Neonata americana di due mesi ricoverata all’ospedale Monopoli-Fasano: conto da 1662 euro per una notte

Una coppia di giovani turisti americani si è vista recapitare un conto da 1.662 euro per l’assistenza sanitaria prestata alla figlia di appena due mesi all’ospedale Monopoli-Fasano. La bambina era stata portata al Pronto soccorso il 10 agosto per qualche linea di febbre e, dopo gli esami del sangue e delle urine, era stata ricoverata per una notte in Pediatria. Il giorno successivo, una volta sfebbrata, era stata dimessa.

Secondo i genitori, la richiesta di pagamento è arrivata telefonicamente dopo il rientro in albergo, suscitando perplessità tanto da spingerli a chiedere la fattura via email. La vicenda ha provocato le proteste dei sindacati medici, che hanno sollevato dubbi sulla correttezza dell’importo.

La Cgil parla di possibili errori nell’inserimento dei dati sulla piattaforma regionale Edotto, che avrebbero determinato l’emissione di una fattura non corretta. Anche Anaao Assomed ha espresso perplessità sulla somma richiesta.

L’ospedale, invece, precisa di aver applicato le procedure previste per i pazienti stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale. La tariffa, spiegano dall’amministrazione, viene calcolata automaticamente dal sistema Edotto sulla base delle informazioni cliniche e delle prestazioni indicate nella scheda di dimissione.

Resta dunque aperto il nodo sulla correttezza della fattura, mentre i sindacati invitano la famiglia a contestare la richiesta. Al centro della polemica finiscono anche i sistemi informatici della sanità pugliese, sui quali i medici denunciano da tempo problemi di funzionamento e di comunicazione tra le diverse piattaforme.

Prima isterectomia laparoscopica al nuovo ospedale Monopoli-Fasano: paziente a casa dopo 48 ore

Importante traguardo per il nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, dove è stata eseguita la prima isterectomia in laparoscopia, con la rimozione di utero, tube e ovaie attraverso piccole incisioni di appena 5 millimetri.

L’intervento ha riguardato una paziente di 57 anni, in buone condizioni generali, affetta da fibromatosi uterina e prolasso utero-vescicale di secondo grado. La procedura si è svolta regolarmente e il recupero è stato rapido: dopo appena 48 ore la donna ha potuto fare ritorno a casa.

L’operazione è stata eseguita dall’équipe dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, diretta dalla dott.ssa Maria Rosaria Giangrande, con il dott. Luca Guastamacchia e la dott.ssa Angela Galizia, nel nuovo blocco operatorio della struttura.

La laparoscopia consente di ridurre l’impatto chirurgico grazie a incisioni molto ridotte, favorendo, quando indicata, meno dolore e perdite di sangue, una mobilizzazione più rapida e una degenza più breve.

La prima isterectomia laparoscopica segna così l’avvio di una nuova fase per la chirurgia ginecologica dell’Ospedale Monopoli-Fasano, con l’obiettivo di ampliare progressivamente l’utilizzo delle tecniche mini-invasive e offrire alle pazienti interventi sempre più moderni, precisi e orientati a un rapido recupero.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, trasferiti 25 pazienti: tra loro 3 neonati e un ricoverato in Rianimazione

Si è conclusa alle 12 di oggi, 10 giugno, la complessa operazione di trasferimento dei pazienti dall’ospedale San Giacomo al nuovo ospedale Monopoli-Fasano. In poco più di quattro ore sono stati trasferiti 25 pazienti, tra cui 19 degenti, tre neonati, due pazienti del pronto soccorso e un ricoverato in Rianimazione.

Le operazioni, avviate alle 7.30, sono state coordinate da una cabina di regia della Asl Bari guidata dal direttore generale Luigi Fruscio e dalla direttrice sanitaria Rosella Squicciarini, con il supporto di 118, Sanitaservice, Protezione civile e forze dell’ordine. Per garantire la massima sicurezza sono state impiegate dieci ambulanze e circa 40 operatori, con trasferimenti effettuati ogni quindici minuti.

Particolarmente significativo il trasferimento dei tre neonati nati nelle ultime ore di attività del San Giacomo, accompagnati nella nuova struttura con incubatrici dedicate. Ad accogliere il primo paziente sono stati il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia.

Da domani, 11 giugno, alle ore 8 entrerà in funzione il pronto soccorso del nuovo ospedale, mentre cesserà l’attività del San Giacomo. Il percorso di attivazione della struttura proseguirà nei prossimi giorni fino alla piena operatività prevista per il 15 giugno.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, al via il trasferimento dei pazienti: Decaro accoglie i degenti in struttura

È entrato nel vivo questa mattina, 10 giugno, il trasferimento dei primi pazienti nel nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Dopo l’avvio, tre giorni fa, dello spostamento delle unità operative non intensive dall’ospedale San Giacomo, prosegue il percorso di attivazione della nuova struttura sanitaria, un’opera da 200 milioni di euro inaugurata la scorsa estate.

Nella giornata odierna sono stati attivati i reparti di Medicina interna, Cardiologia, Neurologia, Chirurgia, Ortopedia, Otorinolaringoiatria e Urologia, insieme ai principali servizi sanitari e amministrativi, tra cui Cup, ambulatori, dialisi, endoscopia digestiva, Terapia del dolore, banca del sangue, laboratorio analisi e farmacia.

Domani sarà invece la volta dell’apertura del Pronto soccorso e del trasferimento dei reparti di Rianimazione, Pediatria e Ginecologia. Complessivamente saranno operativi circa 140 posti letto sui 299 previsti dalla nuova struttura, destinata a diventare il polo ospedaliero di riferimento per un bacino di circa 300mila cittadini distribuiti tra dieci Comuni del Sud-Est barese e del Brindisino.

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, dopo aver salutato i pazienti al San Giacomo prima del trasferimento, si è recato nel nuovo ospedale per accogliere i degenti arrivati nella nuova struttura.

Asl Bari, appalti truccati da 1,3 milioni di euro per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano: 7 indagati – NOMI

Il nuovo filone dell’inchiesta sugli appalti truccati nella ASL Bari riguarda due forniture (pareti attrezzate e carrelli) per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, per un valore totale di 1,3 milioni di euro nel 2024-2025.

La Guardia di Finanza ha eseguito sette perquisizioni e notificato decreti di consegna documenti a funzionari della ASL e a imprenditori coinvolti. Tra gli indagati c’è anche l’ex direttore tecnico della ASL Nicola Sansolini, arrestato nel 2024 e poi collaboratore degli inquirenti.

Decreti notificati anche al direttore dell’unità operativa complessa Ingegneria Clinica della Asl, Angelo Maiano, e agli altri rup susseguitisi nei procedimenti Rocco lanora e Giuseppe Volpe.

Tra gli indagati anche Francesco Ruggiero, uno dei collaboratori della Manens spa (l’azienda che si è occupata della progettazione dell’imponente opera), Giordano Favero, uno dei soci della Favero Heath Projects spa, Vincenzio Braia, il general manager della Hospital Scientific Consulting srl (la ditta partner della Favero nella fornitura di carrelli) e la dipendente Giuseppina d’Aquino. A riportarlo è TeleBari.

Le accuse, a vario titolo, sono corruzione e turbativa d’asta. L’indagine è uno sviluppo dell’inchiesta del 2024 che rivelò un sistema di appalti pilotati in cambio di tangenti.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, oggi si chiude il cantiere: sarà attivato entro la prima metà del 2025

Si chiude oggi il cantiere del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, in provincia di Bari, anche se per l’attivazione servirà ancora tempo per l’acquisto di arredi e attrezzature. “Oggi è il giorno del fine lavori per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano – commenta il commissario di Azione in Puglia, Fabiano Amati – c’è un’enorme soddisfazione per il lavoro fatto, spesso da visionari, scansando tutto lo scetticismo. C’è qualche dispiacere per ritardi ingiustificati, realizzati senza un minimo di capacità d’immedesimarsi nella vita di migliaia di persone, prive di un ospedale per malattie gravi e tempo-dipendenti nel raggio di 130 chilometri, da Bari a Brindisi. Ora avanti con arredi e attrezzature, nella speranza di vederli in funzione entro i primi sei mesi del 2025”.

Adesso “che l’edificio è concluso – conclude Amati – c’è la prima parte dei grazie, a chi ha collaborato con me sin dalla proposta di prima delibera della Giunta regionale e a chi – sino a oggi – ha fronteggiato, nei limiti del possibile, gli effetti più dannosi di qualche magagna che ancora deve essere giustiziata: il fine lavori non coincide con l’amnistia”.