Senzatetto dorme davanti ad un asilo, la foto choc da Bari: “Agente della Locale lo ignora. Scena gravissima”

Una persona senza fissa dimora dorme a terra accanto al portone d’ingresso della scuola dell’infanzia Mazzini-Modugno, nella Piazzetta Frati Cappuccini, davanti a bambini e famiglie. La foto è stata scattata da una nostra lettrice, Francesca Summaria. 

A pochi metri, sempre secondo la segnalazione, era presente un agente della Polizia Locale impegnato nella gestione del traffico, che non si sarebbe accorto della situazione.

L’episodio ha suscitato preoccupazione e perplessità tra chi ha assistito alla scena, soprattutto per il fatto che si sia verificato nelle immediate vicinanze di una scuola dell’infanzia. La segnalazione pone inoltre l’attenzione sulle condizioni delle persone senza dimora e sulla necessità di interventi adeguati nelle aree maggiormente frequentate da minori.

 

Adesca bambini in chat e per strada: denunciato 50enne pedofilo. A incastrarlo la mamma di un 11enne

Un uomo di 50 anni, residente in un comune del Salento, è stato denunciato con accuse che vanno dall’adescamento e corruzione di minori fino alla tentata e consumata violenza sessuale aggravata. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero due ragazzini, di 11 e 10 anni.

A far scattare le indagini è stata la madre del più grande dei due minori, che avrebbe trovato sul cellulare del figlio alcuni messaggi sospetti. La donna, fingendosi il bambino, avrebbe inviato all’uomo un messaggio-esca chiedendogli di mandare una foto a un altro numero. La risposta, secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbe stata una nuova immagine intima. A quel punto la madre si è rivolta ai carabinieri.

Gli investigatori avrebbero poi ricostruito altri episodi. Il ragazzino di 11 anni, secondo l’accusa, sarebbe stato vittima di violenza sessuale nel dicembre 2025 e avrebbe ricevuto nel tempo numerosi messaggi, tra avances, molestie e richieste di mantenere il silenzio. L’uomo avrebbe inoltre inviato ai due minori immagini intime e, in una videochiamata, si sarebbe mostrato nudo. In un episodio, il 50enne avrebbe anche minacciato il più grande dei due bambini per ottenere altre fotografie: «Altrimenti ti prendo a botte».

L’inchiesta è arrivata alla conclusione con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini. Resta ora da chiarire anche la condizione psicofisica dell’indagato. Una psicologa nominata dal tribunale avrebbe riscontrato un deficit cognitivo, ritenendolo tuttavia compatibile con la capacità di agire. La difesa intende approfondire proprio questo aspetto e l’uomo sarà ascoltato nelle prossime ore per fornire la propria versione dei fatti.

Bimbi azzannati a Noicattaro, il Dna conferma: si tratta di un lupo appenninico. Individuati tre esemplari nella zona

Il canide che nella serata del 4 agosto ha morso una bambina a Noicattaro è un lupo appenninico maschio. A confermarlo è l’analisi del Dna effettuata sui vestiti della piccola, che ha permesso di identificare con maggiore precisione l’animale coinvolto nell’aggressione.

Intanto proseguono le ricerche dell’esemplare, con la task force coordinata dalla Prefettura di Bari impegnata nelle attività di monitoraggio e individuazione del lupo.

Le ultime informazioni raccolte attraverso le fototrappole installate nella zona sembrerebbero inoltre indicare la presenza di tre lupi nell’area. Resta ora da capire se uno degli esemplari immortalati dalle telecamere sia proprio quello responsabile del morso alla bambina.

Le operazioni di ricerca proseguiranno con l’obiettivo di localizzare gli animali e garantire la sicurezza della popolazione.

Bimbi azzannati dal lupo a Noicattaro, individuati tre esemplari dalla task force: a colpire il più giovane del branco

Sarebbero tre i lupi individuati dalla task force coordinata dalla Prefettura di Bari, attraverso le fototrappole installate nelle campagne di Noicattaro dopo le aggressioni a tre bimbi di sei anni avvenute il 4 e il 15 agosto, in due parchi comunali di Noicattaro.

Uno dei tre esemplari – presumibilmente il più giovane, che si sarebbe allontanato dal branco – potrebbe essere stato l’animale che ha aggredito i bambini. La certezza sulla specie dell’esemplare – lupo, ibrido cane lupo o un cane randagio – si avrà comunque solo con i risultati del Dna estratto delle ferite riportate dai bimbi e attualmente analizzato dall’Istituto zooprofilattico.

L’esito potrebbe essere reso noto domani, in una nuova riunione convocata nella Prefettura di Bari alle 11.30. Nel frattempo, il sindaco di Noicattaro ha prorogato l’ordinanza che vieta l’accesso ai parchi pubblici e alle aree verdi e alle lame nelle ore notturne, dalle 21 alle 6, fino a lunedì prossimo. Martedì scorso sono state potenziate le risorse professionali e strumentali per la cattura dell’esemplare, a cui la Regione Puglia ha dato l’ok il 14 agosto.

Aumentano i controlli anche a Gallipoli, dove un’altra unità operativa è impegnata nella ricerca del canide che venerdì 21 agosto ha azzannato una madre e la figlia 12enne. In questo caso gli esperti sono orientati ad escludere che si sia trattato di un lupo, propendendo invece per l’ipotesi che si tratti di un cane randagio.

Bimbi azzannati a Noicattaro, prorogata l’ordinanza anti-lupo: parchi e giardini chiusi fino al 31 agosto

Il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, ha prorogato fino al 31 agosto le misure precauzionali adottate dopo le aggressioni di un animale selvatico, forse un lupo o un cane inselvatichito, che il 4 e il 15 agosto hanno provocato il ferimento di tre bambini, in alcuni casi con conseguenze gravi.

L’ordinanza conferma la chiusura del Parco comunale dalle 21 alle 6 e il divieto di accesso, nello stesso orario, a parchi e aree verdi vicine a lame e campagne. Restano inoltre vietati il transito e la sosta nelle aree agricole e nelle lame per attività ricreative, le passeggiate con animali d’affezione nelle zone interessate e la distribuzione di cibo per animali all’esterno delle abitazioni.

La proroga è stata disposta per consentire la prosecuzione delle attività di monitoraggio, tracciamento e cattura dell’animale in condizioni di sicurezza.

Il sindaco ha rinnovato l’appello ai cittadini a rispettare i divieti e a non recarsi nelle aree interessate per curiosità o attività ricreative, sottolineando che la sicurezza delle persone resta la priorità. Le misure potranno essere revocate anticipatamente qualora vengano meno le condizioni di pericolo.

Carambola sull’A12, schianto tra due auto: 5 feriti tra loro due bambini trasportati al Gaslini – FOTO

Paura ieri mattina sull’autostrada A12, dove un grave incidente ha provocato cinque feriti, tra cui quattro bambini. Lo schianto è avvenuto poco dopo le 10.30 nella carreggiata nord, tra Carrodano e Deiva Marina, all’interno della galleria Pian della Madonna.

Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale di Brugnato, due auto si sono scontrate e una Toyota si è ribaltata più volte sull’asfalto. A bordo del veicolo viaggiavano tre adulti e quattro bambini di età compresa tra i 4 e i 13 anni.

Immediato l’intervento dei soccorsi con personale del 118, ambulanze, vigili del fuoco ed elisoccorso. Due dei bambini, inizialmente considerati in condizioni più serie, sono stati trasportati in codice rosso all’ospedale Gaslini di Genova con l’elicottero Drago dei vigili del fuoco. Fortunatamente non sarebbero in pericolo di vita. Gli altri feriti sono stati trasferiti all’ospedale di Lavagna per accertamenti.

L’incidente ha causato pesanti ripercussioni sul traffico: la carreggiata nord dell’A12 è rimasta chiusa per diverse ore e si sono formate code fino a sette chilometri tra gli svincoli di Brugnato e Deiva Marina. La circolazione è tornata regolare soltanto nel pomeriggio.

Le vittime dell’incidente sono seguite dal prof Fabrizio Pompilio, docente a contratto in diritto delle assicurazioni private e della navigazione, consulente legale, giurista autore di articoli scientifici.

Bimbi “strappati”, Ale e Antonietta: “Siamo una famiglia distrutta. Rivogliamo i nostri 5 figli” (1)

Vi introduciamo la storia di Alessandro e Antonietta. Non hanno più la genitorialità dei loro 5 figli, non li vedono e non hanno più notizie di loro da mesi. Ci siamo recati da loro per indagare sulle motivazioni di questa decisione, introducendoci anche nell’abitazione descritta come “inadeguata” sulle carte. In realtà, come si evince dalle immagini, la casa è assolutamente accogliente. Anche dal punto di vista economico non emergono problemi. Presto vi racconteremo la storia di Giulia, una delle 5 figlie, da cui ha origine tutto.

Bari, 5mila bambini vivono nelle aree più fragili della città Metropolitana: il report di Save The Children

Sono poco più di 5mila i minori nella città Metropolitana di Bari che vivono in un’area di disagio socioeconomico urbana. Si tratta dell’11,1% del totale dei residenti per la fascia d’età 0-17 anni.

Il dato emerge dalla ricerca ‘I luoghi che contano’ pubblicata oggi da Save the Children, l’organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Per il capoluogo pugliese l’Istat ha individuato 10 aree vulnerabili più esposte al rischio di povertà e alla dispersione scolastica. In queste aree, come emerge dal report, il 39,3% delle famiglie vive in povertà relativa (+16,1 punti percentuali rispetto alla media del resto del capoluogo pari al 23,2%).

Un/a studente delle scuole secondarie di primo e secondo grado su 7 (il 14,2%) ha abbandonato la scuola o ripetuto l’anno scolastico, una percentuale più che doppia rispetto al 5,8% della media dell’intera area metropolitana; il 19,7% di chi frequenta l’ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita (ben 9 punti percentuali in più della media del comune del 10,6%); più di un 15-29enne su 3 (34,4%) non studia e non lavora, rispetto al 21,6% della media del comune (quasi 13 punti percentuali in più). Per quanto riguarda l’accesso alle mense scolastiche, a Bari ne beneficia solo il 27,7% degli alunni della scuola primaria nelle aree vulnerabili, un dato leggermente superiore al 24,7% della media cittadina.

Furto delle mance nei bar, individuato il ladro barese di salvadanai: “Erano per i bimbi oncologici”

Continuiamo ad occuparci della saga dei furti del salvadanai a Bari e provincia. L’ultimo colpo è stato messo a segno ieri mattina nella caffetteria Butterfly in viale Concilio Vaticano. A rendere tutto più triste è che i soldi rubati erano destinati per i bimbi dell’Oncologico in occasione di Pasqua. In azione questa volta è stato il ladro barese.

Bitonto, schiaffi e punizioni ai bimbi nell’asilo. L’insegnante sospesa si difende, il gip: “Uso abituale di violenza”

Torniamo ad occuparci della maestra di 65 anni di Bitonto sospesa dall’insegnamento per sei mesi con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di bambini di circa 4 anni. Secondo le indagini, la donna avrebbe compiuto diversi episodi di violenza e umiliazione in classe, tra cui schiaffi sul viso e sulla nuca, strattonamenti e urla. In un caso avrebbe fatto cadere un bambino obbligandolo a rimanere a terra, mentre in un altro avrebbe colpito una bambina sulla testa con un libro.

L’indagine è partita dopo la denuncia di due madri, insospettite da alcuni comportamenti dei figli a casa. Uno dei bambini, ad esempio, aveva iniziato a fare un “gioco strano”, avvolgendosi del nastro adesivo addosso e dicendo che lo faceva “come la maestra”. Confrontandosi con altre famiglie, è emerso che anche un altro bambino imitava lo stesso comportamento.

La polizia del commissariato di Bitonto ha quindi installato delle telecamere in classe, che avrebbero ripreso i presunti maltrattamenti. Interrogata, la maestra — assistita dall’avvocato Tommaso Barile — ha ammesso che alcuni comportamenti possono essere stati inappropriati, ma li ha giustificati con l’indisciplina e la scarsa autonomia dei bambini. Ha inoltre sostenuto che non si trattava di schiaffi ma di “colpetti dietro la nuca” e ha negato di aver usato nastro adesivo.

La giudice per le indagini preliminari di Bari ha però ritenuto che ci siano gravi indizi a suo carico, sottolineando che i comportamenti registrati mostrano un uso abituale di violenza, spesso sproporzionato rispetto alla vivacità dei bambini. Per questo ha disposto la sospensione cautelare della docente, mentre la difesa ha annunciato che presenterà appello contro il provvedimento.