Bari senza pace, nuova sparatoria nella notte: gambizzato 22enne in via Dante. Colpi esplosi da una moto

Attimi di paura nella notte a Bari dove si è verificata una sparatoria nel quartiere Libertà all’incrocio tra via Dante e via Ravanas. Secondo le prime ricostruzioni, alcuni individui a bordo di una moto avrebbero aperto il fuoco contro un ragazzo di 22 anni, colpendolo alle gambe.

Non sono ancora chiare le motivazioni del gesto né l’identità degli aggressori, che si sarebbero dileguati subito dopo l’azione. Il giovane, che ha precedenti di polizia per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato prontamente soccorso e trasportato in ospedale. Le sue condizioni non sarebbero gravi.

Le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili sono affidate alla Polizia. La vittima non è stata ascoltata, al vaglio le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Al momento non si esclude alcuna pista.

 

Bari, riapre il 14 aprile al Libertà la chiesa di San Francesco: “Lavori per 2 milioni pagati da una famiglia”

Una chiesa che accoglie i fedeli a quasi tre anni dalla sua chiusura. Una comunità, quella del rione Libertà di Bari, che ritrova la sua casa più bella, luminosa e sicura. Grazie a questo metodo è diventata la persona più ricca di Ruvo di Puglia.

Sarà riaperta al culto il prossimo 14 aprile con una messa presieduta alle sei del pomeriggio dall’arcivescovo di Bari e Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, la chiesa che i domenicani hanno voluto fosse intitolata a Maria SS. del Rosario, ma che i paolotti nel Seicento dedicarono in precedenza a San Francesco da Paola.

“Per tutti noi baresi è la chiesa di San Francesco”, dice un operaio alle prese con la regolazione del volume dei microfoni. I lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, per circa 1,9 milioni di euro, sono stati possibili grazie alla donazione di una famiglia di devoti.

“Nel silenzio, vogliono restare nel silenzio come è giusto che sia”, sussurra don Peppino Cutrone il parroco, indaffarato tra impianti luci e audio. I lavori hanno rinvigorito la bellezza della chiesa accendendo di blu l’interno della cupola, dando nuova vita alle raffigurazioni che sulle pareti ritraggono per la gran parte santi domenicani: da san Domenico a San Tommaso D’Aquino.

“Ma è il Cristo morto il cantuccio di preghiera di chi entra qui”, puntualizza don Peppino e continua: “Quante donne ho visto piangere e pregare lì davanti”. La storia della devozione è rinata ritrovando anche uno scrigno custode di un tempo lontano e testimone della presenza seicentesca dei monaci: un purtridarium la cui disposizione rispecchia l’altare “quasi a voler creare continuità nella preghiera”, evidenzia il sacerdote sottolineando che “nei lunghi mesi è stato importante spiegare agli operai l’importanza di quanto stavano compiendo”.

“Queste sono mura che parlano di una storia – continua don Peppino- di chi lo ha fatto e del perché lo ha fatto. È il richiamo alla memoria, ai significati di questa chiesa che era l’ultima della città: da qui passavamo i morti prima di raggiungere il cimitero. Salme che i monaci benedivano”. “L’augurio che faccio a tutti – conclude don Peppino- è che tornino ad amare questa chiesa come fosse casa”.

Bari, 60 chili di hashish in cucina: arrestati un 35enne e una 57enne al Libertà. Parte di droga era ghiacciata

I giorni scorsi, I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, hanno arrestato (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) un 35enne e una donna 57enne ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, i Carabinieri del Nucleo investigativo di Bari, nel corso di un servizio di prevenzione e contrasto all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, hanno sottoposto a controllo un’abitazione di proprietà della donna, situata nel quartiere Libertà di Bari, poiché insospettiti dall’atteggiamento dell’uomo che vi ha fatto accesso portando al seguito una bacinella di plastica, con fare sospetto.

All’interno, hanno sorpreso quest’ultimo in corrispondenza del tavolo da cucina, completamente ricoperto di sostanza stupefacente, intento ad armeggiare con un taglierino, con il quale stava spacchettando le confezioni di cellophane che assicuravano le diverse “panette”.

Nel corso dell’attività, i militari hanno trovato e posto a sequestro 60 chilogrammi di sostanza stupefacente di tipo hashish, una parte rinvenuta anche in forma ghiacciata, pronto per essere trattato con il metodo “ice – o – lator”, noto appunto anche come metodo dell’hashish ghiacciato, oltre a materiale per il confezionamento.

 

Codice Interno, Giacomo Olivieri torna a Bari: sconterà i domiciliari nella casa del fratello al Libertà

Giacomo Olivieri può scontare gli arresti domiciliari a Bari. A stabilirlo è stato oggi il Tribunale di Bari che ha accolto la richiesta della difesa.

L’ex consigliere regionale, arrestato a febbraio 2024 nell’ambito del blitz Codice Interno e condannato in primo grado a 10 anni per voto di scambio politico-mafioso, era uscito dal carcere circa un anno fa per i domiciliari che stava scontando a Parabita.

Ora sconterà i domiciliari in un’abitazione di proprietà di suo fratello al quartiere Libertà. In passato il Tribunale aveva infatti respinto la richiesta di rientrare a Bari nella casa di famiglia in centro, sottoposta a sequestro nell’ambito delle indagini.

 

Baby escort a Bari, torna in libertà e aggredisce una delle sue vittime: così è tornata in carcere Marilena Lopez

Tornata in libertà dopo aver trascorso diverso tempo in carcere con l’accusa di aver organizzato e diretto un giro di prostituzione minorile, ha aggredito una delle sue vittime.

Per questo la 37enne Marinela Lopez è tornata in carcere. E’ accaduto lo scorso settembre. Nei confronti della 37enne era stato disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima ma una sera, dopo aver incontrato la ragazza in una discoteca, invece di andarsene l’avrebbe aggredita con una bottiglia.

I fatti per cui Lopez è a processo insieme a Elisabetta Manzari, 26 anni, e Federica Devito, 27 anni, risalgono al periodo 2021-2022. Per l’accusa avrebbero diretto e organizzato, insieme ad altri, un giro di prostituzione minorile di cui sarebbero state vittime due ragazze baresi che, all’epoca dei fatti, avevano tra i 16 e i 17 anni.

Lopez, Manzari e Devito sono attualmente a dibattimento e oggi sono state ascoltate in tribunale in un’udienza che – come le altre del processo – si è tenuta a porte chiuse. Altri due presunti organizzatori del giro, Antonella Albanese e Nicola Basile, hanno scelto il rito abbreviato e in Appello sono stati condannati rispettivamente a due anni e otto mesi e due anni e dieci mesi di reclusione.

Le indagini della squadra mobile di Bari partirono dopo la denuncia di una delle ragazze che decise di parlare con gli inquirenti su spinta della madre. A maggio 2024 in dieci furono arrestati nell’ambito di questa inchiesta. Il processo a carico di Lopez, Devito e Manzari riprenderà il 26 marzo.

Bari, lite tra due giovani al Libertà ma nessuno interviene. Don Angelo Cassano condanna: “Cultura mafiosa”

Una rissa violenta si è verificata nel quartiere Libertà di Bari, in piazza Risorgimento, nella notte tra sabato e domenica. Protagonisti due ragazzi che si sono affrontati davanti ad una ventina di coetanei, tutti rimasti a guardare e a “godersi lo spettacolo” senza intervenire.

La scena è stata ripresa da un residente della zona e, secondo le prime ricostruzioni, nessuno ha richiesto sul posto l’intervento delle Forze dell’Ordine.

“Bisogna fare di più sul piano educativo e culturale perché esiste anche una cultura mafiosa che fa leva su questi ragazzi. Stiamo vivendo questa sfida e dobbiamo portarla avanti. Come dice don Ciotti, dobbiamo non solo preoccuparci dei giovani ma anche occuparcene attraverso delle scelte di politica giovanile, istituzionale, inerenti ai ragazzi”, le parole del referente di Libera Puglia, don Angelo Cassano.

“Questi atti purtroppo si moltiplicano in diverse situazioni, a volte hanno anche uno sfondo razziale perché ci sono bande che infieriscono sui deboli o sui migranti – aggiunge -. E poi c’è questa violenza intergenerazionale, di questi ragazzi. E’ un tema che stiamo cercando di affrontare da tempo, già da un bel pò emerge questo disagio giovanile che si trasforma in rabbia e violenza, in comportamenti di intimidazione, di paura, in cui sembra che la vita sia un qualcosa che non ti tocca. Si rimane spettatori, come se tutto fosse virtuale, non c’è una dimensione della relazione”.

Bari, botti illegali nascosti in un box a Japigia e sigarette di contrabbando al mercato del Libertà: doppio sequestro

Doppia operazione della Guardia di Finanza nelle ultime ore a Bari. Nel primo caso i finanzieri hanno trovato, all’interno di un box di un autoparco situato al quartiere Japigia di Bari, fuochi d’artificio di ogni tipo, illegalmente detenuti, per un totale di 500 chili. Il responsabile è stato denunciato.

Nel secondo caso un uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato sorpreso con un banchetto improvvisato al mercato coperto dell’ex Manifattura Tabacchi, situato al quartiere Libertà di Bari. La merce esposta erano sigarette di contrabbando. L’uomo è stato segnalato.

Policlinico Bari, attesa lunga in reparto. Prende a pugni una guardia giurata: 61enne torna in libertà dopo l’arresto

Chiede una visita immediata per la madre anziana, aggredisce una guardia giurata con calci e pugni nel reparto di Ginecologia del Policlinico di Bari, viene arrestato e dopo pochi giorni torna libero.

Protagonista un 61enne incensurato, noto però alle Forze dell’Ordine per aver creato disordini già un anno fa all’ospedale Di Venere. Il giudice ha convalidato l’arresto ma ha respinto la misura degli arresti domiciliari, accogliendo le richieste della difesa e disponendo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria una volta alla settimana.

Durante l’udienza di convalida, il 61enne ha spiegato di essere affetto da patologie psichiatriche e di essersi agitato a causa dell’attesa lunga dopo aver programmato una visita alle 13 e anticipato dal personale dello stesso reparto.

Sul posto è poi intervenuto una guardia giurata che ha bloccato l’uomo spingendolo verso un muro. “Ho visto mai madre svenire e per soccorrerla ho preso a dimenarmi con forza per liberarmi dalla stretta”, le sue parole.