Siamo tornati a Carbonara, in via Lama del Duca. Questa volta senza Antonello, era stato lui stesso a immortalare dal balcone di casa l’arrivo di un camion e le operazioni di scarico di rifiuti nella zona trasformata ormai in una vera e propria discarica. Come avevamo immaginato i rifiuti sono stati bruciati. La Polizia Locale ha convocato noi e Antonello in quanto persone informate sui fatti. Forniremo tutta la documentazione a chi sta indagando sull’ennesimo scempio ambientale. E noi siamo pronti, come sempre, a fare la nostra parte.
Decorazioni alla tomba di Filippo Scavo, la nipote contro il Comune: “Abbellirle è unica cosa che possiamo fare”
Si scaglia contro l’ordinanza del Comune di Bari – che ha esteso l’obbligo di rimozione degli arredi abusivi dal cimitero monumentale di via Crispi a quello di Carbonara – una nipote di Filippo Scavo, il 43enne ucciso nella discoteca Divine Follie di Bisceglie, nella cornice di una faida tra i clan Strisciuglio e Capriati.
“Siamo arrivati al degrado – scrive la giovane – non si può più tenere in ordine la tomba di mio zio, non possiamo più mettere fiori freschi o un prato decente, eppure l’unica cosa che ci rimane è portargli dei fiori ogni giorno oltre ad avere il suo ricordo”.
L’autrice del post si rivolge anche contro alcuni organi di stampa, rei di “scrivere cose brutte” nei confronti dell’uomo. “Il nome di Filippo Scavo non è palcoscenico, non è una visualizzazione, un mi piace in più, dietro tutto questo c’è una famiglia che ha un dolore che non vi sto qui a spiegare, anzi abbiamo sopportato troppo fin troppo”.
Per la giovane, le modalità con cui il 43enne ha perso la vita non può compromettere il fatto “di avere una degna sepoltura”. “Ci sono persone che sono morte di morte naturale o di altro e hanno tombe molto più evidenti, e su questo dobbiamo tutti tacere perché è giusto che sia così”, prosegue il post. “Ognuno è libero di fare ciò che vuole sulla tomba, di arricchirla come meglio crede, perché è l’unica cosa che noi possiamo fare. I veri problemi sono altri nei cimiteri, molto più gravi di un fiore fresco”, conclude.
Il Comune di Bari aveva ordinato la rimozione degli arredi abusivi dalle tombe nel cimitero monumentale e in quello di Carbonara dopo avere verificato che in molti casi erano state installate panchine, gigantografie, prati sintetici e vari tipi di decorazioni.
Bari, blitz del Comune al cimitero di Carbonara: 15 giorni per rimuovere gli arredi abusivi dalle tombe dei clan
Il Comune di Bari avvia la rimozione degli arredi collocati abusivamente negli spazi comuni del cimitero di Carbonara. Gli avvisi sono stati affissi ieri per invitare alla rimozione di panchine, tappeti e altri oggetti sistemati al di fuori delle aree concesse per la sepoltura. L’ultimatum è di 15 giorni.
Tra i casi segnalati figurano una panchina davanti alla tomba di Filippo Scavo, 43enne del clan Strisciuglio ucciso lo scorso aprile, e un tappeto blu davanti alla sepoltura di Walter Rafaschieri, assassinato nel 2018.
Il provvedimento segue quello già adottato a luglio per il Cimitero monumentale e sarà esteso a tutti i cimiteri cittadini, in accordo con Prefettura e Questura.
Gli assessori alla Legalità e alla Sicurezza, Nicola Grasso e Carla Palone, hanno effettuato un sopralluogo a Carbonara. «Il rispetto della legalità deve essere garantito in ogni luogo pubblico», ha dichiarato Grasso, sottolineando l’obiettivo di assicurare ordine, decoro e rispetto nei luoghi dedicati ai defunti.
Scritte luminose, panchine e tappeti colorati. Il cimitero di Carbonara in mano al clan: intervengono Digos e Comune
Le tombe dei boss nei cimiteri di Bari finiscono sotto la lente delle forze dell’ordine. Il personale della Digos della Questura ha effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo nel cimitero di Carbonara per verificare lo stato dei luoghi.
L’interesse investigativo riguarda la cura e l’ostentazione dei sepolcri dei mafiosi, considerate non semplici manifestazioni di affetto familiare, ma anche strumenti di comunicazione e affermazione del potere criminale. Fiori freschi, marmi pregiati e monumenti imponenti contribuirebbero a costruire un’immagine del boss come figura autorevole e protettiva, alimentando una sorta di devozione distorta.
Il fenomeno riguarda sia il cimitero monumentale sia quello di Carbonara. Tra i casi più evidenti viene citata la tomba di Lello Capriati, diventata una sorta di mausoleo e meta di visite e pellegrinaggi documentati anche sui social. Quella di Filippo Scavo, esponente del clan Strisciuglio ucciso al Divine Club di Bisceglie, è invece caratterizzata da un sepolcro illuminato con scritte al neon.
Sul caso si è acceso anche il Comune di Bari. Dopo l’ordinanza del 3 luglio contro la presenza di arredi e oggetti abusivi nelle aree comuni del cimitero monumentale, l’amministrazione ha deciso di concentrare l’attenzione anche su Carbonara. L’assessore alla Legalità Nicola Grasso avvierà un confronto con Questura e Prefettura per individuare possibili interventi.
L’obiettivo è contrastare quei simboli che possono trasformare i luoghi di sepoltura in strumenti di celebrazione dei clan, controllo sociale e diffusione della subcultura mafiosa.
Bruciati i mobili del barbiere, sospetti sul furgone. Lello cameraman: interviene la Polizia Locale
Abbiamo raggiunto nuovamente Antonello a Carbonara, in via Lama del Duca. Era stato lui stesso a immortalare dal balcone di casa l’arrivo di un camion e le operazioni di scarico di rifiuti di ogni tipo nella zona trasformata ormai in una vera e propria discarica. E come avevamo immaginato i rifiuti sono stati bruciati. La Polizia Locale ci ha contattato per saperne di più. Tutti gli altri dettagli nel servizio firmato dal cameraman Lello.
Scritte luminose, panchine e tappeti colorati al cimitero di Carbonara: ignorata l’ordinanza del Comune
A quasi due mesi dall’ordinanza del Comune di Bari del 3 luglio, nel cimitero di Carbonara restano ancora panchine in legno, tappeti, sedute in marmo e altri oggetti collocati nelle aree comuni. Il provvedimento concedeva 20 giorni per rimuovere il materiale non consentito, ma le disposizioni sembrano essere rimaste in gran parte disattese.
Tra i viali del camposanto, dove si trovano anche le tombe di diversi esponenti della criminalità organizzata barese, spicca la recente sepoltura di Filippo Scavo, ucciso il 19 aprile nella discoteca Divine Club di Bisceglie. La tomba è decorata con fiori freschi, una scritta luminosa e una grande panchina in legno destinata a familiari e amici.
Non mancano altri elementi di arredo, come tappeti colorati e sedute in marmo, in alcuni casi realizzate accanto alle sepolture. Una situazione che, secondo le nuove regole comunali, dovrebbe essere sottoposta a verifiche.
Il fenomeno non riguarda soltanto Carbonara. A Bari, un altro caso emblematico è quello della tomba di Lello Capriati, trasformata dalla famiglia in un vero e proprio monumento e diventata anche un luogo protagonista di video e contenuti sui social.
Un fenomeno che alimenta il dibattito sul modo in cui alcune figure legate alla criminalità vengono ricordate, con il rischio che il ricordo si trasformi in una vera e propria celebrazione sui social, anziché in semplice memoria.
Cambia l’arredo del negozio e scarica tutto in campagna: “Tornati a dare fuoco. È un sistema”
Un tir munito di cassone ribaltabile per scaricare una quantità enorme di rifiuti. Abbiamo raggiunto Antonello a Carbonara, in via Lama del Duca. Ha immortalato dal balcone di casa l’arrivo del camion e le operazioni di scarico in questa zona trasformata ormai in una vera e propria discarica. Oltre al danno, la beffa. Perché spesso questi rifiuti vengono dati alle fiamme.
Omicidio a Carbonara, la moglie del killer Barcellona: “Amare un altro non è peccato. Avrei preso io quel colpo”
A un mese dall’omicidio di Alessandro Signorile, il 39enne ucciso a Carbonara dalla guardia giurata Alessandro Barcellona, detenuto con l’accusa di aver sparato al rivale in amore, la moglie dell’indagato affida a un lungo post su Facebook il suo primo sfogo pubblico.
“Da quel maledetto giorno la mia vita è cambiata per sempre – scrive –. Tutti si sono sentiti autorizzati a parlare, a giudicare e a riversare su di me una cattiveria che non meritavo, senza fermarsi a riflettere su una verità semplice: quel colpo non l’ho sparato io”. La donna sostiene di essere stata trasformata nel “colpevole” della vicenda, pur non conoscendo nessuno “la sofferenza, il dolore e le battaglie silenziose” vissute all’interno della sua famiglia.
Nel messaggio rivendica inoltre la fine del suo matrimonio ben prima della tragedia: “La mia storia era finita da tempo e innamorarmi di un’altra persona non è un peccato. Amare non è un tradimento, non è una colpa e non dovrebbe mai diventare un motivo per essere condannati”.
Infine, dedica un pensiero alla vittima. “Se avessi potuto, quel colpo lo avrei preso io al posto suo. Lo dico con tutto il cuore, perché l’amore vero non conosce egoismo”.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Barcellona avrebbe ucciso Signorile il mese scorso al culmine di un litigio, sostenendo di aver agito per mettere fine alla relazione tra il 39enne e sua moglie.
Roghi tossici nelle campagne di Carbonara, Ceglie e Loseto: droni e fototrappole contro le discariche abusive
Droni, fototrappole e controlli straordinari per contrastare il fenomeno dei roghi tossici e delle discariche abusive nelle campagne tra Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto. È quanto deciso nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata in Prefettura su richiesta del sindaco di Bari, Vito Leccese, per affrontare quella che è stata definita una situazione di particolare gravità e persistenza.
Tra le misure approvate figurano il rafforzamento dei controlli sul territorio, un maggiore coordinamento tra le istituzioni coinvolte e la realizzazione di una mappatura georeferenziata delle aree maggiormente esposte al fenomeno. L’obiettivo è individuare con precisione le zone più critiche e intervenire in modo tempestivo sia sul fronte della prevenzione che della repressione.
“Questi fenomeni stanno generando grande preoccupazione per l’ambiente e per la sicurezza pubblica, con conseguenze quotidiane sulla qualità della vita dei cittadini e sulla tutela del patrimonio agricolo”, ha dichiarato il sindaco Vito Leccese. Il primo cittadino ha sottolineato la volontà di superare la logica dell’emergenza, mettendo a sistema una serie di interventi strutturali attraverso la collaborazione tra istituzioni e forze dell’ordine.
Il piano prevede l’impiego di droni per individuare le aree interessate dall’abbandono illecito dei rifiuti, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e fototrappole, controlli interforze mirati e una più stretta collaborazione con i cittadini, chiamati a segnalare situazioni sospette per favorire le attività investigative.
Anche l’assessora comunale alla Vivibilità urbana e Protezione civile, Carla Palone, ha evidenziato il ruolo della Polizia Locale nella nuova strategia. L’obiettivo, ha spiegato, è ridurre il numero degli incendi nelle aree agricole, contrastare l’abbandono illecito dei rifiuti e rendere più efficaci le indagini grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie e al coinvolgimento della cittadinanza.
Le nuove misure rappresentano un ulteriore passo nel tentativo di arginare un fenomeno che da anni interessa le periferie e le campagne baresi, con pesanti ripercussioni sull’ambiente, sulla salute pubblica e sul patrimonio agricolo del territorio.
Roghi tossici a Carbonara e Ceglie, il sindaco Leccese chiede un vertice urgente in Prefettura: “Interventi immediati”
Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha chiesto la convocazione con la massima urgenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per affrontare il persistente fenomeno dei roghi tossici che interessa il territorio cittadino, in particolare le zone di Carbonara e Ceglie.
Nella nota inviata al prefetto vicario Cinzia Carrieri, il primo cittadino evidenzia come le elevate temperature e i frequenti venti di maestrale stiano aggravando la situazione, favorendo la diffusione dei fumi tossici e aumentando l’esposizione della popolazione a sostanze potenzialmente nocive.
Leccese chiede un intervento immediato e un’azione coordinata tra tutte le istituzioni competenti, sottolineando le conseguenze sempre più preoccupanti per la salute pubblica, l’ambiente e la qualità della vita dei residenti. Il sindaco auspica un rapido riscontro, ribadendo che i roghi tossici rappresentano ormai una crescente fonte di preoccupazione per l’intera comunità.









