C’è anche l’ipotesi di un possibile avvelenamento da potassio tra le cause della morte di Gianvito Pascullo, il ragazzo deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile all’Ospedale San Paolo. La Procura di Bari, con la pm Isabella Ginefra, ha disposto l’autopsia, eseguita oggi al Policlinico da un team guidato dal medico legale Francesco Introna.
L’esame ha stabilito che l’intervento alla gamba è stato eseguito correttamente. Tra i quesiti degli inquirenti c’è quello verificare se il decesso possa essere stato causato da una somministrazione errata di cloruro di potassio, sostanza che a dosi elevate può provocare arresto cardiaco.
Nella stessa stanza del reparto di Ortopedia era ricoverato anche un paziente sottoposto a terapia a base di potassio, elemento che ha rafforzato i sospetti. A riportarlo è il Corriere del Mezzogiorno.
La Procura ha iscritto nel registro degli indagati sette medici e un’infermiera che hanno avuto in cura il giovane. Pascullo era ricoverato dal 6 aprile dopo un incidente in moto che gli aveva causato la frattura della tibia. Dopo un secondo intervento il 13 aprile, inizialmente senza complicazioni, le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate in seguito alla somministrazione di un farmaco per dolori insorti in serata.
Nonostante i tentativi di rianimazione, il ragazzo è morto per arresto cardiaco. La ASL Bari ha avviato un controllo interno, mentre la famiglia, assistita dall’avvocato Federico Straziota, ha presentato denuncia.










