Furto in appartamento nella notte a Gioia, carabiniere spara all’auto dei ladri: arrestato un barese. Complici in fuga

Un arresto e due complici in fuga. È il bilancio dell’intervento dei Carabinieri avvenuto nella notte a Gioia del Colle, dove tre persone sono state sorprese dopo un furto in un appartamento.

Alla vista dei militari, i tre sono fuggiti a bordo di un’auto di grossa cilindrata. Durante la fuga, il conducente avrebbe rischiato di investire un Carabiniere, che ha esploso un colpo con la pistola d’ordinanza colpendo uno pneumatico e costringendo il veicolo a fermarsi.

I due passeggeri sono riusciti a scappare a piedi, mentre il conducente, originario di Bari, è stato arrestato dopo una breve colluttazione. Nell’auto sono stati trovati arnesi da scasso e alcuni monili in oro.

Nelle fasi del fermo, due militari sono rimasti feriti e giudicati guaribili in sette giorni. La posizione dell’arrestato è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Carabiniere morto a Francavilla: arriva l’archiviazione per i poliziotti che hanno ucciso il killer Mastropietro

Si chiude con l’archiviazione il procedimento a carico di Giuseppe Cavallo e Ivan Lupoli, i due poliziotti del commissariato di Grottaglie coinvolti nel conflitto a fuoco nel quale, il 12 giugno 2025, morì Michele Mastropietro, ritenuto l’autore dell’omicidio del brigadiere capo Carlo Legrottaglie.

La pm Francesca Paola Ranieri, della Procura di Taranto, aveva chiesto lo scorso luglio la chiusura del caso senza esercitare l’azione penale. Una tesi condivisa dal gip, che ha emesso il decreto di archiviazione l’8 settembre.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, durante l’inseguimento nelle campagne tra Francavilla Fontana e Grottaglie, gli agenti intimarono più volte l’alt a Mastropietro, arrivando anche a sparare un colpo in aria. Il fuggitivo avrebbe però reagito girandosi verso i poliziotti e sparando diversi colpi di arma da fuoco. Gli agenti risposero al fuoco, colpendo mortalmente l’uomo.

L’inseguimento era iniziato a Francavilla Fontana, dove il maresciallo Carlo Legrottaglie, 59 anni, al suo ultimo giorno di servizio prima della pensione, aveva intercettato insieme a un collega una Lancia Y con a bordo Mastropietro e il suo complice Giannattasio. Durante la fuga furono esplosi diversi colpi, uno dei quali raggiunse mortalmente il brigadiere. La caccia proseguì poi nelle campagne tra Grottaglie e Manduria, fino al conflitto a fuoco nel quale Mastropietro perse la vita.

Mamma tossica minaccia di uccidere il figlio: salvato da carabiniere eroe a poche ore dalla pensione

Momenti di grande paura a Quasano, frazione di Toritto, dove un carabiniere sabato notte è intervenuto per mettere in salvo un bimbo di 4 mesi minacciato dalla madre tossica.

La donna, in stato di alterazione, si è barricata in casa e avrebbe rivolto al figlio pesanti minacce, arrivando a prospettare di ucciderlo. Una situazione di estrema tensione che ha richiesto l’immediato intervento dei militari dell’Arma, allarmati dai vicini.

Decisiva l’azione di Tommaso Di Giosa, carabiniere che, a poche ore dal pensionamento, è riuscito a gestire la delicata situazione e a mettere il giovane al sicuro, evitando che la minaccia potesse trasformarsi in tragedia. L’intervento si è concluso senza conseguenze più gravi.

Molfetta, lancia una bici elettrica contro l’auto dei Carabinieri e tenta la fuga: arrestato. Ferito un militare

È stato arrestato in flagranza di reato un 43enne di Molfetta, con piccoli precedenti penali, accusato di detenzione e spaccio di stupefacenti, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.

L’episodio è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, durante un servizio di controllo del territorio in via Cormio, nel quartiere Paradiso. I carabinieri hanno notato l’uomo intorno all’1.30 mentre percorreva il marciapiede a bordo di una bicicletta elettrica, con il volto parzialmente coperto da un cappellino.

Alla vista dei militari, il 43enne avrebbe inizialmente rallentato e accostato vicino all’auto di servizio. Poi, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe improvvisamente lanciato con violenza la bicicletta contro un appuntato scelto, colpendolo alle gambe e danneggiando anche il mezzo dei carabinieri. Subito dopo avrebbe tentato la fuga a piedi, perdendo però il portafogli con i documenti personali.

L’uomo è stato successivamente rintracciato mentre cercava di nascondersi dietro un bagno chimico all’interno di un cantiere edile. Durante le ricerche, i militari hanno recuperato sette involucri contenenti cocaina, per un peso lordo complessivo di circa 2,6 grammi, che il 43enne avrebbe tentato di abbandonare durante la fuga. Sequestrati anche due smartphone e 140 euro in contanti.

Il carabiniere ferito è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Don Tonino Bello di Molfetta, dove è stato medicato e giudicato guaribile in sette giorni, salvo complicazioni.

Nel corso dell’udienza di convalida davanti al gip del Tribunale di Trani, l’uomo, assistito dagli avvocati Maurizio Altomare e Giuliano Antonio Riccardi, ha fornito una versione diversa dei fatti, ammettendo di aver opposto resistenza ai militari ma sostenendo di aver agito per paura di aver danneggiato involontariamente il mezzo di servizio.

Per il 43enne sono stati disposti gli arresti domiciliari, senza applicazione del dispositivo elettronico di controllo.

Falso carabiniere tenta di truffare coppia di disabili nel Foggiano: arrestato 27enne napoletano

Un 27enne di origini napoletane è stato arrestato in flagranza dai carabinieri di San Marco in Lamis, nel Foggiano, con l’accusa di tentata truffa aggravata. Il giovane è stato posto agli arresti domiciliari.

L’indagine è partita dopo diverse segnalazioni di cittadini contattati telefonicamente da un uomo che si spacciava per carabiniere. Con il pretesto di risolvere presunte vicende giudiziarie, l’uomo chiedeva alle vittime di consegnare denaro e preziosi custoditi nelle abitazioni.

Le ricerche hanno portato i militari a individuare il 27enne nei pressi della casa di una donna e di un uomo con disabilità, che erano stati appena contattati dal falso militare. Ai due era stato raccontato che un collega sarebbe arrivato per controllare l’oro presente in casa, ritenuto – secondo il falso racconto – possibile refurtiva di una rapina mai avvenuta.

Per rendere credibile il raggiro, il truffatore aveva anche sostenuto che per il presunto reato fosse stata utilizzata un’auto con la stessa targa di quella delle vittime. Convinti della storia, i due avevano già raccolto i preziosi da consegnare. L’intervento dei carabinieri ha però permesso di bloccare il 27enne prima che la truffa venisse portata a termine.

Tragedia a Bari, si toglie la vita in caserma: muore carabiniere 46enne di Terlizzi

Tragedia questa mattina a Bari, dove un carabiniere di 46 anni si è tolto la vita all’interno della caserma di via Fanelli. L’uomo, originario di Terlizzi, si sarebbe suicidato mentre si trovava nella struttura. Sul posto sono intervenuti i colleghi e i sanitari del 118, ma per il militare non c’è stato nulla da fare.

Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto, mentre la notizia ha profondamente scosso l’Arma dei Carabinieri e la comunità di Terlizzi, dove il 46enne era conosciuto. Secondo le prime ricostruzioni si è tolto la vita in bagno. Una settimana fa la scomparsa della sua mamma.

Fasano, si finge carabiniere e truffa 80enne: “Suo figlio è in arresto”. Denunciato 23enne e refurtiva recuperata

Un 23enne di origini tunisine, residente a Fasano, è stato denunciato dai carabinieri con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un’anziana di 80 anni. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane avrebbe contattato telefonicamente la donna spacciandosi per un maresciallo dei carabinieri, informandola falsamente dell’arresto del figlio.

Poco dopo, un complice ancora da identificare si sarebbe finto il figlio della pensionata, chiedendole tra le lacrime denaro e gioielli necessari per ottenere la sua liberazione. Convinta della veridicità della vicenda, l’80enne avrebbe consegnato quanto richiesto dal balcone della propria abitazione al presunto truffatore.

Le indagini, avviate dopo la denuncia della vittima e dei familiari, e supportate dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, hanno consentito ai carabinieri di identificare e denunciare il 23enne. La refurtiva è stata recuperata e restituita all’anziana.

Il vice Brigadiere Ciccone compie 100 anni, premiato dall’Arma: “Non si smette mai di essere Carabinieri”

Un compleanno importante da festeggiare con chi indossa quella divisa diventata una seconda pelle. Un secolo celebrato con gli onori dell’Arma. Perché il vicebrigadiere in congedo Giovanni Ciccone che compie oggi 100 anni, ha potuto ricevere gli auguri dal generale di brigata Gianluca Trombetti, comandante provinciale di Bari che a nome del comando generale dell’Arma gli ha consegnato una lettera e il crest istituzionale personalizzato.

Ciccone, ha deciso di diventare carabinieri nel 1950 e ha servito lo Stato prestando servizio ad Alessandria, Cuneo, Pescara e Altamura (Bari). Poi il congedo 43 anni fa, restando “punto di riferimento per la comunità e per la sezione cittadina dell’Associazione nazionale carabinieri”, si legge in una nota dell’Arma.

Al festeggiato “va il più profondo ringraziamento per aver onorato l’uniforme e per continuare a incarnare, oggi come allora, i valori più alti”, prosegue la nota in cui si specifica che “cento anni di vita, di cui una parte indelebile passata a difesa della gente, dimostrano che non si smette mai di essere carabinieri” perché ” il giuramento di fedeltà resta impresso per sempre nel cuore”.

Schianto fatale sulla Noicattaro-Capurso, in fin di vita la mamma della piccola Monika morta. Indagato Carabiniere

Continua a lottare tra la vita e la morte Veronica Marangelli, 38 anni, rimasta gravemente ferita nell’incidente stradale del 19 giugno sulla provinciale 240 tra Capurso e Rutigliano, nel quale ha perso la vita la figlia di quattro anni, Monika Formica. La donna è ricoverata in condizioni critiche al Policlinico di Bari.

Non è invece in pericolo di vita il carabiniere 37enne alla guida dell’altro veicolo coinvolto nello scontro, ma dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico per una frattura al bacino. L’uomo è indagato per omicidio stradale e lesioni gravi. La Polizia stradale sta ricostruendo la dinamica dell’accaduto per verificare l’eventuale responsabilità di una manovra azzardata.

Secondo una prima ricostruzione, il suv guidato dal militare avrebbe invaso la corsia opposta nei pressi di una curva, andando a impattare frontalmente con l’Opel Corsa su cui viaggiavano madre e figlia, partite da Triggiano. La piccola Monika, seduta sul sedile posteriore, è morta sul colpo. Le condizioni di Veronica Marangelli, ricoverata con un grave trauma cranico e numerose fratture, restano stazionarie.

Le due vetture sono state poste sotto sequestro e la Procura di Bari, con la pm Luisiana Di Vittorio, prosegue gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica della tragedia. Il marito della donna, Giovanni, si è affidato a Studio3A-Valore per seguire l’inchiesta.

Barivecchia, 17enne picchiato da una baby gang sulla Muraglia: salvato da un carabiniere fuori servizio

Ancora un episodio di violenza giovanile a Bari Vecchia. La sera del 7 giugno, in via Venezia, sulla Muraglia affollata da turisti e residenti, un ragazzo di 17 anni è stato preso di mira da un gruppo di minorenni mentre si trovava con alcuni amici tra i 15 e i 17 anni. A riportarlo è TeleBari.

Secondo quanto ricostruito, il giovane sarebbe stato chiamato dal branco e subito circondato con atteggiamento minaccioso. Alcuni dei ragazzi avrebbero iniziato a sferrare calci, ma l’aggressione è stata evitata grazie all’intervento di un carabiniere di 25 anni libero dal servizio che, mentre passeggiava con la fidanzata, si è qualificato facendo allontanare i responsabili.

L’episodio ha provocato forte paura tra i presenti: una delle ragazze del gruppo, in lacrime, ha contattato il padre chiedendogli di andare a prenderla. Secondo quanto emerso, dietro l’ennesimo episodio ci sarebbe un gruppo di una decina di minorenni, alcuni di appena 13 e 14 anni, già noti alle forze dell’ordine e più volte sottoposti a controlli.

I giovani, appartenenti a famiglie residenti nel borgo antico, sarebbero da tempo sotto osservazione della polizia. Non si esclude che il questore di Bari, Annino Gargano, possa adottare nei loro confronti ulteriori misure di prevenzione previste dal decreto Caivano.