Bitonto, ufficio anagrafe senza ascensore e rampe: mamme saltano le promesse di matrimonio dei figli

Doveva essere un momento di festa, ma si è trasformato in un episodio amaro per due madri con disabilità motorie durante le promesse di matrimonio dei propri figli, celebrate nei giorni scorsi al Comune di Bitonto.

Le due donne, originarie di Palombaio e impossibilitate a camminare, non hanno potuto accedere al primo piano dell’edificio di piazza Marconi, sede dell’ufficio di stato civile, a causa dell’assenza di ascensori o rampe.

Una delle due ha rinunciato a partecipare alla cerimonia, mentre l’altra, grazie all’intervento dei familiari e alla disponibilità dei dipendenti comunali, ha potuto assistere al rito, spostato eccezionalmente al piano terra.

Il caso ha suscitato polemiche. Il consigliere comunale di opposizione Arcangelo Putignano ha denunciato l’accaduto, sottolineando come l’accessibilità sia un diritto e non una concessione.

Dall’amministrazione arriva però l’impegno a intervenire. L’assessore Cosimo Bonasia ha annunciato lavori imminenti per l’adeguamento dell’immobile, inclusa l’eliminazione delle barriere architettoniche, con il trasferimento temporaneo dei servizi in un’altra sede per limitare i disagi.

La porta si apre senza cabina, precipita nel vano ascensore con volo di due metri: ferita una 72enne in Salento

Una donna di 72 anni è precipitata per circa due metri nel vano dell’ascensore della propria abitazione, una casa indipendente su due livelli a Parabita, in provincia di Lecce.

Nonostante la porta dell’ascensore si fosse aperta, la cabina era rimasta al piano inferiore e la 72enne, entrando, è precipitata. Soccorsa dai vigili del fuoco, la donna è stata trasportata all’ospedale di Gallipoli.

Ha riportato fratture ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri. L’ascensore è stato posto sotto sequestro.

L’ascensore è piccolo, paradosso a Foggia: ospiti in carrozzina esclusi dal convegno sulla disabilità

Un gruppo di disabili in carrozzina sarebbe stato costretto a rimanere fuori dalla sala rosa del palazzetto dell’arte di Foggia, dove nei giorni scorsi si teneva un convegno dedicato al tema della disabilità, perché l’ascensore era troppo stretto per accogliere chi si muoveva sulla sedie a rotelle.

A denunciarlo è l’associazione Solidea con una lettera aperta pubblicata sui social. L’associazione evidenzia “l’impossibilità a partecipare all’evento” in quanto “l’ascensore che conduce alla sala non è compatibile con molte sedie a rotelle”.

Nella lettera è spiegato che “la cabina, larga 75 cm e profonda 100, non rispetta infatti gli standard minimi previsti dalla normativa. La situazione è apparsa ancora più paradossale – dice l’associazione – quando un nostro amico, tenace attivista per i diritti civili delle persone con disabilità, è riuscito ad accedere alla sala solo dopo che sono state smontate le pedane poggiapiedi alla sua sedia a rotelle a spinta”.

La lunga lettera si conclude con un invito all’amministrazione comunale “ad avviare le necessarie verifiche e di intervenire per rendere pienamente accessibile la sala rosa. E, fino al completamento dei lavori, riteniamo opportuno evitare di utilizzarla per incontri dedicati alla disabilità, per una questione di coerenza e responsabilità istituzionale”, ribadendo comunque che con l’amministrazione comunale – spiega Stefania Gramazio, componente del consiglio direttivo dell’associazione – è in corso ampia collaborazione e dialogo”.

“Il nostro auspicio – conclude l’associazione – è che questa segnalazione contribuisca a migliorare la qualità degli spazi pubblici e a costruire una città che non si limita a parlare di inclusione, ma la rende concreta, ogni giorno”.

Precipita nel vano ascensore a Fasano, inchiesta sulla morte della 25enne Clelia: “C’è stata manomissione esterna”

Una manomissione esterna, di tipo meccanico o elettrico, ha causato un’alterazione dei sistemi di sicurezza delle porte di piano. Questa è la conclusione della consulenza tecnica sull’impianto dell’ascensore nel cui vano è tragicamente deceduta la 25enne di Fasano, Clelia Ditano.

La ragazza, il primo luglio dello scorso anno, perse la vita dopo un volo di quasi 10 metri nella tromba dell’ascensore. Nell’inchiesta sono indagati per omicidio colposo l’amministratore del condominio, l’amministratore legale, il responsabile tecnico ed un operaio della ditta che si occupava della manutenzione dell’ascensore.

Bari, paura in centro. Sale in ascensore con la vittima, le tappa la bocca e le sfila due anelli: caccia al ladro

Attimi di paura ieri pomeriggio in centro a Bari dove una donna è stata aggredita e derubata nell’ascensore della propria abitazione.

L’uomo, entrato nel portone insieme alla donna, è salito con lei in ascensore. Appena entrati l’ha bloccata, le ha tappato la bocca con una mano e le ha sfilato due anelli dalle mani. Poi si è dileguato.

Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato. Indagini in corso per risalire al ladro, un italiano di statura media tra i 30 e i 40 anni.

Precipita nel vano ascensore a Fasano, continuano le indagini sulla morte della 25enne Clelia: nuova perizia

Nella giornata di ieri è stata effettuata una nuova perizia sull’ascensore della palazzina di via Piace a Fasano dove la 25enne Clelia Ditano è tragicamente scomparsa, lo scorso 1° luglio, dopo essere precipitata dal quarto piano nel vano ascensore. L’ascensore resta ancora sequestrato, il consulente però vuole riprodurre le sue normali condizioni di funzionamento. Sono stati dunque rimossi alcuni pezzi danneggiati dopo la caduta per essere riparati, poi verrà effettuato un nuovo sopralluogo. Restano indagate 4 persone tra cui l’amministratore del condominio e i titolari delle ditte incaricate della manutenzione dell’ascensore.

Fasano, la 25enne Clelia precipita nel vano ascensore e muore: interdetti amministratore e manutentore

Il gip del Tribunale di Brindisi ha emesso la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali e imprenditoriali della durata di un anno nei confronti dell’amministratore di condominio e del responsabile tecnico della società di manutenzione degli ascensori coinvolti nell’inchiesta sulla morte di Clelia Ditano.

Continue reading