Bari, viene prosciolta ma non può ritirare i 5.600 euro sequestrati: l’ufficio postale indicato è chiuso

Finisce sotto indagine, viene prosciolta e ottiene la restituzione dei 5.600 euro sequestrati, ma non riesce a recuperare il denaro perché l’ufficio postale indicato dal tribunale è chiuso da quasi due anni.

Protagonista della paradossale vicenda è una cittadina cinese di 52 anni, indagata dalla Procura di Bari per sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte per 288mila euro. La donna era stata fermata all’aeroporto di Bari mentre si preparava a partire per la Cina con 5.600 euro in contanti, somma poi sequestrata.

Il suo legale, l’avvocato Nicolò Nono Dachille, si era rivolto prima al Tribunale del Riesame e poi alla Cassazione. Quest’ultima aveva disposto un nuovo esame del caso e, successivamente, il Riesame aveva ordinato il dissequestro del denaro. Nel frattempo, la gip Ilaria Casu aveva prosciolto la donna disponendo anch’essa la restituzione della somma.

Il 24 agosto, dopo un’ulteriore richiesta, è arrivata la comunicazione del tribunale: i 5.600 euro possono essere ritirati tramite deposito giudiziario presso l’ufficio postale Bari 4 di via Fieramosca. Peccato che la sede risulti chiusa dal dicembre 2024.

La comunicazione avverte inoltre che occorre prendere preventivamente contatti con Equitalia e che, se il denaro non verrà ritirato entro tre mesi, sarà devoluto alla Cassa delle ammende. Il conto alla rovescia, intanto, è già iniziato.

Bari, appalti sospetti all’ex Provincia: prosciolta l’assessora Maurodinoia

Anita Maurodinoia, assessore regionale ai Trasporti, è stata prosciolta nel processo che la vedeva imputata con altre 22 persone e 5 società per corruzione e truffa ai danni della Provincia perché il fatto non sussiste.

I fatti risalgono al periodo tra il 2012 e il 2013, la sentenza è arrivata dopo 5 anni dall’inizio di una delle più lunghe udienze preliminari con diversi reati che si sono prescritti. Secondo l’accusa Anita Maurodinoia e il marito Sandro Cataldo, anche lui prosciolto, erano a capo di un sistema di corruzione nel quale erano coinvolti diversi imprenditori.

Tra i prosciolti anche l’ex dirigente della Provincia Cataldo Lastella, gli imprenditori Vito Partipilo di 82 anni e l’omonimo nipote 35enne, il dirigente dell’ufficio Affari generali, Pietro Gallidoro, il funzionario del gabinetto Giuseppe Rotolo e il capo del gabinetto Mario Ruggiero.