Bari, punta la pistola contro la portiera dell’auto e tenta di rapinare una farmacista di Carbonara: arrestato 61enne

I militari della Stazione Carabinieri di Bari Carbonara hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 61enne barese, ritenuto gravemente indiziato (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) dei reati di tentata rapina pluriaggravata e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

L’episodio delittuoso risale alla serata dello scorso 4 maggio, allorquando la titolare di una farmacia situata nel quartiere Carbonara, dopo aver terminato il proprio turno di lavoro e chiuso l’attività, si apprestava a salire a bordo della propria autovettura parcheggiata in una via limitrofa. In quel frangente, la donna è stata avvicinata da un individuo col volto travisato da una mascherina chirurgica, che sotto la minaccia di una pistola puntata al vetro della portiera dell’auto lato guidatore tentava di rapinarla.

La ferma reazione della vittima, che si è chiusa nell’abitacolo azionando il clacson per attirare l’attenzione dei passanti, ha spiazzato il malvivente, inducendolo a fuggire a piedi per le vie circostanti. Grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona è stato possibile ricostruire i momenti antecedenti la tentata rapina e la via di fuga dell’uomo fin dove ha scoperto il suo volto venendo riconosciuto.

Le perquisizioni presso l’abitazione del 61enne, hanno consentito di rinvenire gli indumenti e le armi analoghe a quelli dell’evento. Sulla scorta delle risultanze investigative il G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura, ha emesso il provvedimento di carcerazione presso la Casa Circondariale di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza dell’indagato in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Omicidio in discoteca a Bisceglie, celebrati i funerali di Filippo Scavo: cerimonia privata al cimitero di Carbonara

Si sono svolti all’alba di questa mattina, nel cimitero di Carbonara, i funerali di Filippo Scavo, il quarantenne ucciso con un colpo d’arma da fuoco all’interno di una discoteca di Bisceglie alcune settimane fa.

La cerimonia funebre si è tenuta in forma strettamente privata, alla presenza di pochi familiari e conoscenti. Massiccio il dispositivo di sicurezza predisposto dalle forze dell’ordine, presenti con numerosi uomini per presidiare l’area del cimitero durante lo svolgimento delle esequie.

 

Infermiera aggredita, arrestata la “padrona” dell’ospedale: “Era ora. Nessuno fa niente la temono”

Siamo tornati al Di Venere di Carbonara dove un’infermiera ha denunciato di essere stata aggredita verbalmente e fisicamente da una donna. Ci siamo precipitati sul posto e abbiamo intervistato Angela Manzari che voluto fornire la sua versione dei fatti. La stessa donna è stata arrestata ed è finita ai domiciliari, ma sono arrivate alcune segnalazioni sul suo operato da padrone in ospedale.

L’omicidio di Lello Capriati dopo l’agguato a Carbonara: la risposta degli Strisciuglio e la “terza guerra mondiale”

Mentre si attende la convalida dei fermi di Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Michele Morelli, arrestati con l’accusa di aver ucciso Filippo Scavo nel Divine Club di Bisceglie il 19 aprile scorso, emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Lello Capriati, assassinato il 1° aprile 2024 con quattro colpi di pistola.

Secondo gli investigatori della Direzione distrettuale antimafia di Bari, i due delitti sono strettamente collegati e inseriti nella faida tra il clan Capriati e il gruppo Strisciuglio. L’omicidio di Scavo, infatti, sarebbe stato la risposta alla morte di Lello Capriati, nipote dello storico boss di Bari Vecchia Tonino Capriati.

Le indagini ricostruiscono un clima di tensione crescente già nei giorni precedenti all’agguato. Lello Capriati avrebbe tentato di mediare tra i suoi figli e alcuni giovani legati agli Strisciuglio, ma la tregua sarebbe saltata il 29 marzo 2024, quando Christian e Bino Capriati avrebbero fatto irruzione a Carbonara, territorio controllato dagli Strisciuglio, per colpire Filippo Scavo. Nell’azione rimasero feriti due giovani.

A confermare la ricostruzione sono anche alcune intercettazioni raccolte dagli inquirenti. In una conversazione dal carcere, un detenuto racconta che “i ragazzi di Capriati” erano andati a sparare contro uomini vicini a Sigismondo Strisciuglio, detto “Gino La Luna”. Nella stessa telefonata si parla della reazione del clan rivale, deciso a colpire nel cuore della roccaforte dei Capriati, a Barivecchia.

Secondo quanto emerge dalle intercettazioni, gli Strisciuglio si sarebbero organizzati rapidamente per vendicare l’attacco subito, avviando quella che viene definita “la terza guerra mondiale” tra i due gruppi criminali. “I ragazzini, i figli di 20 anni, quelli sono cornuti, quelli non si possono vedere a ballare, si trovano a ballare e si litigano. Dice che hanno detto: mò ci siamo cacati il cazzo, basta a fare pace”. Poi aggiunge: “Fu proprio quello il mamastrone che diede l’ordine, lui fu che disse: prendetelo e date al padre, non me ne frega niente, vedete voi come dovete fare”. Il detenuto indica nel capoclan Sigismondo Strisciuglio colui che rebbe dato a Gianluca Marinelli, arrestato ieri, l’ordine di uccidere Lello Capriati.

La rissa nel pub Demetra con Scavo e l’agguato in piazza a Carbonara: “Lello Capriati ucciso per le liti dei figli”

La morte di Lello Capriati sarebbe stata considerata dagli stessi affiliati del clan come la conseguenza delle “condotte sconsiderate” dei figli Sabino e Christian. È quanto emerge dalle intercettazioni della Squadra Mobile di Bari nell’ambito delle indagini sulla faida tra i Capriati e gli Strisciuglio.

Secondo le conversazioni captate, i figli del boss avrebbero alimentato le tensioni nate dopo una lite nel pub Demetra con Filippo Scavo, culminata poi in una “stesa” armata nella piazza di Carbonara, territorio storicamente vicino agli Strisciuglio. “Sono andati a rompere un equilibrio per le c…ate dei ragazzini”, dice Antonio Manzari, uno dei solidali, parlando con la moglie, riferendosi agli scontri scoppiati.

Nelle intercettazioni emerge anche il riferimento all’omicidio di Lello Capriati, ucciso a Torre a Mare nel giorno di Pasquetta 2024 mentre era in auto con l’amante. Si ricorda come il boss avesse tentato di ricucire i rapporti con il clan rivale per ristabilire la pace. “Il padre non c’entrava”, sottolineano nelle conversazioni, attribuendo invece la nuova escalation ai comportamenti dei figli.

Particolare preoccupazione aveva suscitato, tra gli affiliati, il ritorno in libertà di Sigismondo Strisciuglio, detto “Il Pilastro”, storico boss di Carbonara scarcerato dopo 24 anni di detenzione. “Non puoi andare a sparare a Carbonara… adesso è uscito il Pilastro”, commenta uno degli intercettati, criticando la decisione di reagire con le armi.

Le intercettazioni restituiscono il clima di tensione che attraversava Bari vecchia e Carbonara. “Che quello per il figlio se n ’è andato, per il figlio piccolo (Christian, ndr)! Lo vedi cosa avete combinato? Per il casino che andate combinando voi due!” Lo sai… e ci ha rimesso tuo padre”, dice qualcun altro. 

Omicidio a Carbonara, Scamarcia soffocato e ucciso per 30 euro. Lin Wei confessa: voleva scappare in Cina

Sarebbe una lite per appena 30 euro, maturata nell’ambito di un accordo illecito sull’uso della carta di inclusione, il movente dell’omicidio di Michelangelo Scamarcia, 67enne di Carbonara, trovato morto in un deposito commerciale in piazza Umberto a Bari.

Per il delitto la Procura ha disposto il fermo di Lin Wei, 41 anni, cittadino cinese e titolare del negozio “Moda Casa”, accusato di omicidio volontario, occultamento di cadavere e utilizzo indebito di strumenti di pagamento.

Secondo gli inquirenti, tra i due vi sarebbe stato un accordo: la vittima avrebbe effettuato un pagamento da 600 euro tramite carta di inclusione, ricevendo in cambio contanti. Tuttavia, il commerciante avrebbe restituito solo 500 euro invece dei 530 pattuiti, trattenendo 30 euro in più. Da qui la lite, sfociata – stando alla confessione dell’indagato – in un’aggressione culminata con il soffocamento tramite un sacchetto di plastica.

Il delitto risalirebbe al 31 marzo. Il corpo è stato nascosto nel deposito del negozio, avvolto in buste di plastica. Le indagini dei carabinieri, avviate dopo la denuncia di scomparsa presentata il 2 aprile, si sono concentrate sull’area di piazza Umberto grazie al tracciamento del cellulare e all’utilizzo della carta della vittima proprio nell’esercizio commerciale.

Determinanti anche alcuni tentativi di prelievo falliti nei giorni successivi. Le versioni contraddittorie fornite dal commerciante hanno portato alla perquisizione: i militari, insospettiti da odori e liquidi sospetti, hanno trovato il cadavere in stato avanzato di decomposizione.

L’autopsia ha confermato una morte violenta avvenuta almeno 10-15 giorni prima del ritrovamento. La Procura ha disposto il fermo anche per il rischio di fuga: l’uomo, senza legami stabili in Italia, avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare il Paese e tornare in Cina.

Scomparso e trovato morto in un negozio, choc a Carbonara. La confessione del titolare cinese: “L’ho ucciso io”

Svolta nelle indagini sulla morte di Michelangelo Scamarcia, il 68enne scomparso lo scorso 2 aprile e ritrovato senza vita ieri mattina nel quartiere Carbonara. I carabinieri hanno posto in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario il titolare del negozio dove è stato rinvenuto il cadavere.

Si tratta di un cittadino cinese di 42 anni, attualmente in carcere, che durante l’interrogatorio avrebbe confessato di aver ucciso l’uomo soffocandolo con un sacchetto. Restano però ancora da chiarire le motivazioni del gesto: secondo gli investigatori tra i due ci sarebbe stato un litigio, ma il presunto responsabile non avrebbe saputo fornire spiegazioni precise.

Il corpo della vittima, trovato in avanzato stato di decomposizione, sarà sottoposto nei prossimi giorni ad autopsia per accertare con esattezza le cause del decesso.

Sia la vittima sia il fermato risultano incensurati. Decisivi per l’individuazione del sospettato sarebbero stati i sistemi di videosorveglianza e le verifiche sui movimenti delle carte della vittima.

Scomparso da un mese e trovato morto in una busta, choc a Carbonara: fermato il titolare del negozio cinese. C’é una pista – VIDEO

Tragedia nel quartiere Carbonara di Bari, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita di Michelangelo Scamarcia,Michelangelo Scamarcia, 67 anni, la cui scomparsa era stata denunciata nei giorni scorsi.

L’uomo, residente nella stessa zona, è stato trovato intorno alle 11.50 all’interno di un esercizio commerciale dai carabinieri della Compagnia Bari San Paolo, impegnati nelle ricerche avviate dopo l’allarme dei familiari.

Il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, era avvolto in buste per l’imballaggio: un elemento che ha immediatamente indirizzato gli investigatori verso l’ipotesi di un delitto. La Procura della Repubblica di Bari ha aperto un’inchiesta per omicidio, mentre il proprietario del locale è stato fermato per accertamenti. All’uscita ha rischiato di essere linciato dalla folla inferocita (VIDEO).

Sul posto sono intervenuti anche i militari della Sezione Investigazioni Scientifiche per i rilievi tecnici. Determinanti per il ritrovamento sarebbero stati alcuni tentativi di prelievo bancomat effettuati dal conto della vittima proprio dal negozio. L’attività commerciale, era regolarmente aperta al pubblico.

Al momento sul corpo non sono stati riscontrati segni evidenti di violenza, ma sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte. L’ultimo contatto con i familiari risale al 31 marzo, quando l’uomo aveva annunciato con un messaggio il rientro a casa in serata, mai avvenuto. Il giorno successivo, non riuscendo più a contattarlo, i parenti avevano fatto partire le ricerche, segnalando il caso anche alla trasmissione “Chi l’ha visto?”.

Gli inquirenti sono ora al lavoro per ricostruire le ultime ore di vita del 67enne e accertare eventuali responsabilità.

Bari, giallo a Carbonara: ritrovato un cadavere in piazza Umberto

Paura e sgomento a Carbonara di Bari, dove nella mattinata odierna è stato ritrovato il corpo senza vita di una persona all’interno di un locale situato in piazza Umberto. Si tratta di un negozio cinese. Il cadavere sarebbe in stato di decomposizione.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e ad avviare i primi rilievi.

Al momento restano ancora da chiarire le circostanze del decesso, non è nota l’identità del cadavere.

Gli investigatori stanno effettuando accertamenti per stabilire le cause della morte e verificare eventuali elementi utili alle indagini. Non si esclude alcuna ipotesi.

Sparatoria a Barivecchia, ferita una 85enne: controlli serrati a Carbonara. Resta l’allerta per la festa di San Nicola

Altri colpi di pistola sono stati esplosi ieri sera a Barivecchia. Una donna di 85 anni è rimasta ferita alla fronte, colpita di striscio da un proiettile probabilmente destinato ad altri. Le sue condizioni non sono gravi: è stata medicata sul posto dal personale del 118.

L’episodio è avvenuto in via Pier l’Eremita, già teatro di recenti fatti di sangue. Solo pochi giorni prima, il 19 aprile, nella stessa zona erano stati esplosi colpi contro il 20enne Kevin Ciocca, ritenuto vicino al clan Capriati, poche ore dopo l’omicidio di Filippo Scavo, esponente del clan Strisciuglio, ucciso a Bisceglie.

Secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati sparati almeno sei colpi. Resta ancora ignoto l’obiettivo dell’agguato, mentre le indagini si concentrano sulla possibile matrice legata alla faida tra i clan Capriati e Strisciuglio, da anni in contrasto per il controllo delle attività illecite sul territorio.

Dopo la sparatoria, le forze dell’ordine hanno effettuato controlli a tappeto nel quartiere Carbonara, considerato una roccaforte degli Strisciuglio. Gli investigatori non escludono alcuna pista, ma il collegamento con i recenti episodi appare sempre più probabile.

Si tratta della quarta sparatoria nel centro cittadino in meno di un mese, dopo altri episodi avvenuti in viale della Repubblica e via Dante. In quei casi, gli scontri sarebbero riconducibili a gruppi minori coinvolti nella gestione delle piazze di spaccio.

Intanto cresce la preoccupazione in vista delle celebrazioni per Festa di San Nicola, momento di grande affluenza turistica. Sui social, persone vicine agli ambienti criminali avrebbero già lanciato messaggi e provocazioni, alimentando il timore di nuove violenze proprio durante i giorni di festa.

Per oggi è previsto un presidio antimafia in piazza del Ferrarese, promosso da associazioni e sostenuto dall’amministrazione comunale, mentre le autorità annunciano un rafforzamento dei controlli per garantire la sicurezza in città.