Asl Bari, appalti truccati da 1,3 milioni di euro per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano: 7 indagati – NOMI

Il nuovo filone dell’inchiesta sugli appalti truccati nella ASL Bari riguarda due forniture (pareti attrezzate e carrelli) per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano, per un valore totale di 1,3 milioni di euro nel 2024-2025.

La Guardia di Finanza ha eseguito sette perquisizioni e notificato decreti di consegna documenti a funzionari della ASL e a imprenditori coinvolti. Tra gli indagati c’è anche l’ex direttore tecnico della ASL Nicola Sansolini, arrestato nel 2024 e poi collaboratore degli inquirenti.

Decreti notificati anche al direttore dell’unità operativa complessa Ingegneria Clinica della Asl, Angelo Maiano, e agli altri rup susseguitisi nei procedimenti Rocco lanora e Giuseppe Volpe.

Tra gli indagati anche Francesco Ruggiero, uno dei collaboratori della Manens spa (l’azienda che si è occupata della progettazione dell’imponente opera), Giordano Favero, uno dei soci della Favero Heath Projects spa, Vincenzio Braia, il general manager della Hospital Scientific Consulting srl (la ditta partner della Favero nella fornitura di carrelli) e la dipendente Giuseppina d’Aquino. A riportarlo è TeleBari.

Le accuse, a vario titolo, sono corruzione e turbativa d’asta. L’indagine è uno sviluppo dell’inchiesta del 2024 che rivelò un sistema di appalti pilotati in cambio di tangenti.

Nuovo ospedale Monopoli-Fasano, oggi si chiude il cantiere: sarà attivato entro la prima metà del 2025

Si chiude oggi il cantiere del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, in provincia di Bari, anche se per l’attivazione servirà ancora tempo per l’acquisto di arredi e attrezzature. “Oggi è il giorno del fine lavori per il nuovo ospedale Monopoli-Fasano – commenta il commissario di Azione in Puglia, Fabiano Amati – c’è un’enorme soddisfazione per il lavoro fatto, spesso da visionari, scansando tutto lo scetticismo. C’è qualche dispiacere per ritardi ingiustificati, realizzati senza un minimo di capacità d’immedesimarsi nella vita di migliaia di persone, prive di un ospedale per malattie gravi e tempo-dipendenti nel raggio di 130 chilometri, da Bari a Brindisi. Ora avanti con arredi e attrezzature, nella speranza di vederli in funzione entro i primi sei mesi del 2025”.

Adesso “che l’edificio è concluso – conclude Amati – c’è la prima parte dei grazie, a chi ha collaborato con me sin dalla proposta di prima delibera della Giunta regionale e a chi – sino a oggi – ha fronteggiato, nei limiti del possibile, gli effetti più dannosi di qualche magagna che ancora deve essere giustiziata: il fine lavori non coincide con l’amnistia”.