Bari, lutto nel mondo della politica. Morto a 48 anni il consigliere del Municipio III Caradonna: “Gigante buono”

Il quartiere San Paolo piange la scomparsa di Andrea Caradonna, consigliere del Municipio III di Bari, morto questa mattina all’età di 48 anni dopo aver combattuto negli ultimi mesi contro una grave malattia.

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo politico e dai cittadini. Il sindaco Vito Leccese lo ha ricordato come «un gigante buono», sottolineando il suo costante impegno per il territorio e per le persone più fragili.

«Ha affrontato la malattia a testa alta, senza mai tirarsi indietro», ha dichiarato il primo cittadino, evidenziando come Caradonna abbia vissuto il suo ruolo politico con spirito di servizio, ascoltando i cittadini e denunciando con determinazione le disuguaglianze e le difficoltà delle periferie.

Profondo anche il ricordo della pagina Facebook Forza San Paolo, che lo ha definito «il miglior politico che questo municipio abbia mai avuto», ricordando i numerosi progetti condivisi per il bene del quartiere.

Andrea Caradonna lascia la moglie e due figli. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per il San Paolo e per l’intera comunità barese.

È iscritto al PD ma sostiene l’avversario, De Nicolo imbarazza il partito: la Schlein fa scena muta

Torniamo ad occuparci delle elezioni amministrative a Molfetta e dell’imminente ballottaggio tra Minervini, sostenuto dal centrosinistra (Pd, M5S, Sel, Rc, Spazio Riformista e altre tre civiche) che ha raccolto il 44,57% delle preferenze nella prima votazione, e il candidato civico, Pietro Mastropasqua, sostenuto da una coalizione di 11 liste che al primo turno ha raccolto il 36,04% dei consensi.

A Molfetta è arrivata ieri sera Elly Schlein, segretaria del PD, e non potevamo perdere questa grande occasione per chiedere spiegazioni su come sia possibile che De Nicolò sia ancora nel partito pur sostenendo il candidato civico Matropasqua, nonostante lo statuto parli chiaro.

Politica senza vergogna, campagna elettorale al veleno: “Puzzi di m***a a Molfetta non sei gradito”

Ci siamo recati anche noi a Molfetta, in via Margherita di Savoia, per l’inaugurazione del comitato elettorale della lista civica Fare Comune che sostiene la candidatura di Pietro Mastropasqua a primo cittadino.

Una scelta che ha spaccato in due il centrosinistra. Mastropasqua è da sempre considerato vicino al centrodestra, come accaduto nella tornata amministrativa del 2022.  All’inaugurazione non potevamo mancare dopo essere stati allertati da un messaggio WhatsApp inviato da Pietro Augusto De Nicolo, amministratore Unico dell’Arca Puglia.

Lo stesso De Nicolo ci ha accolto sul posto, alternando risposte e “non risposte” in base alla “comodità” delle nostre domande, non chiarando il suo coinvolgimento nella vicenda politica. Lo abbiamo poi “abbandonato”, riprendendoci il mazzo floreale, dopo aver incontrato vecchi e nuovi amici. Ci aspettavamo decisamente un’accoglienza diversa.

Politica e mafia, Olivieri condannato a 9 anni di carcere. Il gup: “Ha scelto di rivolgersi ai Parisi per raccogliere voti”

Un accordo elettorale illecito con esponenti della criminalità organizzata barese per raccogliere voti alle Comunali del 2019. È questa la conclusione a cui è giunto il gup di Bari, Giuseppe De Salvatore, nelle motivazioni della sentenza che ha condannato in abbreviato l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri nell’ambito dell’inchiesta “Codice Interno”.

Secondo il giudice, Olivieri avrebbe partecipato consapevolmente a un sistema di scambio politico-mafioso finalizzato all’elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso. La condanna è di 9 anni di carcere — 8 per voto di scambio e uno per tentata estorsione — oltre a una multa di 2mila euro.

Le motivazioni, contenute in 1.723 pagine, ricostruiscono l’attività dell’organizzazione mafiosa legata al clan Parisi-Palermiti di Japigia, capace non solo di gestire traffici illeciti come droga, armi ed estorsioni, ma anche di influenzare il consenso elettorale. Tra i principali imputati figurano i boss Savino Parisi ed Eugenio Palermiti, oltre a Tommaso Lovreglio, ritenuto figura chiave nei rapporti tra politica e criminalità.

Le indagini della Direzione distrettuale antimafia si basano anche sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e su intercettazioni che, secondo il gup, dimostrano l’esistenza di un accordo strutturato per la raccolta dei voti. Olivieri, si legge, avrebbe gestito la campagna elettorale “illecitamente”, avvalendosi di intermediari vicini ai clan e coordinandosi proprio con Lovreglio e altri referenti criminali.

Respinta la linea difensiva secondo cui l’ex consigliere non sarebbe stato consapevole della matrice mafiosa dei suoi interlocutori: per il giudice, le prove dimostrano invece una piena conoscenza del sistema, inclusi i meccanismi tecnici di gestione del voto.

L’inchiesta evidenzia anche un presunto sistema di infiltrazione nella pubblica amministrazione, in particolare all’interno dell’azienda municipalizzata Amtab. Secondo le dichiarazioni dei pentiti, riscontrate dalle intercettazioni, il clan Parisi avrebbe imposto un sistema clientelare di assunzioni, trasformando l’azienda in uno strumento di collocamento per persone vicine all’organizzazione criminale. Un quadro che, nelle parole del gup, descrive “una saldatura stabile tra criminalità organizzata e ricerca del consenso politico”.

Mafia e politica, inchiesta Codice Interno: chiesta l’archiviazione per l’ex assessora pugliese Anita Maurodinoia

La Dda di Bari ha chiesto l’archiviazione della posizione di Anita Maurodinoia, ex assessora pugliese ai Trasporti, nell’inchiesta ‘Codice interno’ sul presunto scambio elettorale politico-mafioso.

L’inchiesta, nel febbraio 2024, portò all’esecuzione di 130 arresti, 109 imputati sono già stati condannati in abbreviato. Maurodinoia era indagata, ma dagli approfondimenti degli inquirenti non sono emersi elementi tali da sostenere l’accusa a dibattimento. Per questo il pm Fabio Buquicchio, che ha coordinato le indagini della squadra mobile insieme al collega Marco D’Agostino, ne ha chiesto l’archiviazione. Ora dovrà esprimersi il gip.

L’inchiesta ruota attorno alla presunta compravendita di voti dalla malavita per le elezioni amministrative di Bari del 2019. Personaggio principale dell’inchiesta è l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, accusato di aver comprato voti da tre clan di Bari per favorire l’elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso, al consiglio comunale.

Olivieri, ai domiciliari dal 2025 dopo aver trascorso oltre un anno in carcere, è stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione. In quella tornata elettorale, oltre a Maria Carmen Lorusso (imputata a dibattimento), fu eletta anche Maurodinoia. L’ex assessora è però imputata in udienza preliminare nell’ambito di un’altra inchiesta su presunte elezioni truccate.

Per la Procura, avrebbe fatto parte della presunta associazione finalizzata alla corruzione elettorale che avrebbe inquinato le Regionali del 2020 (quando la stessa Maurodinoia fu eletta con quasi 20mila voti nella lista del Pd) e le comunali di Grumo Appula (2020) e Triggiano (2021). Con lei (e altri 16) è imputato anche il marito Sandro Cataldo, fondatore del movimento politico ‘Sud al centro’ e considerato il promotore della presunta associazione.

Politica e concorsi, i baresi al Bomber: “Valori persi e corruzione. Destra e sinistra ormai uguali”

Antonio e Tino hanno consegnato la prima “Repubblica delle Banane” ai segretari Pd di Molfetta e terra di Bari, si tratta di un riconoscimento ideato da Quinto Potere per tutti coloro che si rendono protagonisti di trucchi e magagne. Tra questi ci sono anche i politici. Il Bomber, da inviato, ha chiesto ai baresi cosa ne pensano dei politici e se credono ancora alla politica.

L’ombra del PD sul concorso Arca, vince la politica. Il tesoriere non gradisce: “Vi faccio il cu**”

Torniamo ad occuparci dell’Arca e questa volta dell’ombra del Partito Democratico su un concorso indetto per l’assunzione di personale amministrativo e tecnico a tempo determinato, nell’ambito dei progetti finanziati con fondi PNRR.

Dei cinque posti disponibili, ben tre sono stati assegnati a candidati di Molfetta, tutti accomunati da esperienze politiche. E per questo le polemiche non mancano.

Tra loro Alberto D’Amato, ex consigliere comunale e oggi segretario cittadino del Partito Democratico, Diletta Bellapianta, moglie di Piero Mastropasqua, già consigliere comunale e candidato sindaco e Domenico Ayroldi, ex collega di studio dell’attuale Amministratore Unico di ARCA Puglia Centrale, Pietro Augusto de Nicolo.

Abbiamo così deciso di effettuare un blitz nella sede del Pd di Molfetta, confrontandoci con il tesoriere che non ha gradito la nostra incursione.

Bari, si apre l’anno giudiziario. Cassano: “Politica chiede mani libere ma da lì a mani pulite è un soffio”

“In nome del consenso elettorale la politica rivendica le mani libere, sebbene la storia ricordi che, in una economia interconnessa, ad esagerare, da mani libere a ‘mani pulite’ è solo un soffio”.

Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Bari, Francesco Cassano, nel discorso con cui ha aperto la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, riferendosi alla riforma costituzionale della magistratura approvata dal Parlamento e sottoposta a referendum.

Sempre riferendosi alla riforma, Cassano ha sottolineato il suo “disagio determinato dal clima insopportabile che si è formato nel Paese, a seguito di una riforma costituzionale della magistratura condotta senza alcuna mediazione parlamentare che le potesse assicurare un consenso più ampio, e soggetta ora ad un referendum che lacera il Paese su temi delicati, tecnici, di difficile comprensione per i cittadini, se non a costo di semplificazioni che finiscono col somigliare a slogan, piuttosto che a ragionamenti”.

“Imperversano sul web demagogie, aggressioni e minacce, insofferenze per l’altrui punto di vista e censure inquietanti – ha aggiunto Cassano – da ultimo, individui condannati in via definitiva si permettono di spiegare perché e come andrebbe riformata la giustizia; nel migliore dei casi, ad illustri personaggi del passato si fanno dire, oggi, cose dette in contesti completamente diversi”.

Altamura, Sindaco minimizza sulla crisi. “Nuovo” comandante della Polizia Locale: partita aperta

C’è crisi politica ad Altamura oppure no? Siamo tornati sul posto e ci siamo recati davanti alla sede del Comune, anche per raccogliere il parere e la sensazione dei cittadini, dopo i sei consigli comunali saltati a causa per mancanza di numero legale.

“Tutto procede secondo il regolare disordine”, dice qualcuno. Poche parole, ma buone. Il sindaco Petronella, raggiunto telefonicamente, ha minimizzato sulla situazione politica. Non potevamo non chiedere della nomina del nuovo comandante della Polizia Locale e sui rumors attorno alla Stefanelli.

Bari, nessun ribaltone in maggioranza. Respinto il ricorso di Moretti: il M5S mantiene due seggi in Consiglio

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Giovanni Moretti, candidato della lista Laforgia Sindaco, confermando l’elezione di Italo Carelli in Consiglio Comunale.

Nessun ribaltone dunque in Comune all’interno della maggioranza del sindaco di Bari, Vito Leccese. Confermata la sentenza del Tar in primo grado, il M5S mantiene così due seggi.

Moretti, nel ricorso, sosteneva che la lista Laforgia avesse conseguito un numero di voti maggiore rispetto alla lista del M5S.