Sorpreso in camera da letto mentre dormiva: così è stato arrestato il latitante Ninett a Foggia

Era in camera da letto e stava dormendo il 64enne Carmine Marolda quando sono arrivati i carabinieri per arrestarlo. Marolda, soprannominato Ninett, era ricercato da gennaio dello scorso anno, per reati in materia di stupefacenti.

I carabinieri hanno individuato la donna che lo ospitava all’interno di un palazzo di edilizia popolare a Foggia, garantendogli rifugio: l’esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla Dda di Potenza a suo carico, indagata per favoreggiamento della latitanza, ha consentito ai militari di cinturare il perimetro della palazzina e di sorprendere il latitante all’interno di un appartamento al primo piano, proprio in compagnia della donna.

L’indagine è stata avviata sulla scorta dei riscontri emersi in occasione di precedenti operazioni condotte contro i vertici delle piazze di spaccio locali. È stato proprio il monitoraggio dei circuiti dei sodali legati a figure criminali già assicurate alla giustizia, partendo dall’arresto del latitante Massimo Sileno a Napoli nel maggio 2025, sempre ad opera dei carabinieri di Potenza, a fornire gli elementi utili al suo arresto. A quanto si apprende, Marolda non era armato e non ha opposto resistenza, manifestando sorpresa per l’irruzione.

Uccise il maresciallo dei carabinieri Marino Di Resta: il latitante Carmine Marolada arrestato a Foggia

Il latitante Carmine Marolda, di 64 anni, di Venosa (Potenza), ricercato dal gennaio 2025, è stato arrestato a Foggia in un’operazione dei carabinieri, con il supporto del reparto speciale Gis.

Marolda nel 2001 era stato condannato con sentenza definitiva a 30 anni di reclusione per concorso nell’omicidio del maresciallo dei carabinieri Marino Di Resta, ucciso a Pescara il 16 settembre del 1996 durante un conflitto a fuoco con i banditi che avevano appena rapinato un rappresentante di gioielli a Francavilla a Mare.

La stessa pena fu inflitta a due suoi complici – Nicola Cassano e Gianfranco Sgaramella -. I tre furono condannati anche a otto anni di reclusione per la rapina.
L’operazione di stamani è scattata in un alloggio di edilizia popolare, l’Onpi di corso del Mezzogiorno, a Foggia, dove pare che l’uomo si nascondesse da tempo.

I militari dell’Arma hanno fatto irruzione nell’abitazione sorprendendo il ricercato e mettendo fine alla sua latitanza. Da quanto si apprende, sembra che non fosse armato. Marolda era ricercato dal gennaio 2025 per spaccio di sostanze stupefacenti.

Arrestato a Madrid latitante tarantino ricercato dal 2022: deve scontare oltre 9 anni per estorsione e incendi

La Polizia ha arrestato a Madrid un latitante tarantino di 60 anni, irreperibile dal 2022, al termine di un’indagine condotta dalla squadra mobile di Taranto e coordinata dalla sezione distaccata della Procura generale di Lecce.

L’uomo era destinatario di un mandato di arresto europeo per l’esecuzione di pene concorrenti: deve espiare 9 anni e 4 mesi di reclusione, residuo di una condanna complessiva di 13 anni e 9 mesi, per reati tra cui estorsione aggravata, incendio, danneggiamento seguito da incendio, atti persecutori, truffa e furto aggravati, commessi tra il 2015 e il 2017.

Ex sottufficiale della Guardia di finanza, poi destituito, il latitante aveva estorto ingenti somme a un commerciante con il pretesto di proteggerlo da presunte minacce della criminalità.

Per rafforzare le richieste aveva messo in atto intimidazioni, tra cui colpi d’arma da fuoco contro un furgone, incendi di veicoli e dell’attività commerciale. L’uomo era stato già arrestato in flagranza mentre incassava cinquemila euro, somma che avrebbe dovuto, secondo quanto dichiarato, soddisfare le richieste di presunti clan.

Fermato in strada, a pochi metri dall’abitazione dove viveva, in un primo momento ha fornito false generalità agli agenti, per poi dichiarare la propria identità.
 La cattura rientra nel progetto Wanted della Direzione centrale anticrimine ed è stata eseguita in collaborazione con il servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, lo Sco e la Policía Nacional spagnola, attraverso il gruppo Fugitivos dell’Udyco.

Traffico di droga, arrestato in Spagna il latitante tarantino Emanuele Capuano: era irreperibile dal dicembre 2024

La Polizia di Stato ha arrestato in Spagna un latitante tarantino di 45 anni, Emanuele Capuano, irreperibile dal dicembre 2024 dopo essere sfuggito a un mandato di cattura.

L’uomo era destinatario di un ordine di esecuzione di pene concorrenti emesso dalla Procura generale presso la Corte di Appello di Taranto: deve espiare oltre 13 anni di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione.

Secondo quanto riferito dalla Questura, è ritenuto un pericoloso broker del narcotraffico internazionale. Le indagini della Squadra Mobile di Taranto, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, con il supporto del Servizio centrale operativo, del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e della direzione centrale per i Servizi Antidroga, hanno consentito di localizzarlo all’estero.

Il 45enne si era rifugiato nel sud della Spagna, contando sull’appoggio di alcuni complici. In esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dalla Procura Generale di Taranto, su richiesta degli investigatori jonici, è stato rintracciato dalla Guardia Civil in una località balneare nei pressi di Alicante. Attualmente è detenuto in territorio spagnolo in attesa dell’estradizione in Italia.

Mafia, tentato omicidio e armi. Rintracciato a Mola il latitante Carlo Biancofiore: deve scontare due condanne

I militari del nucleo investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari, con supporto in fase esecutiva di personale dello Squadrone Cacciatori “Puglia”, hanno rintracciato a Mola il latitante, dal mese di luglio, Biancofiore Carlo, classe 1979. L’uomo era l’unico elemento del clan Velluto di Bari riuscito a scappare nel blitz nella scorsa estate.

È destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Bari su richiesta Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, per i reati (fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa) di associazione mafiosa e finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nonché per tentato omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso e porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza dell’indagato in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Pistola, proiettili e documenti falsi in casa. Arrestato latitante albanese a Fasano: era ricercato dal 2022

I finanzieri del GICO del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Lecce hanno arrestato a Fasano un cittadino albanese, latitante internazionale, destinatario di un mandato di cattura emesso il 10 marzo 2022 dal Tribunale Penale di Lushnja.

Doveva scontare due anni di reclusione per possesso illegale di armi ed esplosivi, reato commesso nel 2015 all’interno di un bar in Albania. Alla vista dei militari, il latitante è stato fermato e gli è stato notificato il provvedimento di arresto provvisorio ai fini estradizionali.

Durante una perquisizione domiciliare, è stata trovata una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa e quattro proiettili nel caricatore, oltre a documenti falsi che gli consentivano di coprire la latitanza.

Per detenzione abusiva di armi e munizioni sul territorio nazionale, l’uomo è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Brindisi e condotto nel carcere locale in attesa di giudizio. Sono in corso accertamenti sulla responsabilità di una connazionale che gli ha offerto ospitalità.

Arrestato a Bari dopo 26 anni di latitanza, viene scarcerato dopo 3 mesi: “Mancano documenti per l’estradizione”

Per mancanza di documenti a supporto della richiesta di estradizione, è stato scarcerato, dopo poco più di tre mesi trascorsi in carcere, il 60enne svizzero Daniel Earl Ricardo Connor, arrestato il 10 ottobre scorso dalla Guardia di finanza su mandato d’arresto internazionale, emesso nel 1999.

L’uomo, ricercato da 26 anni per una presunta frode su titoli finanziari per oltre venti milioni di dollari commessa a New York, fu trovato a bordo di un catamarano al largo di Bari. Il 60enne è tornato in libertà su decisione della Corte di Cassazione.

Stando al mandato di arresto, l’uomo è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla frode su titoli finanziari e riciclaggio dei proventi illecitamente acquisiti. Avrebbe svolto – secondo i magistrati di New York – un ruolo chiave agendo come prestanome offshore in transazioni su titoli per i dirigenti di una società di intermediazione mobiliare e riciclando i proventi di frodi sui titoli. Avrebbe così riciclato 20 milioni di dollari partecipando a numerose manipolazioni azionarie proponendosi come banchiere e consulente attraverso il suo studio ‘Connor &Associates a Ginevra.

Subito dopo l’arresto, era stata avviata la procedura di estradizione verso gli Stati Uniti: la Corte di Appello ha fissato l’udienza e il ministro della Giustizia ha comunicato alle autorità americane l’avvenuta carcerazione. A quel punto sono scattati i 45 giorni di tempo per il deposito dei documenti. Decorsi i termini, dagli Usa sarebbe pervenuta solo una nota diplomatica.

La difesa del 60enne, gli avvocati Francesco Maria Colonna e Eziana De Nora, a fine novembre ha chiesto la scarcerazione per documentazione incompleta. I giudici baresi hanno respinto la richiesta, così i legali si sono rivolti alla Cassazione, che ieri ha annullato senza rinvio il provvedimento di rigetto della Corte d’Appello. L’indagato ha lasciato ieri sera il carcere di Bari. Il 27 gennaio è fissata in Corte d’appello l’udienza per decidere sull’estradizione

“Finto pastore” si nasconde nel presepe tra le statue giganti, la scoperta choc: era latitante. Arrestato 38enne

Deve scontare una pena di 9 mesi e 15 giorni per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate, è latitante e si nasconde nel grande presepe allestito in piazza Crocifisso a Galatone.

Protagonista un 38enne originario del Ghana, destinatario di un provvedimento di esecuzione di carcerazione emesso dalla Procura di Bologna. L’uomo, dopo essere stato scoperto, è stato trasferito nella casa circondariale di Lecce per l’espiazione della pena. Ad accorgersene è stato il sindaco Flavio Filoni: il “pastore” infatti si muoveva e parlava con le altre figure.

Operazione antidroga tra Bari e Tirana, latitante albanese estradato in Italia: è stato arrestato a Durazzo

È giunto nella tarda serata di ieri ed è stato immediatamente consegnato alle autorità italiane un cittadino albanese, arrestato a Durazzo (Albania) il 21 maggio 2025 nell’ambito dell’operazione internazionale “URA”.

L’indagine della Direzione Investigativa Antimafia di Bari, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Speciale Procura Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana, aveva riguardato l’ esecuzione di misure cautelari personali e patrimoniali – tra Italia, Albania e Belgio – nei confronti di 52 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio (accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa).

Il cittadino albanese, proveniente dal carcere di Tirana, è giunto in Italia presso l’aeroporto di Roma Fiumicino scortato da personale del Servizio Centrale per la Cooperazione di Polizia e, dopo le formalità di rito effettuate da personale della Direzione Investigativa Antimafia e della Polaria, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia.

L’odierna attività di polizia giudiziaria si incardina nel più ampio progetto investigativo della DDA di Bari e della SPAK di Tirana volto a contrastare l’imponente traffico internazionale di cocaina ed eroina gestito dalle organizzazioni criminali albanesi

Ricercato dal 2023, arrestato il latitante Onofrio Margaritondo: era nascosto in una villa tra Fasano e Locorotondo

Onofrio Margaritondo, esponente di vertice della Sacra Corona Unita e latitante dal 2023, è stato arrestato dai Carabinieri di Brindisi in una villa nelle campagne tra Fasano e Locorotondo.

Il 49enne di Fasano, secondo gli inquirenti, è stato uno storico referente di organizzazioni criminali albanesi nel territorio, responsabile anche di traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di traffico di extracomunitari.

Nel 2023 è stato colpito da un’ordine di carcerazione a oltre 7 anni per estorsione e danneggiamento. I militari hanno trovato durante le perquisizioni una pistola clandestina, denaro e documenti falsi. Il proprietario dell’immobile e la sua compagna sono stati denunciati per favoreggiamento aggravato.