Ragazzo gambizzato a Triggiano, trasportato al Di Venere: non è grave. Ipotesi regolamento conti

Un ragazzo originario di Triggiano è stato trasportato questo pomeriggio al pronto soccorso dell’ospedale Di Venere di Bari con una ferita provocata da un colpo d’arma da fuoco alla gamba.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e chiarire dove e in quali circostanze sia avvenuta la sparatoria.

Al momento non sono ancora chiari il luogo dell’agguato né il movente. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori non si esclude quella di un possibile regolamento di conti legato agli ambienti dello spaccio di droga, ma si tratta, al momento, di una ricostruzione non confermata ufficialmente. Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze utili e verificando ogni elemento per fare luce sull’episodio.

Asl Bari, rinnovato e ampliato l’ambulatorio di terapia del dolore al Di Venere: quasi 2.500 pazienti nel 2026

L’ospedale Di Venere di Bari-Carbonara ha rinnovato e ampliato l’ambulatorio di terapia del dolore, parte dell’unità operativa di Anestesia e Rianimazione. La struttura dispone ora di due nuovi ambienti riqualificati per visite specialistiche e procedure infiltrative e mini-invasive, oltre a una nuova area di attesa per i pazienti.

Nel primo semestre del 2026 sono stati presi in carico quasi 2.500 pazienti, circa un terzo dei quali sottoposti a procedure invasive o mini-invasive. Tra i trattamenti disponibili figurano terapie farmacologiche, infiltrazioni ecoguidate, radiofrequenze antalgiche, ozonoterapia, infiltrazioni di plasma ricco di piastrine (Prp), citochine autologhe e acido ialuronico per le articolazioni.

L’ambulatorio è dedicato a pazienti di tutte le età con dolore cronico, legato soprattutto a patologie della colonna vertebrale, artrosi e malattie oncologiche. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14, con aperture pomeridiane il martedì e il giovedì dalle 14.30 alle 19.30. L’accesso avviene con prescrizione del medico di base e prenotazione tramite Cup.

Bari, nuova apparecchiatura per lo screening uditivo: donazione alla Terapia Intensiva Neonatale del Di Venere

La Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Di Venere di Bari si dota di una nuova apparecchiatura per le otoemissioni acustiche, destinata allo screening uditivo dei neonati. Lo strumento è stato donato dall’84° Centro SAR dell’Aeronautica Militare di Gioia del Colle e dall’associazione BIMBINTIN ODV e andrà ad affiancare quello già in uso nel reparto, migliorando la capacità diagnostica e riducendo i tempi di esecuzione degli esami.

L’esame delle otoemissioni acustiche, rapido e indolore, permette di individuare precocemente eventuali deficit dell’udito, favorendo una diagnosi tempestiva e l’avvio dei percorsi di cura e riabilitazione, fondamentali per il corretto sviluppo del linguaggio e delle capacità comunicative. La sordità congenita interessa circa 1-2 neonati ogni mille nati vivi, con un’incidenza più elevata nei bambini ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale.

Alla cerimonia di consegna hanno partecipato il direttore generale della ASL Bari Luigi Fruscio, il direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Michele Quercia, il comandante dell’84° Centro SAR Ivano Sorrentino, la presidente di BIMBINTIN ODV Tiziana Pepe e i rappresentanti della direzione sanitaria. Fruscio ha ringraziato i donatori, sottolineando come la collaborazione tra istituzioni e volontariato rappresenti un valore aggiunto per la sanità pubblica, consentendo di offrire strumenti sempre più adeguati a un reparto che ogni anno assiste circa 250 neonati prematuri.

Bari, incinta muore a 43 anni con i suoi due gemelli: aperta inchiesta sul caso di Graziella Nannavecchia

C’è un’inchiesta aperta sulla morte di Graziella Nannavecchia, la donna incinta di due gemelli deceduta ad aprile dopo un intervento di chirurgia fetale all’ospedale Di Venere di Bari. I due bambini non sono sopravvissuti all’operazione e, pochi giorni dopo, è morta anche la madre.

Il compagno della donna, Fabrizio Gentile, assistito dall’avvocata Maria Antonietta Spalluti, ha presentato una dettagliata denuncia alla Procura di Bari chiedendo chiarezza sulle cause del decesso.

La magistratura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in ambito sanitario, al momento senza indagati. Sul corpo dei gemellini è stata già eseguita l’autopsia, mentre non è stato ancora disposto l’esame autoptico sulla donna.

Nella denuncia, composta da circa novanta pagine, Gentile ricostruisce tutte le fasi del ricovero e il rapido peggioramento delle condizioni di Graziella dopo l’intervento, fino alla morte avvenuta il giorno di Pasquetta.

L’obiettivo dell’inchiesta sarà accertare eventuali responsabilità e fare luce su una vicenda che ha segnato profondamente la famiglia. «In pochi istanti ho perso tutto», aveva raccontato Gentile, che ora attende risposte dalla giustizia.

Bari, doppio intervento al Di Venere su 86enne ‘inoperabile’: riparata valvola mitrale e azzerato rischio ictus

Intervento innovativo all’Ospedale Di Venere, dove un’équipe di cardiologi ed emodinamisti ha eseguito con successo una procedura mini-invasiva ad alta complessità su un paziente di 86 anni affetto da grave insufficienza mitralica, fibrillazione atriale e numerose patologie concomitanti.

In un’unica seduta percutanea, senza ricorrere alla chirurgia tradizionale, i medici hanno prima corretto la valvola mitrale con l’impianto di una clip e successivamente chiuso l’auricola sinistra con un dispositivo di occlusione, riducendo così il rischio di ictus legato alla formazione di trombi.

L’uomo, considerato troppo fragile per un intervento cardiochirurgico e non idoneo alla terapia anticoagulante, ha potuto beneficiare di una soluzione terapeutica innovativa che consente minori rischi operatori, tempi di degenza ridotti e un recupero più rapido.

La procedura è stata eseguita nella sala di Emodinamica dal dottor Francesco Cassano, coordinato dal responsabile della UOS di Emodinamica Maurizio Turturo, con il supporto di un’équipe multidisciplinare della UOC di Cardiologia diretta dal dottor Massimo Vincenzo Bonfantino.

Secondo i medici, il trattamento rappresenta un’importante opportunità per i pazienti anziani e fragili ad alto rischio emorragico, impossibilitati ad assumere anticoagulanti o ad affrontare interventi chirurgici tradizionali.

Infermiera aggredita, arrestata la “padrona” dell’ospedale: “Era ora. Nessuno fa niente la temono”

Siamo tornati al Di Venere di Carbonara dove un’infermiera ha denunciato di essere stata aggredita verbalmente e fisicamente da una donna. Ci siamo precipitati sul posto e abbiamo intervistato Angela Manzari che voluto fornire la sua versione dei fatti. La stessa donna è stata arrestata ed è finita ai domiciliari, ma sono arrivate alcune segnalazioni sul suo operato da padrone in ospedale.

Muore dopo intervento di routine, sparito documento dalla cartella clinica: disposte nuove indagini

Torniamo a parlare di malasanità e della storia di Silvano, scomparso all’età di 83 anni. Il figlio avvocato vuole giustizia e pretende che la verità venga a galla. Su padre si era recato all’ospedale Di Venere per un intervento di routine nel reparto di Chirurgia.

Dopo un primo rinvio, si è sottoposto all’operazione, ma da subito le condizioni sono apparse gravi e sono precipitate in pochi giorni, fino al ritorno in sala operatoria. Da quel momento Silvano non si è più ripreso, non ha più parlato con i familiari, era sofferente e aveva bisogno cessante di ossigeno. Si scopre la reale causa, la setticemia, contratta in sala operatoria. Ecco gli aggiornamenti sulla vicenda.

 

Bari, 83enne muore al Di Venere: aperta inchiesta per omicidio colposo. No all’archiviazione: disposte altre indagini

Non è chiuso il caso della morte di Silvano Gatto, l’83enne deceduto il 31 luglio 2024 all’ospedale Di Venere di Bari dopo un lungo ricovero. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, ha infatti respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo.

Accogliendo l’opposizione presentata dai familiari dell’anziano, il gip ha disposto un supplemento di indagine per chiarire le cause del decesso. In particolare, sarà necessario verificare se il versamento di bile che ha innescato il peggioramento delle condizioni del paziente sia riconducibile a un’errata condotta chirurgica durante l’intervento subito nel reparto di Chirurgia Generale.

La Procura avrà ora 90 giorni di tempo per acquisire ulteriore documentazione medica, tra cui referti e immagini dell’esame colangiografico intraoperatorio, attualmente non presenti nella cartella clinica. Gli elementi raccolti serviranno a integrare la consulenza tecnica e accertare, sotto il profilo causale, eventuali responsabilità dei sanitari.

 

Bari, all’ospedale Di Venere rimosso un raro tumore sul nervo dell’avambraccio: salvato 60enne

Un intervento ad alta precisione eseguito nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Di Venere della Asl di Bari ha consentito di rimuovere una massa tumorale a livello dell’avambraccio, grande oltre i 3 centimetri, senza compromettere la funzionalità del nervo e della mano.

Il paziente, un uomo di 60 anni, da circa due anni conviveva con una tumefazione all’avambraccio destro, inizialmente poco rilevante. Con il tempo, però, erano comparsi segnali sempre più chiari: formicolio, bruciore, una sensazione simile a una scossa elettrica che dalla zona della massa si irradiava fino alla mano, accompagnata da una progressiva difficoltà nei movimenti.

Gli accertamenti diagnostici hanno confermato la presenza di uno schwannoma (neurinoma), un tumore benigno del nervo mediano, struttura fondamentale per la sensibilità e la funzione della mano. L’intervento è stato eseguito dal neurochirurgo Roberto Settembre con tecniche microchirurgiche e con il supporto del monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, che consente di controllare in tempo reale la risposta del nervo e di guidare il chirurgo nelle fasi più complesse.

La dissezione è avvenuta in modo progressivo e preciso, separando millimetro dopo millimetro la massa dalle strutture nervose. Al termine dell’operazione, il tumore è stato completamente rimosso e il nervo è risultato integro, senza deficit neurologici.