Pass disabili per anziana invalida al 100%, la denuncia da Mola: “Due mesi di attesa e il rinnovo ancora non arriva”

Una cittadina di Mola di Bari denuncia quello che definisce un lungo e complesso iter burocratico per il rinnovo del pass disabili della madre, ultraottantenne, invalida al 100% e con gravi difficoltà motorie dovute agli esiti di un ictus e a diverse fratture, tra cui femore e bacino.

Secondo il racconto, il contrassegno era stato rilasciato con una scadenza coincidente con quella del verbale di invalidità dell’INPS, soggetto a revisione. Alla scadenza del documento, la donna avrebbe contattato più volte la polizia locale e il call center dell’INPS per comprendere la procedura da seguire, dal momento che non aveva ricevuto alcuna comunicazione relativa alla revisione.

Dopo diversi contatti, avrebbe appreso che, in base alla normativa vigente, i benefici già riconosciuti al disabile continuano a essere validi fino all’emissione di un eventuale nuovo verbale che modifichi il precedente. Forte di questa interpretazione, si sarebbe recata negli uffici comunali con un certificato del medico di famiglia attestante il permanere delle condizioni di salute della madre, documento che, a suo dire, risulterebbe ancora indicato sul sito istituzionale del Comune tra quelli necessari per il rinnovo.

La documentazione, tuttavia, non sarebbe stata ritenuta sufficiente. Gli operatori avrebbero richiesto un nuovo verbale INPS aggiornato, spiegando di non poter certificare autonomamente le condizioni sanitarie dell’interessata. La cittadina sostiene di aver richiamato l’attenzione sulla normativa a tutela delle persone con disabilità, ritenendo che il diniego fosse in contrasto con quanto previsto dalla legge, ma senza ottenere un esito favorevole. Inoltre, riferisce che il vecchio contrassegno, ormai scaduto, le sarebbe stato ritirato.

Successivamente la donna si sarebbe rivolta all’assessora comunale alle Politiche sociali, Francesca Vergatti, illustrando l’accaduto. L’amministratrice, secondo quanto riferito, avrebbe chiesto chiarimenti alla polizia locale e confermato che, per le persone con deambulazione sensibilmente ridotta, non dovrebbero esserci ostacoli al rinnovo del contrassegno.

Dopo circa due mesi di interlocuzioni, la cittadina racconta di essersi nuovamente presentata presso gli uffici della polizia locale con la medesima documentazione. Questa volta la domanda sarebbe stata accettata, ma il nuovo pass non sarebbe stato ancora rilasciato. Sarebbero trascorse ormai tre settimane dalla presentazione dell’istanza e, secondo la denuncia, ogni giorno la madre contatterebbe gli uffici per avere informazioni. Le sarebbe stato riferito che la dipendente incaricata del rilascio dei contrassegni prima era in ferie e successivamente assente per motivi di salute. La cittadina lamenta inoltre che non vi sarebbe stato alcun sostituto in grado di completare la procedura e che, negli ultimi giorni, il personale sarebbe stato impegnato nell’organizzazione della Festa del Mare.

Da qui lo sfogo finale della donna, che denuncia una burocrazia ritenuta inefficiente e poco attenta alle esigenze delle persone con disabilità. A suo avviso, chi vive quotidianamente nel paese e necessita di servizi essenziali dovrebbe ricevere maggiore attenzione, evitando che le difficoltà amministrative si aggiungano ai problemi già imposti dalla condizione di salute.

Offese agli influencer, Giuseppe: “Del Campo vuole 2.500 euro. Offende i disabili non se ne parla”

Torniamo ad occuparci della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer, il protagonista della nostra inchiesta è Matteo Del Campo, il pranker finito nella trappola di Quinto Potere.

Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere e abbiamo deciso così di architettare un piano per incastrare Del Campo.

Dopo aver incastrato il pranker e avervi mostrato la sua reaction, dopo la chiacchierata con il suo videomaker, il “Sergente” Lorusso e avervi fatto ascoltare la chiamata che incastra Del Campo, è arrivato il momento delle prime testimonianze. Ecco il racconto di Giuseppe.

Furti nelle case dei più fragili e auto clonate per evitare di essere presi: arrestata coppia di ladri a Canosa

Due uomini di 53 e 58 anni, entrambi residenti a Canosa e già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati con le accuse di sequestro di persona, rapina aggravata, tentato furto in abitazione, ricettazione, riciclaggio e possesso di arnesi da scasso.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Trani e condotta dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Andria, ha permesso di ricostruire una serie di colpi ai danni di persone sole, anziani fragili e soggetti con disabilità. Secondo gli investigatori, i due avrebbero agito sempre con lo stesso metodo: avvicinavano le vittime con un raggiro per poi fuggire utilizzando auto con targhe clonate, così da evitare di essere identificati.

Determinante il ritrovamento a Canosa di due vetture identiche per modello e targa, una delle quali sarebbe stata usata per compiere i reati. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che i due si spostavano tra Puglia, Basilicata e Campania.

Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato un’auto priva di numero di telaio, arnesi da scasso e indumenti utilizzati durante le rapine, tra cui berretti, guanti e scaldacollo. I due arrestati sono stati trasferiti in carcere.

Soldi facili in Albania, il sistema del “dottor” Labianca: nessun titolo e pass disabili aumma aumma

L’ultimo incontro avvenuto nelle scorse ore con Cesare Labianca, l’uomo che promette linee di credito, finanziamenti e agevolazioni per l’apertura di aziende in Albania, è diventato epico.

Il ragioniere Labianca, dopo essere scappato e dopo aver offeso Antonio, si è recato all’Ordine dei giornalisti per denunciare il nostro operato. Torniamo però all’incontro epico perché non è sfuggito, alla telecamera di Tino, il pass disabili in bella mostra sulla macchina parcheggiata nello stallo riservato ai disabili prima della fuga del ragioniere Labianca.

Bari, caos al Giulio Cesare-Romanazzi. Incontro in Regione: no ai doppi turni per le classi con studenti disabili

No ai doppi turni per gli studenti disabili all’IISS G. Cesare – D. Romanazzi di Bari. A stabilirlo una nuova circolare a firma della dirigente scolastica Rosangela Colucci dopo il tavolo interistituzionale convocato nella giornata di eiri in Consiglio regionale alla presenza dei Garanti regionali dei diritti dei disabili e dei diritti dei minori.

Le classi in cui sono inseriti alunni disabili saranno escluse dall’alternanza, le altre frequenteranno le lezioni di pomeriggio fino a quando sarà necessario. All’incontro hanno preso parte, oltre i Garanti, anche i rappresentanti dell’USR Puglia, dell’USP Bari, della Città Metropolitana e della stessa scuola.

La Città Metropolitana ha assicurato che cercherà in ogni modo di restituire in tempi brevi le aule dell’Istituto “Mons. Curi”, attualmente inagibili e all’origine della carenza di spazi che ha reso poi necessario il ricorso al doppio turno.

Bari, protesta nel palazzo della Regione Puglia per i loro diritti: assolti 7 disabili

Sono state assolte le 7 persone imputate per interruzione di pubblico servizio e invasione di edificio in merito alla manifestazione “Stop alle barriere”, avvenuta all’interno e all’esterno del palazzo della presidenza della Regione Puglia tra il 13 e il 16 luglio 2021.

Il Tribunale ha assolto gli imputati perché “il fatto non sussiste”. La manifestazione fu organizzata da persone disabili che reclamavano “la modifica dei piani assistenziali, il diritto all’assistenza infermieristica e l’erogazione degli assegni di cura”, e avevano manifestato per “illustrare ai delegati regionali le modifiche da apportare ai provvedimenti locali in materia di assistenza alle persone diversamente abili”, come si legge nel capo di imputazione.

I sette manifestanti furono raggiunti da un decreto penale di condanna contenente una multa a 9425 euro e, dopo essersi opposti al decreto, sono finiti a giudizio in Tribunale.

L’accusa aveva chiesto l’assoluzione degli imputati dal reato di interruzione di pubblico servizio e la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione per l’invasione dell’edificio.

L’ascensore è piccolo, paradosso a Foggia: ospiti in carrozzina esclusi dal convegno sulla disabilità

Un gruppo di disabili in carrozzina sarebbe stato costretto a rimanere fuori dalla sala rosa del palazzetto dell’arte di Foggia, dove nei giorni scorsi si teneva un convegno dedicato al tema della disabilità, perché l’ascensore era troppo stretto per accogliere chi si muoveva sulla sedie a rotelle.

A denunciarlo è l’associazione Solidea con una lettera aperta pubblicata sui social. L’associazione evidenzia “l’impossibilità a partecipare all’evento” in quanto “l’ascensore che conduce alla sala non è compatibile con molte sedie a rotelle”.

Nella lettera è spiegato che “la cabina, larga 75 cm e profonda 100, non rispetta infatti gli standard minimi previsti dalla normativa. La situazione è apparsa ancora più paradossale – dice l’associazione – quando un nostro amico, tenace attivista per i diritti civili delle persone con disabilità, è riuscito ad accedere alla sala solo dopo che sono state smontate le pedane poggiapiedi alla sua sedia a rotelle a spinta”.

La lunga lettera si conclude con un invito all’amministrazione comunale “ad avviare le necessarie verifiche e di intervenire per rendere pienamente accessibile la sala rosa. E, fino al completamento dei lavori, riteniamo opportuno evitare di utilizzarla per incontri dedicati alla disabilità, per una questione di coerenza e responsabilità istituzionale”, ribadendo comunque che con l’amministrazione comunale – spiega Stefania Gramazio, componente del consiglio direttivo dell’associazione – è in corso ampia collaborazione e dialogo”.

“Il nostro auspicio – conclude l’associazione – è che questa segnalazione contribuisca a migliorare la qualità degli spazi pubblici e a costruire una città che non si limita a parlare di inclusione, ma la rende concreta, ogni giorno”.

Bari, ospedale vuole dimettere due anziani disabili e malati gravi. Il figlio a Decaro: “Un incubo così si scaricano?”

“Presidente Decaro, le scrivo con il cuore in mano e con la disperazione di una figlia che vede calpestati i diritti più elementari dei propri genitori, entrambi Grandi Invalidi (Legge 104, art. 3 comma 3) e non autosufficienti”.

Inizia così l’appello disperato di un cittadino barese al governatore della Regione Puglia, Antonio Decaro. “Da lunedì stiamo vivendo un incubo presso la Mater Dei -. Mia madre (82 anni, allettata), è ricoverata d’urgenza per polmonite, in stato cianotico. Nonostante la gravità e una terapia ancora in corso, vogliono dimetterla senza aver completato il percorso di cure e negandoci la dimissione protetta, fondamentale per una paziente nelle sue condizioni – spiega -. Mio padre (81 anni), anche lui in uno stato gravissimo di disabilità. Portato ieri dal 118 per una grave emorragia (feci scure e anemia severa). Gli sono state somministrate due sacche di sangue per tenerlo in vita, ma oggi — incredibilmente — vogliono dimettere anche lui, senza aver fatto una diagnosi per capire da dove provenga la perdita di sangue e senza ulteriori accertamenti”.

“Presidente, è normale che due pazienti in queste condizioni vengano rispediti a casa in balia degli eventi? È questo il modo di gestire le fragilità nella nostra Regione? Si tratta di persone incapaci di intendere e volere che necessitano di assistenza ospedaliera, non di essere liquidate non appena i parametri vitali minimi si stabilizzano”, si domanda il figlio della coppia.

“Chiedo il Suo intervento immediato affinché venga garantito il diritto alla salute e la continuità assistenziale presso una struttura idonea o il ricovero in reparto. Non posso accettare un abbandono di persona incapace da parte di chi dovrebbe curarli – conclude -. La prego, non ci lasci soli”.

Disabili prigionieri nella casa popolare. L’ira dei familiari: “Dicono che non ci sono soldi”

Torniamo ad occuparci del filone delle case popolari, questa volta ci troviamo in via dei Narcisi a San Catino per parlare di una palazzina di proprietà del Comune. L’ascensore non è funzionante e nello stabile ci sono diversi disabili che sono così prigionieri nelle rispettive abitazioni. Nel video allegato la denuncia degli inquilini e il loro appello alle Istituzioni.

Servizio trasporto non attivato: Asl Bari paga oltre 800mila euro di risarcimento danni a 4 centri diurni per disabili

L’Asl Bari ha pagato 830mila euro di risarcimento danni a quattro centri diurni per non aver attivato il servizio di trasporto dei disabili dei centri diurni come stabilito dalle condanne inflitte dal Tar Puglia e dal Consiglio di Stato.

La vicenda parte nel 2010 da quando la legge regionale stabilisce che il servizio trasporto è un compito che spetta alle aziende sanitarie locali. Per 10 anni l’obbligo è rimasto solo sulla carta, l’azione intrapresa poi dal 2020 da quattro centri diurni, assistiti dall’avvocato Paolo Gaballo del foro di Lecce, ha sbloccato la situazione.

Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, a partire dal 1° gennaio 2026 toccherà sempre all’Asl Bari assicurare il servizio con affidamento a terzi.