Aggressione a Canosa, il 77enne Sabino Di Palma muore dopo due mesi di agonia. La figlia: “Avrai giustizia”

È morto dopo quasi due mesi di ricovero Sabino Di Palma, il 77enne di Canosa di Puglia vittima di una violenta aggressione avvenuta lo scorso 30 maggio. L’anziano, che aveva riportato un gravissimo trauma cranico, era stato inizialmente ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Bonomo” di Andria e successivamente trasferito in un hospice di Bisceglie, dove è deceduto nella tarda serata di ieri.

La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, dove nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia. Alla luce del decesso, la posizione del 48enne già posto agli arresti domiciliari con l’accusa di tentato omicidio potrebbe aggravarsi fino all’ipotesi di omicidio.

Secondo gli investigatori del Commissariato di Canosa, l’aggressione sarebbe scaturita da una lite legata a vecchi dissapori tra i due uomini. Il presunto responsabile era stato rintracciato poche ore dopo i fatti in un comune diverso da Canosa grazie alle attività investigative e di geolocalizzazione svolte dalla Polizia.

Profondo il dolore della famiglia. In un messaggio pubblicato sui social, la figlia della vittima ha ricordato il padre con parole cariche di commozione: «Sei uscito per comprare le sigarette e hai incontrato una persona che ha distrutto la nostra famiglia. Ti daremo la giustizia che meriti». La donna ha inoltre raccontato di non aver fatto in tempo a condividere con lui la notizia del sesso del bambino che aspetta, definendolo «un papà meraviglioso e un nonno splendido» che resterà per sempre nei ricordi dei suoi cari.

Faida per il controllo della droga a Canosa, 8 condanne e un’assoluzione. Tre per tentato omicidio – NOMI

Il gup del Tribunale di Trani ha condannato otto imputati e assolto una persona nel processo nato dall’inchiesta “San Sabino”, che nel luglio 2025 portò all’arresto di 11 persone ritenute appartenenti a due gruppi criminali rivali in lotta per il controllo dello spaccio di droga a Canosa di Puglia.

Le condanne più pesanti sono state inflitte ad Andrea Sorrenti (12 anni e 6 mesi), Andrea Tarantino (10 anni) e Luca D’Agrezia (8 anni), ritenuti responsabili, tra l’altro, di tentato omicidio, ricettazione e detenzione abusiva di armi. Secondo le indagini dei carabinieri, i tre avrebbero pianificato un omicidio poi sventato dall’intervento delle forze dell’ordine.

Condanne comprese tra 15 e 32 mesi sono state inoltre emesse nei confronti di Francesco Lorusso, Michael Petroni, Danial Luchkov Slavchev, Donato Petroni e Angela Murante per episodi di spaccio di sostanze stupefacenti.

Michele Lorusso è stato invece assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. I difensori di Francesco Lorusso hanno annunciato ricorso in appello dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.

Canosa, 4 casi di lupara bianca: confermate le condanne in Appello. Ergastolo anche per 86enne – I NOMI

Confermati dalla Corte d’assise d’appello di Bari i cinque ergastoli per quattro casi di lupara bianca compiuti a Canosa di Puglia, nel nord Barese, tra il 2003 e il 2015 nell’ambito di regolamenti di conti per il controllo del mercato della droga.

I giudici hanno respinto l’appello degli imputati confermando la sentenza emessa dalla Corte d’assise di Trani il 26 gennaio 2024. Si tratta dei presunti autori e mandanti arrestati nel novembre del 2021.

Degli imputati, Sabino Carbone, di 45 anni, è stato condannato all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno per tre anni per gli omicidi di Sabino D’Ambra, scomparso il 14 gennaio 2010, di Giuseppe Vassalli, scomparso il 18 agosto 2015, di Sabino Sasso e Alessandro Sorrenti, di cui si sono perse le tracce il primo dicembre 2003; Daniele Boccuto dovrà scontare il carcere a vita con isolamento diurno per 18 mesi per l’omicidio e la distruzione di cadavere di Vassalli, reati commessi con le aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso; ergastolo anche per Cosimo Damiano Campanella, di 86 anni, con isolamento diurno per un anno per l’omicidio di Sabino D’Ambra; carcere a vita e isolamento diurno per due anni e due mesi per Cosimo Damiano Campanella, di 44 anni, nipote omonimo dell’86enne considerato in concorso responsabile degli omicidi D’Ambra, Sasso e Sorrenti; è stata inflitta la pena dell’ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi anche per Cosimo Zagaria, di 42 anni, per l’omicidio Vassalli.

Pasquale Boccuto, invece, è stato condannato a 10 anni e sei mesi di reclusione per estorsione, detenzione e porto di arma da guerra con le aggravanti dell’uso dell’arma, del metodo mafioso e della recidiva. Gli imputati dovranno risarcire alle parti civili le spese legali. Vassalli – secondo la ricostruzione accusatoria della Dda di Bari – sarebbe stato ucciso e fatto sparire perché “in rapida ascesa sul mercato canosino della droga e deciso a sottrarsi al predominio di Sabino Carbone”.

Anche Alessandro Sorrenti e Sabino Sasso, cognati tra loro, sarebbero stati uccisi perché volevano una fetta di mercato nello smercio di droga a Canosa. I loro cadaveri sarebbero stati dati alle fiamme e le ceneri disperse con l’aiuto dell’86enne. D’Ambra, invece, sarebbe stato ammazzato perché ritenuto confidente della polizia.

Stacca i tubi del gas e dà fuoco alla palazzina dopo la lite con i vicini. Choc a Canosa: arrestato 80enne

Un uomo di quasi 80 anni è stato arrestato dalla Polizia a Canosa di Puglia con l’accusa di aver tentato di provocare l’esplosione della palazzina bifamiliare in cui vive, al culmine di dissapori e liti con la famiglia residente nell’altro appartamento.

L’episodio si è verificato nella prima mattinata dell’11 giugno: secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il pensionato, vedovo e solo in casa, avrebbe divelto alcuni tubi del gas e appiccato un incendio.

Determinante l’intervento tempestivo di una volante, che ha evitato conseguenze ben più gravi.  Le fiamme hanno danneggiato alcuni arredi, mentre gli altri occupanti dello stabile, che stavano dormendo, sono stati svegliati dal trambusto e messi in salvo.

Nessuna persona è rimasta ferita o intossicata. Una volta domato il rogo, l’anziano è stato arrestato e trasferito in carcere per scongiurare il rischio di una possibile reiterazione del reato.

Assalto ai bancomat in Puglia, colpo fallito all’alba a Canosa: chiodi a quattro punte per la fuga dei ladri

Il bancomat della filiale della banca Credem di Canosa di Puglia, nel nord Barese, è stato fatto esplodere pochi minuti prima delle cinque del mattino. La potente deflagrazione ha danneggiato la struttura esterna all’istituto di credito.

Ad agire è stato un gruppo di almeno quattro persone col volto coperto che è stato sorpreso da un vigilante di un istituto privato con cui c’è stato un scambio di minacce seguito dalla fuga dei quattro su un’auto scura.

Sulla strada su cui si trova la banca, via Kennedy e su un tratto di quella che la precede, via Corsica, erano stati posizionati chiodi a quarto punte per coprire la fuga della banda. Non è ancora chiaro se i ladri siano riusciti a portare via il contante. Indaga la polizia.

Canosa, 77enne pestato dopo lite. Fermato l’aggressore: è un 55enne con precedenti. Incastrato dalle telecamere

Un uomo di 55 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato sottoposto a fermo con l’accusa di lesioni gravi per l’aggressione avvenuta sabato scorso a Canosa di Puglia ai danni di un 77enne, ora ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Bonomo di Andria per un trauma cranico.

L’indagato è stato identificato dagli agenti del commissariato di Canosa intervenuti subito dopo i fatti. Secondo la ricostruzione investigativa, tra i due sarebbe scoppiata una violenta discussione degenerata nell’aggressione, dopo la quale il 55enne si sarebbe allontanato facendo perdere le proprie tracce.

Decisive per le indagini anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. Il fermo è stato disposto dall’autorità giudiziaria per evitare il rischio di fuga dell’uomo.

Lite degenera a Canosa, 77enne grave: è ricoverato in Rianimazione. Caccia all’aggressore

È ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Bonomo di Andria il 77enne rimasto gravemente ferito durante un’aggressione avvenuta sabato scorso a Canosa di Puglia, nel nord Barese.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato coinvolto in una violenta lite in strada con un’altra persona che, dopo l’episodio, si è allontanata facendo perdere le proprie tracce. Ad avere la peggio è stato il 77enne, soccorso dal personale del 118 e trasportato d’urgenza in ospedale per un trauma cranico.

Sull’accaduto indagano gli agenti del commissariato, impegnati nell’identificazione dell’aggressore. Fondamentali per le indagini potrebbero rivelarsi le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

Furti nelle case dei più fragili e auto clonate per evitare di essere presi: arrestata coppia di ladri a Canosa

Due uomini di 53 e 58 anni, entrambi residenti a Canosa e già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati con le accuse di sequestro di persona, rapina aggravata, tentato furto in abitazione, ricettazione, riciclaggio e possesso di arnesi da scasso.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Trani e condotta dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile di Andria, ha permesso di ricostruire una serie di colpi ai danni di persone sole, anziani fragili e soggetti con disabilità. Secondo gli investigatori, i due avrebbero agito sempre con lo stesso metodo: avvicinavano le vittime con un raggiro per poi fuggire utilizzando auto con targhe clonate, così da evitare di essere identificati.

Determinante il ritrovamento a Canosa di due vetture identiche per modello e targa, una delle quali sarebbe stata usata per compiere i reati. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che i due si spostavano tra Puglia, Basilicata e Campania.

Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato un’auto priva di numero di telaio, arnesi da scasso e indumenti utilizzati durante le rapine, tra cui berretti, guanti e scaldacollo. I due arrestati sono stati trasferiti in carcere.

Follia a Canosa. Forza il posto di blocco, investe poliziotto e tenta la fuga: 26 arrestato dopo inseguimento

Forza il posto di blocco, investe un poliziotto, causandogli un trauma cranico e svariate contusioni. Protagonista un 26enne, è accaduto ieri pomeriggio a Canosa di Puglia.

Dopo il folle gesto, è scaturito un inseguimento per il paese culminato con l’arresto del giovane con precedenti per spaccio di droga. Il 26enne si trova in carcere con l’accusa di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale, mentre il poliziotto non è in pericolo di vita. Illeso il suo collega.

Assalto ai bancomat in Puglia, esplosione nella notte a Canosa: salta in aria lo sportello della Bcc. Danni ingenti

Un altro assalto ai bancomat in Puglia, questa volta è stato preso di mira lo sportello della Bcc a Canosa situato in via Generale Francesco Rizzi.

Un forte boato ha svegliato intorno alle 3.30 i residenti, l’esplosione ha sventrato la struttura e provocato danni ad alcune auto in sosta.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, sono state state avviate subito le indagini. Il colpo è fallito e gli autori sono fuggiti a mani vuote, chi è entrato in azione ha provato a portare via la cassaforte, senza successo.

Durante la fuga hanno gettato per strada chiodi a tre punte. Al vaglio anche le immagini della videosorveglianza.