Si arricchisce di nuovi elementi il quadro investigativo sulla sparatoria avvenuta nella tarda serata di ieri in via Pier l’Eremita, nel cuore di Barivecchia. L’episodio, già noto, viene ora interpretato dagli inquirenti come un possibile atto intimidatorio nell’ambito della faida tra i clan Capriati e Strisciuglio.
I colpi sarebbero stati esplosi da almeno due persone in sella a uno scooter, con il volto coperto da caschi integrali. Gli aggressori avrebbero utilizzato una pistola calibro 7.65 e una mitraglietta, facendo fuoco contro un’abitazione. Sul posto la Polizia Scientifica ha repertato quattro bossoli, ma non si esclude che i proiettili esplosi siano stati di più: sulla pavimentazione sono stati infatti individuati sei segni compatibili con colpi d’arma da fuoco.
Durante l’agguato, una donna di 85 anni è rimasta lievemente ferita: un proiettile le ha causato un’abrasione sulla fronte. Soccorsa dal 118, è stata medicata sul posto e non si è reso necessario il trasporto in ospedale. Al momento dell’accaduto l’anziana non era sola in casa, ma si trovava insieme alla figlia.
Un elemento ritenuto particolarmente significativo riguarda la tempistica degli spari: sarebbero avvenuti durante uno spettacolo pirotecnico, circostanza che potrebbe aver consentito agli autori di coprire il rumore dei colpi. Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato un’imponente attività di controllo del territorio: per tutta la notte polizia e carabinieri hanno effettuato verifiche tra i quartieri Carbonara e Ceglie, estendendo gli accertamenti anche al pronto soccorso dell’ospedale Di Venere, alla ricerca di eventuali feriti riconducibili alla sparatoria.
Dai primi riscontri investigativi, l’obiettivo dell’agguato potrebbe essere stato un pregiudicato ritenuto vicino al clan Strisciuglio. Via Pier l’Eremita rappresenta infatti una zona di confine tra le aree di influenza dei clan Capriati e Strisciuglio, storicamente contrapposti. Gli inquirenti ipotizzano che l’episodio possa inserirsi in una spirale di violenza già in atto e collegato al recente ferimento di Kevin Ciocca e all’omicidio di Filippo Scavo, 43enne ritenuto vicino al clan Strisciuglio, ucciso il 19 aprile in una discoteca di Bisceglie.






