Bari, sparatoria al San Paolo per sfottò su TikTok: confermate due condanne e un’assoluzione in Appello – NOMI

La Corte d’Appello di Bari ha confermato l’assoluzione di Giovanni Montani dall’accusa di aver preso parte all’agguato mafioso avvenuto il 19 marzo 2022 nel quartiere San Paolo, durante il quale rimasero feriti Nicola Cassano e la sua fidanzata, allora sedicenne. I giudici hanno respinto il ricorso della Procura, confermando la sentenza di primo grado che aveva escluso la presenza di Montani nel commando.

È stata invece confermata la condanna a quattro anni di reclusione per Nicola Cassano, ritenuto responsabile di detenzione e porto illegale di arma da fuoco ed esplosione di colpi aggravati dal metodo mafioso. Per il duplice ferimento erano già stati condannati a otto anni Michele Minella e Davide Pascazio, esecutori materiali dell’agguato.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia, i fatti sarebbero maturati nell’ambito delle tensioni tra i clan Strisciuglio e Misceo-Montani. La sparatoria contro Cassano sarebbe stata una ritorsione dopo un precedente episodio in cui lo stesso Cassano avrebbe esploso colpi di pistola contro l’abitazione di Minella, in risposta ad alcuni video di scherno pubblicati sui social.

Tuttavia, per i giudici d’appello non vi sono prove della partecipazione di Montani all’azione armata, anche sulla base delle dichiarazioni degli stessi responsabili e delle vittime, che hanno ricondotto il commando a due sole persone.

Lecce, schiaffeggia la figlia 16enne e le vieta di uscire in scooter con il fidanzato: papà indagato per maltrattamenti

Avrebbe schiaffeggiato la figlia di 16 anni al culmine di una lite scoppiata dopo averle vietato di uscire in scooter con il fidanzato. Per questo un 46enne della provincia di Lecce è indagato con le accuse di maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni.

La ragazza, colpita al volto, è stata accompagnata in ospedale, dove i medici le hanno riscontrato alcune ecchimosi giudicate guaribili in cinque giorni. La segnalazione del pronto soccorso ha fatto scattare le indagini, con il coinvolgimento dei servizi sociali e della scuola frequentata dalla giovane.

Nei giorni scorsi la 16enne è stata ascoltata in incidente probatorio e avrebbe ricostruito l’accaduto, definendo però l’aggressione un episodio isolato. Gli investigatori stanno verificando se in famiglia vi siano stati altri casi di violenza.

Secondo persone vicine all’uomo, il padre sarebbe particolarmente rigoroso nell’educazione della figlia e i contrasti con la moglie sui metodi educativi avrebbero alimentato le tensioni familiari.

La Procura attende ora l’esito della consulenza sull’attendibilità della testimonianza della ragazza prima di decidere se chiedere l’archiviazione del procedimento o il rinvio a giudizio dell’indagato. Nel frattempo la famiglia continua a vivere nella stessa abitazione e, allo stato, non sono stati adottati provvedimenti di allontanamento della minore.

Tentato omicidio, estorsioni e ordini dal carcere: arrestati 4 baresi. Sim al fidanzato detenuto con bacio – NOMI

Tre persone sono finite in carcere e una ai domiciliari nell’ambito dell’operazione antimafia “Re Nero”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, che ha fatto luce su un tentato omicidio, episodi estorsivi e sulla gestione di attività criminali anche dall’interno del carcere. Gli arresti, disposti dal gip Vittorio Rinaldi, hanno colpito Donato Antonio Alfarano, 31enne di Bari detto Cipster, Giovanni Lopez, 21 anni, e Giuseppe Caputo, 34 anni, mentre per Crescenza Carbonara, 70 anni, sono stati disposti i domiciliari (tutti e tre di Palo del Colle). Rigettata invece la richiesta cautelare per un altro indagato.

Secondo gli inquirenti, Alfarano, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, avrebbe imposto a un imprenditore di Palo del Colle la cessione gratuita di auto a noleggio attraverso minacce e intimidazioni. L’escalation sarebbe culminata il 16 novembre 2023 con un agguato davanti al bar della vittima: quindici colpi di pistola esplosi contro il locale da un commando arrivato a bordo di un’auto rubata e poi incendiata per cancellare le tracce.

L’indagine ha inoltre documentato come il presunto controllo criminale di Alfarano sarebbe proseguito anche dal carcere grazie all’utilizzo illecito di telefoni cellulari e schede Sim introdotte clandestinamente. Tra gli episodi contestati anche il presunto ordine, impartito dal carcere per motivi di gelosia, di rubare e incendiare l’auto della fidanzata.

Grazie alle immagini delle telecamere e alle intercettazioni, è stato documentato il passaggio clandestino delle schede telefoniche durante un colloquio in carcere: le Sim, avvolte nella pellicola, sarebbero state trasferite dalla bocca della fidanzata alla mano del detenuto per consentirgli di continuare a comunicare con l’esterno tramite cellulari detenuti illegalmente nelle celle.

La fidanzata è indagata a piede libero con l’accusa  di aver consegnato le schede con l’aiuto di altri due indagati, ma anche perché non ha denunciato il compagno quando, secondo l’accusa, avrebbe ordinato dal carcere l’incendio della sua auto per motivi di gelosia. Nonostante fosse a conoscenza dei fatti, la donna avrebbe denunciato il rogo come opera di ignoti (la foto è stata pubblicata da La Gazzetta del Mezzogiorno).

Choc a Molfetta: è indagato per la morte misteriosa della fidanzata a Terlizzi e molesta la nuova compagna

I Carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno ricostruito una grave situazione di maltrattamenti ai danni di una giovane donna del posto, vittima di continue vessazioni fisiche e psicologiche da parte del convivente.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo – un 37enne originario di Terlizzi – avrebbe reso la vita della compagna insostenibile attraverso comportamenti abituali di sopraffazione, arrivando a compiere le violenze anche in presenza del figlio minore. La donna, esasperata, ha deciso di denunciare rivolgendosi ai militari.

Il giudice per le indagini preliminari di Trani, su richiesta della Procura, ha disposto nei confronti dell’uomo l’allontanamento dalla casa familiare con applicazione del braccialetto elettronico e il divieto di avvicinamento alla vittima. Il reato contestato è quello di maltrattamenti contro familiari e conviventi, aggravato dalla presenza del minore, fattore che comporta pene più severe.

Il nome dell’indagato era già emerso in passato nelle cronache locali: Davide Falcetta risulta infatti coinvolto nelle indagini sulla morte di Claudia De Chirico, giovane donna di 22 anni, trovata senza vita a Terlizzi nel dicembre 2016 in circostanze mai del tutto chiarite. Il caso è stato riaperto nel 2024, dopo ripetute richieste di archiviazione, su impulso della famiglia della vittima.

 

Tatiana scomparsa da 10 giorni a Nardò: l’ultima sera col fidanzato e i biglietti per raggiungere l’ex a Brescia

Cresce la preoccupazione per le sorti di Tatiana Tramacere, la ragazza che vive a Nardò, in provincia di Lecce, e di cui non si hanno più notizie da lunedì 24 novembre. Nata in Ucraina e giunta in Italia quando aveva pochi anni, il giorno della scomparsa indossava jeans e cappotto grigio.

Le indagini vanno avanti senza sosta e si seguono diverse piste, cercando indizi nella vita privata e nella pagina di poesie seguita da migliaia di followers sui social. Il telefono della giovane risulta sempre spento. Si stanno ascoltando amici e parenti della 27enne e analizzando ogni dettaglio che sta emergendo da queste testimonianze.

Tatiana era legata a due ragazzi. Da un lato Alessandro, di Nardò. Dall’altro l’ex fidanzato, residente a Brescia. La mamma del primo, raggiunta dalla trasmissione La Vita in Diretta di Rai 1, ha raccontato di aver visto Tatiana la domenica precedente la sua scomparsa e di essere molto preoccupata.

“Abbiamo subito pensato che non si trattava di un allontanamento volontario perché Tatiana il giorno prima stava con noi – racconta -. Stava bene, era tranquilla, abbiamo mangiato insieme le patatine”. Il giorno seguente il figlio ha mandato un messaggio di buongiorno a Tatiana ma lei non ha nemmeno visualizzato.

Poi i genitori di Tatiana, al Tg1, hanno però rivelato che la figlia aveva comprato un biglietto per raggiungere Brescia perché voleva tornare dal suo ex.  “Le è capitato qualcosa, se no si sarebbe fatta sentire. Alle tre e mezza mi ha detto mamma, me ne vado a lavorare a Lecce, e non è più rientrata. Il telefono risulta spento, è proprio morto”, le parole della mamma.

“Tatiana – dice ancora sua madre – se ci vedi torna a casa, non ti preoccupare. Ti aspettiamo a braccia aperte. Aveva fatto i biglietti, voleva vedere se riallacciava con il suo ex”, aggiunge.

Corato, apprezzamenti ad una ragazza in piazza: fidanzato reagisce e ferisce straniero con un coltello

Si avvicinano ad una ragazza in piazza Vittorio Emanuele a Corato e le rivolgono alcuni complimenti, considerati fuori luogo dal suo fidanzato. La situazione degenera in pochi istanti, il ragazzo estrae un coltello e nasce una colluttazione con la coppia di giovani nigeriani.

L’episodio è accaduto mercoledì scorso. Nello scontro uno dei due stranieri viene colpito alla spalla, rimediando una ferita non grave. Tutto è avvenuto davanti a famiglie e bambini. Sul posto sono intervenuti 118 e Carabinieri, i tre sono stati accompagnati in caserma dove sono stati interrogati.

Foggia, 15enne sequestrato e minacciato dalla famiglia della fidanzatina neomamma: altri 3 arresti

Altre tre persone sono state arrestate dai carabinieri di Foggia per il rapimento e il pestaggio avvenuto il 28 novembre scorso di un 15enne che fu prelevato da casa, minacciato di morte e picchiato da parenti della sua fidanzata coetanea da poco diventata mamma. Secondo quanto accertato, lo scopo era di impedire al giovane padre il riconoscimento del neonato per tenere il piccolo in famiglia.

Il 5 dicembre scorso erano già stati arrestati in flagranza il padre e il fratello della ragazza, di 51 e 23 anni. I nuovi arresti, eseguiti sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare per sequestro di persona, riguardano tre giovani di 25, 27 e 21 anni. Tutti i protagonisti della vicenda sono romeni e residenti a Foggia.

Secondo la ricostruzione fornita dai militari dell’arma, che hanno operato sotto la direzione della procura di Foggia, la sera del 28 novembre scorso gli indagati hanno fatto irruzione, armati in casa del quindicenne, a Rignano Scalo di Foggia, dove avrebbero sequestrato e rapito il ragazzo. Il giorno dopo due dei presunti rapitori riportarono il ragazzo ai genitori. La giovane mamma, dopo un periodo di affido alla famiglia del 15enne – stando a quanto riferito dall’avvocato Gianluca Pignataro legale degli indagati – si trova ora in casa di una sorella maggiorenne con il proprio figlio neonato, riconosciuto dal padre 15enne.

L’aggressione, stando alla ricostruzione, avvenne con tre pistole, alcuni coltelli, una scimitarra e due mitragliatrici. I genitori del 15enne furono presi a calci e pugni e oggetto di minacce di morte. Il 15enne fu chiuso nel portabagagli dell’auto e portato in campagna dove fu picchiato fino alla riconsegna ai carabinieri. La ragazza evitò l’aggressione dei parenti rifugiandosi in un’abitazione vicina. Lo stesso giorno i carabinieri supportati dallo Squadrone eliportato carabinieri cacciatori ‘Puglia’, nel corso delle indagini sequestrarono a Borgo Incoronata in casa di un indagato circa 1 kg di cocaina, pistole a salve e munizioni per fucile.

Impiccata a sciarpa da stadio: mistero sulla morte di Roberta Bertacchi. Interrogato il fidanzato-ultrà

È Roberta Bertacchi la ragazza di 26 anni ritrovata impiccata, con il corpo penzolante, sul balcone di una casa in cui viveva in affitto in via Ruffano, alla periferia di Casarano. La giovane, originaria di Ugento e dipendente in un’azienda calzaturiera, è stata trovata con una sciarpa attaccata al collo sulla ringhiera del balcone.

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