Bari, viene prosciolta ma non può ritirare i 5.600 euro sequestrati: l’ufficio postale indicato è chiuso

Finisce sotto indagine, viene prosciolta e ottiene la restituzione dei 5.600 euro sequestrati, ma non riesce a recuperare il denaro perché l’ufficio postale indicato dal tribunale è chiuso da quasi due anni.

Protagonista della paradossale vicenda è una cittadina cinese di 52 anni, indagata dalla Procura di Bari per sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte per 288mila euro. La donna era stata fermata all’aeroporto di Bari mentre si preparava a partire per la Cina con 5.600 euro in contanti, somma poi sequestrata.

Il suo legale, l’avvocato Nicolò Nono Dachille, si era rivolto prima al Tribunale del Riesame e poi alla Cassazione. Quest’ultima aveva disposto un nuovo esame del caso e, successivamente, il Riesame aveva ordinato il dissequestro del denaro. Nel frattempo, la gip Ilaria Casu aveva prosciolto la donna disponendo anch’essa la restituzione della somma.

Il 24 agosto, dopo un’ulteriore richiesta, è arrivata la comunicazione del tribunale: i 5.600 euro possono essere ritirati tramite deposito giudiziario presso l’ufficio postale Bari 4 di via Fieramosca. Peccato che la sede risulti chiusa dal dicembre 2024.

La comunicazione avverte inoltre che occorre prendere preventivamente contatti con Equitalia e che, se il denaro non verrà ritirato entro tre mesi, sarà devoluto alla Cassa delle ammende. Il conto alla rovescia, intanto, è già iniziato.

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Tragedia nel quartiere Carbonara di Bari, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita di Michelangelo Scamarcia,Michelangelo Scamarcia, 67 anni, la cui scomparsa era stata denunciata nei giorni scorsi.

L’uomo, residente nella stessa zona, è stato trovato intorno alle 11.50 all’interno di un esercizio commerciale dai carabinieri della Compagnia Bari San Paolo, impegnati nelle ricerche avviate dopo l’allarme dei familiari.

Il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, era avvolto in buste per l’imballaggio: un elemento che ha immediatamente indirizzato gli investigatori verso l’ipotesi di un delitto. La Procura della Repubblica di Bari ha aperto un’inchiesta per omicidio, mentre il proprietario del locale è stato fermato per accertamenti. All’uscita ha rischiato di essere linciato dalla folla inferocita (VIDEO).

Sul posto sono intervenuti anche i militari della Sezione Investigazioni Scientifiche per i rilievi tecnici. Determinanti per il ritrovamento sarebbero stati alcuni tentativi di prelievo bancomat effettuati dal conto della vittima proprio dal negozio. L’attività commerciale, era regolarmente aperta al pubblico.

Al momento sul corpo non sono stati riscontrati segni evidenti di violenza, ma sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte. L’ultimo contatto con i familiari risale al 31 marzo, quando l’uomo aveva annunciato con un messaggio il rientro a casa in serata, mai avvenuto. Il giorno successivo, non riuscendo più a contattarlo, i parenti avevano fatto partire le ricerche, segnalando il caso anche alla trasmissione “Chi l’ha visto?”.

Gli inquirenti sono ora al lavoro per ricostruire le ultime ore di vita del 67enne e accertare eventuali responsabilità.