Case popolari, bagno da incubo. Ex dipendente Arca aiuta il vicino: storici abusi buttati nel cesso

Torniamo ad occuparci di case popolari, siamo tornati in via Volpe, al civico 1 B, dopo aver liberato un appartamento che era stato occupato abusivamente da un’imprenditrice. Questa volta protagonista è il 78enne Michele Parisi, assegnatario di un’abitazione e costretto a recarsi in bagno con ombrello, giubbotto e cappello.

C’è però un altro Michele protagonista in questa vicenda. Ogni due giorni, a 80 anni sale sulla scala, prende i secchi pieni d’acqua, li svuota e li sistema dove c’è la perdita d’acqua. A rendere più surreale questa vicenda è che l’aiutante Michele è un ex dipendente Arca.

Palazzine evacuate a Bari, l’Arca: “A rischio gli edifici costruiti prima del 1971 senza legge sulla qualità dei materiali”

“Prima del 1971 non c’era alcuna legge sulla qualità dei materiali con i quali venivano costruiti gli edifici, la questione veniva lasciata alla buona volontà dei costruttori. Questo significa che ciò che è stato costruito prima del 1971 rischia di non essere stato realizzato bene. E dopo 60 anni i nodi vengono al pettine”.

Lo ha detto l’amministratore unico di Arca Puglia Centrale, Pietro Augusto de Nicolo, a margine della conferenza e assemblea di Eurhonet a proposito delle due palazzine evacuate ieri nel quartiere San Pasquale del capoluogo pugliese a causa di alcuni problemi strutturali.

“Negli anni Sessanta – ha aggiunto – c’è stata una fortissima azione di sviluppo nella costruzione di case e soprattutto delle case popolari. I nostri quartieri, quelli più popolosi, sono nati in quel periodo. Quando quelle case sono state costruite con materiali di qualità non sono stati rilevati problemi, ma occorre fare i conti con la circostanza che non sempre sono state realizzate bene”.

Augusto de Nicolo ha evidenziato anche di non voler “fare allarmismo, perché sono fenomeni che vanno verificati”, ma che “esiste il tema delle manutenzioni e del meccanismo che oggi non consente alle agenzie regionali per la casa di avere sufficienti fondi a disposizione”.

“Noi – ha precisato – avremmo bisogno dell’1% del valore della singola casa da spendere in manutenzione, ma percepiamo canoni da 25 euro al mese, quindi da 300 euro l’anno, a fronte del pagamento di 400 euro di Imu al Comune. E dobbiamo anche fare i conti con le morosità”.

Le mani dei clan sulle case popolari di Bari, la Procura indaga su 26 casi: 5 occupazioni sospette a Japigia

Nuova indagine della Procura di Bari sulle occupazioni abusive delle case popolari da parte di pregiudicati e persone vicine alla criminalità organizzata. il fascicolo è stato aperto in seguito ad alcune segnalazione nei scorsi mesi e al momento non risultano indagati. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

I riflettori sono stati accesi su 26 casi e sarebbero almeno 5 le situazioni sospette che meritano approfondimento. Protagonisti pregiudicati che alloggiano in case popolari al quartiere Japigia assegnate a familiari o conoscenti.

I Carabinieri, su delega della Procura, hanno chiesto dati e informazioni all’Arca per risalire a tutte le informazioni possibili, a partire dai dati dei legittimi assegnatari.

Le indagini dovranno anche accertare eventuali omissioni relative al mancato avvio di azioni legali o amministrative, con riferimento agli ultimi dieci anni, compresa la identificazione dei responsabili del procedimento.

Posti di lavoro e mazzette in cambio di case popolari, 4 indagati a Bari: nei guai ex funzionario dell’Arca Puglia

Mazzette, regali e promesse di lavoro in cambio di case popolari. La Procura di Bari indaga sull’assegnazione di alcuni alloggi di proprietà dell’Arca Puglia, le ipotesi di reato sono di corruzione e induzione indebita.

Gli episodi risalgono al 2017. Inizialmente erano indagate cinque persone, tra cui due funzionari dell’Arca. Uno di loro è deceduto e il procedimento va avanti nei confronti dei restanti quattro, come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno.

Le indagini sono state chiuse, sono tre gli episodi contestati. Il primo riguarda il funzionario Arca deceduto che avrebbe indotto due componenti dell’Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio a pagare una cifra tra i 3 e i 4mila euro, oltre all’assunzione della figlia, in cambio del subentro di uno dei due in un immobile in via Orazio Flacco.

Il secondo episodio ha sempre come protagonista il funzionario deceduto, assieme ad una 86enne barese, già residente in una casa popolare nel quartiere Stanic. In questo caso l’uomo avrebbe strappato la promessa di una ricompensa in denaro per scambiare l’alloggio occupato dall’anziana con un altro.

Il terzo e ultimo episodio coinvolge un altro ex funzionario dell’Arca e una 73enne residente al quartiere San Paolo. Secondo la Procura il primo avrebbe favorita l’assegnazione dell’alloggio popolare alla donna, ricevendo in cambio tra i 10mila e i 15mila euro. L’Arca è parte offesa e potrà costituirsi parte civile nell’eventuale processo.

Tensione nel cantiere di via Corticelli, l’Arca ai 79 assegnatari infuriati: “Colpa dell’Enel”

L’Arca Puglia continua a fare acqua da tutte le parti. Siamo tornati in via Corticelli a poca distanza dal nostro ultimo blitz ad un anno dal crollo che per poco non causò una tragedia. Tutto ruota attorno ai lavori che sarebbero dovuti terminare nel 2023, prorogati nel corso del tempo, da 3 milioni di euro per l’efficientamento energetico.

Soldi buttati via, come denunciato dalle 80 famiglie disposte a denunciare tutto alla Procura della Repubblica. Siamo tornati sul posto dove sono iniziati i lavori e non sono mancati i momenti di tensione, abbiamo incontrato l’ingegnere responsabile al procedimento per l’Arca che ha scaricato ogni responsabilità sull’Enel.

Disastro Arca in via Corticelli, tempi biblici e soldi buttati: “Vogliono solo i voti per gli amici”

L’Arca Puglia continua a fare acqua da tutte le parti. Siamo tornati in via Corticelli ad un anno dal crollo che per poco non causò una tragedia. Tutto ruota attorno ai lavori che sarebbero dovuti terminare nel 2023, prorogati nel corso del tempo, da 3 milioni di euro per l’efficientamento energetico.

Soldi buttati via, come denunciato dalle 80 famiglie disposte a denunciare tutto alla Procura della Repubblica. L’autunno e l’inverno sono alle porte, c’è chi ha investito nell’acquisto di condizionatori e altro e rischia di vedere sfumato ancora l’investimento.

Nessuno sa fornire spiegazioni, anche se a giugno scorso l’amministratore unico De Nicolo si è presentato sul posto con uno dei candidati alle Amministrative a caccia di voti in piena campagne elettorale. Tante promesse che però fino ad oggi non sono state mai mantenute.

Disastro Arca, s’è rotta la fogna nel palazzo popolare: ratti in cantina e topi d’appartamento

Ci troviamo questa volta in via Caldarola per documentare le precarie condizioni igienico-sanitarie della palazzina popolare situata al civico 28/N. Il nostro intervento è stato richiesto dai condomini, costretti a convivere con problemi di fogna e con l’invasione di blatte e topi. Il grande caldo peggiora enormemente la situazione. Armati di mascherine e di coraggio, abbiamo constatato noi in prima persona la disastrosa vicenda.

 

Bari, palazzo popolare a pezzi. Nessuna vera manutenzione in 50 anni: “Fateci riscattare le case”

Torniamo ad occuparci delle condizioni disastrose di alcune palazzine popolari dell’Arca Puglia. Questa volta ci troviamo in via Archimede, al civico 17. Siamo stati chiamati dall’amministratrice di condominio e dagli inquilini, preoccuparti per le sorti e le condizioni.

Da 50 anni non è stata effettuata una vera manutenzione, seppure altre palazzine vicine sono state interessate dai lavori. La risposta dall’ufficio predisposto è sempre la stessa: non ci sono soldi e bisogna avere pazienza. E i problemi, come documentato, sono diversi. Nel video allegato il reportage, la denuncia e l’appello degli inquilini.