Violenze negli ospedali, nuovo caso a Lecce: madre e figlia aggrediscono infermiera e oss al Pronto Soccorso

Nuovo episodio di violenza ai danni del personale sanitario al pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove nella notte tra venerdì e sabato un’infermiera e un operatore di SanitaService sono stati aggrediti da due donne, madre e figlia, in attesa di ricevere assistenza medica.

Secondo una prima ricostruzione, alla base dell’aggressione ci sarebbero stati i lunghi tempi di attesa. Le due avrebbero colpito l’infermiera con uno schiaffo al volto, mentre l’operatore intervenuto in sua difesa sarebbe stato raggiunto da un pugno.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del posto fisso di polizia, che hanno riportato la situazione alla calma e avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto e identificare le responsabilità.

Paura a Brindisi, principio d’incendio al pronto soccorso dell’ospedale Perrino: rogo spento in pochi secondi

Un principio di incendio si è verificato poco fa nel pronto soccorso dell’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi. A quanto si apprende, i pazienti sono stati messi subito in sicurezza ed il rogo è stato spento in pochi secondi.

Al momento non si registrano feriti. Sul posto ci sono ancora i vigili del fuoco per le verifiche e accertare le cause. Il principio d’incendio ha coinvolto una cabina elettrica che si trova nella sala d’attesa. Il pronto soccorso è comunque operativo.

La “padrona” dell’ospedale, Angela Manzari torna libera. L’avvocato: “Tutto le era permesso”

Angela Manzari, la “padrona” dell’ospedale Di Venere di Carbonara, è tornata libera. Era stata arrestata dopo essere stata denunciata da un’infermiera che ha raccontato di essere stata aggredita verbalmente e fisicamente da lei. Dopo aver intervistato la stessa Angela Manzari all’esterno dell’ospedale, questa volta abbiamo parlato con il suo legale che ci ha fornito tutti gli aggiornamenti del caso.

Bari, detenuto accusa malore in carcere. Poi tenta la fuga in ospedale ma il piano va male: aggrediti due poliziotti

Momenti di panico qualche giorno fa al Policlinico di Bari dove si è recato un detenuto di 50 anni che aveva lamentato in carcere un malore improvviso. Dopo alcuni accertamenti, è stato disposto il trasferimento in ospedale per ulteriori accertamenti.

Scortato fino all’ospedale, l’uomo al Pronto Soccorso ha cambiato atteggiamento e ha tentato di scappare. Ha colpito gli agenti penitenziari con spintoni e calci nel tentativo di divincolarsi, ma è stato subito immobilizzato e bloccato, evitando così conseguenze gravi.

Gli agenti hanno rimediato qualche giorno di prognosi, ma non sono mancati i momenti di tensione tra i corridoi dell’ospedale. Il detenuto è tornato in carcere e ora la sua posizione si è aggravata.

Slavcho non sta bene, rifiuta il ricovero col diabete alle stelle: “Devo andare a lavorare”

Slavcho non si è sentito bene, non è andato a lavorare e si è recato con Sonia al Pronto Soccorso. Si è sottoposto ad alcuni accertamenti medici e ha scoperto di avere il diabete alle stelle. Dopo aver ricevuto la terapia, ha deciso di non restare in ospedale e di firmare le dimissioni perché vuole tornare a lavorare. Li abbiamo raggiunti per far capire la gravità della situazione che resta da non sottovalutare.

Sava, il 55enne Tiziano Soloperto trovato senza vita in auto: era stato al Pronto Soccorso per dolori al petto

Tragedia a Sava, nel Tarantino, dove ieri mattina il 55enne Tiziano Soloperto è stato trovato senza vita all’interno della sua auto parcheggiata in via Gradisca.

Secondo quanto ricostruito l’uomo, la notte prima, si era recato per un forte dolore al petto all’ospedale Giannuzzi di Manduria. Qui ha ricevuto le prime cure ma dopo qualche ora, nonostante il parere contrario dei medici, ha firmato le dimissioni ed è andato via.

L’allarme è stato lanciato da alcuni cittadini di passaggio. Le indagini sono affidate ai Carabinieri di Manduria e la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale. È a disposizione della magistratura e l’autopsia potrebbe chiarire le cause della morte.

“Sto male aiutatemi”, centesima chiamata al 118. Milena è un problema sociale: “Riguarda tutti” (4)

La storia di Milena, donna di 50 anni conosciuta in tutto il quartiere Japigia, dai servizi sociali e dal Centro di salute mentale, ha colpito da subito la nostra community. La 50enne, oltre a soffrire di disturbi psichiatrici, ha problemi con l’alcol e con la droga, come da lei stesso raccontato.

Ci siamo avvicinati a lei la prima volta dopo che l’ambulanza l’ha trasportata al Centro di salute mentale. Le abbiamo preso un panino e l’abbiamo accompagnata in auto a casa, per aiutarla e per approfondire la sua storia.

Ciò che perplime è l’atteggiamento delle Istituzioni davanti ad una situazione così problematica e quotidiana. In queste condizioni è destinata a morire e vuole essere aiutata, così come ha affermato ai nostri microfoni.

Milena, ieri, è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Di Venere dopo il solito show in un supermercato. Presto vi mostreremo l’intervista registrata a casa sua. Quello che vogliamo sottolineare ancora una volta è che Milena è un problema sociale che riguarda tutti. 

Bari, ragazzino con frattura alla gamba in attesa per 17 ore al Pronto Soccorso: la denuncia del consigliere Carrieri

“Oggi ho chiesto formalmente al Sindaco di Bari di utilizzare i poteri che l’ordinamento gli assegna (ordinanze/etc.) per tentare di risolvere la perdurante incredibile emergenza sanitaria dei pronto soccorso cittadini. Luoghi dove ormai le cure non sono assicurate tempestivamente e i Baresi sono costretti a interminabili ore di attesa in condizioni inaccettabili”. Inizia così la denuncia del consigliere comunale della Lega di Bari, Giuseppe Carrieri.

“Da ultimo il caso di un ragazzo di 18 anni, da 17 ore in attesa (nel pronto soccorso) di essere ricoverato e operato dopo la frattura a una gamba! Siamo in una situazione di disorganizzazione assurda, che impone al Sindaco, quale massima autorità sanitaria cittadina, l’attivazione di misure eccezionali”, aggiunge Carrieri.