portato in carcere tre giovani tra i 24 e i 27 anni, mentre un 51enne è stato posto agli arresti domiciliari.

L’agguato, avvenuto nei pressi del parco di piazza Roma, sarebbe maturato per motivi personali legati a una ragazza. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni personali e detenzione e porto abusivo di armi.

Lite degenera ad Andria, motociclista investito da un Suv: ferito 24enne. Conducente arrestato per tentato omicidio

Un motociclista di 24 anni è rimasto ferito dopo essere stato investito da un Suv al termine di una lite con il conducente dell’auto. L’episodio è avvenuto nelle campagne di Andria, non lontano da Castel del Monte.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane si trovava con alcuni amici quando sarebbe scoppiata una discussione con l’automobilista, che avrebbe poi travolto il 24enne con il proprio mezzo. Soccorso dai sanitari del 118, il ferito è stato trasportato all’ospedale Bonomo, dove è ricoverato in condizioni non gravi.

I carabinieri hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dei fatti. Il conducente del Suv è stato arrestato e la sua posizione è al vaglio degli investigatori: potrebbe essere chiamato a rispondere dell’accusa di tentato omicidio.

Tentato omicidio a Palo, estorsioni, armi e SIM passate con un bacio in carcere: 4 arresti

Nella mattinata odierna i Carabinieri della Compagnia di Modugno hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di violenti reati aggravati dal metodo mafioso. Tra i capi d’accusa contestati figurano il tentato omicidio, l’estorsione, il porto illegale di armi, la ricettazione, il furto e l’incendio di auto, oltre al favoreggiamento personale e all’introduzione illegale di dispositivi di comunicazione in carcere.

Il blitz è scattato contemporaneamente nel Comune di Palo del Colle e all’interno delle Case Circondariali di Lecce e Paola, dove alcuni degli indagati si trovavano detenuti. L’operazione ha visto l’impiego di reparti specializzati dell’Arma, tra cui il Nucleo Cinofili, lo Squadrone Eliportato “Cacciatori Puglia”, le Aliquote di Primo Intervento (API) e il Nucleo Elicotteri di Bari.

L’indagine, denominata “Re Nero” e condotta tra il 2023 e il 2024 dalla Sezione Operativa di Modugno, ha permesso di fare luce su un tentato omicidio a Palo del Colle il 16 novembre 2023. L’episodio ha avuto origine dalle ripetute estorsioni subìte da un imprenditore locale, costretto da un pregiudicato legato al Clan Strisciuglio a cedere autovetture a noleggio senza ricevere alcun pagamento.

Le investigazioni hanno svelato dinamiche criminali di particolare rilievo. Pochi giorni prima del grave fatto, l’estorsore aveva noleggiato un veicolo dalla vittima e, con l’intento di intimidirla, invece di restituire il mezzo gli avrebbe dato fuoco. L’escalation di violenza sarebbe culminata poi nell’assalto al bar dell’imprenditore, dove l’autore del tentato omicidio, giunto a bordo di un’auto rubata, avrebbe esploso quindici colpi di pistola calibro 9 contro l’ingresso del locale con l’intento di colpire i presenti. L’auto utilizzata per l’agguato è stata successivamente ritrovata completamente carbonizzata cancellandovi ogni traccia utile alle indagini.

Il controllo da parte del principale indagato sul territorio e sulle persone a lui vicine sarebbe proseguito anche dall’interno del carcere. A gennaio 2024, mosso da gelosia, l’uomo avrebbe ordinato dal carcere ai propri sodali di rubare e incendiare l’autovettura della sua stessa fidanzata che, nonostante consapevole delle responsabilità del compagno, avrebbe scelto di denunciare alle autorità un furto ad opera di ignoti. La stessa fidanzata si sarebbe resa protagonista di un altro grave episodio: nel corso di un colloquio in carcere, e con il concorso di altri due indagati, sarebbe riuscita a cedere di nascosto al compagno, tre schede telefoniche intestate a prestanomi, trasferendogliele direttamente in bocca attraverso un bacio. Le SIM sarebbero state poi inserite in telefoni cellulari detenuti illegalmente nelle celle, garantendo così la continuità delle comunicazioni dei detenuti verso l’esterno.

Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri è stato condiviso dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dal Gip del Tribunale di Bari, che ha disposto la cattura degli indagati. Al termine delle operazioni, tre indagati sono stati associati alle case circondariali mentre un quarto è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Per un quinto indagato, pur facente parte del contesto investigativo, non è stata applicata alcuna misura cautelare per difetto di attualità delle esigenze cautelari.

L’esito di questa operazione testimonia la costante attenzione e l’impegno sinergico dell’Autorità Giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto ai reati contro la persona e il patrimonio, a fondamentale tutela della collettività.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Spara e ferisce 51enne durante un litigio, fermato 46enne a San Giovanni Rotondo: è accusato di tentato omicidio

Un 46enne di San Giovanni Rotondo (Foggia) è stato fermato con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Risponde del ferimento commesso ai danni di un 51enne la sera del 24 maggio nella cittadina di San Pio. La vittima, raggiunta da un colpo di arma da fuoco al fianco sinistro, è stata soccorsa e portata in ospedale, dove è stata ricoverata in prognosi riservata.

Le indagini svolte nell’immediatezza – spiegano in una nota i militari – hanno consentito di individuare e localizzare il presunto autore, nella cui disponibilità, nel corso di perquisizioni personali e locali, sono state rinvenute tre pistole prive di matricola, una delle quali utilizzata per commettere il delitto, un fucile calibro 22 (su cui sono in corso accertamenti per verificarne l’eventuale provenienza delittuosa), munizioni di vario calibro e materiale esplosivo.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Foggia, il ferimento sarebbe avvenuto all’interno dell’abitazione della vittima, nel corso di una discussione avvenuta per futili motivi con l’autore e degenerata fino all’esplosione del colpo di pistola. Il gip del Tribunale di Foggia ha convalidato il fermo di indiziato di delitto nei confronti dell’indagato, attualmente detenuto nel carcere del capoluogo dauno.

Mafia, tentato omicidio e armi. Rintracciato a Mola il latitante Carlo Biancofiore: deve scontare due condanne

I militari del nucleo investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari, con supporto in fase esecutiva di personale dello Squadrone Cacciatori “Puglia”, hanno rintracciato a Mola il latitante, dal mese di luglio, Biancofiore Carlo, classe 1979. L’uomo era l’unico elemento del clan Velluto di Bari riuscito a scappare nel blitz nella scorsa estate.

È destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Bari su richiesta Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, per i reati (fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa) di associazione mafiosa e finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nonché per tentato omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso e porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza dell’indagato in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Bari, stacca i dispositivi salvavita della madre malata per “volontà di Dio”: 48enne arrestato per tentato omicidio

Un professionista barese di 48 anni è stato arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Montemurro su richiesta della pm Isabella Ginefra, con l’accusa di tentato omicidio.

Secondo quanto ricostruito l’uomo avrebbe cercato di porre fine alle sofferenze della madre, gravemente malata, rimettendosi “alla volontà di Dio”. Per la giustizia italiana invece ha cercato di ucciderla.

La donna ora è ricoverata all’ospedale Di Venere in gravissime condizioni. Il 15 dicembre scorso l’uomo ha staccato gli ausili e le apparecchiature che tenevano in vita la madre. A scoprirlo un’infermiera che frequentava l’abitazione per prestare le cure domiciliari alla paziente.

L’operatrice ha allertato il 118 e i Carabinieri che hanno raccolto la sua testimonianza. Il 48enne, già in passato, è stato protagonista di comportamenti scorretti con diversi assistenti. La pm Ginefra ha chiesto l’applicazione del divieto di avvicinamento del figlio alla madre, ricoverata nel mentre in ospedale. L’uomo ha rifiutato il braccialetto elettronico ed è finito agli arresti domiciliari.

Interrogato dal gip lunedì, il 48enne ha fatto scena muta. Ai medici che per primi avevano soccorso la mamma aveva invece detto che aveva staccato i dispositivi per farla smettere di soffrire e che in tal modo sarebbe stata fatta la volontà di Dio.

Tentato omicidio e omicidio nel carcere di Bari: la Polizia arresta due persone

Questa mattina la Polizia di Stato, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, ha tratto in arresto due uomini, ritenuti autori di un tentato omicidio; uno dei due è responsabile anche di un omicidio. Gli episodi sono avvenuti nel carcere di Bari nel mese di ottobre del 2024.

I particolari dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso gli Uffici della Procura della Repubblica di Barialle ore 10:30.

Tentato omicidio a Taranto, 40enne picchiato e accoltellato: altri tre giovani arrestati – I NOMI

Salgono a quattro le persone arrestate per il tentato omicidio di un 40enne, brutalmente picchiato e poi accoltellato il 20 dicembre scorso nella zona tra la stazione ferroviaria e il varco est del porto di Taranto.

Dopo il fermo di Giuseppe Sambito, 28 anni, eseguito il 22 dicembre, questa mattina sono finiti in carcere anche il 19enne Gaetano Sambito, il 32enne Claudio Sambito e il 18enne Mattia Giannetti.

Ai tre è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alessandra Rita Romano su richiesta del pm Francesca Paola Ranieri, ed eseguita dai carabinieri. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima stava passeggiando con la compagna quando due giovani su uno scooter lo avrebbero affiancato, insultato e aggredito con pugni, schiaffi e calci al volto, anche dopo la caduta a terra.

I due si sarebbero poi allontanati per tornare poco dopo con altri soggetti. Il 40enne, che aveva tentato di nascondersi dietro alcune auto in via Niceforo Foca, è stato nuovamente colpito e ferito con un’arma da taglio al torace. Soccorso dal 118, è stato trasportato all’ospedale SS. Annunziata e sottoposto a un delicato intervento chirurgico d’urgenza.

Ha riportato gravi lesioni traumatiche e numerose ferite, restando in prognosi riservata per diversi giorni. Le indagini, supportate da testimonianze e dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire la dinamica e identificare gli autori e i loro ruoli nelle diverse fasi dell’aggressione.