Certificati medici falsi ai migranti per evitare il Cpr: perquisiti 9 medici a Bari. Tra i motivi l’ideologia politica

La Squadra Mobile di Bari, su delega della Procura di Ravenna, ha eseguito nella giornata di ieri perquisizioni nei telefoni di nove medici in servizio in strutture ospedaliere della provincia di Bari.

L’obiettivo è verificare se siano state rilasciate, nei mesi scorsi, certificazioni mediche false per impedire il trasferimento di cittadini stranieri irregolari nel Cpr di Palese.

Il filone pugliese dell’inchiesta coinvolge sette medici del Policlinico di Bari, sei psichiatri e un infettivologo, e altri due professionisti di una struttura della provincia, che al momento non risultano indagati. Gli investigatori sarebbero arrivati ai loro nomi analizzando le chat di alcuni colleghi emiliani già coinvolti nell’indagine.

Secondo l’ipotesi della Procura, i certificati sarebbero stati utilizzati per evitare il trasferimento nei Cpr. I medici, invece, sostengono di svolgere valutazioni esclusivamente cliniche, verificando l’idoneità dei migranti alle condizioni di trattenimento.

L’inchiesta, partita in Emilia-Romagna, si è ora estesa a diverse città italiane. I professionisti, tutti esperti in Malattie infettive e psichiatri, secondo la procura ravennate lo avrebbero fatto non a scopo di lucro ma sulla base di ideologie politiche

Migranti morti in mare, sepolte a Bari le sette vittime della traversata: “Ai nostri fratelli una degna sepoltura”

Un foglio bianco listato a lutto posato su una delle sette bare dal colore che ricorda la sabbia del deserto. Rizvani Fatmire è il nome di una delle sette persone che questa mattina sono state sepolte nel cimitero islamico di Palese, a Bari. Ed è una delle vittime della traversata tremenda che ad agosto scorso gli ha tolto la vita.

“Oggi facciamo la volontà di Allah, facciamo quello che Allah ci ha chiesto di fare”, ovvero dare “la degna sepoltura per coloro che purtroppo non hanno potuto attraccare su nessuna terra ferma, ma che hanno avuto questa disgrazia di dover perire in mare”, sono le parole di Ali Alessandro Pagliara rappresentante della Cidi, la Comunità islamica d’Italia e responsabile del servizio sepolture islamiche.

Chi non è riuscito a salvarsi, faceva parte di un gruppo arrivato prevalentemente da Egitto e Somalia e poi partito dalla Libia lo scorso 16 agosto. Un viaggio fatto su un’imbarcazione in legno in condizioni dure. Poi, l’intervento di Life Support di Emergency che ha portato a bordo non solo i superstiti ma anche i sette corpi ormai senza vita. Dopo la sepoltura, la preghiera per i defunti.

“Noi, come comunità islamica d’Italia, abbiamo l’incarico anche di provvedere alle sepolture islamiche”, ha aggiunto Pagliara che ha ringraziato “la Croce rossa italiana che si è adoperata per il riconoscimento delle salme e il Comune di Bari, che ci ha dato la possibilità di avere un cimitero islamico sia al monumentale, che oramai è saturo, sia a Palese”. “Così – conclude – abbiamo dato la possibilità ai nostri fratelli di avere una degna sepoltura”.

Migranti a Bari, oggi i funerali delle 7 vittime del naufragio dello scorso 17 agosto: “Degna sepoltura”

Si terranno oggi, alle 10, nella necropoli di Palese, i funerali delle sette persone morte durante la traversata del Mediterraneo lo scorso 17 agosto e soccorse dalla nave Life Support di Emergency nella zona Sar libica.

Le vittime, migranti provenienti da Somalia ed Egitto, erano partite all’alba del 16 agosto da Zuwara, sulla costa occidentale della Libia. Sono morte a causa delle difficili condizioni del viaggio. Altre due persone erano state evacuate d’urgenza per gravi sintomi di soffocamento, provocati dal lungo tempo trascorso nella stiva dell’imbarcazione.

Tra i superstiti sbarcati in Puglia il 20 agosto c’erano anche 29 minori stranieri non accompagnati. Alla cerimonia parteciperanno rappresentanti della Comunità Islamica d’Italia, del Comune di Bari, del Consolato della Somalia e della comunità somala in Italia. Saranno presenti anche l’assessore al Patrimonio Nicola Grasso e l’assessore all’Inclusione sociale Michelangelo Cavone.

Le vittime riceveranno una degna sepoltura nel rispetto della fede e del rito islamico. La Croce Rossa ha sottolineato il supporto offerto ai superstiti, non solo sul piano materiale e sanitario, ma anche umano, mentre l’ambasciata della Somalia ha ringraziato istituzioni e volontari per la vicinanza dimostrata alle vittime e alle loro famiglie.

Bari, maxirissa tra due gruppi di migranti in piazza Umberto: 50 persone coinvolte. Paura tra famiglie e turisti

Momenti di tensione nel pomeriggio in piazza Umberto, dove poco dopo le 15 è scoppiata una maxirissa tra circa 50 persone, divise in due gruppi. Per motivi ancora da chiarire, i partecipanti si sono affrontati utilizzando anche bottiglie, rami e altre armi improprie, sotto gli occhi di famiglie e turisti presenti nella zona.

A intervenire immediatamente è stato il personale della Polizia di Stato, già impegnato nel presidio della piazza, che ha disperso i partecipanti. Sul posto sono arrivati anche gli agenti della Polizia municipale e altre forze dell’ordine. La situazione resta sotto controllo, con le forze dell’ordine impegnate a presidiare diversi punti del quartiere Murattiano.

Migranti, al porto di Bari le operazioni di sbarco dalla nave Emergency: 7 morti per asfissia durante la traversata

Questa mattina il sindaco Vito Leccese, insieme agli assessori Michelangelo Cavone e Nicola Grasso e alla consigliera comunale Silvia Russo Frattasi, ha assistito alle operazioni di sbarco dei 48 migranti, 31 dei quali minori non accompagnati, tratti in salvo dalla Life Support di Emergency nelle acque internazionali della zona SAR libica.

A bordo della nave anche le salme di sette persone morte per asfissia durante la traversata: dopo le attività di identificazione e gli accertamenti di medicina legale, il Comune di Bari si occuperà degli adempimenti di propria competenza e, in accordo con le autorità consolari dei Paesi di provenienza, definirà le modalità per la sepoltura.

“Siamo qui innanzitutto per accogliere e assistere le persone che sono arrivate – ha dichiarato il sindaco Leccese -, garantendo tutta la collaborazione necessaria in una fase particolarmente delicata. Tra loro ci sono anche 31minori, che saranno presi in carico dal Comune di Bari attraverso gli operatori del Pronto intervento sociale e accompagnati fino all’assegnazione nelle comunità che li accoglieranno.

Ma oggi siamo nuovamente di fronte una tragedia che non possiamo ignorare: su quella nave sono arrivate le salme di sette persone che non ce l’hanno fatta, due delle quali familiari dei minori a bordo. Persone che hanno perso la vita durante la traversata e alle quali dobbiamo garantire, almeno, la dignità del riconoscimento e della sepoltura.

L’amministrazione comunale di Bari sta offrendo tutta la collaborazione richiesta dalla Prefettura, in un’operazione sotto la responsabilità dal Ministero dell’Interno, e lo sta facendo insieme a tutte le istituzioni e alle realtà impegnate nelle diverse fasi dell’accoglienza: dal Policlinico alla Asl, dal Ministero della Salute alla Croce Rossa, dalle associazioni umanitarie alla Capitaneria di Porto, la Polizia di Stato e la Polizia di frontiera.

È un lavoro complesso, che richiede efficienza e coordinamento, ma che non può mai farci perdere di vista l’obiettivo principale, quello di tutelare delle vite umane. La città di Bari sta dimostrando, ancora una volta, di saper coniugare efficienza e anelito umanitario”.

Per quanto riguarda le sette salme, il Comune curerà gli adempimenti formali di competenza degli ufficiali di Stato civile e, insieme alle autorità consolari dei Paesi di provenienza, definirà le modalità per la sepoltura.

Migranti, la nave Emergency è arrivata a Bari: a bordo 48 migranti e 7 cadaveri. Tra loro anche 29 minori

È arrivata questa mattina, intorno alle 10, nel porto di Bari la Life Support, nave di ricerca e soccorso di Emergency, con a bordo 48 naufraghi e 7 salme recuperati lunedì scorso nelle acque internazionali della zona Sar libica.

Durante l’intervento erano state soccorse 50 persone: due, in condizioni critiche, sono state rianimate e stabilizzate dall’équipe sanitaria a bordo e successivamente evacuate a Lampedusa.

Secondo Emergency, molti dei naufraghi presentano sintomi da stress post-traumatico, mentre alcuni hanno riportato ustioni chimiche provocate dal contatto con la miscela di carburante e acqua di mare presente sul barchino. Tra le persone soccorse ci sono anche parenti delle vittime e 29 minori non accompagnati.

L’organizzazione aveva chiesto alle autorità italiane l’assegnazione di un porto sicuro vicino alla zona dell’intervento, contestando i giorni aggiuntivi di navigazione. I naufraghi hanno raccontato di essere partiti all’alba del 16 agosto da Zuwara, in Libia. Sono originari principalmente di Somalia ed Egitto.

Migranti soccorso nella Sar Libica, il 20 agosto l’arrivo nel porto di Bari: tra loro 5 donne e 29 minori

È atteso per giovedì 20 agosto, alle ore 9 circa, l’arrivo nel porto di Bari della nave di Emergency ‘Life support’, che ieri ha soccorso un barchino con 50 persone a bordo nelle acque internazionali della zona Sar libica.

Sette migranti sono morti durante la traversata, due sono in gravi condizioni per “soffocamento”, fa sapere la ong, e sono stati evacuati già ieri pomeriggio. Delle 50 persone soccorse, cinque sono donne e 29 sono i minorenni non accompagnati. Partiti il 16 agosto dalla Libia, provengono dalla Somalia e dall’Egitto.

Migranti morti durante la traversata, soccorsi 50 naufraghi nella Sar libica: nave di Emergency diretta a Bari

La nave Life Support di Emergency ha soccorso in mattinata un’imbarcazione con circa 50 migranti nelle acque internazionali della zona Sar libica. Il bilancio è drammatico: sette persone sono morte durante la traversata, mentre altre due versano in gravi condizioni per soffocamento.

I naufraghi hanno riferito di essere partiti all’alba del 16 agosto da Zuwara, in Libia, e di essere originari principalmente di Somalia ed Egitto. Tra le 50 persone soccorse ci sono 45 uomini e 5 donne, oltre a 29 minori stranieri non accompagnati.

Durante l’operazione, conclusa alle 8.07, il personale di Emergency ha individuato nove persone che erano state portate sul ponte dagli altri naufraghi dopo aver trascorso il viaggio nella stiva. Per sette di loro non è stato possibile fare nulla, mentre due sono state soccorse in condizioni critiche.

In totale, nove naufraghi necessitano di assistenza medica. Emergency ha richiesto un’evacuazione urgente per i due casi più gravi.

L’operazione si è svolta sotto la sorveglianza di una motovedetta libica, rimasta nelle vicinanze per tutta la durata dei soccorsi. Al termine dell’intervento, alle autorità competenti è stato chiesto l’assegnazione di un porto sicuro vicino. Il porto assegnato alla Life Support è Bari.

Migranti in Puglia, a Brindisi la nave Sea-Watch 5: a bordo 166 migranti. Tra loro 25 minori e 3 donne

Ha attraccato questa mattina fa nel porto di Brindisi la nave Sea-Watch 5, dell’omonima ong tedesca, con a bordo 154 migranti, soccorsi nei giorni scorsi nel Mar Mediterraneo.

All’arrivo nel capoluogo messapico i migranti sono stati accolti dal servizio di accoglienza coordinato dalla Prefettura di Brindisi. A quanto si apprende a bordo della nave ci sono 166 persone, tra cui tre donne e 25 minori.

Provengono da Egitto, Eritrea, Somalia, Bangladesh. Sono in corso gli screening sanitari nelle postazioni allestite dall’Asl Brindisi e successivamente ci saranno le procedure d’identificazione.

La ong tedesca aveva denunciato subito dopo una prima operazione di soccorso che una motovedetta libica aveva “aperto il fuoco con una serie di colpi contro la nave”.