Neonata americana di due mesi ricoverata all’ospedale Monopoli-Fasano: conto da 1662 euro per una notte

Una coppia di giovani turisti americani si è vista recapitare un conto da 1.662 euro per l’assistenza sanitaria prestata alla figlia di appena due mesi all’ospedale Monopoli-Fasano. La bambina era stata portata al Pronto soccorso il 10 agosto per qualche linea di febbre e, dopo gli esami del sangue e delle urine, era stata ricoverata per una notte in Pediatria. Il giorno successivo, una volta sfebbrata, era stata dimessa.

Secondo i genitori, la richiesta di pagamento è arrivata telefonicamente dopo il rientro in albergo, suscitando perplessità tanto da spingerli a chiedere la fattura via email. La vicenda ha provocato le proteste dei sindacati medici, che hanno sollevato dubbi sulla correttezza dell’importo.

La Cgil parla di possibili errori nell’inserimento dei dati sulla piattaforma regionale Edotto, che avrebbero determinato l’emissione di una fattura non corretta. Anche Anaao Assomed ha espresso perplessità sulla somma richiesta.

L’ospedale, invece, precisa di aver applicato le procedure previste per i pazienti stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale. La tariffa, spiegano dall’amministrazione, viene calcolata automaticamente dal sistema Edotto sulla base delle informazioni cliniche e delle prestazioni indicate nella scheda di dimissione.

Resta dunque aperto il nodo sulla correttezza della fattura, mentre i sindacati invitano la famiglia a contestare la richiesta. Al centro della polemica finiscono anche i sistemi informatici della sanità pugliese, sui quali i medici denunciano da tempo problemi di funzionamento e di comunicazione tra le diverse piattaforme.

Antonio Pio legato a letto in Neuropsichiatria, il medico: “Ricovero improprio serve una struttura”

Torniamo a parlare della storia di Antonio Pio, il ragazzo autistico con grave epilessia. Abbiamo iniziato a raccontare la sua storia con i disperati appelli di papà Paolo. Dal 21 maggio è ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria infantile del Pediatrico di Bari.

Quando non è sedato e legato a letto, la situazione è ingestibile. La famiglia continua a chiedere un trasferimento urgente in una struttura adeguata, così come le dottoresse del reparto dove è ricoverato. Anche loro parlano di un ricovero “improprio” e invocano un intervento urgente.

Bari, 83enne muore al Di Venere: aperta inchiesta per omicidio colposo. No all’archiviazione: disposte altre indagini

Non è chiuso il caso della morte di Silvano Gatto, l’83enne deceduto il 31 luglio 2024 all’ospedale Di Venere di Bari dopo un lungo ricovero. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Ilaria Casu, ha infatti respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo.

Accogliendo l’opposizione presentata dai familiari dell’anziano, il gip ha disposto un supplemento di indagine per chiarire le cause del decesso. In particolare, sarà necessario verificare se il versamento di bile che ha innescato il peggioramento delle condizioni del paziente sia riconducibile a un’errata condotta chirurgica durante l’intervento subito nel reparto di Chirurgia Generale.

La Procura avrà ora 90 giorni di tempo per acquisire ulteriore documentazione medica, tra cui referti e immagini dell’esame colangiografico intraoperatorio, attualmente non presenti nella cartella clinica. Gli elementi raccolti serviranno a integrare la consulenza tecnica e accertare, sotto il profilo causale, eventuali responsabilità dei sanitari.

 

Giovanni in ospedale per l’amputazione, il crollo prima dell’intervento: “Antonio aiutami ho paura”

Oggi è una giornata delicata per Giovanni, per Antonio, per Tino, per tutta la community di Quinto Potere e per chiunque si è affezionato alla sua storia. Giovanni si è lasciato andare ad un pianto liberatorio ed emozionante tra le braccia di Antonio. Merita una seconda chance nonostante quello che tanta gente, priva di cuore, continua a sostenere. 

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