Forte vento a Bari, dirottati quattro voli all’aeroporto di Brindisi. Crollano alberi e pali a Molfetta e Gioia – FOTO

Il maltempo annunciato nelle scorse ore è arrivato puntuale, segnando un brusco cambio rispetto al clima quasi estivo del weekend appena trascorso. Le condizioni meteo avverse, caratterizzate da forti raffiche di vento, hanno avuto ripercussioni immediate anche sul traffico aereo.

Nella mattinata odierna, quattro voli diretti all’aeroporto di Bari sono stati dirottati verso lo scalo di Brindisi per ragioni di sicurezza. Si tratta di collegamenti in arrivo da Siviglia, Barcellona, Pisa e Torino.

Il primo volo coinvolto è stato un Ryanair partito dalla Spagna alle 6:41, seguito da un volo Vueling decollato da Barcellona alle 8. Successivamente, hanno subito variazioni anche due voli Ryanair previsti in arrivo alle 9:30 e alle 9:40, rispettivamente da Torino e Pisa.

Già nella serata di ieri, l’intensificarsi del vento aveva reso necessarie manovre particolari da parte dei piloti, mentre era stato diramato un avviso di condizioni meteorologiche avverse valido per almeno 24 ore. Da segnalare anche i crolli di alberi e pali della pubblica illuminazione a Bari, Molfetta e Gioia.

Terlizzi, 18enne si schianta con lo scooter contro un cavallo mentre va a scuola: è grave. Ricoverato a Bari

Un ragazzo di 18 anni è rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto ieri mattina a Terlizzi, mentre era diretto a scuola a Molfetta. Il giovane viaggiava in scooter lungo la strada provinciale 2 quando si è scontrato con un cavallo che si aggirava tra le auto.

Dopo l’impatto, il 18enne è stato soccorso e trasferito in codice rosso al Policlinico di Bari, dove si trova ricoverato nel reparto di Rianimazione.

L’animale era stato avvistato sulla carreggiata della strada che collega Terlizzi a Ruvo, creando una situazione di pericolo per gli automobilisti in transito. Sulla dinamica dell’incidente sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri.

Venerdì santo, a Valenzano due donne portatrici di una statua dei misteri. Il maestro Muti in processione a Molfetta

“Fin da bambina ho sempre ammirato la cura con cui mio padre ha conservato la statua, gesti che aveva imparato dallo zio. Attenzioni che ora sono anche mie e portarla in processione è stato naturale, è stato come realizzare il sogno che avevo fin da piccola”.

Rossella Laricchia, ha 30 anni, è di Valenzano (Bari), e nella vita fa il funzionario addetto all’ufficio per il processo della Corte d’appello di Bari. Questa mattina però, ha messo da parte fascicoli e Codici, per indossare il tailleur nero del portatore di una delle 50 statue dei misteri che hanno sfilato in paese questa mattina. Non era la sola donna nella squadra di uomini: con lei c’era la sua amica Anna, ingegnere di 28 anni.

“Mentre chiacchieravamo settimane fa, le raccontavo della processione, del nostro attaccamento alle statue e le ho chiesto se volesse far parte anche lei dei portatori e ha detto sì. Così, oggi insieme abbiamo partecipato alla processione”, dice. In paese i Misteri hanno una particolarità: sono conservati a casa. “La statua della mia famiglia è quella del rinnegamento di Pietro, risale all’800, è una delle più antiche – continua Rossella – e fa parte della mia vita da sempre. L’anno scorso la mia processione è stata simbolica: ho percorso un breve tratto. Oggi, invece, sono riuscita a completare il percorso”.

Che si snoda per il paese partendo da corso Aldo Moro alle 11 del mattino. “Alle 8 la banda preleva a casa le statue che piano piano si mettono assieme e solo dopo l’arrivo dell’ultima, si parte”, continua Rossella che ammette di aver provato una forte emozione. “È una fatica, lo confesso, ma è una fatica che si trasforma in sentimento, in commozione”, aggiunge. Si avverte la stanchezza? “Forse avrei dovuto prepararmi a livello fisico, ma posso dire che non è stata traumatico. Anna invece è un’atleta ed è stata aiutata nel cammino”, sorride Rossella. “L’anno prossimo ci sarò, ormai sarà tradizione anche per me come lo è per tutta la mia famiglia”, promette.

A Molfetta invece confratello d’eccezione il maestro Riccardo Muti che ha indossato il camice marrone con il cappuccio posato sulla testa, il cingolo rosso e i guanti neri a coprire le mani che reggono un cero. Muti è tra i componenti dell’arciconfraternita di ‘Santo Stefano dal sacco rosso’ che ha partecipato alla processione dei cinque Misteri a Molfetta, città in cui il celebre direttore d’orchestra è cresciuto.

Entrato a far parte della Arciconfraternita ad honorem nell’aprile dell’anno scorso, Muti sta partecipando alla processione che solitamente sfila per le strade della città nella notte tra il giovedì e il venerdì santo. La pioggia ne ha però posticipato l’inizio e il corteo religioso si sta svolgendo oggi pomeriggio. Tanto lo stupore di chi assiste alla processione nel vedere un partecipante così famoso che “per la prima volta da confratello è in processione”, dice chi assiste ogni anno alla processione.

Molfetta, la Corte di Cassazione annulla l’arresto dell’ex sindaco Minervini: “Nessun indizio di colpevolezza”

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio a gennaio le misure cautelari nei confronti dell’ex sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, mettendo definitivamente fine alla vicenda giudiziaria che lo aveva coinvolto nel 2025.

Nelle nove pagine di motivazioni, i giudici della Suprema Corte sottolineano come “non sia prospettabile un diverso epilogo in un eventuale giudizio di rinvio”, cancellando sia l’ordinanza del gip del tribunale di Trani che aveva disposto l’arresto, sia quella del Tribunale del Riesame che aveva successivamente attenuato la misura imponendo il divieto di dimora negli uffici comunali per un anno.

La decisione chiude il caso che aveva portato Minervini agli arresti domiciliari dal 6 al 28 giugno 2025, nell’ambito di un’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici a Molfetta. Sono rimaste coinvolte anche altre persone.

Secondo la Cassazione, per tutti e nove i capi di imputazione non sussistono indizi di colpevolezza e viene esclusa qualsiasi rilevanza penale delle contestazioni. In sostanza, l’ex primo cittadino non avrebbe dovuto essere arrestato.

La vicenda giudiziaria aveva avuto ripercussioni anche sul piano amministrativo: il Comune era stato inizialmente guidato dal vicesindaco Nicola Piergiovanni, per poi arrivare allo scioglimento dell’amministrazione a seguito delle dimissioni di tredici consiglieri. Attualmente, la gestione dell’ente è affidata a un commissario straordinario nominato dalla Prefettura.

Nuovo ospedale di Bisceglie-Molfetta, via libera dal Ministero della Salute: in arrivo 183 milioni. Pronto entro 6 anni

Il ministero della Salute ha approvato il finanziamento di circa 183 milioni per la realizzazione (altri 9,6 milioni sono a carico della Regione) del nuovo ospedale di ‘Bisceglie-Molfetta’, nel nord Barese.

La cifra finanziata dal governo centrale è stata inserita nel bilancio regionale con una variazione approvata oggi dalla giunta guidata da Antonio Decaro. A questo punto – spiega la Regione in una nota – si potrà procedere con la progettazione esecutiva e l’indizione della gara e la successiva aggiudicazione dell’intervento con un appalto integrato.

Il cronoprogramma prevede la messa in esercizio del nuovo ospedale in sei anni e tre mesi. Il nuovo presidio ospedaliero, classificato come Dea (dipartimento di emergenza e accettazione) di primo livello, sorgerà tra Bisceglie e Molfetta per servire un bacino d’utenza di 250.000 persone. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica prevede una dotazione di circa 250 posti letto. La struttura è destinata a ospitare 14 discipline mediche e chirurgiche.

Sono stati previsti inoltre un servizio di oncologia per il trattamento chemioterapico, ambulatori per le prestazioni in day service e a supporto dell’attività di ricovero, un pronto soccorso con 10 posti letto, la radiologia, il laboratorio analisi e la farmacia ospedaliera. L’approvazione del finanziamento giunge dopo un complesso iter amministrativo che ha visto la collaborazione tra ministero della Salute, Regione Puglia e Asl Bat. La procedura è di competenza della Asl Bat.

Concorsi Arca e tessere PD, Molfetta caput mundi: tutti gli uomini del Presidente De Nicolo

Torniamo ad occuparci dell’Arca e dell’ombra del Partito Democratico sui diversi concorsi per l’assunzione di personale amministrativo e tecnico. Lo facciamo dopo il blitz nella sede del Pd di Molfetta e il confronto con il tesoriere che non aveva gradito la nostra incursione. Siamo in grado di fare i nomi e cognomi dei vincitori e parlare del rapporto dei vincitori con l’amministratore unico dell’Arca, Piero De Nicolo, e con il Pd di Molfetta, grazie anche al prezioso contributo di un aiutante improvvisato.

Assistenza domiciliare, aumentano le tariffe a Molfetta e Giovinazzo. Gli operatori: “Preoccupati da possibili rinunce”

“Con la presente desideriamo portare all’attenzione una situazione di estrema preoccupazione che riguarda il Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) nell’Ambito Territoriale dei Comuni di Molfetta e Giovinazzo. La questione sorge a seguito dell’adozione della Delibera commissariale n. 56 del 23/12/2025, con la quale sono state ridefinite le tariffe di compartecipazione per gli utenti, la cui entrata in vigore è prevista a partire dal 1° marzo 2026”.

Inizia così il comunicato degli Operatori Socio-Sanitari e Socio-Assistenziali dei Servizi ADI e SAD di Molfetta – Giovinazzo. “Siamo oltre 30 operatori socio-sanitari e socio-assistenziali che ogni giorno garantiscono assistenza a persone anziane, disabili e fragili del nostro territorio. Lavoriamo in questo servizio da oltre vent’anni, assicurando continuità, professionalità e un punto di riferimento stabile per tante famiglie – si legge nella nota -. La nuova articolazione tariffaria comporta un aumento significativo della compartecipazione economica. In particolare, si passerà da compartecipazioni comprese tra i 3€ e i 5€ orari a compartecipazioni che potranno variare dai 3€ fino a 19,85€ orari per ISEE superiori a 15.000 euro. Un incremento così rilevante rischia di determinare un drastico calo delle richieste del servizio, poiché molte famiglie non potranno sostenere costi mensili che, per un piano assistenziale di 6 ore settimanali, possono superare i 500 euro mensili. Il rischio concreto è che utenti fragili rinuncino a un servizio essenziale per ragioni esclusivamente economiche”.

“Le conseguenze ricadranno inevitabilmente anche su di noi. La riduzione delle richieste comporterà una diminuzione delle ore lavorative, nonostante i nostri contratti a tempo indeterminato prevedano ore contrattuali elevate. Dopo anni di lavoro, formazione, sacrifici e dedizione, temiamo di ritrovarci senza lavoro o di dover accettare riduzioni contrattuali che mettono a rischio la stabilità economica delle nostre famiglie – aggiungono -. Chi tutela oltre 30 lavoratori che hanno garantito per anni la continuità assistenziale sul territorio? Chi si prenderà cura dei più fragili se il servizio verrà progressivamente ridimensionato? Non si tratta soltanto di una questione economica, ma di una scelta che incide sulla dignità delle persone assistite, sulla tenuta sociale del territorio e sulla sicurezza lavorativa di professionisti che hanno investito gran parte della propria vita in questo servizio pubblico.
Con questa comunicazione chiediamo risposte concrete e tempestive. È necessario comprendere quali misure si intendano adottare per evitare il ridimensionamento del servizio, la rinuncia da parte degli utenti e la perdita di posti di lavoro. Non possiamo restare nell’incertezza, così come non possono restarci le famiglie che assistiamo ogni giorno”.

“Chiediamo un incontro urgente con il Commissario Straordinario e le Autorità competenti per discutere soluzioni che tutelino i diritti degli utenti e la dignità lavorativa del personale; una mediazione istituzionale affinché la Regione Puglia intervenga presso il Comune di Molfetta per valutare una revisione delle aliquote e delle soglie ISEE; garanzie concrete sul mantenimento dei livelli occupazionali, affinché non venga disperso il patrimonio di esperienza e umanità che abbiamo costruito in 26 anni di servizio – concludono -. Confidiamo nella sensibilità istituzionale e in un pronto riscontro, certi che la tutela dei lavoratori e della salute dei cittadini fragili debba restare una priorità assoluta”.

Molfetta, bomba esplode davanti alla villa di un imprenditore edile: indagini in corso

Domenica scorsa un ordino di media potenza è esploso all’esterno della villa di un imprenditore a Molfetta, sulla strada provinciale 56 che conduce a Ruvo. Un attentato intimidatorio che fortunatamente non ha causato feriti.

Si registrano però danni ingenti, il boato è stato udito in diverse zone della città. Sul luogo dell’esplosione è presente anche la sede operativa dell’azienda leader nel settore edilizio.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno avviato le indagini con la Scientifica. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per cercare di risalire ad elementi utili. L’imprenditore, vittima dell’agguato, è stato già ascoltato ma non ha saputo fornire spiegazioni sulla vicenda.

Folle inseguimento a Bari, arrestato dopo schianto all’Ikea. Poi il blitz a Molfetta e il maxi sequestro di droga

Nei giorni scorsi un uomo, ritenuto vicino a un clan del rione Libertà, è stato arrestato dopo un inseguimento concluso con un incidente stradale a Mungivacca. 

L’episodio è avvenuto nei pressi dell’Ikea: l’uomo, alla guida di una Renault Captur, alla vista della polizia ha tentato la fuga. Con sé aveva alcune dosi di sostanza stupefacente.

Durante l’inseguimento ha perso il controllo dell’auto, schiantandosi contro un palo dell’illuminazione.  È rimasto ferito ed è stato soccorso dal 118, poi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Dalle indagini successive è emerso che l’uomo era coinvolto in un’attività di spaccio.

Gli investigatori hanno seguito una pista che li ha portati fino a Molfetta, dove in un garage è stato scoperto un vero e proprio deposito di droga: decine di chilogrammi di stupefacenti pronti per rifornire le piazze di spaccio della zona. Si tratta di uno dei sequestri più rilevanti degli ultimi tempi.

L’uomo, che custodiva le chiavi del garage, è stato arrestato, mentre le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti con ambienti della criminalità organizzata.

Molfetta, guardia giurata immobilizzata e aggredita nella zona industriale: rubata la pistola. Caccia ai 4 responsabili

Nella notte tra domenica e lunedì, nella zona industriale di Molfetta (vicino al centro commerciale Gran Shopping Mongolfiera), una guardia giurata di 50 anni è stata aggredita da quattro persone con il volto coperto.

L’uomo, dipendente della società Sicuritalia, stava svolgendo un normale servizio di pattugliamento quando è stato bloccato da un’auto scura con quattro individui a bordo.

I malviventi lo hanno immobilizzato, minacciato e malmenato, riuscendo a sottrargli la pistola d’ordinanza (una Beretta calibro 9×21). Hanno anche tentato di strappargli il giubbotto antiproiettile, senza riuscirci.

Dopo l’aggressione, i quattro sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce. La guardia giurata, pur sotto shock, non ha riportato gravi conseguenze fisiche ed è riuscita a dare l’allarme alla centrale operativa e al 112.

I carabinieri hanno avviato immediatamente le indagini, acquisendo anche i filmati di videosorveglianza della zona per cercare di identificare i responsabili. Al momento non si conoscono né l’identità dei quattro aggressori né il movente dell’aggressione.