Una coppia di giovani turisti americani si è vista recapitare un conto da 1.662 euro per l’assistenza sanitaria prestata alla figlia di appena due mesi all’ospedale Monopoli-Fasano. La bambina era stata portata al Pronto soccorso il 10 agosto per qualche linea di febbre e, dopo gli esami del sangue e delle urine, era stata ricoverata per una notte in Pediatria. Il giorno successivo, una volta sfebbrata, era stata dimessa.
Secondo i genitori, la richiesta di pagamento è arrivata telefonicamente dopo il rientro in albergo, suscitando perplessità tanto da spingerli a chiedere la fattura via email. La vicenda ha provocato le proteste dei sindacati medici, che hanno sollevato dubbi sulla correttezza dell’importo.
La Cgil parla di possibili errori nell’inserimento dei dati sulla piattaforma regionale Edotto, che avrebbero determinato l’emissione di una fattura non corretta. Anche Anaao Assomed ha espresso perplessità sulla somma richiesta.
L’ospedale, invece, precisa di aver applicato le procedure previste per i pazienti stranieri non iscritti al Servizio sanitario nazionale. La tariffa, spiegano dall’amministrazione, viene calcolata automaticamente dal sistema Edotto sulla base delle informazioni cliniche e delle prestazioni indicate nella scheda di dimissione.
Resta dunque aperto il nodo sulla correttezza della fattura, mentre i sindacati invitano la famiglia a contestare la richiesta. Al centro della polemica finiscono anche i sistemi informatici della sanità pugliese, sui quali i medici denunciano da tempo problemi di funzionamento e di comunicazione tra le diverse piattaforme.


