Omicidio La Forgia a Molfetta, la fidanzata: “Mi ha buttato giù prima che gli sparassero. Così mi ha salvato”

Emergono nuovi particolari sull’omicidio di Antonio “Anthony” La Forgia, il 23enne ucciso nella notte del 15 giugno a Molfetta mentre si trovava in auto con la fidanzata. La giovane si è salvata grazie a un gesto istintivo dello stesso La Forgia che, pochi istanti prima degli spari, l’avrebbe spinta verso il basso, evitandole di essere colpita. «Anthony mi disse di fermarmi, frenai e il telefono cadde a terra. Mi abbassai per prenderlo e lui mi buttò la testa giù», ha raccontato la ragazza.

Secondo gli inquirenti, il delitto sarebbe maturato nell’ambito delle rivalità tra gruppi dediti allo spaccio di droga per il controllo delle piazze di vendita. Dopo l’omicidio, gli investigatori hanno temuto possibili ritorsioni, anche da parte del fratello diciottenne della vittima, e per questo la Procura di Trani e la Procura per i Minorenni di Bari hanno disposto tre fermi per omicidio. In carcere sono finiti Michele Parisi, 53 anni, Ilario Camporeale, 24 anni, e un minorenne. Un quarto giovane, di 23 anni, è stato invece arrestato per detenzione di un’arma.

Le indagini hanno ricostruito un clima di forte tensione tra La Forgia e il minorenne arrestato. Una settimana prima dell’agguato il giovane avrebbe minacciato la vittima per questioni legate allo spaccio, mentre poche ore prima del delitto La Forgia gli avrebbe puntato una pistola contro durante un acceso confronto.

Dalle indagini emerge inoltre che, nonostante un passato in carcere minorile durante il quale aveva espresso il desiderio di costruirsi una vita diversa, La Forgia avrebbe ripreso l’attività di spaccio, utilizzando anche un bed & breakfast come presunta base operativa. Gli investigatori evidenziano infine che il minorenne arrestato avrebbe pubblicato sui social, poche ore prima dell’omicidio, un video in cui mostrava un revolver accompagnato da un messaggio dal tono intimidatorio, ritenuto significativo nell’ambito delle indagini.

Omicidio Antony La Forgia a Molfetta: tre fermati. Tra loro anche un minorenne: è ritenuto il killer

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Antony La Forgia, il 23enne ucciso a colpi di pistola il 16 giugno scorso a Molfetta. I carabinieri hanno eseguito tre fermi nei confronti di altrettanti presunti responsabili, tra cui un minorenne, su disposizione delle Procure di Trani e per i Minorenni di Bari.

Secondo gli investigatori, il delitto sarebbe stato pianificato nell’ambito di contrasti legati al controllo dello spaccio di droga. Un amico della vittima sarebbe stato costretto a fare da “esca”, attirando La Forgia nel luogo dell’agguato, dove il 23enne è stato raggiunto dai colpi d’arma da fuoco mentre era ancora nella sua auto.

Decisive per le indagini sarebbero state le immagini dei sistemi di videosorveglianza, che hanno consentito ai carabinieri di ricostruire gli spostamenti dei presunti coinvolti.

Nello stesso filone investigativo è stata eseguita anche un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 23enne tranese Francesco Ditaro, accusato di detenzione illegale di armi: secondo l’accusa avrebbe manifestato l’intenzione di vendicare l’omicidio o di armarsi per affrontare i presunti responsabili. Gli indagati restano presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

Omicidio La Forgia a Molfetta, due persone fermate: ecco chi sono. Nel delitto coinvolto anche un minore

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Antony La Forgia, il 23enne ucciso il 16 giugno scorso a Molfetta. Due persone sono state sottoposte a fermo: si tratta di Michele Parisi, 53 anni, e Ilario Camporeale, 24 anni.

Tra i presunti esecutori materiali dell’agguato ci sarebbe anche un minorenne, nei cui confronti procede la magistratura minorile. Altre cinque persone risultano indagate nell’ambito della stessa inchiesta.

Secondo gli investigatori, i due fermati avrebbero attirato un amico della vittima con il pretesto di bere qualcosa insieme, per poi minacciarlo con due pistole e costringerlo a chiamare La Forgia, facendogli credere di essere in difficoltà. Una volta giunto sul posto, il 23enne sarebbe stato raggiunto da due uomini con il volto coperto da passamontagna che avrebbero aperto il fuoco, uccidendolo.

L’accusa di omicidio è aggravata dalla premeditazione, dai futili motivi e dal coinvolgimento di un minorenne. I fermi sono stati eseguiti tra domenica e lunedì, mentre si attende l’udienza di convalida davanti al gip.

L’inchiesta coinvolge anche altre cinque persone. Quattro di loro, tra cui una donna, sono indagate per detenzione di armi finalizzata, secondo l’accusa, a vendicare l’omicidio di La Forgia. Un quinto indagato è invece accusato di aver ostacolato le indagini.

Omicidio La Forgia a Molfetta, fermati due giovani: blitz nella notte per scongiurare la fuga

Svolta nelle indagini sull’omicidio di Antonio La Forgia, il 23enne ucciso a colpi di pistola a Molfetta nella notte tra il 15 e il 16 giugno. Nella notte tra domenica e lunedì scorso i carabinieri hanno fermato due giovani ritenuti i presunti responsabili del delitto, al termine di un blitz scattato per il timore che potessero tentare la fuga.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, coordinati dalla Procura di Trani, La Forgia fu vittima di un vero e proprio agguato mentre si trovava in auto con la fidanzata, all’incrocio tra via Corrado Salvemini e viale Giovanni XXIII.

I killer avrebbero esploso almeno cinque colpi di pistola, uno dei quali ha raggiunto il 23enne alla testa. Trasportato d’urgenza all’ospedale “Don Tonino Bello”, il giovane è morto poco dopo il suo arrivo.

Le indagini avrebbero delineato il movente come una spedizione punitiva. Gli accertamenti si sono concentrati sui rapporti e sulle dinamiche tra i giovani appartenenti alle famiglie criminali del territorio. Uno dei due fermati sarebbe infatti riconducibile a uno dei clan egemoni del Barese.

Gli investigatori stanno inoltre verificando la posizione di una terza persona che potrebbe essere coinvolta nella vicenda. Antonio La Forgia era tornato in libertà da circa sei mesi dopo aver scontato un periodo di detenzione.

Tentato omicidio a Molfetta, cerca di sparare a un 18enne ma la pistola si inceppa: 4 arresti

Sono quattro le persone arrestate dai carabinieri per il tentato omicidio di un 18enne di Giovinazzo, avvenuto il 18 marzo scorso a Molfetta. Secondo le indagini, uno degli aggressori avrebbe cercato di sparare al giovane, ma l’arma si sarebbe inceppata.

A quel punto la vittima sarebbe stata picchiata violentemente dai quattro. L’ordinanza di custodia cautelare, eseguita al termine di oltre tre mesi di indagini, ha portato in carcere tre giovani tra i 24 e i 27 anni, mentre un 51enne è stato posto agli arresti domiciliari.

L’agguato, avvenuto nei pressi del parco di piazza Roma, sarebbe maturato per motivi personali legati a una ragazza. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni personali e detenzione e porto abusivo di armi.

Flotilla, detenuto per un mese in Libia. Domenico Centrone è tornato a Molfetta: “Se tornassi indietro lo rifarei”

È tornato a casa, a Molfetta, Domenico Centrone, il docente 33enne e attivista della carovana umanitaria di terra della Global Sumud Flotilla per Gaza, rimasto trattenuto per un mese in Libia insieme ad altri nove attivisti, tra cui la foggiana Dina Alberizia.

Dopo l’atterraggio a Fiumicino nella mattinata del 24 giugno, in serata è stato accolto nella sua città dall’affetto di familiari, amici e compagni di attivismo.

“Se dovessi tornare indietro lo rifarei”, ha dichiarato Centrone ai cronisti, spiegando però che fino a poche ore prima della liberazione temeva di dover restare in Libia fino ad agosto.

Il 33enne ha poi ribadito il valore dell’impegno umanitario a sostegno della Palestina: “Anche persone comuni possono contribuire a cambiare le cose, mettendosi a rischio e dimostrando che le proprie azioni possono avere un impatto concreto”.

Omicidio La Forgia a Molfetta, caccia al killer: sospetti su un minorenne vicino a un clan locale. Ci sono indizi

Proseguono senza sosta le indagini sull’omicidio di Antony La Forgia, il 23enne ucciso nella notte tra il 15 e il 16 giugno a Molfetta. Nelle ultime ore è stata intensificata la caccia ai responsabili, con l’ausilio anche di elicotteri che hanno sorvolato la zona occidentale della città, teatro del delitto e del precedente litigio che avrebbe preceduto l’agguato.

Fondamentale, finora, si è rivelata la testimonianza della giovane alla guida dell’auto sulla quale si trovava la vittima, rimasta illesa nonostante i colpi esplosi dal killer. Decisive anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze raccolte nei pressi di un locale di via Madonna dei Martiri.

L’inchiesta, coordinata dal pm Francesco Chiechi della Procura di Trani, sarebbe orientata verso un sospettato ben preciso, probabilmente minorenne e legato a una delle famiglie criminali del territorio. Gli investigatori procedono con prudenza, nella convinzione di poter individuare in tempi brevi sia l’esecutore materiale sia il suo complice.

Slitta intanto l’autopsia sul corpo del giovane, inizialmente prevista ieri e rinviata ai prossimi giorni. A Molfetta cresce inoltre la preoccupazione per la diffusione delle armi tra i più giovani. Sul tema è intervenuto il movimento civico Area Pubblica, che ha espresso allarme per la facilità con cui pistole vere finiscono nelle mani di adolescenti e giovanissimi, richiamando l’attenzione sulla gravità di un omicidio compiuto «in stile mafioso».

Omicidio a Molfetta, caccia al killer del 23enne Antonio La Forgia: aveva lasciato il carcere minorile 6 mesi fa

Era tornato in libertà da appena sei mesi Antony La Forgia, il 23enne ucciso ieri a Molfetta. Il giovane aveva scontato una condanna definitiva per reati legati allo spaccio di droga commessi quando era minorenne e aveva lasciato il carcere minorile Fornelli di Bari il 9 dicembre scorso, dopo la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali.

Durante la detenzione, tra il 2024 e il 2025, aveva partecipato a un laboratorio di scrittura creativa e freestyle promosso da Antigone Puglia e dall’associazione Epochè, esperienza confluita nel progetto “Lettere d’amore dall’Istituto penale per minorenni di Bari”. Nel videoclip realizzato nell’ambito dell’iniziativa, La Forgia aveva raccontato il proprio passato e il valore della libertà maturato durante la permanenza in carcere.

Dopo il ritorno a Molfetta, sui social erano però ricomparse immagini e messaggi dal tono ostentato e violento, con riferimenti a uno stile di vita improntato ai simboli di status e frasi che richiamavano la logica dello scontro. Gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire il contesto dell’omicidio e il movente che ha portato alla morte del 23enne.

Omicidio a Molfetta, Antonio La Forgia ucciso dopo lite al bar e inseguimento: caccia al killer in fuga sullo scooter

Prima una lite in un bar del centro, poi l’inseguimento e infine l’agguato mortale nella zona industriale di Molfetta. Si concentrano sulla fuga di un giovane in scooter, forse con un complice, le indagini sull’omicidio di Antonio La Forgia, il 23enne ucciso nella notte da almeno cinque colpi di pistola, uno dei quali lo avrebbe raggiunto alla testa.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Trani, il presunto killer avrebbe avuto un acceso diverbio con la vittima in un locale del centro cittadino. Successivamente avrebbe inseguito il giovane fino alla rotatoria tra via Hugo e via Cagliero, dove avrebbe aperto il fuoco.

Soccorso dal personale del 118, La Forgia è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Don Tonino Bello”, ma è morto poco dopo il ricovero a causa delle gravi ferite riportate.

Gli investigatori stanno ora passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private per identificare lo scooter utilizzato nella fuga e verificare l’eventuale presenza di una seconda persona. Numerosi testimoni sono stati ascoltati nelle ultime ore, mentre sul corpo del 23enne sarà disposta l’autopsia per chiarire con precisione la dinamica dell’omicidio.

Omicidio a Molfetta, esplosi cinque colpi di pistola nella notte: ucciso il 23enne Antonio Laforgia

Tragedia nella notte a Molfetta dove un 23enne, Antonio Laforgia, è stato ucciso dopo essere stato raggiunto da cinque colpi di pistola mentre si trovava in auto. Uno dei proiettili lo ha colpito alla testa.

Il giovane, residente in città e già noto alle forze dell’ordine, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Don Tonino Bello”, ma è morto poco dopo il ricovero. Gli investigatori stanno vagliando i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza della zona della Madonna dei Martiri, alla periferia della città.

Non si esclude infatti che l’uomo sia stato vittima di un agguato avvenuto in un locale che si trova alla periferia della città e che sia stato lasciato agonizzante in auto davanti alla struttura ospedaliera dove poi è morto.

L’allarme è scattato nelle prime ore della notte con la richiesta di intervento dei carabinieri da parte del personale del 118. Sul posto hanno operato anche i militari della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Bari per i rilievi tecnici. L’auto è stata sequestrata, il corpo resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’autopsia.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani e affidate ai carabinieri della compagnia di Molfetta, sono incentrate sulla ricostruzione dell’agguato e sull’individuazione del responsabile o degli eventuali responsabili dell’omicidio.