“Godersi la pensione a Bari con 1200 euro al mese”: chiedete a “Grazia” quante Peroni si è bevuta

La rivista francese Grazia ha presentato Bari come una meta ideale per pensionati in cerca di clima mite, mare e costi contenuti. “Con circa 1.200 euro al mese è possibile vivere comodamente”, grazie soprattutto ad affitti accessibili (500-700 euro) e a spese quotidiane moderate.

L’articolo di Elisabeth Sall sottolinea che Bari offre uno stile di vita rilassato, lontano dal turismo di massa e più economico rispetto a città come Roma o Milano.

“Il punto di forza non è solo il costo, ma anche l’atmosfera: il mare, il ritmo lento e la vivacità autentica di Bari Vecchia”. In sintesi, Bari viene descritta come un “eldorado discreto” dove si può vivere bene spendendo meno, senza rinunciare alla qualità della vita. Ma è realmente così?

Bisceglie, attirato in una trappola da un amico e rapinato. Pugni e schiaffi per la pensione: arrestato 46enne

Doveva essere una serata tranquilla, ma si è trasformata in un episodio di violenza brutale. I Carabinieri di Bisceglie hanno arrestato un uomo di 46 anni, originario di Acireale, accusato di aver rapinato un cinquantenne del posto, affetto da una grave invalidità.

I fatti risalgono ai primi giorni di marzo. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima sarebbe stata attirata con il pretesto di una pizza tra amici presso un distributore automatico H24 in via Imbriani. Qui si è consumata l’aggressione: l’uomo, con la complicità della propria compagna, avrebbe colpito e spintonato il 50enne fino a scaraventarlo contro un muro.

Durante l’azione, il 46enne si è impossessato del portafoglio della vittima, contenente 650 euro, parte della pensione di invalidità appena prelevata. Decisive per le indagini sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno documentato l’intera scena.

Nonostante il timore di ritorsioni, la vittima ha denunciato l’accaduto, permettendo ai Carabinieri di ricostruire i fatti. Su disposizione della Procura di Trani, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’indagato, ora a disposizione dell’autorità giudiziaria

Va a Tirana per curare i denti e compra casa, Zorro si gode la pensione in Albania: “Si sta bene”

In questi anni vi abbiamo spesso parlato del turismo dentale in Albania. Abbiamo incrociato diverse persone e ascoltato tante testimonianze, anche di vita. Questa volta vi raccontiamo la storia di Massimo, soprannominato Zorro, che si è recato a Tirana per curare i denti dopo aver visto i nostri servizi, salvo poi comprare lì una casa e godersi la pensione.

Sanità Puglia, entro il 2028 addio a 702 medici di famiglia: andranno in pensione. Il report di Gimbe

Entro il 2028, in Puglia mancheranno 702 medici di Medicina generale perché raggiungendo i 70 anni di età andranno in pensione. È quanto emerge da una indagine svolta dalla fondazione Gimbe e relativa alla carenza di medici di base.

Secondo la fondazione dal primo gennaio dell’anno scorso, in Puglia mancano 279 medici di famiglia mentre il numero medio di assistiti dal primo gennaio 2025 a oggi, è di un medico per 1.331 assistiti (media nazionale 1.383).

Nel report si sottolinea che tra il 2019 e il 2024 i medici di Medicina generale in Puglia sono diminuiti del 26,3%, percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale che è pari 14,1%. Inoltre, nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in Medicina generale sono stati il 27 per cento in più rispetto ai posti disponibili.

Carta d’identità scaduta, Poste non accredita la pensione. Maria: “Isolati in Venezuela aiutateci”

Vi raccontiamo la storia della 76enne Maria. Insegnante per oltre 40 anni, vive in Venezuela e il figlio delegato non riesce più a riscuotere la pensione alla posta di Triggiano perché la carta d’identità della mamma è scaduta da oltre un anno.

Dal 1° dicembre Poste ha deciso di non riconoscere più i soldi, un problema gigantesco per Maria che deve far fronte a diverse spese mediche. L’iter burocratico ha come sempre tempi biblici, c’è il consueto scaricabile e tutti dicono di avere le mani legate. Nel video allegato l’appello dell’altro figlio direttamente dal Venezuela.

Molfetta, l’ex carabiniere che ha fermato il ladro col kalashnikov: “Ho evitato una strage ma non sono un eroe”

“Tutto sommato bene. Ho una frattura della tibia e la rotula è completamente andata”. Inizia così il racconto di Carlo Piazzolla, il carabiniere in pensione di 65 anni che ieri ha fermato nel parcheggio il rapinatore che ha seminato il panico al Gran Shopping di Molfetta.

L’uomo, che è stato arrestato con le accusa di rapina, lesioni e porto d’arma da guerra, ha svaligiato indisturbato una gioielleria. Era armato e sono stati esplosi alcuni colpi di kalashnikov all’esterno. Piazzola è ricoverato al Policlinico.

“Mi trovavo al centro commerciale per caso. Stavo prendendo un caffè con mia sorella e ho iniziato a sentire un po’ di trambusto – le parole di Piazzolla a La Repubblica -. Volevo capire cosa stesse succedendo e mi hanno detto che c’era un uomo armato che stava facendo una rapina. Sono andato a vedere nonostante mia sorella mi dicesse di lasciar perdere. Ero in una zona defilata e l’ho visto riempire i due sacchi di merce. Così l’ho seguito nel parcheggio. Poi è successo quello che tutti hanno visto nei video. Ho visto subito che era un kalashnikov AK-47, l’ho riconosciuto”.

“Non mi aspettavo che sparasse. Io però sono andato subito diretto verso di lui. Lui ha capito le mie intenzioni e ha alzato subito l’arma contro di me. Ho pensato: ‘Se non reagisco, mi spara nello stomaco’. Volevo immobilizzarlo. Il mio scopo era quello di saltargli addosso e renderlo innocuo. Poi ha sparato. Fortunatamente sono riuscito ad abbassare la canna della mitragliatrice. I colpi mi hanno preso la gamba. Nell’attimo in cui ha sparato ho subito spostata l’arma. Avrebbe potuto colpire i passanti e tutti quelli che erano lì intorno. E intanto mi avrebbe preso, perché aveva l’arma rivolta verso di me.

“Mi sono tappato i buchi fatti dai proiettili, da cui ha cominciato a uscire il sangue – ha aggiunto -. Sono anche cardiopatico, per cui ho chiesto subito di chiamare un’ambulanza perché temevo un’emorragia. Non ho pensato di morire.  Ho fatto il carabiniere per quarant’anni, ero luogotenente. Queste cose o ce le hai o non ce le hai. Ora sono in pensione, non l’ho fatto per qualche ricompensa o avanzamento di carriera. Lui era a terra e ho pensato: finalmente l’incubo è finito. Poi mi sono preoccupato dalle mie ferite. Non mi sento un eroe, assolutamente no”.

Carabiniere ucciso a Francavilla, Legrottaglie era a poche ore dal pensionamento: lascia due gemelle di 14 anni

La sua residenza era in via caduti di Nassiriya (12 delle 19 vittime dell’attacco contro i militari italiani del 2003 erano carabinieri), a luglio avrebbe compiuto 60 anni ed era a poche ora dal pensionamento.

Un destino beffardo per Carlo Legrottaglie, Brigadiere Capo dei Carabinieri, ucciso questa mattina nelle campagne di Francavilla Fontana, dopo un conflitto a fuoco con due rapinatori (uno è stato catturato, l’altro ucciso dopo un altro conflitto a fuoco avvenuto a Grottaglie).

Era il suo ultimo giorno di attività. Da domani sarebbe andato in licenza e poi a luglio in pensione. Tra 13 giorni avrebbe anche festeggiato i 33 anni di matrimonio con la moglie Eugenia, il 60enne lascia anche due figlie gemelle, Carla e Paola, di 14 anni.

Anche Ostuni, città di residenza, lo piange.  “A nome dell’intera comunità esprimo profondo cordoglio per la tragica scomparsa del carabiniere Carlo Legrottaglie, originario della nostra città – le parole del sindaco Angelo Pomes -. La sua vita si è spezzata questa mattina durante un conflitto a fuoco sul territorio di Francavilla Fontana, adempiendo al proprio dovere a tutela della sicurezza pubblica. A pochi giorni dal congedo, ha dimostrato fino all’ultimo il valore e il senso di responsabilità che contraddistinguono le donne e gli uomini dell’Arma”.