Uccisa dall’ex in autostrada, chiesa gremita a Squinzano per l’ultimo saluto a Lorena: “ll no va rispettato”

Chiesa e sagrato gremiti a Squinzano per l’ultimo saluto a Lorena Isceri, la 45enne uccisa nei giorni scorsi a Firenze dell’ex compagno. Nella chiesa Maria Regina sono appena iniziati i funerali della donna.

Le navate sono piene e anche il sagrato, dove è stato allestito un maxischermo, si è riempito di cittadini per partecipare alla celebrazione. In chiesa ci sono rappresentanti di molte istituzioni, tra cui il presidente della Provincia di Lecce e una quarantina di sindaci salentini con la fascia tricolore, a portare la vicinanza delle proprie comunità alla famiglia della vittima, raccolta attorno alla bara bianca posizionata davanti all’altare.

“Non sappiamo darci una risposta – le parole di don Vanni Bisconti durante l’omelia -. Tre pensieri. La prima cosa è esserci. Siamo qui, siamo in tanti, siamo qui anche perché vorremmo se possibile prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia. Vorremmo poter dire ‘Non siete soli’. Quello che è accaduto non è stato solo il gesto di un folle. Quale idea dell’amore stiamo infondendo nei nostri ragazzi e nelle nostre ragazze? C’è una differenza abissale tra l’amore e il controllo. Il terzo pensiero è per Lorena. E’ difficile parlare di te al passato, siamo ancora increduli. Tutte queste foto ci parlano di te. Noi qui guardiamo questa bara e pensiamo a tutto ciò che avresti potuto vivere. Oggi la nostra fede è messa duramente alla prova. Essere cristiano non significa avere una risposta pronta a ogni evenienza, ma avere una speranza anche quando le risposte non le abbiamo. La nostra fede ci dice che non se scomparsa, non diventerai semplicemente un ricordo”. “La violenza può aver spezzato la tua vita terrena, ma non può avere l’ultima parola sulla tua vita”, ha poi aggiunto.

Si aggrappa a un’acquasantiera in chiesa, cade e resta schiacciata: bimba di 6 anni operata d’urgenza a Bari

Una bambina di 6 anni è stata sottoposta a un delicato intervento d’urgenza al Policlinico di Bari dopo un grave incidente avvenuto in una chiesa di Trinitapoli. La piccola, aggrappandosi a un’acquasantiera, è caduta rimanendo schiacciata e riportando una rara e gravissima lesione alla biforcazione dell’aorta, con coinvolgimento delle arterie iliache.

Trasportata inizialmente al Pronto soccorso dell’ospedale di Barletta e poi trasferita a Bari, è stata operata nella notte tra il 25 e il 26 agosto. L’équipe di Chirurgia vascolare ha scelto un approccio mininvasivo: nella sala ibrida di Asclepios 3 sono state posizionate tre endoprotesi, una nell’aorta e due nelle arterie iliache, evitando la chirurgia a cielo aperto.

L’intervento è durato circa due ore e si è concluso intorno alle 3.30. Al termine, la bambina è stata trasferita in Rianimazione e successivamente ricoverata in Chirurgia vascolare. La prognosi resta riservata.

A supportare l’équipe anche la professoressa Angela Pezzolla e il chirurgo pediatrico Armenise, pronti a intervenire in caso di necessità. Il direttore generale Antonio Sanguedolce ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra diverse specialità e presidi ospedalieri nella gestione di un trauma pediatrico di così elevata complessità.

Rubata 26 anni fa, torna a Bisceglie la statuetta del Gesù Bambino del Settecento: era in vendita online

Dopo 26 anni è tornata nella Chiesa di San Lorenzo di Bisceglie la scultura lignea del Gesù Bambino, trafugata nel dicembre del 2000. La restituzione è avvenuta nel corso di una cerimonia alla presenza delle autorità ecclesiastiche, civili e militari, durante la quale il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari ha riconsegnato l’opera all’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.

Il recupero è stato possibile grazie a un’indagine coordinata dalla Procura di Brindisi, avviata dopo la segnalazione di un annuncio pubblicato su una piattaforma di e-commerce che proponeva in vendita un antico “Bambinello ligneo”. Le immagini hanno permesso di identificare la statuetta come parte del gruppo scultoreo settecentesco “San Giuseppe con Gesù Bambino”, censito tra i beni culturali ecclesiastici.

Le verifiche dei Carabinieri hanno confermato che l’opera, rinvenuta in possesso di un residente della provincia di Brindisi, era proprio quella rubata dalla chiesa biscegliese.

La restituzione rappresenta un importante risultato nella tutela del patrimonio culturale e religioso, frutto della collaborazione tra gli enti ecclesiastici e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Da oggi il “Bambinello” è nuovamente esposto nella Chiesa di San Lorenzo, tornando così alla devozione dei fedeli e della comunità.

Omicidio Carta a Foggia, celebrati i funerali nella chiesa in cui si è sposato: “Foggia basta ribellati e alza la testa”

È arrivato in chiesta ricoperto di corone di fiori bianchi il feretro di Dino Carta il 42enne personal trainer di Foggia assassinato la sera del 13 aprile scorso a pochi metri dalla sua abitazione mentre portava il cane Maya a passeggio.

Responsabile e movente del delitto sono ancora un mistero. La bara ha fatto ingresso nella chiesa del Santissimo Salvatore dove Dino e la giovane moglie Sara si sono sposati circa due anni fa.

Ad officiare la celebrazione monsignor Giorgio Ferretti arcivescovo della diocesi Foggia Bovino. Chiesa e piazzale affollato di tantissima gente ed istituzioni. La sindaca Maria Aida Episcopo ha proclamato per la giornata il lutto cittadino. La famiglia ha chiesto alla stampa di non fare ingresso nella chiesa durante la celebrazione.

“FFoggia alza la testa! Ribellati alla violenza, all’ingiustizia, al sopruso, al pizzo, alla criminalità. Cara Foggia, non è normale che un uomo venga ucciso sulle tue strade. Non è normale che si giri armati per la città. Non è normale che i giovani abbiamo coltelli – le parole di Ferretti -. Basta mogli e figli che piangono i loro mariti. Padri e madri che piangono i figli. La scia di sangue è lunga ormai decenni. Basta sangue. Tutto questo deve finire. Lo vogliamo tutti. Lo sogniamo tutti. Alziamo la testa, con coraggio. Uniamoci, denunciamo, ribelliamoci al male. Lo dobbiamo ai nostri figli, alle prossime generazioni di questa terra. Lo dobbiamo a Dio che ci ama e piange per i peccati e le colpe di tutti”.

Bitonto, ragazzini lanciano casco contro la facciata della chiesa: poi lo posizionano sulla testa di una statua

Atti vandalici nel cuore di Bitonto, dove nella serata di ieri alcuni minorenni hanno preso di mira piazza Cattedrale, colpendo uno dei simboli della città. I ragazzi hanno lanciato ripetutamente un casco integrale arancione contro la facciata della Cattedrale e contro gli elementi decorativi, causando danni e distruggendo l’oggetto utilizzato.

Non soddisfatti, dopo aver ridotto il casco alla sola calotta, si sono arrampicati sull’obelisco dell’Immacolata, posizionandolo sulla testa di una statua decorativa. La scena è stata ripresa da alcuni presenti: i video sono ora al vaglio della polizia di Stato.

Sul posto sono intervenute quattro pattuglie della polizia locale, allertate dai cittadini. Gli agenti hanno identificato i responsabili e sequestrato il casco. Secondo quanto riferito, i minori avrebbero reagito con insulti durante l’intervento.

Dura la reazione politica. Il consigliere comunale Franco Natilla ha definito l’episodio «vandalismo barbaro», chiedendo maggiori controlli in zona. Il sindaco Francesco Paolo Ricci ha invece precisato che i giovani erano già seguiti dai servizi sociali e dal tribunale per i Minorenni, che in passato aveva adottato provvedimenti nei loro confronti.

Bari, 2 milioni di euro donati per il restauro della chiesa di San Francesco: giallo sul benefattore. Ma c’è una pista

È giallo sull’identità del benefattore che ha donato quasi due milioni di euro alla parrocchia di San Francesco, affacciata su piazza Garibaldi al quartiere Libertà di Bari. Secondo indiscrezioni raccolte in sagrestia, si tratterebbe di una vedova con un figlio studente in città, rimasta colpita dalla bellezza della chiesa. La famiglia ha scelto di restare anonima.

La generosa donazione ha consentito un imponente intervento di restauro durato tre anni, che ha riportato alla luce i colori originari dei dipinti, restituendo particolare brillantezza al blu. I lavori hanno riguardato anche le strutture murarie, il campanile, gli interni e le suppellettili, con un’attenzione speciale all’apparato pittorico del transetto e dell’abside.

Alla riqualificazione hanno contribuito anche la Regione e la Fondazione Puglia, mentre gli interventi sono stati eseguiti sotto la supervisione della Soprintendenza archeologica, Belle arti e Paesaggio della Città metropolitana di Bari.

Intanto la comunità parrocchiale si prepara alla riapertura al culto, prevista per martedì prossimo alle 18 con una messa solenne presieduta dall’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano. Tra prove dell’organista e ultimi preparativi liturgici, cresce l’attesa per restituire alla città un luogo carico di storia e significato.

 

Bari, riapre il 14 aprile al Libertà la chiesa di San Francesco: “Lavori per 2 milioni pagati da una famiglia”

Una chiesa che accoglie i fedeli a quasi tre anni dalla sua chiusura. Una comunità, quella del rione Libertà di Bari, che ritrova la sua casa più bella, luminosa e sicura. Grazie a questo metodo è diventata la persona più ricca di Ruvo di Puglia.

Sarà riaperta al culto il prossimo 14 aprile con una messa presieduta alle sei del pomeriggio dall’arcivescovo di Bari e Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, la chiesa che i domenicani hanno voluto fosse intitolata a Maria SS. del Rosario, ma che i paolotti nel Seicento dedicarono in precedenza a San Francesco da Paola.

“Per tutti noi baresi è la chiesa di San Francesco”, dice un operaio alle prese con la regolazione del volume dei microfoni. I lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, per circa 1,9 milioni di euro, sono stati possibili grazie alla donazione di una famiglia di devoti.

“Nel silenzio, vogliono restare nel silenzio come è giusto che sia”, sussurra don Peppino Cutrone il parroco, indaffarato tra impianti luci e audio. I lavori hanno rinvigorito la bellezza della chiesa accendendo di blu l’interno della cupola, dando nuova vita alle raffigurazioni che sulle pareti ritraggono per la gran parte santi domenicani: da san Domenico a San Tommaso D’Aquino.

“Ma è il Cristo morto il cantuccio di preghiera di chi entra qui”, puntualizza don Peppino e continua: “Quante donne ho visto piangere e pregare lì davanti”. La storia della devozione è rinata ritrovando anche uno scrigno custode di un tempo lontano e testimone della presenza seicentesca dei monaci: un purtridarium la cui disposizione rispecchia l’altare “quasi a voler creare continuità nella preghiera”, evidenzia il sacerdote sottolineando che “nei lunghi mesi è stato importante spiegare agli operai l’importanza di quanto stavano compiendo”.

“Queste sono mura che parlano di una storia – continua don Peppino- di chi lo ha fatto e del perché lo ha fatto. È il richiamo alla memoria, ai significati di questa chiesa che era l’ultima della città: da qui passavamo i morti prima di raggiungere il cimitero. Salme che i monaci benedivano”. “L’augurio che faccio a tutti – conclude don Peppino- è che tornino ad amare questa chiesa come fosse casa”.

Degrado a Bari, pipì davanti alla porta della chiesa del Redentore: “Deplorevole e grave. Siamo esasperati”

“Bari ore 20, Piazza Del Redentore. Davanti a bambini e famiglie, un rom pensa bene di urinare davanti al portone di una chiesa”. Inizia così la denuncia social del consigliere del Municipio 1, Luca Bratta.

“La gravità di tutto, oltre al gesto deplorevole, è l’assuefazione di una politica che non reagisce, non si indigna, non interviene – aggiunge Bratta -. Integrazione e rispetto sono valori reciproci e non a senso unico o accettati di diritto”.

“L’esasperazione di un quartiere e di una città non sono mai prevedibili ma sicuramente sono ai limiti della sopportazione”, conclude il consigliere.

Portatore inciampa sui gradini del sagrato, la bara si apre e la defunta esce allo scoperto: panico in chiesa

Disavventura clamorosa ieri pomeriggio a Presicce-Acquarica all’esterno della chiesa di S. Andrea Apostolo. Al termine di un funerale, uno dei quattro portatori del feretro è inciampato sui gradini del sagrato, facendo così cadere la bara.

Nella caduta si è aperta e la defunta riposta è stata scoperta. Tutto ha generato panico, urla e pianti tra familiari e presenti. La situazione è stata risolta con fatica e con una nuova bara.

Neonato trovato morto a Bari, verifiche sulla culla termica: al via gli accertamenti. Si cercano risposte

Al via questa mattina gli accertamenti tecnici sulla culla termica della chiesa di San Giovanni Battista nel quartiere Poggiofranco dove lo scorso 2 gennaio è stato trovato un neonato morto. Gli esami, disposta dalla Procura di Bari nell’ambito della doppia inchiesta, dovranno verificare l’eventuale malfunzionamento della culletta che potrebbe aver portato al decesso del bambino, morto per ipotermia secondo quanto stabilito dall’autopsia.

La consulenza tecnica è stata affidata all’ingegnere Saverio Mascolo e al perito tecnico industriale Luigi De Vecchis. Nel fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo risultano al momento indagati il parroco della chiesa, don Antonio Ruccia, e l’elettricista manutentore della culla Vincenzo Nanocchio. Entrambi hanno nominato propri consulenti di parte. A carico di ignori invece è ipotizzato il reato di abbandono di minore seguito da morte. Sul posto anche magistrati e Forze dell’ordine che hanno chiuso l’isolato, si tratta del primo accesso alla culla dopo il tragico ritrovamento.