Chiesa e sagrato gremiti a Squinzano per l’ultimo saluto a Lorena Isceri, la 45enne uccisa nei giorni scorsi a Firenze dell’ex compagno. Nella chiesa Maria Regina sono appena iniziati i funerali della donna.
Le navate sono piene e anche il sagrato, dove è stato allestito un maxischermo, si è riempito di cittadini per partecipare alla celebrazione. In chiesa ci sono rappresentanti di molte istituzioni, tra cui il presidente della Provincia di Lecce e una quarantina di sindaci salentini con la fascia tricolore, a portare la vicinanza delle proprie comunità alla famiglia della vittima, raccolta attorno alla bara bianca posizionata davanti all’altare.
“Non sappiamo darci una risposta – le parole di don Vanni Bisconti durante l’omelia -. Tre pensieri. La prima cosa è esserci. Siamo qui, siamo in tanti, siamo qui anche perché vorremmo se possibile prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia. Vorremmo poter dire ‘Non siete soli’. Quello che è accaduto non è stato solo il gesto di un folle. Quale idea dell’amore stiamo infondendo nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze? C’è una differenza abissale tra l’amore e il controllo. Il terzo pensiero è per Lorena. E’ difficile parlare di te al passato, siamo ancora increduli. Tutte queste foto ci parlano di te. Noi qui guardiamo questa bara e pensiamo a tutto ciò che avresti potuto vivere. Oggi la nostra fede è messa duramente alla prova. Essere cristiano non significa avere una risposta pronta a ogni evenienza, ma avere una speranza anche quando le risposte non le abbiamo. La nostra fede ci dice che non se scomparsa, non diventerai semplicemente un ricordo”. “La violenza può aver spezzato la tua vita terrena, ma non può avere l’ultima parola sulla tua vita”, ha poi aggiunto.










