Carabiniere morto a Francavilla: arriva l’archiviazione per i poliziotti che hanno ucciso il killer Mastropietro

Si chiude con l’archiviazione il procedimento a carico di Giuseppe Cavallo e Ivan Lupoli, i due poliziotti del commissariato di Grottaglie coinvolti nel conflitto a fuoco nel quale, il 12 giugno 2025, morì Michele Mastropietro, ritenuto l’autore dell’omicidio del brigadiere capo Carlo Legrottaglie.

La pm Francesca Paola Ranieri, della Procura di Taranto, aveva chiesto lo scorso luglio la chiusura del caso senza esercitare l’azione penale. Una tesi condivisa dal gip, che ha emesso il decreto di archiviazione l’8 settembre.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, durante l’inseguimento nelle campagne tra Francavilla Fontana e Grottaglie, gli agenti intimarono più volte l’alt a Mastropietro, arrivando anche a sparare un colpo in aria. Il fuggitivo avrebbe però reagito girandosi verso i poliziotti e sparando diversi colpi di arma da fuoco. Gli agenti risposero al fuoco, colpendo mortalmente l’uomo.

L’inseguimento era iniziato a Francavilla Fontana, dove il maresciallo Carlo Legrottaglie, 59 anni, al suo ultimo giorno di servizio prima della pensione, aveva intercettato insieme a un collega una Lancia Y con a bordo Mastropietro e il suo complice Giannattasio. Durante la fuga furono esplosi diversi colpi, uno dei quali raggiunse mortalmente il brigadiere. La caccia proseguì poi nelle campagne tra Grottaglie e Manduria, fino al conflitto a fuoco nel quale Mastropietro perse la vita.

Omicidio Paolo Stasi a Francavilla, ridotta in Appello la pena a Cristian Candita: da ergastolo a 28 anni

La Corte d’Assise d’Appello di Lecce ha ridotto dall’ergastolo a 28 anni di reclusione la pena per Cristian Candita, 24 anni, riconosciuto colpevole in concorso dell’omicidio del 19enne Paolo Stasi, ucciso il 9 novembre 2022 a Francavilla Fontana. I giudici hanno concesso le attenuanti generiche, rideterminando la condanna in 21 anni per l’omicidio e sette anni per reati legati agli stupefacenti.

Per lo stesso delitto è già definitiva la condanna a 16 anni di carcere nei confronti di Luigi Borracino, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio. Secondo gli investigatori, Candita era alla guida dell’auto utilizzata per raggiungere l’abitazione della vittima.

L’omicidio sarebbe maturato per un debito di circa 5mila euro legato al traffico di hashish e marijuana. Nell’ambito dell’inchiesta, la madre di Paolo Stasi, Annunziata D’Errico, è stata invece assolta dall’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio.

Carabiniere ucciso a Francavilla, il medico legale in aula: “Legrottaglie ucciso con un solo colpo d’arma da fuoco”

Un solo colpo di arma da fuoco, esploso da una distanza superiore ai 50 centimetri. È quanto riferito dal medico legale Domenico Urso durante l’udienza davanti alla Corte d’assise di Brindisi nel processo per l’omicidio del brigadiere capo dei carabinieri Carlo Legrottaglie.

Il militare fu ucciso il 12 giugno scorso nelle campagne di contrada Tiberio, a Francavilla Fontana. In aula, il medico ha ricostruito gli esiti dell’ispezione cadaverica e dell’autopsia, ripercorrendo le circostanze della morte.

Secondo l’accusa, a sparare sarebbe stato il rapinatore Michele Mastropietro, poi deceduto, mentre il ferramenta Camillo Giannattasio, unico imputato, avrebbe avuto un ruolo di istigazione.

Nel corso dell’udienza è stata respinta un’eccezione sollevata dalla difesa dell’imputato. Presenti in aula la vedova del militare, Eugenia, e il collega Costanzo Garibaldi, in servizio con lui il giorno dell’omicidio. Il processo riprenderà il prossimo 26 maggio.

Il carabiniere Carlo Legrottaglie ucciso a Francavilla, al via il processo a Brindisi: imputato Camillo Giannattasio

Si è aperto questa mattina davanti alla Corte d’Assise di Brindisi (presidente Maurizio Saso) il processo per l’omicidio del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, ucciso il 12 giugno scorso nei pressi della zona industriale di Francavilla Fontana in un conflitto a fuoco con due persone scoperte a bordo di un’auto risultata rubata.

Unico imputato è Camillo Giannattasio, accusato di concorso in omicidio volontario pluriaggravato (con Michele Mastropietro morto in seguito ad un successivo conflitto a fuoco con due poliziotti durante la fuga).

È anche accusato di resistenza a pubblico ufficiale, porto e detenzione di armi clandestine e munizioni, ricettazione. In aula erano presenti la vedova di Legrottaglie, il collega che era con lui il 12 giugno e l’imputato.

Nell’udienza di oggi è stata accolta la richiesta da parte dell’Avvocatura dello Stato (avvocato Angela Caprioli) di costituzione di parte civile dei ministeri dell’Interno e della Difesa. Le altre parte civili, moglie e figlie della vittima, e il collega, sono assistiti dai legali Stefano Andriola, Giovanni Fiorino e Donato Manelli. L’avvocato Luigi Danucci difende l’imputato.

Nell’udienza di oggi la Corte ha accolto la richiesta del pubblico ministero, Livia Orlando, di disporre una perizia, per estrarre copia forense, sui telefoni cellullari dell’imputato già sequestrati all’indomani dell’omicidio del carabiniere. Nella prossima udienza, fissata per il prossimo 24 febbraio, sarà conferito l’incarico.

Omicidio Stasi a Francavilla, ergastolo per l’autista del killer: Candita condivideva il piano di Borraccino

Christian Candita è stato condannato alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per un anno nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del 19enne Paolo Stasi, ammazzato il 9 novembre del 2022 davanti alla sua abitazione a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, perché “condivideva l’idea di uccidere” la vittima con Luigi Borraccino, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio.

Questo è quanto si legge nelle motivazioni della sentenza depositata. Candita era alla guida dell’auto usata per raggiungere l’abitazione della vittima, il 24enne è stato ritenuto colpevole dell’omicidio volontario in concorso. Borraccino in primo grado è stato condannato dal tribunale per i minorenni a 20 anni di reclusione (pena poi ridotta a 16 anni con un concordato).

Per gli investigatori l’omicidio del 19enne è riconducibile a un debito di 5mila euro contratto con Borraccino da Stasi e dalla madre, Annunziata D’Errico, per il consumo di hascisc e marijuana che venivano confezionati ai fini di spaccio nell’abitazione della famiglia Stasi. La donna ed il figlio poi ucciso avrebbero consumato la droga, ma l’avrebbero pagata solo in parte.

Nell’ambito di questo processo davanti alla Corte d’Assise di Brindisi, lo stesso Borraccino e Candita erano imputati insieme ad altre persone, tra cui la madre di Stasi, per detenzione ai fini di spaccio per fatti anche successivi all’epoca del delitto. La Corte ha condannato Borraccino a nove anni di reclusione e a 50mila euro di multa ed ha assolto la mamma di Stasi, così come aveva chiesto l’accusa ritenendo che vi fosse una presunta responsabilità morale della donna.

Cristian Candita, pur partecipando all’omicidio di Paolo Stasi il pomeriggio del 9 novembre 2022 a Francavilla Fontana nel ruolo di conducente dell’auto con la quale insieme con Luigi Borraccino raggiunse la casa della vittima, ne «condivideva» comunque l’idea. E’ stato perciò condannato all’ergastolo con isolamento diurno per la durata di un anno, oltre al pagamento delle spese processuali in favore dello Stato e di quelle del mantenimento in carcere durante la custodia.

Agguato a Francavilla, colpi di pistola in strada: 50enne ferito alla spalla. Indagini in corso

Un uomo di 50 anni è stato raggiunto ieri sera da un proiettile alla spalla alla periferia di Francavilla Fontana, nel quartiere Peraro, mentre si trovava in un bar situato in via Savoia. Al tavolo con la vittima c’era anche un amico e il figlio 12enne.

Chi ha sparato è entrato in azione coperto da passamontagna ed è rimasto impassibile davanti alla presenza del bimbo. La vittima è stata soccorsa e trasportata all’ospedale “Perrino” di Brindisi. Le sue condizioni non sarebbero gravi.

I colpi sarebbero partiti da un’auto con a bordo almeno due persone. Il veicolo, risultato poi rubato, è stato ritrovato poco dopo carbonizzato lungo la provinciale che collega Francavilla e Ostuni. Indagini in corso da parte dei Carabinieri.

Carabiniere ucciso a Francavilla, i due poliziotti indagati per l’omicidio del killer: “Fiducia nella magistratura”

Ai microfoni di Antenna Sud, durante la presentazione a San Donaci (Brindisi) di un libro sul riciclaggio scritto da uno dei loro legali, l’avvocato Antonio Maria La Scala, hanno parlato i due poliziotti del commissariato di Grottaglie indagati per omicidio colposo dalla procura di Taranto in relazione al decesso di Michele Mastropietro, il 59enne morto in un conflitto a fuoco con gli agenti dopo la morte del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, il 12 giugno scorso.

“Sono sereno e ho piena fiducia nella magistratura. Abbiamo fatto solo il nostro dovere” ha detto il vice ispettore Ivan Lupoli. E il sovrintendente Giuseppe Cavallo ha aggiunto: “Ringraziamo tutta la gente che ci è stata vicina in questo momento per la solidarietà e l’affetto manifestati nei nostri confronti”.

Secondo l’accusa, sarebbe stato Mastropietro a sparare contro Legrottaglie, rimanendo poi a sua volta ucciso durante un successivo conflitto a fuoco con le forze dell’ordine mentre fuggiva insieme al complice Camillo Giannattasio, 57enne di San Giorgio Jonico. Quest’ultimo, catturato dalla polizia, oltre a essere indagato per concorso nell’omicidio del carabiniere, detenzione illegale di armi e ricettazione dalla procura di Brindisi, deve rispondere di tentato omicidio nei confronti dei due poliziotti.

Carabiniere ucciso a Francavilla, dubbi sull’azione di Giannattasio nelle sparatorie: attesa per gli esami del Ris

Sono in programma venerdì 4 luglio, presso i laboratori del Ris di Roma, gli accertamenti sugli stub effettuati dalla Polizia su Camillo Giannattasio, il 57enne di San Giorgio Jonico arrestato e indagato per concorso in omicidio nell’inchiesta sulla morte di Carlo Legrottaglie, il carabiniere ucciso a Francavilla Fontana.

Si dovrà stabilire se Giannattasio, che si trova in carcere, abbia o meno aperto il fuoco nei confronti di Legrottaglie durante la prima fuga e durante il secondo conflitto a fuoco con la Polizia a Grottaglie. Il suo complice, Michele Mastropietro, è morto a seguito dell’ultimo scontro.

Giannattasio ha affermato di non aver sparato, ma nella sua auto e nel suo negozio di ferramenta sono state ritrovate altre armi. I poliziotti sono allo stesso tempo indagati per omicidio colposo per eccesso di legittima difesa (nei confronti di Mastropietro) e parti offese per l’ipotesi di tentato omicidio e lesioni.

Carabiniere ucciso a Francavilla: dal Comune di Bari la cittadinanza onoraria all’Arma

Si è aperta con un minuto di silenzio e un applauso alla memoria del brigadiere Carlo Legrottaglie, ucciso lo scorso 12 giugno da due malviventi a Francavilla Fontana (Brindisi), la cerimonia con la quale oggi il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha conferito la cittadinanza onoraria all’Arma dei carabinieri.

L’iniziativa era stata prevista proprio il 12 giugno ed era stata rimandata in seguito all’omicidio del militare. “A Legrottaglie – ha detto Leccese – e al suo senso di dovere e lealtà dedichiamo idealmente questa cerimonia. Estendo ai suoi familiari un abbraccio e la vicinanza virtuale della città al loro dolore”.

Il sindaco ha ricordato che “in oltre 200 anni di storia l’operato dei carabinieri ha accompagnato gli italiani con impegno instancabile, abnegazione e umanità”. Leccese ha anche evidenziato che il conferimento era stata deliberato dal Consiglio comunale, all’unanimità, lo scorso 16 aprile.

Presente, oltre al presidente del Consiglio comunale Romeo Ranieri, anche il generale Ubaldo Del Monaco, comandante regionale in Puglia. “In trent’anni è la prima volta che ricevo un riconoscimento così importante – ha spiegato -. Il conferimento ci onora e suggella il rapporto antico, che risale al 1814, fra l’Arma e il territorio”.

“Oggi – ha evidenziato – è un punto di partenza perché continueremo a essere l’Arma della gente e delle comunità. Così come ha fatto Carlo Legrottaglie che, fino all’ultimo giorno di servizio, ha sacrificato la sua vita. Un esempio sublime di incarnazione di quei valori”. Al termine della cerimonia Leccese ha consegnato a Del Monaco la delibera del 16 aprile, la pergamena con la sintesi del deliberato e un albero di ulivo in ceramica, “simbolo di pace”.

Omicidio Paolo Stasi a Francavilla: il 24enne Christian Candita condannato all’ergastolo con isolamento diurno

È stato condannato alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per un anno Christian Candita, di 24 anni, ritenuto colpevole dell’omicidio volontario in concorso del 19enne Paolo Stasi, ammazzato il 9 novembre del 2022 davanti alla sua abitazione a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi.

Lo ha deciso la Corte d’assise di Brindisi. Per l’uccisione di Stasi in primo grado è stato condannato dal tribunale per i minorenni a 20 anni di reclusione Luigi Borraccino (all’epoca dei fatti aveva 17 anni), ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Candita era alla guida dell’auto usata per raggiungere l’abitazione della vittima. Per gli investigatori l’omicidio del 19enne è riconducibile a un debito di 5mila euro contratto con Borracino da Stasi e dalla madre, Annunziata D’Errico, per il consumo di hascisc e marijuana che venivano confezionati ai fini di spaccio nell’abitazione della famiglia Stasi. La donna ed il figlio poi ucciso avrebbero consumato la droga, ma l’avrebbero pagata solo in parte.

Nell’ambito di questo processo davanti alla Corte d’Assise di Brindisi, lo stesso Borraccino e Candita erano imputati insieme ad altre persone, tra cui la madre di Stasi, per detenzione ai fini di spaccio per fatti anche successivi all’epoca del delitto. La Corte ha condannato Borraccino a nove anni di reclusione e a 50mila euro di multa ed ha assolto la mamma di Stasi, così come aveva chiesto l’accusa ritenendo che vi fosse una presunta responsabilità morale della donna. Candida dovrà risarcire in separata sede i famigliari di Stasi.