Bitonto, ufficio anagrafe senza ascensore e rampe: mamme saltano le promesse di matrimonio dei figli

Doveva essere un momento di festa, ma si è trasformato in un episodio amaro per due madri con disabilità motorie durante le promesse di matrimonio dei propri figli, celebrate nei giorni scorsi al Comune di Bitonto.

Le due donne, originarie di Palombaio e impossibilitate a camminare, non hanno potuto accedere al primo piano dell’edificio di piazza Marconi, sede dell’ufficio di stato civile, a causa dell’assenza di ascensori o rampe.

Una delle due ha rinunciato a partecipare alla cerimonia, mentre l’altra, grazie all’intervento dei familiari e alla disponibilità dei dipendenti comunali, ha potuto assistere al rito, spostato eccezionalmente al piano terra.

Il caso ha suscitato polemiche. Il consigliere comunale di opposizione Arcangelo Putignano ha denunciato l’accaduto, sottolineando come l’accessibilità sia un diritto e non una concessione.

Dall’amministrazione arriva però l’impegno a intervenire. L’assessore Cosimo Bonasia ha annunciato lavori imminenti per l’adeguamento dell’immobile, inclusa l’eliminazione delle barriere architettoniche, con il trasferimento temporaneo dei servizi in un’altra sede per limitare i disagi.

“Bisceglia vattene”, scritte intimidatorie contro il sindaco di Mattinata: “Irresponsabili avete spaventato i miei figli”

“Michele Bisceglia vattene”. È la scritta, realizzata con vernice rossa, comparsa questa mattina sul muro di casa della madre del primo cittadino di Mattinata (Foggia), Michele Bisceglia, sindaco del comune garganico dal settembre 2020.

“Stamattina al mio risveglio ho trovato queste scritte sul muro di casa di mia madre, proprio di fronte alla mia abitazione. Affinché lo potessi leggere meglio, evidentemente – scrive Bisceglia sui social -. Agli autori di questo gesto intimidatorio rispondo con la determinazione e il coraggio di sempre. Né io né la mia famiglia abbiamo mai ceduto ad intimidazioni. Questa comunità lo sa bene. Non inizieremo e non inizierò certo adesso. Avete spaventato i miei figli, però.
Avete violato la loro innocenza. Ed è questa la vostra responsabilità più grave. Loro ricorderanno sempre questa giornata per la violenza di quelle parole. Un gesto irresponsabile, grave, stupido. Inutile. Solo e soltanto i cittadini, nel segreto delle urne, liberamente potranno mandarmi a casa. Se vorranno, naturalmente! Non certo minacce come queste”.

Mattinata andrà al voto per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale il 24 e 25 maggio prossimi. Il comune di Mattinata, circa 5800 abitanti, è uno dei sei comuni della provincia di Foggia sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2018.

“Non abbiamo lavorato oltre cinque anni, considerato che il percorso di emancipazione dopo lo scioglimento è iniziato ben prima, per arrivare a questa situazione – ha detto all’ANSA il primo cittadino -. Non abbiamo perso tutti questi anni. Io continuerò a lavorare per conciliare, pacificare, ma ci vuole una levata di scudi, decidere se ripiombare nella situazione che c’era prima o andare avanti”. Il sindaco ha già denunciato le minacce ai carabinieri che stanno svolgendo indagini.

Solo con la sua vecchiaia, Giuseppe. La colazione (2): “Non ho soldi ma voglio bene ai miei figli”

Vi proponiamo la seconda parte dell’intervista realizzata con Giuseppe prima della sua caduta per strada. Siamo riusciti ad instaurare un rapporto con lui e a conquistare da subito la sua fiducia, grazie anche alla sua dolcezza e gentilezza. Abbiamo cercato di indagare sul rapporto con i figli e sulla gestione economica, prima di accompagnarlo a casa. Poi come vi abbiamo documentato, Giuseppe è caduto e si è rotto la testa. 

Giuseppe, solo con la sua vecchiaia: “Rischia la vita ogni giorno. Tutti sanno di lui ha tre figli”

Giuseppe ha 83 anni e non è capace di intendere e volere. Secondo quanto raccontato da testimoni e da chi puntualmente lo aiuta quando ha bisogno di aiuto, la storia è nota alle Istituzioni ma nessuno interviene. Giuseppe ha tre figli ma vive solo con la sua vecchiaia e ogni giorno rischia la vita. Ci siamo recati ad Adelfia per raccogliere l’appello dei vicini e dei commercianti.

Scontro sulla provinciale, Aradeo sotto choc per la morte della 41enne Maria Luisa Valiani: lascia quattro figli

È Maria Luisa Valiani, 41enne di Aradeo, la vittima del tragico incidente mortale avvenuto ieri sulla provinciale che collega Casarano a Taurisano. La donna era alla guida della sua auto che si è schiantata contro un camion per la raccolta rifiuti.

La 41enne, nipote dell’attuale comandante della Polizia Locale, lascia quattro figli. L’amministrazione comunale di Aradeo ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima. “Ci sono notizie che arrivano all’improvviso e lasciano senza parole. Notizie che sono tra le più difficili da accettare e da raccontare”, si legge.

“Con profondo dolore apprendiamo della tragica scomparsa di Luisa, una giovane donna di 41 anni, una mamma, una figlia, una vita spezzata troppo presto a causa di un incidente stradale – continua -. L’intera comunità si stringe con sincera commozione attorno alla sua famiglia, ai suoi figli, condividendone il dolore e lo smarrimento di fronte a una perdita così ingiusta e improvvisa. Un abbraccio affettuoso e rispettoso va alla mamma Tonia, che ha servito la nostra comunità anche nel ruolo di Assessore Comunale, e alla Comandante della Polizia Locale, legata a Luisa da un profondo vincolo familiare”.

Lecce, trasforma la casa in una caserma. Regole rigide e aggressioni: condannato militare dell’Esercito

Impone regole e ordini alla moglie e ai tre figli in casa, trasformandola in una caserma. Un militare dell’Esercito di 46 anni, in servizio a Lecce, è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione per maltrattamenti e lesioni personali aggravate oltre all’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici.

La donna e i figli riceveranno provvisionali che fino ai 5.000 euro. Il militare intanto continua regolarmente a lavorare in caserma. Secondo quanto accertato dalle indagini, la moglie sarebbe stata picchiata più volte a causa della gestione della casa e delle spese. Sarebbe stata presa a schiaffi anche davanti ai figli.

Non sarebbero mancate nei confronti dei familiari anche minacce di morte. L’uomo avrebbe monitorato anche la moglie e i figli da distanza tramite telecamere di videosorveglianza.

Sonia: “Mio padre dice che per lui sono morta. Basta supplicare amore voglio cambiare cognome”

Abbiamo provveduto a fare la spesa per dare il benvenuto ufficiale a Sonia e Slavcho nella casetta di Quinto Potere. Mentre Slavcho si è rimesso in gioco al lavoro, Sonia ci rivela di essere stata contattata dal padre dopo la messa in onda dei primi servizi e che l’uomo le ha chiesto 600 euro. Assieme al suo avvocato, ha deciso di intraprendere la strada per cambiare cognome e cancellare una volta per tutte parte del suo passato.

Denis, un dolore sempre vivo. Katia fa piangere Antonio: “Sono a pezzi ma i bimbi stanno bene”

Ci sono storie che ti restano dentro per sempre. Nulla può cancellare il dolore immenso per la morte di Denis e il nostro legame con Katia e i due bimbi si è rafforzato ancora di più. Katia ha spedito un pacco che ha commosso Antonio per ringraziare tutta la community di Quinto Potere. In tanti si sono fatti avanti, Katia e i due bimbi sono stati travolti da una catena di solidarietà senza precedenti.