Bimba operata e neonata di 8 giorni, rubata borsa in pizzeria con le chiavi dell’auto: famiglia resta bloccata a Bari

Derubata mentre era a pranzo con una figlia di 3 anni appena operata e una neonata di soli 8 giorni. È quanto denunciato una nostra lettrice, protagonista di una vicenda avvenuta il 15 settembre 2026 a Bari, nelle vicinanze dell’ospedale Pediatrico di Bari.

Mamma e papà erano appena usciti dall’ospedale dopo l’intervento chirurgico della bambina di 3 anni. Insieme a loro c’era anche la neonata di appena otto giorni. Prima di rientrare a casa, hanno deciso di fermarsi a pranzo in una pizzeria situata in via Amendola.

Secondo quanto raccontato, appena entrati nel locale e mentre erano impegnati a occuparsi delle due bambine, la donna ha appoggiato la borsa vicino all’ingresso. In pochi istanti la borsa sarebbe stata portata via da un ignoto, che si sarebbe poi dileguato.

All’interno c’erano documenti e, soprattutto, le chiavi dell’automobile, rendendo così impossibile alla famiglia utilizzare il proprio mezzo. La situazione ha costretto i genitori a rimanere bloccati a Bari per ore, con una bambina convalescente e una neonata di appena otto giorni.

“È scandaloso che si possa colpire con questa spietatezza nei pressi di un ospedale pediatrico, dove le famiglie sono già in condizioni di forte stress e fragilità”, racconta la donna che chiede maggiore attenzione sul tema della sicurezza nella zona. La famiglia auspica ora maggiori controlli nell’area di via Amendola e nei pressi delle strutture ospedaliere.

Neonata americana di due mesi ricoverata all’ospedale Monopoli-Fasano: conto da 1662 euro per una notte

Una coppia di giovani turisti americani si è vista recapitare un conto da 1.662 euro per l’assistenza sanitaria prestata alla figlia di appena due mesi all’ospedale Monopoli-Fasano. La bambina era stata portata al Pronto soccorso il 10 agosto per qualche linea di febbre e, dopo gli esami del sangue e delle urine, era stata ricoverata per una notte in Pediatria. Il giorno successivo, una volta sfebbrata, era stata dimessa.

Secondo i genitori, la richiesta di pagamento è arrivata telefonicamente dopo il rientro in albergo, suscitando perplessità tanto da spingerli a chiedere la fattura via email. La vicenda ha provocato le proteste dei sindacati medici, che hanno sollevato dubbi sulla correttezza dell’importo.

La Cgil parla di possibili errori nell’inserimento dei dati sulla piattaforma regionale Edotto, che avrebbero determinato l’emissione di una fattura non corretta. Anche Anaao Assomed ha espresso perplessità sulla somma richiesta.

L’ospedale, invece, precisa di aver applicato le procedure previste per i pazienti stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale. La tariffa, spiegano dall’amministrazione, viene calcolata automaticamente dal sistema Edotto sulla base delle informazioni cliniche e delle prestazioni indicate nella scheda di dimissione.

Resta dunque aperto il nodo sulla correttezza della fattura, mentre i sindacati invitano la famiglia a contestare la richiesta. Al centro della polemica finiscono anche i sistemi informatici della sanità pugliese, sui quali i medici denunciano da tempo problemi di funzionamento e di comunicazione tra le diverse piattaforme.

Gallipoli, nessun colpevole per la morte della neonata Azzurra: archiviate le posizioni di 6 medici

Nessun responsabile per la morte di Azzurra, la neonata di Gallipoli deceduta il 1° dicembre 2023 dopo quasi un mese di ricovero. Il gip di Lecce ha disposto l’archiviazione delle posizioni di sei medici, cinque in servizio nel reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Gallipoli e il ginecologo che aveva seguito la gravidanza della madre, accusati di omicidio colposo e responsabilità colposa in ambito sanitario.

La decisione segue gli esiti della consulenza medico-legale, che non ha evidenziato negligenze da parte dei sanitari. Secondo gli accertamenti, il decesso sarebbe stato causato da un’infezione, senza che sia stato possibile stabilire con certezza dove la neonata abbia contratto il contagio.

Azzurra era nata il 2 novembre 2023 e, dopo un improvviso peggioramento delle condizioni di salute poche ore dopo il parto, era stata trasferita prima all’ospedale Vito Fazzi di Lecce e successivamente al Bambino Gesù di Roma con un volo militare. Nonostante i tentativi dei medici, la piccola è morta il 1° dicembre.

Nel decreto di archiviazione il giudice evidenzia che gli elementi raccolti nel corso delle indagini non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna nei confronti degli indagati.

Tragedia nel Salento, accusa malore all’asilo nido: neonata di 4 mesi muore in ospedale

Non ce l’ha fatta la bimba di 4 mesi che questa mattina, in un asilo nido di Santa Maria di Leuca, ha accusato un malore improvviso mentre si trovava nella struttura gestita dalle suore.

Le insegnanti hanno immediatamente lanciato l’allarme al 118, temendo che la piccola potesse essere stata colpita da un rigurgito o dalla sindrome della morte in culla (Sids).

Sul posto è intervenuta un’ambulanza del servizio di emergenza. I sanitari hanno praticato le manovre di rianimazione alla bambina prima del trasferimento d’urgenza all’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase dove la piccola è stata ricoverata. i medici hanno fatto il possibile per salvarle la vita, ma è deceduta.

Tragedia nel Foggiano, neonata di tre mesi muore soffocata nel campo rom: aperta inchiesta

Tragedia questa mattina in un campo rom alla periferia di Ordona, nel Foggiano, dove una neonata di appena tre mesi ha perso la vita. Secondo una prima ricostruzione, la piccola sarebbe morta soffocata dopo aver ingerito dei liquidi, probabilmente latte materno.

Immediata la chiamata ai soccorsi del 118, ma all’arrivo del personale sanitario la bambina era già priva di vita. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri per gli accertamenti del caso. La Procura di Foggia potrebbe ora disporre l’autopsia per chiarire con esattezza le cause del decesso.

Bari, screening genomico: neonata salvata dalla cecità a 20 giorni. La diagnosi precoce all’ospedale Di Venere

Una diagnosi precoce resa possibile dallo screening genomico neonatale, consentirà ad una neonata di 20 giorni di iniziare una terapia in grado di preservare la funzione visiva. Lo screening è stato eseguito nel laboratorio di Genetica Medica dell’ospedale Di Venere di Bari.

La piccola paziente, nata il 24 febbraio nell’ospedale di Altamura, “è il primo caso in letteratura scientifica – fa sapere la Asl di Bari – in cui sono state identificate, in epoca così precoce, due varianti del gene RPE65, responsabile di gravi distrofie retiniche ereditarie come la retinite pigmentosa”.

Si tratta di una malattia genetica rara che colpisce la retina, compromettendo progressivamente i fotorecettori, le cellule che permettono di vedere. Il danno è progressivo e irreversibile, ma oggi esiste una terapia genica in grado di intervenire sulla causa della malattia. La sua efficacia, però, dipende dalla precocità della diagnosi, che in questo caso è arrivata in 20 giorni, contro tempi tradizionali che possono richiedere fino a 6 mesi.

“Quando nel 2023 si partì con la sfida dello screening genomico – spiega il direttore della Genetica Medica del Di Venere, Mattia Gentile – tra le diverse motivazioni vi era una famiglia da noi esaminata con identificazione di varianti nel gene RPE65: fratello e sorella di 18 e 20 anni che avevano già perso la vista a causa della retinite pigmentosa. Se quella diagnosi fosse arrivata nei primi anni di vita e con la terapia genica oggi disponibile, quei due ragazzi avrebbero potuto conservare la visione. In Puglia esiste una particolare incidenza di questa patologia: il primo caso trattato in Italia con terapia genica, nel 2019, era proprio pugliese e presentava le stesse varianti identificate oggi nella neonata. Da qui la scelta di includere il gene RPE65 nel programma di screening. Oggi, dopo aver esaminato oltre 25mila neonati, questa scelta ci consente di identificare per la prima volta al mondo un neonato che svilupperà la patologia e di intervenire prima che si manifesti”.

Fino ad oggi il programma ‘Genoma Puglia’, attivo dal 16 aprile 2025, ha permesso di individuare oltre 500 bambini con patologie genetiche rare, per i quali è stato possibile avviare tempestivamente percorsi di sorveglianza e presa in carico. L’esperienza pugliese sarà anche al centro dell’evento internazionale ‘Dalla genetica alla prevenzione’, in programma l’8 e 9 aprile a Bari.

Neonata gettata nel water, 29enne condannata a 16 anni: si trova ai domiciliari a casa dei genitori a Cassano

I giudici hanno impiegato due ore di camera di consiglio per arrivare al verdetto di condanna per l’infanticidio per Melissa Russo Machado, 29enne di origini italo-brasiliane che aveva partorito nella notte tra il 28 e il 29 ottobre del 2024 nell’ appartamento sovrastante al ‘Serale Club’ – locale notturno di Piove di Sacco (Padova) in cui lavorava – sua figlia per poi affogarla nel water.

Secondo quanto emerso durante il dibattimento la donna aveva fatto tutto da sola ed aveva continuato ad esibirsi nel locale nonostante lo stato di gravidanza fosse evidente. Dall’autopsia era risultato che la bambina era nata viva.

Ma non ha praticamente mai respirato perché la madre cercò di disfarsene mettendole la testa nell’acqua del water. La donna si trova in Puglia agli arresti domiciliari presso i genitori.

I giudici hanno condannato al termine del giudizio di primo grado la donna ad una pena di 16 anni, riconoscendole la prevalenza delle attenuanti. Per prima quella di trovarsi in una situazione “umanamente penosa” come detto durante la requisitoria dal pubblico ministero Sergio Dini, che aveva chiesto una pena ancor più lieve, 14 anni

Neonata muore al Policlinico di Bari, Procura apre inchiesta: indagati 8 medici e un’ostetrica

La Procura di Bari ha aperto un’indagine sulla morte di una neonata, deceduta a due giorni di vita il 4 dicembre scorso nel Policlinico di Bari. La pm Maria Christina de Tommasi ha iscritto nel registro degli indagati nove persone, otto medici di due diversi ospedali, quello dove la mamma è stata seguita alla fine della gravidanza e quello dove ha partorito, e una ostetrica.

L’ipotesi di reato è concorso in omicidio colposo. La piccola è nata il 2 dicembre ed è morta due giorni dopo per cause che toccherà alla magistratura accertare. Per farlo la pm ha disposto l’acquisizione delle cartelle cliniche e l’autopsia, che sarà eseguita domani dal medico legale Eloisa Maselli e dal neonatologo Giuseppe Latorre del Miulli.

L’inchiesta è stata avviata dopo la denuncia dei genitori, assistiti dall’avvocato Cristina de Manno. Le responsabilità ipotizzate al momento riguardano i quattro ginecologi dell’ospedale San Paolo che avrebbero seguito la donna, una 39enne barese, dal 27 novembre al 1 dicembre.

Qui, dopo i primi tracciati e gli accertamenti clinici eseguiti sulla partoriente, la gravidanza sarebbe stata ritenuta a rischio e, per questo, la donna il 1 dicembre è stata trasferita al Policlinico, dove la 39enne ha partorito il giorno dopo e il 4 dicembre la neonata è morta. Le altre presunte responsabilità da accertare – stando agli avvisi di garanzia notificati dalla Procura – sono a carico del personale sanitario del Policlinico: due ginecologi, due anestesisti e una ostetrica, che hanno gestito la fase del parto.

Diagnosticata malattia rarissima su neonata di 20 giorni: “Solo altri 4 casi al mondo. Curabile se accertata in tempo”

“Nell’ambito del Programma Genoma Puglia è stata diagnosticata, a soli venti giorni dalla nascita, una malattia neurometabolica rarissima, con solo altri quattro casi al mondo – su sessanta descritti sinora – con la stessa variante generica: la distonia dopa-sensibile da deficit di sepiapterina reduttasi. È uno di quei casi che spiegano, senza bisogno di enfasi, perché la prevenzione precoce non sia un lusso tecnologico, ma una scelta di salute e civiltà”.

Lo dichiara Fabiano Amati, consigliere e assessore regionale al Bilancio, promotore della legge regionale pugliese sullo screeening genomico (Programma Genoma) esteso a tutti i neonati pugliesi.

“La patologia è causata da alterazioni del gene SPR, essenziale per la produzione di neurotrasmettitori fondamentali come dopamina e serotonina. Nella forma più severa, come quella diagnosticata dal Laboratorio di genetica dell’ospedale Di Venere di Bari diretto da Mattia Gentile, la malattia insorge nei primissimi mesi di vita con un quadro clinico gravissimo: ritardo psicomotorio profondo, ipotonia, spasticità o distonia degli arti. Lo spettro dei sintomi, tuttavia, può essere molto più ampio: disabilità intellettiva, disturbi del sistema nervoso autonomo, segni parkinsoniani, alterazioni endocrine e disturbi del sonno. È evidente che attendere la comparsa dei sintomi significherebbe arrivare tardi, quando il danno neurologico è già in parte irreversibile”.

“La vera svolta è che per questa malattia esiste una terapia farmacologica efficace, basata su L-dopa, carbidopa e 5-idrossitriptofano, in grado di migliorare in modo significativo il quadro clinico, fino in alcuni casi alla completa risoluzione dei sintomi. Ma l’efficacia del trattamento – avviato dal reparto malattie metaboliche dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari e dalla dirigente medico Albina Tummolo – dipende in modo decisivo dalla precocità della somministrazione, idealmente prima ancora che la malattia si manifesti. Questo caso racconta meglio di qualsiasi dibattito astratto perché la Puglia ha scelto di attivare il Programma Genoma, unici al mondo nell’ambito della sanità pubblica e per tutti i neonati – aggiunge -. Il Programma Genoma non serve per accumulare dati di studio, ma per giocare d’anticipo sui sintomi della malattia, ridurre la sofferenza, evitare disabilità gravi e trasformare la sanità pubblica da sistema che ripara i danni a sistema che previene il danno”.

Acquaviva, partorisce in auto nel parcheggio dell’ospedale Miulli: mamma e figlia stanno bene

Voleva nascere a tutti i costi e non ha aspettato l’arrivo della mamma in ospedale. Così una neonata è venuta alla luce proprio davanti al Pronto Soccorso dell’ospedale Miulli in macchina.

La donna è stata soccorsa dal “personale infermieristico e medico che con prontezza e professionalità ha gestito le fasi della nascita direttamente nell’automobile – si legge nella nota -. Dopo essersi accertati del benessere della mamma e della piccola che ha emesso subito un forte vagito e mostrato un colorito roseo”.

Il papà ha avuto la possibilità di tagliare il cordone ombelicale, ,amma e figlia sono stati poi accompagnate nel reparto di neonatologia e ostetricia del Miulli. “Entrambe stanno bene sono ora insieme – proseguono dal Miulli – Un ringraziamento di cuore al personale del Pronto Soccorso, di Neonatologia e Ostetricia per la prontezza, la competenza e la sensibilità dimostrate in questo meraviglioso lieto evento”.