Bari, tensione al Di Venere. Risveglio con blackout: l’ospedale resta senza corrente

Attimi di tensione questa mattina all’ospedale Di Venere di Carbonara, rimasto senza corrente, a causa di un blackout registrato a partire dalle 7.30. Il tutto è durato circa un’ora, questo ha provocato inevitabili momenti di tensione e ritardi dalle prime ore del mattino.

Gli ascensori sono stati bloccati, le sale operatorie e la Rianimazione non hanno subito conseguenze visto che sono spazi collegati ai gruppi di continuità energetica che consentono alle apparecchiature di proseguire il loro lavoro senza interruzioni anche in caso di blackout. “Una circostanza momentanea e senza conseguenze – fanno sapere dalla Asl Bari – È rientrato tutto a tempo di record”.

Bari, troppa attesa al Pronto Soccorso del Di Venere: dottoressa presa a pugni dalla sorella di una paziente

Una dottoressa 46enne del Pronto Soccorso dell’ospedale Di Venere di Carbonara è stata presa a pugni da una donna di 54 anni ieri pomeriggio. L’aggressore è la sorella di una paziente in attesa di essere visitata e classificata come codice verde.

Sul posto è intervenuta la Polizia, l’aggressione è scaturita a causa della lunga attesa. La dottoressa ha riportato ferite al volto, giudicate guaribili in otto giorni.

La responsabile è stata immediatamente fermata dalla Polizia sulla base delle nuove norme in materia di contrasto alle violenze sui medici dopo che la vittima ha immediatamente sporto denuncia.

La donna è stata posta agli arresti domiciliari, in attesa della convalida e dell’eventuale misura cautelare che potrebbe essere disposta su richiesta della Procura.

Bimbo di 3 mesi muore in culla, indagati 25 medici e 11 infermieri: sotto accusa la Neonatologia del Di Venere

La Procura di Matera ha aperto un’inchiesta sulla morte di un bimbo di 3 mesi nato il 12 settembre 2024 nell’ospedale Di Venere durante un parto gemellare pretermine e deceduto in culla il 15 dicembre dopo essere stato dimesso dal reparto di terapia intensiva neonatale e di neonatologia dell’ospedale barese il 27 novembre.

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Bari, neonata muore al Di Venere dopo lite tra medici: confermata l’assoluzione per i due ginecologi

A otto anni dai fatti diventa definitiva l’assoluzione per i ginecologi Vito Partipilo e Carlo Campobasso dell’ospedale Di Venere di Bari, finiti a processo per omicidio colposo per il caso di una bambina morta nella struttura a causa di un ritardo nel parto cesareo causato – secondo l’accusa – da una lite tra medici. A deciderlo è stata la Corte di Cassazione che ha giudicato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura generale contro la sentenza con cui i due erano stati assolti in appello.

La Cassazione ha anche annullato senza rinvio, per l’intervento della prescrizione, la condanna a otto mesi (pena sospesa) per l’anestesista Antonio Simone. Per l’allora primario di Chirurgia generale, Francesco Puglisi, è stata annullata la condanna al risarcimento danni disposta in appello (ai soli fini civili) ma con rinvio davanti a una nuova sezione della Corte d’Appello civile.

Stando alle indagini dei carabinieri del Nas, quel giorno, il 2 maggio 2016, le sale del reparto di ostetricia erano tutte occupate e quando i sanitari si sono accorti della sofferenza fetale e hanno disposto un cesareo d’urgenza, hanno deciso di rivolgersi al vicino reparto di chirurgia generale, dove però era programmato un altro intervento. A quel punto ci sarebbe stato tra i medici dei due reparti un litigio sull’utilizzo della sala, di fatto ritardando il cesareo di oltre un’ora. Nell’attesa la donna, pronta per il parto, sarebbe rimasta senza monitoraggio e quando la bambina è stata finalmente fatta nascere era già in grave sofferenza per asfissia cardiaca dovuta al cordone ombelicale stretto attorno al collo. I genitori della piccola sono già stati risarciti con 400mila euro.

Asl Bari, al Di Venere tac e risonanze magnetiche anche di domenica: “Riduciamo le liste d’attesa”

Sino alla fine del 2024, Tac e risonanze magnetiche saranno eseguite anche di domenica nell’ospedale di Venere di Bari per ridurre le liste di attesa. Questo è quanto deciso dall’Asl, dal 22 settembre fino a fine dicembre, la Radiologia dell’ospedale di Venere incrementerà le prestazioni diagnostiche aggiungendo un turno domenicale di 12 ore nel fine settimana.

I cittadini – con prenotazione per esami TAC e risonanza magnetica brevi o urgenti – potranno accedere dalle 8 alle 20. “L’inserimento del turno domenicale nelle agende di prenotazione – ha spiegato il direttore generale facente funzioni della Asl, Luigi Fruscio – è un progetto sperimentale che rientra nel piano aziendale attuativo per il governo delle liste di attesa aggiornato di recente. Siamo fiduciosi nella risposta positiva della popolazione che, in questo modo, avrà più possibilità di accedere alle prestazioni più richieste, come Tac e risonanze. Ringrazio tutti gli operatori del Di Venere che, con spirito di sacrificio e dedizione al lavoro, hanno accettato questa nuova responsabilità, mettendosi a disposizione della collettività”.