Funerali di Cosimo Quagliarella, in tre sulle moto e senza casco: il corteo è in stile Gomorra. Polemiche a Trani

Centinaia di persone, soprattutto giovani, hanno partecipato ai funerali di Cosimo Quagliarella, il 18enne di Andria ucciso a coltellate nella notte tra il 12 e il 13 agosto durante una rissa a Trani.

A fare da cornice alla cerimonia è stato un lungo corteo di decine di moto, con alcuni partecipanti senza casco e, in alcuni casi, anche in tre sullo stesso mezzo. Tra rombi, clacson e urla, la Polizia locale ha dovuto bloccare temporaneamente il traffico per consentire il passaggio del corteo.

La Questura aveva chiesto il supporto dei vigili per garantire la sicurezza durante la cerimonia, anche alla luce delle tensioni seguite all’omicidio e delle minacce apparse sui social. Durante i funerali, padre Massimo Monacelli ha rivolto un appello ai giovani affinché si ponga fine al clima di violenza tra Andria e Trani. La preoccupazione delle autorità è infatti che l’omicidio possa alimentare nuove tensioni o una possibile guerra tra gruppi di giovani.

Sul caso resta in carcere il 17enne di Trani accusato dell’omicidio. Gli investigatori continuano a ricostruire la dinamica della rissa e il movente che avrebbe portato all’accoltellamento.

Bari come Gomorra, c’è paura per la festa di San Nicola: il prefetto convoca Comitato per la sicurezza

A Bari cresce la tensione in vista della festa di San Nicola, mentre una nuova ondata di violenza scuote la città. Giovani affiliati alla criminalità organizzata, la cosiddetta “paranza” dei baby boss, sono protagonisti di una faida armata per il controllo delle piazze di spaccio.

Le istituzioni – coordinate dal prefetto Francesco Russo e dalle forze dell’ordine – stanno predisponendo un imponente piano di sicurezza per evitare che gli scontri degenerino durante le celebrazioni, con il rischio concreto di nuovi agguati.

La guerra tra clan si combatte sia nelle strade sia sui social, dove minacce e promesse di vendetta alimentano il clima di tensione.  Negli ultimi giorni si sono susseguiti diversi episodi di violenza tra Bari e provincia, tra sparatorie e ferimenti, segno di un conflitto in escalation. Al centro dello scontro c’è il controllo del traffico di droga, conteso tra i clan Strisciuglio e Capriati.

Gli investigatori lavorano per identificare i responsabili e prevenire nuove azioni armate, mentre cresce il timore che la faida possa esplodere proprio nei giorni della festa patronale, trasformando un evento simbolo della città in un momento ad alto rischio.

Bari come Gomorra, gambizzato il 20enne Kevin Ciocca: è affiliato al clan Capriati. Possibile regolamento di conti

Emergono i primi dettagli sulla sparatoria avvenuta questa sera a Barivecchia dove è rimasto gambizzato il 20enne Kevin Ciocca. Secondo quanto siamo riusciti a sapere, il giovane sarebbe uno spacciatore affiliato al clan Capriati di Barivecchia e ha precedenti.

Non si esclude in questa fase possa essersi trattato di un regolamento di conti. Gli investigatori stanno cercando di capire se si tratta di un avvertimento oppure di un agguato andato male. Secondo una prima ricostruzione, sarebbero stati sparati diversi colpi (almeno tre) da parte di una o più persone in sella a una moto.

Negli ultimi giorni a Bari si respira un’aria pesantissima, sembra che le nuove leve della criminalità organizzata si stiano lanciando messaggi, sfidandosi a colpi di pistola e sparatorie plateali.

Una situazione di grande tensione che sta allarmando e non poco le Forze dell’Ordine. Un lavoro certosino per capire quanto gli episodi del Play Game, di Bisceglie e di questa sera siano collegati tra loro.

Bari, 9 condanne per il corteo funebre in “stile Gomorra” per Christian Di Gioia: “Becero ma non mafioso”

Un rituale stile Gomorra becero ma non mafioso. Questo è quanto si legge nelle motivazioni della sentenza relativa alle 9 condanne, con pene comprese tra un anno e 8 mesi a 2 anni e 8 mesi, inflitta dalla gup del Tribunale di Bari, Gabriella Pede, per blocco stradale in merito al corteo funebre di moto che si è tenuto a Bari, il 23 giugno 2023, dopo i funerali di Christian Di Gioia, il 27enne deceduto due giorni prima nel quartiere Japigia di Bari in un incidente stradale con lo scooter.

Quel giorno il corteo di moto scortò il feretro del 27enne fino al cimitero, passando contromano anche sotto il carcere di Bari. Non è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa.

Per la giudice si è trattato di un comportamento “esecrabile, becero e in contrasto con le regole di civiltà, ma non connotato dalla forza intimidatrice tipica dell’agire mafioso”.

Gomorra style alla festa di San Nicola, al luna park con mitraglietta: 17enne del San Paolo finisce in comunità

Il 17enne del San Paolo, imparentato con gli Strisciuglio di Carbonara e fermato la sera del 7 maggio al luna park allestito per la festa di San Nicola a Bari con una mitraglietta nel borsello, è finito in una comunità.

Il caso è stato affidato alla Procura minorile. Il giovane ha dichiarato, dopo essere stato ascoltato, di aver portato l’arma con sé per la paura di incontrare esponenti di gruppi criminali rivali.

Il 17enne però non ha fornito indicazioni sulla provenienza dell’arma, dotata di caricatore e proiettili.

Bari, corteo funebre in “stile Gomorra” per Christian Di Gioia: chieste 10 condanne. Il Comune vuole 250mila euro

La Dda di Bari ha chiesto 10 condanne, a pene da un anno e nove mesi a due anni e otto mesi, per altrettanti imputati finiti a processo (in abbreviato) per il corteo funebre di moto fatto il 24 giugno 2023, a Bari, dopo i funerali di Christian Di Gioia, il 27enne morto a causa di un incidente stradale con lo scooter due giorni prima nel quartiere Japigia di Bari.

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Bari alias Gomorra, paura in discoteca: a Giovinazzo pistola puntata in faccia a Capo Plaza per un selfie rifiutato

Pistole in discoteca per fare sfoggio del proprio potere davanti a tutti. Questa è l’usanza più in voga tra i giovani rampolli baresi che scelgono i locali notturni come “campo di guerra”. Come i baby Palermiti e Parisi, arrestati per detenzione di armi da sparo e per aver nascosto una pistola al Divinae Follie di Bisceglie.

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Morte Di Gioia, corteo funebre in stile Gomorra non autorizzato a Bari: 10 motociclisti a processo

La Dda di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 10 motociclisti che hanno preso parte al corteo funebre composto da un centinaio di moto che, il 24 giugno 2023, accompagnò il feretro del 27enne Christian Di Gioia dal quartiere Japigia al cimitero di Bari, passando anche contromano sotto il carcere. Il corteo bloccò il transito dei veicoli in alcune strade cittadine e costrinse gli automobilisti a fermarsi o ad invertire la marcia. Christian Di Gioia morì la notte tra 21 e 22 giugno a causa di un incidente con la moto verificatosi sul ponte Padre Pio mentre era seguito da una pattuglia dei carabinieri.

Il caso ora approda in Tribunale, tutti sono ritenuti vicini all’ambiente della criminalità barese. L’udienza preliminare è in programma il 10 luglio e per l’occasione il Comune di Bari chiederà di costituirsi parte civile. L’accusa è di blocco stradale ma la Dda contesta loro anche l’aggravante del metodo mafioso per aver esercitato “quella particolare coartazione e conseguente intimidazione, propria delle compagini mafiose”, ed “in particolare del clan ‘Parisi-Palermiti’ predominante nel quartiere Japigia di Bari”; e dell’agevolazione mafiosa per aver dimostrato con il corteo “il potere di controllare il territorio e violare pubblicamente le leggi dello Stato”.