Dopo la testimonianza di Matteo, questa volta è il turno di Antonio. Ha voluto raccontare ai nostri microfoni la sua rinascita. Dopo essere uscito dal tunnel della droga, è diventato padre.
Malta, 15enne barese detenuto dal 25 maggio: domani l’udienza. La difesa chiederà la libertà su cauzione
Si terrà domani, mercoledì 19 agosto, al Tribunale de La Valletta, l’udienza decisiva per il futuro di Flavio, il 15enne barese residente a Malta e detenuto dal 25 maggio nel centro minorile maltese.
Il ragazzo è stato arrestato nell’ambito delle indagini su un allarme bomba scattato nella sua scuola. Secondo la ricostruzione della famiglia e degli esperti, il gesto sarebbe maturato dopo un presunto ricatto da parte di reti criminali attive sul web.
La famiglia è particolarmente preoccupata per le condizioni della detenzione: Flavio sarebbe separato dagli altri ragazzi e sottoposto a un rigido regime di isolamento e controllo costante. Gli inquirenti maltesi lo avrebbero inizialmente ricondotto a profili di matrice terroristica, mentre la difesa sostiene che il minorenne sia stato invece vittima di manipolazione e ricatti online.
Durante l’udienza saranno ascoltati due testimoni. La difesa, guidata dall’avvocato Arthur Azzopardi, chiederà inoltre la libertà provvisoria dietro cauzione, puntando a dimostrare che il 15enne sarebbe una vittima e non un criminale.
«Gli avvocati chiederanno la cauzione per Flavio, ma la decisione finale spetta unicamente al magistrato. Noi continuiamo a sperare di poterlo riportare presto a casa», ha dichiarato la madre Daniela. Sul caso continua a vigilare l’Ambasciata d’Italia a La Valletta, mentre da Bari il sindaco Vito Leccese segue l’evoluzione della vicenda.
L’udienza di domani potrebbe dunque segnare una svolta: il magistrato dovrà decidere se concedere la libertà al 15enne o confermare la sua permanenza cautelare nel carcere minorile maltese.
Faida per lo spaccio a Bari, due arresti per le sparatorie a Carrassi e Libertà. Incastrati da telecamere e intercettazioni
In data 23 luglio 2026, nell’ambito di un procedimento penale pendente nella fase delle indagini preliminari dinanzi a quest’Ufficio, su richiesta del Pubblico Ministero il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari ha emesso ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di due persone, in relazione alle ipotesi di reato di lesioni personali e porto in luogo pubblico di arma da sparo tutti aggravati dal metodo mafios. La misura è stata eseguita in data odierna dal personale della Polizia di Stato.
In estrema sintesi, e nel rispetto del segreto investigativo, l’ipotesi posta a fondamento del provvedimento riguarda gli esiti delle indagini intraprese a seguito di due distinti agguati armati, avvenuti in data 09 e 14 aprile scorsi, in cui due diversi soggetti furono attinti da colpi di pistola riportando ferite alle gambe. I due eventi, sin dal principio, furono considerati collegati tra loro in ragione dell’appartenenza delle vittime al medesimo gruppo criminale, Strisciuglio, nonché per le modalità con cui gli agguati erano avvenuti ovvero in entrambi i casi due persone giunte a bordo di uno scooter.
Le attività d’indagine svolte dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento di questa Direzione Distrettuale Antimafia hanno permesso di ricostruire i due episodi e di raccogliere elementi di prova a carico degli indagati. A tale proposito di fondamentale importanza sono risultati i filmati delle telecamere di video sorveglianza sia pubbliche che private nonché le intercettazioni attivate subito dopo gli eventi.
Proprio le investigazioni hanno consentito di appurare che entrambi gli agguati si inserivano in uno scenario più complesso determinato da una serie di tensioni esistenti tra il clan degli Strisciuglio del quartiere Libertà e quello del San Paolo legate alla gestione delle piazze di spaccio, in particolare della zona di Carrassi.
Bari, due arresti per le sparatorie nei quartieri Carrassi e Libertà: operazione della DDA
Due persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, relativa alle sparatorie avvenute nei quartieri Carrassi e Libertà.
I dettagli dell’indagine saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa in programma alle 10.30 presso la Procura della Repubblica di Bari. Si tratta della gambizzazione di un 19enne davanti alla sala giochi di viale della Repubblica del 9 aprile e del successivo ferimento di un 22enne gambizzato in via Dante. I due episodi sarebbero collegati a tensioni nel mondo dello spaccio di droga.
Bari, pestaggio al Libertà. Il racconto choc: “Aggredite una donna e due ragazze di 18 anni. Una vera esecuzione”
Momenti di forte tensione nella serata di ieri nel quartiere Libertà di Bari, dove una violenta aggressione in strada ha scosso residenti e passanti. Secondo il racconto di un testimone, il pestaggio sarebbe durato oltre venti minuti, tra calci, pugni e colpi sferrati anche con caschi, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
L’episodio si sarebbe verificato in via Dante, dove un’automobile avrebbe bloccato la carreggiata. Dal veicolo sarebbero scese diverse persone che avrebbero dato vita all’aggressione. Stando alle testimonianze raccolte, nel mirino sarebbero finite una donna di circa 40 anni e due ragazze di 18 anni, mentre un uomo, indicato come il padre delle giovani, sarebbe stato immobilizzato da altri aggressori nel tentativo di impedirgli di intervenire.
I residenti descrivono una scena di estrema violenza, con urla e grida che avrebbero richiamato numerosi abitanti della zona alle finestre. Chi ha assistito ai fatti riferisce di non essere riuscito a ricostruire con precisione l’origine della lite, ma di aver visto la situazione degenerare rapidamente in un vero e proprio pestaggio.
Particolarmente duro anche il racconto sui tempi di intervento delle forze dell’ordine. Secondo i testimoni, le pattuglie sarebbero arrivate circa mezz’ora dopo la conclusione dell’aggressione, quando i presunti responsabili si erano già allontanati e sul posto erano rimaste soltanto le persone ferite.
Più turisti e b&b al Libertà, sulle strade spettacolo indecoroso: “Be careful of dog poop”
Bari continua ad essere una delle mete più gettonate per i turisti di tutto il mondo, ma alcuni scorci della città offrono ancora oggi alcune cartoline deprimenti e vergognose. In particolare al Libertà, dove crescono sempre di più i b&b. Ma le strade e i marciapiedi sono invasi da rifiuti, escrementi vari e macchine abbandonate. L’inciviltà, come sempre, rischia di mettere a serio rischio la “reputazione” di Bari.
Bari, area privata trasformata in discarica abusiva. Blitz della Locale al Libertà: scatta il sequestro
A seguito di segnalazioni pervenute al Comando di via Aquilino, nella giornata di ieri la Polizia locale ha provveduto a porre sotto sequestro – ex art. 321 del Codice di Procedura penale – un’area privata trasformata in una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto a pochi chilometri dal centro cittadino, nel quartiere Libertà.
All’interno dell’area sequestrata gli agenti di Polizia locale intervenuti hanno riscontrato l’abbandono illecito di oltre 100 mq di rifiuti vari, tra cui materiali rivenienti da attività di costruzione e demolizione, miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche diversi, legno, vetro, plastica, ferro, materiali isolanti, rifiuti urbani domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali, RAEE diversi da quelli pericolosi, rifiuti ingombranti, imballaggi, polistirolo.
Il sequestro contro ignoti, sotto la direzione della Procura della Repubblica, si è reso necessario per interrompere l’accumulo sistematico e ripetuto di rifiuti nell’area, trasformata in deposito con carattere di definitività con lo spianamento di una porzione di terreno a configurare, a tutti gli effetti, una discarica non autorizzata.
Il proprietario dell’area è stato nominato custode giudiziario; a breve seguirà l’emissione di un’ordinanza di bonifica dell’area a carico dello stesso proprietario.
“Grazie alle segnalazioni puntuali di cittadini che non intendono rassegnarsi al degrado e agli abbandoni illeciti di rifiuti che continuano a interessare diverse aree della città, la Polizia Locale ha portato a termine un intervento di grande importanza sotto il profilo della legalità e della tutela dell’igiene urbana – commenta l’assessora alla Vivibilità urbana e Polizia Locale Carla Palone -. La collaborazione tra istituzioni e cittadini si conferma uno strumento fondamentale per individuare e contrastare comportamenti che arrecano danni all’ambiente, al decoro urbano e alla qualità della vita delle persone”.
“Desidero esprimere il mio ringraziamento agli agenti della Polizia Locale per il costante impegno profuso a tutela della città – prosegue l’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino -. Il sequestro di un’area privata trasformata in una vera e propria discarica abusiva rappresenta un risultato significativo, reso possibile dalla stretta collaborazione tra la Ripartizione Igiene e Ambiente, la Polizia Locale e l’Autorità giudiziaria. Interventi come questo testimoniano l’attenzione dell’amministrazione comunale nella lotta agli illeciti ambientali e nella salvaguardia del territorio. Proseguiremo con determinazione nelle attività di vigilanza, prevenzione e contrasto dell’abbandono incontrollato dei rifiuti, consapevoli di dover lavorare per una sempre maggiore sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, bene comune da tutelare nell’interesse della collettività e delle future generazioni”.
Giacomo Olivieri torna a parlare sui social: “Vivo per miracolo. La vita è meravigliosa non sprecatela e sporcatela”
“La mia vicenda è paradossale ma io invito tutti coloro che mi vogliono bene a non demonizzare il lavoro dei magistrati perché nonostante gli errori giudiziari, è grazie a loro che possiamo vivere una vita nella legalità e sicurezza. Io non riesco ancora a credere di essere vivo e di stare bene e se questo miracolo è accaduto lo devo agli Avvocati Castellaneta che non mi hanno mai lasciato solo, lo devo a mio fratello, a mia moglie ed ai miei figli che nonostante le loro enormi sofferenze mi hanno cinturato di emozioni”.
Inizia così il messaggio pubblicato sui social da Giacomo Olivieri, tornato in libertà e ora anche a parlare attraverso le sue pagine social. L’ex consigliere regionale, arrestato a febbraio 2024 nell’ambito della maxi inchiesta Codice Interno, è stato rimesso in libertà 15 mesi dopo.
E poi al Cappellano del carcere di Lanciano, Don Massimo Stornelli che ha asciugato ogni giorno le mie lacrime e mi ha ogni giorno ricordato che Dio ci vuole sorridenti – aggiunge -. Che la vita è un dono prezioso sempre. Che la la vita è meravigliosa”.
“Ed oggi io sono ancora più convinto che la vita è meravigliosa. Vivete questo dono senza sprecarlo e senza sporcarlo”, conclude Olivieri nel suo post.
Guerra di clan per lo spaccio al Libertà, padre e figlio uccisi: due assolti e tre condanne in Appello
La Corte di Assise di Appello di Bari ha assolto «per non aver commesso il fatto» due imputati e ha confermato la condanna di altri tre al termine del processo d’appello bis nei confronti dei cinque affiliati al clan Strisciuglio di Bari, imputati a vario titolo per il duplice omicidio mafioso di Luigi e Antonio Luisi, padre e figlio, uccisi nell’ambito di una guerra tra clan per il controllo dello spaccio di droga nel quartiere Libertà.
Il 30 aprile 2015 fu ucciso in un agguato il figlio Antonio e ferito il padre, vero obiettivo dei killer. Il figlio, estraneo ai contesti criminali, fu ucciso per errore perché si frappose tra i sicari e il padre per salvarlo. Il 31 ottobre 2016 il clan portò a termine l’obiettivo, tornando a colpire Luigi Luisi, che morì in ospedale il 14 novembre dopo due settimane in coma.
I giudici, dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione, hanno assolto Vito Valentino, ritenuto uno dei mandanti per primo agguato, e Maurizio Sardella, ritenuto il basista del secondo agguato (entrambi condannati nei precedenti gradi di giudizio a 20 anni di reclusione), difesi dagli avvocati Nicola Quaranta, Bruno Vigilanti e Dario Vannetiello. La Corte ha invece confermato le condanne a vent’anni di reclusione per Alessandro Ruta, Christian Cucumazzo e Antonio Monno, mandante ed esecutori materiali del primo omicidio.
Secondo la Dda di Bari il clan Strisciuglio, con l’obiettivo di acquisire il monopolio nella gestione del traffico degli stupefacenti sul quartiere Libertà, avrebbe messo in atto una «imposizione mafiosa» sul clan Diomede, il cui referente era appunto Luigi Luisi e che per queste ragioni «doveva essere necessariamente eliminato». Inoltre Luisi si sarebbe rifiutato di continuare a rifornire di stupefacenti i rivali Strisciuglio e di pagare 200mila euro chiesti per continuare la sua attività di trafficante di droga.
Per i due agguati sono già definitive le condanne di Domenico Remini, pianificatore di entrambi i delitti (20 anni di reclusione); Donato Sardella, figlio di Maurizio, e Gaetano Remini, fratello di Domenico, che confessarono di essere gli esecutori materiali dell’assassinio di Luigi Luisi (condannati rispettivamente a 18 e 16 anni).
Bari, nuova “stesa” al Libertà: esplosi colpi in aria al Redentore. Paura tra i residenti ma nessuna denuncia
Ancora spari nella città di Bari. La sera del 29 aprile il quartiere Libertà, nella zona del Redentore, è stato teatro di una “stesa”: due moto con uomini armati e incappucciati hanno esploso colpi in aria, seminando panico tra i presenti ma senza provocare feriti.
L’episodio arriva a meno di 24 ore dalla sparatoria in via Pier l’Eremita, a Bari vecchia, dove è rimasta ferita un’anziana. Gli investigatori ritengono che si tratti di azioni intimidatorie legate alla faida tra i clan Clan Capriati e Clan Strisciuglio.
Cresce la tensione in vista della Festa di San Nicola, tradizionale momento di tregua criminale che quest’anno potrebbe non essere rispettato. Intanto proseguono le indagini e si intensificano i controlli delle forze dell’ordine.









