Tragedia sulla provinciale Triggiano-Carbonara, schianto tra moto e auto: muore 20enne. Illesi marito e moglie

Tragedia sulla sp144 che collega Carbonara e Triggiano, dove un ragazzo di 20 anni è deceduto in un incidente stradale. La vittima era in sella ad una moto che si è schiantata contro un’auto. Illesi marito e moglie all’interno della vettura. I due sono stati portati in ospedale in stato di choc. Sul posto Carabinieri, 118 e Vigili del Fuoco.

Dalle prime ricostruzioni pare che la moto andasse ad alta velocità. Non emergono segnali di frenata. La strada è stata chiusa al traffico.

Bari, ruspe in via Principessa Iolanda a Carbonara: demolito vecchio edificio e strada nuova per alleggerire il traffico

L’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi rende noto che sono partiti questa mattina i lavori di demolizione di una porzione del vecchio fabbricato esistente in via Principessa Iolanda, a Carbonara, propedeutici a realizzare il nuovo collegamento terminale della stessa strada con via Vittorio Veneto.

Il cantiere è finanziato con un importo di 119mila euro ed è stato preceduto dall’esproprio di circa 80 metri quadri di superficie. Il progetto ha l’obiettivo di rendere più sicura e fluida la circolazione nel centro di Carbonara, agevolando il traffico veicolare in quella parte del quartiere.

Al termine di via Principessa Iolanda, infatti, fino a oggi per oltrepassare l’edificio di pianta triangolare, era necessario effettuare svolte particolarmente impegnative e strette, tanto da risultare impossibili per auto di medie e grandi dimensioni, nonché per i mezzi pesanti e mezzi di soccorso di grandi dimensioni.

Con i lavori sarà eliminato il restringimento stradale al termine di via Principessa Iolanda e sarà realizzato il tratto terminale di collegamento tra via Principessa Iolanda e via Vittorio Veneto. Sull’area liberata dal fabbricato, al termine del completamento delle operazioni di abbattimento, sarà realizzata una piazzola a verde attrezzato, con panchine, arredo urbano e alberelli, collegata all’altra piazzetta vicina. Tutti i lavori, da cronoprogramma, termineranno entro metà settembre.

“Sono felicissimo perché dopo tanti anni, è arrivato per i residenti di Carbonara questo momento molto atteso – spiega l’assessore Scaramuzzi -. Dopo l’approvazione del progetto da parte della giunta al termine dalla precedente consiliatura, sono partiti gli espropri, terminati a primavera. Da oggi le ruspe stanno abbattendo il vecchio fabbricato dismesso, che rendeva complicate le manovre per le auto e quasi impossibili per i mezzi più ingombranti. In un paio di giorni l’immobile sarà demolito e si potrà finalmente liberare subito la viabilità di via Principessa Iolanda, facendo confluire il traffico veicolare in modo fluido e scorrevole in via Vittorio Veneto. La stradina su cui stiamo intervenendo rappresenta un collegamento fondamentale tra via Vittorio Veneto e via Ugo Foscolo, perché attraversa tutto il centro: il cantiere, quindi, rivoluzionerà la viabilità in questo quadrante di Carbonara. Al posto del vecchio fabbricato, nascerà una piazzetta con verde attrezzato, che contiamo di terminare a inizi settembre. L’intervento era uno degli obiettivi di mandato per Carbonara, insieme ad altre opere che riteniamo strategiche, dai lavori nel centro storico di realizzazione della fogna al rifacimento del basolato, alla rinascita del campo Leo Dell’Acqua con il suo parcheggio. Il prossimo obiettivo sarà la realizzazione di un’area attrezzata a parcheggio in via Ugo Foscolo, su cui stiamo lavorando per dare un ulteriore segnale di attenzione a questa zona della città”.

“L’avvio del cantiere di questa mattina è il risultato di un lavoro fatto negli scorsi anni, richiesto dai residenti di Carbonara ma anche da tutti coloro che si trovano ad attraversare il quartiere, e che fino ad ora avevano affrontato grandi difficoltà in quel punto – sottolinea la presidente del Municipio IV Maria Chiara Addabbo – . È un importante tassello che si aggiunge ai numerosi progetti di riqualificazione che stiamo portando avanti e che ci riconsegneranno un Municipio rinnovato in tante sue strade e piazze strategiche, più sicuro e vivibile”.

Per consentire lo svolgimento dei lavori, con ordinanza è stabilito il divieto di sosta con zona di rimozione forzata e restringimento di carreggiata fino al 31 luglio 2025 dalle ore 6 alle ore 18 lungo il tratto terminale di collegamento tra via Principessa Iolanda e via Vittorio Veneto, e lungo via Vittorio Veneto dal civico 146 al civico 162.

Bari, omicidio Telegrafo in piazza a Carbonara: 5 arresti dopo 10 anni. In manette i killer e il mandante – I NOMI

Cinque persone sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile della questura di Bari nell’ambito dell’inchiesta sull’assassinio di Nicola Telegrafo, ucciso con sei colpi di revolver il 28 maggio di dieci anni fa, in piazza Umberto nel rione Carbonara di Bari.

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In carcere sono finiti i presunti mandante e autori del delitto e chi li avrebbe aiutati a prepararlo. Si tratta di Luigi Guglielmi classe 1982 che per i poliziotti coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia sarebbe il mandante dell’omicidio; Giuseppe Cacucci di 31 anni e Nicola Lorusso di un anno più grande e noto in ambienti criminali come ‘barboncino’, che sarebbero gli esecutori materiali; e Porzia De Sario di 53 anni e il compagno, il 57enne Vito Francavilla detto ‘Vitino il nero’ che avrebbero contribuito alla pianificazione dell’assassinio.

Le indagini si sono avvalse delle dichiarazioni rese da Francavilla e Lorusso, entrambi collaboratori di giustizia che avrebbero confermato quanto gli accertamenti investigativi avevano ipotizzato.

L’omicidio di Telegrafo sarebbe maturato nell’ambito di una faida sanguinaria che, all’epoca dei fatti, avrebbe riguardato da una parte il gruppo Di Cosola, di cui farebbero parte gli arrestati di oggi, e il clan Strisciuglio, di cui la vittima era reggente pro tempore “per la concomitante detenzione del vertice associativo”, spiegano gli inquirenti che sono riusciti a trovare l’arma ridotta in pezzi.

Quanto riferito dai collaboratori di giustizia avrebbe permesso di definire le presunte responsabilità nell’omicidio in capo a Guglielmi, promotore del clan Di Cosola e mandante, per due dei suoi affiliati ovvero Lorusso e Cacucci, il primo avrebbe premuto il grilletto e indossato più giubbotti compreso uno antiproiettili per camuffare la sua stazza, e il secondo sarebbe rimasto alla guida dell’auto su cui sono fuggiti.

La 53enne e Francavilla invece avrebbero fornito “un contributo rilevante nella fase preparatoria del delitto”, aggiungono gli investigatori. Per tutti le accuse sono, a vario titolo, omicidio doloso, porto e detenzione di armi e ricettazione, tutti aggravati dall’associazione per delinquere di stampo mafioso. Risultano indagate altre tre persone, tra cui il padre di Loursso, Saverio che avrebbe nascosto l’arma del delitto.

Bari, omicidio Telegrafo in piazza a Carbonara: 5 arresti e 2 indagati. Decisivi i collaboratori di Giustizia – VIDEO

Nel pomeriggio odierno, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di cinque soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di omicidio doloso, porto e detenzione di armi e ricettazione, tutti aggravati dall’art. 416 bis comma 1, per aver posto in essere condotte finalizzate all’omicidio di Telegrafo Nicola, avvenuto, la sera del 28 maggio 2015, nella piazza centrale del quartiere periferico di Bari Carbonara.

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Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’indagine, coordinata da questa Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Bari ha consentito di accertare che l’omicidio di Telegrafo Nicola è maturato nell’ambito di una faida sanguinaria sussistente, all’epoca, tra clan mafiosi contrapposti: da una parte i Di Cosola, di cui fanno parte i soggetti attinti dalla misura cautelare, dall’altra gli Strisciuglio, di cui Telegrafo era reggente pro tempore, per la concomitante detenzione del vertice associativo.

Determinanti sono state, nel corso del tempo, le attività di intercettazione telefoniche e ambientali, le immagini acquisite il giorno dell’efferato omicidio, sulla piazza Umberto di Carbonara e le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, tra cui anche quelle degli esecutori materiali del delitto, che hanno consentito di riscontrare e valorizzare molti degli elementi emersi, consentendo, tra l’altro, il rinvenimento dell’arma utilizzata per l’agguato e la precisa attribuzione delle responsabilità a tutti i soggetti colpiti dalla misura cautelare.

Le dichiarazioni dei collaboratori di Giustizia, inoltre, sono state fondamentali per accertare i ruoli e le singole responsabilità nell’omicidio, ovvero, in capo a uno dei promotori del clan Di Cosola il ruolo di mandante, per due dei suoi affiliati il ruolo di esecutori materiali, mentre per una donna ed il suo compagno, un contributo rilevante nella fase preparatoria del delitto.

Il provvedimento da eseguire vede altresì indagati – ma non attinti da alcuna misura cautelare – anche altri due soggetti, per la parte relativa all’omicidio, nonché il padre di uno degli esecutori materiali, per quanto attiene l’occultamento dell’arma utilizzata per il delitto.

È importante, tuttavia, sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, riqualificazione e riassetto delle basole storiche di Carbonara: da lunedì al via i lavori fino a luglio

Nell’ambito del secondo contratto attuativo dell’accordo quadro biennale per l’adeguamento, la riqualificazione e la sistemazione delle strade e marciapiedi in aree sottoposte a vincolo culturale, partiranno lunedì 7 aprile, a Carbonara, i lavori di riassetto viario di corso Vittorio Emanuele, via Palmento e della viabilità intorno a piazza Massari.

Il cantiere si concluderà nei primi giorni di luglio: l’intervento permetterà di rimuovere e ricollocare le storiche basole delle strade interessate, con l’obiettivo del riassetto del piano viario, soprattutto nei punti in cui si registrano maggiori disconnessioni.

“Sono felice di comunicare l’avvio di questo cantiere, particolarmente atteso dai residenti, che ha ottenuto il parere favorevole della Sovrintendenza e si avvarrà di un’impresa specializzata nel recupero di basole storiche – spiega l’assessore alla Cura del Territorio – . Lunedì cominciamo con corso Vittorio Emanuele, che sarà completamente riqualificato, e poi procederemo con le altre due strade. I residenti ricorderanno che nei primi mesi siamo andati avanti con grande fatica nella sostituzione dello storico basolato, tutelato e in alcuni punti ormai dissestato, in concomitanza anche con le processioni religiose. Ora possiamo finalmente dare notizia dell’avvio della manutenzione straordinaria, che porterà al totale rifacimento di tutto corso Vittorio Emanuele, dal lato di piazza Umberto fino a corso Vittorio Veneto, atteso da anni. È un disegno che si va completando, con la nuova fogna bianca realizzata intorno al perimetro della piazza, che nei prossimi mesi sarà conclusa grazie allo spostamento del cantiere sull’altro lato della piazza. L’obiettivo di questi interventi è rendere il centro storico di Carbonara, già bellissimo, ancora più vivibile e attrattivo”.

“Ci scusiamo in anticipo con la cittadinanza per gli inevitabili disagi legati al cantiere, ma voglio sottolineare che si tratta di lavori necessari – commenta la presidente del Municipio IV -. Per questo motivo chiediamo la massima collaborazione a tutti e il rispetto della segnaletica posizionata. Siamo certi che questi interventi, tanto richiesti dai cittadini tramite il Municipio, porteranno il nostro territorio a essere sempre più fruibile per i residenti, e ci auguriamo anche che i turisti possano apprezzare sempre più i nostri centri storici”.

Per consentire lo svolgimento del cantiere in sicurezza, da lunedì saranno istituiti temporaneamente e fino al termine dei lavori, la chiusura al transito veicolare, il divieto di sosta e di fermata ambo i lati su tutto corso Vittorio Emanuele. Per i frontisti sarà possibile il doppio senso di circolazione alternato.

Da Carbonara a Poggiofranco, volpi avvistate in giro per Bari. Nogez: “Interessate ai cuccioli come preda”

Volpi in giro per la città di Bari. Da Carbonara a Poggiofranco, sono due gli avvistamenti registrati nelle ultime settimane. Il primo è stato segnalato sui social dal Nogez, il secondo avvenuto in via Mazzitelli invece via social. Al momento non è noto sapere se si tratta dello stesso esemplare. Altri avvistamenti sono registrati a Loseto, San Paolo e Valenzano.

“È stata avvistata una volpe alla ricerca di cibo nella zona residenziale di via Luigi Ranieri a Bari – si legge nel post del Nogez -. È bene specificare che le volpi non sono un pericolo per le colonie feline presenti in zona, non attaccano gatti adulti, ma potrebbero essere interessate ai cuccioli come preda per la sopravvivenza”.

“È importante allontanarla dalla zona abitata, dove potrebbe essere investita dalle auto. Non lasciare assolutamente del cibo. La volpe deve vivere nel suo habitat che non è di certo quello cittadino. È un canide ma non un cane – aggiunge il Nogez -. È bella da vedere ma non deve essere addomesticata. Per il suo bene si deve fare in modo che ritorni in campagna e nei boschi”.

Sicurezza a Bari, dal 26 marzo anche a Carbonara istituite le zone di vigilanza rafforzata per 30 giorni: l’ordinanza

A partire da domani, mercoledì 26 marzo, anche a Carbonara saranno istituite zone di vigilanza rafforzata. La durata prevista è di 30 giorni ed è imposto il divieto di stazionamento nei confronti di persone con atteggiamenti molesti o aggressivi e che siano stati destinatari di segnalazioni all’Autorità Giudiziaria nei cinque anni precedenti, per determinati reati.

“Viene disposto il divieto di stazionare indebitamente nelle zone cittadine sopra indicate, ai soggetti che in tali aree assumano atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, determinando pericolo concreto per la sicurezza pubblica, tale da ostacolare la libera e piena fruibilità di quelle aree, e che risultino già destinatari di segnalazioni all’Autorità Giudiziaria, nel corso dei cinque anni precedenti per reati in materia di stupefacenti, contro la persona, per furto con strappo, rapina, danneggiamento, invasione di terreni o di edifici, detenzione e porto abusivo di armi e porto d’armi oppure oggetti ad offendere. Il provvedimento, per i trasgressori, prevede divieto di transito e permanenza nelle aree elencate, per un periodo di massimo 48 ore”, si legge nell’ordinanza.

Ecco le zone interessate dal provvedimento: piazza Umberto I e relative vie e piazze adiacenti, via Ugo Foscolo (tratto che via da Piazza Umberto I a Piazza Trieste), piazza Trieste, piazza Castello, corso Vittorio Emanuele), via Duomo, via Nilo, piazza Santa Maria del Fonte, via XX Settembre, vico del Carmine, via Agostinelli, via Calatafimi; Via Principe, via San Paolo, via Gioberti, via Perticari, via Nazario Sauro (tratto che va da Piazza Umberto I all’incrocio con Via Pola),via della Croce,via Ospedale Di Venere (tratto che va da Piazza Umberto I all’incrocio con via della Croce), via Giuseppe De Marinis (tratto che va da Piazza Umberto I all’incrocio con via Firenze).

Bari, a Carbonara le prime due carovane del servizio Piedibus con gli alunni della scuola Dalesio

È partita questa mattina la sperimentazione dei nuovi percorsi organizzati grazie al progetto “Piedibus Bari”, l’iniziativa di mobilità scolastica sostenibile promossa dal Comune di Bari in collaborazione con le cooperative sociali ConHome ed Equal Time.

La prima carovana di studenti, accompagnata dagli assessori alla Cura del territorio, Domenico Scaramuzzi, alla Vivibilità urbana, Carla Palone, e alla Conoscenza, Vito Lacoppola, con il supporto degli operatori della cooperativa Equal Time e della Polizia locale, si è mossa da piazza Umberto I (linea verde del Piedibus) per raggiungere il plesso della scuola primaria Dalesio dell’I.C. “Giovanni Paolo II – De Marinis”.

Una seconda carovana, diretta allo stesso istituto scolastico, si è mossa invece dall’area di parcheggio del mercato di via Vaccarella (linea rossa del Piedibus), in compagnia della presidente del Municipio IV Maria Chiara Addabbo.

Il progetto ha previsto una prima fase di conoscenza e condivisione attraverso laboratori con gli alunni e incontri formativi con i genitori delle scuole interessate, cui è stato anche sottoposto un questionario sulle abitudini di mobilità.

Le linee di “Piedibus” saranno testate coinvolgendo studenti delle classi quarte e quinte, docenti e famiglie con l’obiettivo di creare percorsi sostenibili, all’interno di “comfort zone urbane”, con la scuola al centro e punti di scambio intermodale ai margini. Durante la fase di sperimentazione dei percorsi, verranno raccolti dati utili a valutare l’impatto del progetto e apportare eventuali miglioramenti. Al termine, verrà elaborato un modello operativo del servizio, che potrà essere adottato ogni anno, contribuendo a consolidare un cambiamento positivo e duraturo nella mobilità scolastica cittadina.

Vittima innocente di mafia, a Carbonara il ricordo di Giuseppe Mizzi 14 anni dopo. Leccese: “Bari è cambiata”

Si è svolta questa mattina in via Venezia, a Carbonara, la cerimonia organizzata dall’amministrazione comunale per ricordare Giuseppe Mizzi, vittima innocente di mafia, a 14 anni dal suo omicidio.

All’evento, accanto ai familiari di Giuseppe Mizzi, hanno partecipato il sindaco Vito Leccese, l’assessora regionale alla Legalità e Antimafia sociale Viviana Matrangola, il prefetto Francesco Russo, il questore Massimo Gambino, l’assessore comunale alla Legalità e Antimafia sociale Nicola Grasso, la presidente del Municipio IV Maria Chiara Addabbo e il referente regionale dell’associazione Libera don Angelo Cassano.

Come noto, Giuseppe Mizzi, padre e marito esemplare, dedito alla famiglia e al lavoro, fu brutalmente assassinato, all’età di 39 anni, davanti alla sua abitazione il 16 marzo del 2011. Per l’omicidio di Giuseppe Mizzi è stato condannato all’ergastolo il boss barese Antonio Battista, ritenuto affiliato al clan Di Cosola.

“Ringrazio i rappresentanti delle istituzioni, l’assessora regionale Viviana Matrangola, la presidente e i consiglieri municipali, e tutti i presenti, ma soprattutto i familiari di Giuseppe Mizzi per essere qui – ha detto Vito Leccese -, perché in questo modo Pino, come lo chiamavano tutti, continua a vivere nel ricordo che ha lasciato di sé, quello di padre amorevole e di marito che viveva con passione la sua vita familiare e il suo lavoro. Quello che è successo 14 anni fa in questa strada è il segno tangibile di una criminalità organizzata che non si faceva scrupoli ad uccidere, sparando alle spalle un innocente che nulla aveva a che fare con il mondo criminale. La ricostruzione giudiziaria di quell’episodio è terribile, perché racconta che il mandante, che sta scontando l’ergastolo in prigione, aveva ordinato ai suoi sicari di uccidere a caso per le strade del quartiere come ritorsione per l’agguato di cui era rimasto vittima qualche giorno prima: Giuseppe Mizzi mentre rientrava a casa, a pochi passi dalla sua abitazione è stato raggiunto da sei colpi di pistola, senza alcuna possibilità di scampo. Oggi è giusto essere qui, rappresentanti delle istituzioni e cittadini, per ricordare il martirio di Pino, perché se è vero che la nostra città negli ultimi anni è cambiata, ci sono ancora zone del territorio cittadino che continuano a vivere nella paura della violenza e dell’arbitrio di una criminalità organizzata che non si vuole arrendere. In questi ultimi anni, grazie al lavoro della magistratura, delle forze dell’ordine, delle associazioni, Libera su tutte, e delle parrocchie, è cresciuta la consapevolezza civile, e con essa la voglia di riscatto di una comunità che ispira i propri comportamenti ai valori di legalità e al rispetto delle regole, ma siamo consapevoli di dover continuare a tenere alta la guardia e a coltivare gli anticorpi dell’antimafia sociale e dell’impegno, ciascuno per le proprie responsabilità nell’esercizio del proprio ruolo. Per questo l’auspicio che sento di condividere con tutti voi è che questa giornata non sia un esercizio retorico ma un monito per tutti affinché nella nostra città non si debbano più piangere vittime innocenti di mafia e perché l’impegno sociale e civile diventi responsabilità condivisa. Ricordare Pino, lo dico a Katia, ai suoi figli, ai suoi amici, significa ricordare un uomo che aveva voglia di vivere e di gioire delle cose belle della vita ed è in nome di quella passione e di quell’entusiasmo che dobbiamo continuare a lavorare per rafforzare il senso di comunità che ci rende più forti e capaci di costruire una città migliore per tutti”.

“Il 16 marzo del 2011 è stato un giorno che non ho più dimenticato – ha spiegato Maria Chiara Addabbo -: allora, avevo 17 anni, ho capito di vivere in un quartiere in cui la mafia poteva uccidere un innocente senza alcuna ragione, e ho maturato una nuova consapevolezza e un nuovo senso dell’impegno civile: non a caso l’indomani chiesi alla mia scuola di poter partecipare alla marcia contro le mafie organizzata il 19 marzo a Potenza. Molte volte è stato detto che Giuseppe Mizzi si è trovato nel luogo sbagliato nel momento sbagliato: ecco io credo che non sia così, che non sia mai sbagliato muoversi liberamente negli spazi pubblici. Per questo, oggi, voglio dire che la nostra forza risiede nel continuare a camminare insieme, senza paura, ogni giorno, nelle strade e nelle piazze dei nostri quartieri e che piuttosto è la criminalità organizzata a dover temere la nostra consapevolezza e l’impegno di cittadinanza attiva che anima la rete civile che abbiamo costruito insieme. Ai ragazzi e alle ragazze che sono qui dico anche di non aver paura di parlare, di denunciare ciò che vedono rivolgendosi alle istituzioni, alle forze dell’ordine, ai loro insegnanti o a chi gli è vicino, perché prendere posizione, fare una scelta di campo, vivere e animare gli spazi pubblici significa togliere spazio alla criminalità. Ieri, ad esempio, ci siamo ritrovati nel giardino di Loseto intitolato a Giuseppe Mizzi, un luogo che vogliamo diventi sempre più uno spazio di aggregazione e di comunità in cui condividere pensieri e progetti di cittadinanza attiva e solidale. Infine desidero confermare, da parte mia e dell’intero Municipio, la massima disponibilità ad ascoltare e ad accogliere ogni segnalazione o stimolo utile a rafforzare ulteriormente il nostro impegno quotidiano a combattere le mafie e le logiche criminali”.

Degrado a Bari, rifiuti abbandonati fuori orario: sanzionate 7 persone all’alba. A Carbonara sospeso circolo abusivo

Continuano i controlli della Polizia Locale di Bari contro lo smaltimento illecito dei rifiuti e per il contrasto alle diverse forme di abusivismo. Questa mattina all’alba sono state sanzionate sette persone, sorprese dagli agenti in borghese mentre abbandonavano rifiuti senza rispettare regole e orari di conferimento.

Nello specifico, il nucleo ‘anti-degrado’ della Polizia Locale ha sanzionato sei persone in Stradella Cannaruto, multate per avere depositato i loro sacchetti fuori orario; in via Conte Giusso, inoltre, gli agenti hanno individuato e sanzionato un uomo, residente a Modugno, che aveva abbandonato ingombranti di fianco ai cassonetti. Le sanzioni previste in questi casi sono comprese tra un minimo di 25 e un massimo di 500 euro, come stabilito da ordinanza sindacale e dall’art. 7 bis D.Lgs. 18/08/2000 n. 267.

A Carbonara, invece, la Polizia Locale ha scoperto un circolo privato che esercitava l’attività abusiva di somministrazione di alimenti e bevande senza le dovute autorizzazioni. Durante un controllo del settore Annona, gli agenti hanno verificato che all’interno dei locali del circolo ricreativo vi erano alimenti e bevande che venivano somministrati a soci e non, senza che il titolare fosse in possesso della Scia richiesta, che andrebbe presentata presso lo Sportello Unico Attività Produttive del Comune di Bari. Per questo la merce è stata sequestrata ed è stata ordinata la cessazione immediata con divieto di prosecuzione di ogni attività di somministrazione abusivamente esercitata.

“Ringrazio la Polizia Locale per l’impegno costante contro ogni forma di illegalità e per il rispetto delle regole, a vantaggio delle attività commerciali e ristorative che lavorano con onestà e sacrifici – commenta l’assessora alla Vivibilità Urbana Carla Palone -. In tema di rifiuti, avevamo annunciato un’ulteriore stretta contro gli incivili che, anche in ‘trasferta’, continuano a sporcare e inquinare la nostra città. Le attività di contrasto agli illeciti e di repressione dei reati, lo ricordiamo, sono sempre affiancate da massicce campagne di informazione e sensibilizzazione, che auspichiamo incidano sempre più sul contrasto all’odioso fenomeno della migrazione dei rifiuti”.