Carambola sull’A12, schianto tra due auto: 5 feriti tra loro due bambini trasportati al Gaslini – FOTO

Paura ieri mattina sull’autostrada A12, dove un grave incidente ha provocato cinque feriti, tra cui quattro bambini. Lo schianto è avvenuto poco dopo le 10.30 nella carreggiata nord, tra Carrodano e Deiva Marina, all’interno della galleria Pian della Madonna.

Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale di Brugnato, due auto si sono scontrate e una Toyota si è ribaltata più volte sull’asfalto. A bordo del veicolo viaggiavano tre adulti e quattro bambini di età compresa tra i 4 e i 13 anni.

Immediato l’intervento dei soccorsi con personale del 118, ambulanze, vigili del fuoco ed elisoccorso. Due dei bambini, inizialmente considerati in condizioni più serie, sono stati trasportati in codice rosso all’ospedale Gaslini di Genova con l’elicottero Drago dei vigili del fuoco. Fortunatamente non sarebbero in pericolo di vita. Gli altri feriti sono stati trasferiti all’ospedale di Lavagna per accertamenti.

L’incidente ha causato pesanti ripercussioni sul traffico: la carreggiata nord dell’A12 è rimasta chiusa per diverse ore e si sono formate code fino a sette chilometri tra gli svincoli di Brugnato e Deiva Marina. La circolazione è tornata regolare soltanto nel pomeriggio.

Le vittime dell’incidente sono seguite dal prof Fabrizio Pompilio, docente a contratto in diritto delle assicurazioni private e della navigazione, consulente legale, giurista autore di articoli scientifici.

Bimbi “strappati”, Ale e Antonietta: “Siamo una famiglia distrutta. Rivogliamo i nostri 5 figli” (1)

Vi introduciamo la storia di Alessandro e Antonietta. Non hanno più la genitorialità dei loro 5 figli, non li vedono e non hanno più notizie di loro da mesi. Ci siamo recati da loro per indagare sulle motivazioni di questa decisione, introducendoci anche nell’abitazione descritta come “inadeguata” sulle carte. In realtà, come si evince dalle immagini, la casa è assolutamente accogliente. Anche dal punto di vista economico non emergono problemi. Presto vi racconteremo la storia di Giulia, una delle 5 figlie, da cui ha origine tutto.

Bari, 5mila bambini vivono nelle aree più fragili della città Metropolitana: il report di Save The Children

Sono poco più di 5mila i minori nella città Metropolitana di Bari che vivono in un’area di disagio socioeconomico urbana. Si tratta dell’11,1% del totale dei residenti per la fascia d’età 0-17 anni.

Il dato emerge dalla ricerca ‘I luoghi che contano’ pubblicata oggi da Save the Children, l’organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Per il capoluogo pugliese l’Istat ha individuato 10 aree vulnerabili più esposte al rischio di povertà e alla dispersione scolastica. In queste aree, come emerge dal report, il 39,3% delle famiglie vive in povertà relativa (+16,1 punti percentuali rispetto alla media del resto del capoluogo pari al 23,2%).

Un/a studente delle scuole secondarie di primo e secondo grado su 7 (il 14,2%) ha abbandonato la scuola o ripetuto l’anno scolastico, una percentuale più che doppia rispetto al 5,8% della media dell’intera area metropolitana; il 19,7% di chi frequenta l’ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita (ben 9 punti percentuali in più della media del comune del 10,6%); più di un 15-29enne su 3 (34,4%) non studia e non lavora, rispetto al 21,6% della media del comune (quasi 13 punti percentuali in più). Per quanto riguarda l’accesso alle mense scolastiche, a Bari ne beneficia solo il 27,7% degli alunni della scuola primaria nelle aree vulnerabili, un dato leggermente superiore al 24,7% della media cittadina.

Furto delle mance nei bar, individuato il ladro barese di salvadanai: “Erano per i bimbi oncologici”

Continuiamo ad occuparci della saga dei furti del salvadanai a Bari e provincia. L’ultimo colpo è stato messo a segno ieri mattina nella caffetteria Butterfly in viale Concilio Vaticano. A rendere tutto più triste è che i soldi rubati erano destinati per i bimbi dell’Oncologico in occasione di Pasqua. In azione questa volta è stato il ladro barese.

Bitonto, schiaffi e punizioni ai bimbi nell’asilo. L’insegnante sospesa si difende, il gip: “Uso abituale di violenza”

Torniamo ad occuparci della maestra di 65 anni di Bitonto sospesa dall’insegnamento per sei mesi con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di bambini di circa 4 anni. Secondo le indagini, la donna avrebbe compiuto diversi episodi di violenza e umiliazione in classe, tra cui schiaffi sul viso e sulla nuca, strattonamenti e urla. In un caso avrebbe fatto cadere un bambino obbligandolo a rimanere a terra, mentre in un altro avrebbe colpito una bambina sulla testa con un libro.

L’indagine è partita dopo la denuncia di due madri, insospettite da alcuni comportamenti dei figli a casa. Uno dei bambini, ad esempio, aveva iniziato a fare un “gioco strano”, avvolgendosi del nastro adesivo addosso e dicendo che lo faceva “come la maestra”. Confrontandosi con altre famiglie, è emerso che anche un altro bambino imitava lo stesso comportamento.

La polizia del commissariato di Bitonto ha quindi installato delle telecamere in classe, che avrebbero ripreso i presunti maltrattamenti. Interrogata, la maestra — assistita dall’avvocato Tommaso Barile — ha ammesso che alcuni comportamenti possono essere stati inappropriati, ma li ha giustificati con l’indisciplina e la scarsa autonomia dei bambini. Ha inoltre sostenuto che non si trattava di schiaffi ma di “colpetti dietro la nuca” e ha negato di aver usato nastro adesivo.

La giudice per le indagini preliminari di Bari ha però ritenuto che ci siano gravi indizi a suo carico, sottolineando che i comportamenti registrati mostrano un uso abituale di violenza, spesso sproporzionato rispetto alla vivacità dei bambini. Per questo ha disposto la sospensione cautelare della docente, mentre la difesa ha annunciato che presenterà appello contro il provvedimento.

Choc in una scuola di Bitonto, schiaffi e punizioni ai bimbi: sospesa insegnante di 65 anni

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio, per la durata di sei mesi, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, nei confronti di un’insegnante sessantacinquenne in servizio presso una scuola dell’infanzia di Bitonto.

Si rappresenta che si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa. Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata attività di indagine condotta dai Poliziotti del Commissariato di PS di Bitonto, avviata nel mese di novembre 2025 a seguito di denuncia presentata dai genitori di alcuni alunni in relazione a presunti maltrattamenti.

Le attività investigative, consistite anche in accertamenti tecnici audio-video all’interno dell’istituto scolastico, avrebbero consentito di acquisire, nell’arco temporale di circa un mese e mezzo, elementi utili a riscontrare reiterate condotte vessatorie nei confronti dei minori affidati alla docente per ragioni di educazione, istruzione e vigilanza. Le condotte contestate consisterebbero, allo stato delle indagini, in schiaffi, strattonamenti e punizioni ritenute non consone al contesto educativo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, a seguito dell’arresto, si avvierà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Choc a Taranto, abusi sessuali su bimbi di 11 e 12 anni in cambio di giri in moto: 56enne a processo

Un 56enne di Taranto è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su minore. Secondo quanto ricostruito dalle indagini avrebbe costretto due bambini di 12 e 11 anni a subire violenze tra giugno e luglio scorso. Per l’uomo è stato disposto il giudizio immediato.

Le vittime sono amici di suo nipote, il 56enne sarebbe riuscito ad allontanarsi con loro offrendo alcuni giri in moto in cambio di rapporti sessuali in un parcheggio isolato.

In più avrebbe minacciato uno dei due bimbi di affogarlo in mare premendogli la testa sott’acqua a lungo. Le piccole vittime hanno però raccontato ai genitori le violenze subite e le indagini, condotte dalla squadra mobile, sono partite dopo le denunce.

Bari, una sala d’attesa per i migranti in Questura: 28 posti a sedere e uno spazio per i bimbi

È stata inaugurata questa mattina a Bari, in via Oriani, la nuova sala d’attesa destinata agli utenti dell’ufficio immigrazione della Questura di Bari. L’ambiente, con 28 posti a sedere e uno spazio per i bambini, consentirà a chi è in attesa di presentare un’istanza o ritirare un permesso di soggiorno di aspettare il proprio turno al riparo e non, come avvenuto fino ad oggi, in coda per strada all’esterno dell’ufficio.

La cerimonia di inaugurazione, alla presenza del questore Massimo Gambino, del prefetto Francesco Russo e del sindaco Vito Leccese, è stata preceduta da un momento di preghiera con benedizione dei nuovi spazi e dalla lettura di un racconto africano su un piccolo colibrì che, una goccia dopo l’altra, cerca di spegnere un incendio che sta distruggendo la foresta spingendo tutti a collaborare, raggiungendo il risultato.

“Questa sala è una goccia d’acqua nell’oceano ma è importante, è un presidio di civiltà, solidarietà, umanità e accoglienza” ha detto il sindaco, annunciando che il Comune donerà libri per i bambini e giocattoli. “Lavoreremo – ha aggiunto Leccese – per rendere sempre più accoglienti le strutture di questa città”.

Per il prefetto Russo “il senso vero dell’accoglienza è la dignità e questa inaugurazione è il segno caratteristico di un territorio che sa accogliere”. “Questo luogo serve a dare dignità alle persone che accedono ai nostri uffici” ha detto il questore. La sala sarà aperta seguendo gli orari dell’ufficio immigrazione e avrà anche finalità informative.

Nardò, viene trascinata fuori dall’auto e picchiata da un uomo davanti ad amica e due bambini: lei non denuncia

Mistero a Nardò dove ieri sera una giovane donna è stata picchiata con violenza da un uomo. La vittima, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, si trovava in auto con un’amica e due bambini.

L’uomo è arrivato a bordo di un’altra auto, l’ha buttata giù dall’abitacolo trascinandola sulla pista ciclabile e l’ha colpita con violenza, lasciandola ferita sotto la pioggia. Sul posto è intervenuto il 118. La donna è stata soccorsa e conosceva il suo aggressore, ma non ha ancora presentato una formale denuncia.

 

Sculacciate, spinte, tirate di capelli, minacce e offese. Bimbi maltrattati all’asilo: maestra condannata a 3 anni

Violenze fisiche e psicologiche, offese, minacce e intimidazioni nei confronti dei piccoli alunni in un clima costante di umiliazione e sofferenza. Il Tribunale monocratico di Lecce ha condannato una maestra a 3 anni di reclusione per maltrattamenti.

A causa delle condotte reiterate della maestra, i piccoli dai 3 ai 5 anni hanno rimediato danni psicologici. La donna è stata incastrata dalle immagini delle videocamere che hanno ripreso episodi ripetuti di percosse, come tirate di capelli, sculacciate e spinte, oltre a ripetuti insulti e reiterate minacce.