Pretende i soldi della droga, minaccia e picchia la mamma: arrestato 30enne nel Tarantino. Lei non usciva di casa

Avrebbe minacciato e aggredito più volte la madre convivente, arrivando anche a colpirla con un pugno al volto e a impedirle di uscire di casa. Per questo un 30enne di Torricella (Taranto) è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

L’intervento dei militari è scattato nella tarda serata di lunedì, al termine di un’attività svolta nell’ambito delle procedure del codice rosso, dopo la denuncia presentata dalla donna, esasperata dalle continue violenze e minacce subite.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, già il 5 maggio scorso, durante una lite per motivi banali, l’uomo avrebbe minacciato di morte la madre, colpendola al volto e sottraendole il telefono cellulare per impedirle di chiedere aiuto o lasciare l’abitazione.

La vittima, pur riportando dolore e tumefazioni, non si era rivolta ai sanitari né aveva denunciato l’accaduto. L’episodio più recente si sarebbe verificato l’11 maggio, dopo una richiesta di denaro avanzata dal 30enne, ritenuta finalizzata all’acquisto di droga.  Al rifiuto della madre, l’uomo avrebbe reagito con nuove minacce e atteggiamenti aggressivi.

Spaventata, la donna è riuscita ad allontanarsi dall’abitazione e a raggiungere la caserma dei carabinieri per chiedere aiuto. Dopo gli accertamenti, i militari hanno rintracciato il 30enne e lo hanno arrestato. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato trasferito nel carcere di Taranto.

Perseguita e minaccia il vicino disabile, nei guai 63enne nel Foggiano: gettati escrementi e rifiuti sul balcone

Avrebbe minacciato il suo vicino di casa, per futili motivi, apostrofandolo con epiteti offensivi sulla sua disabilità, sottoponendolo ad una lunga serie di vessazioni che gli hanno provocato un perdurante stato di ansia per l’incolumità propria e dei suoi familiari conviventi, moglie e figlio.

È accaduto a Mattinata, in provincia di Foggia, dove un 63enne incensurato è stato accusato di atti persecutori e sottoposto al divieto di avvicinamento alla vittima, suo vicino di casa di un anno più giovane, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Gli episodi, stando a quanto ricostruito nell’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Foggia Mario De Simone, sarebbero iniziati a dicembre 2025.

Con cadenza giornaliera, il 63enne avrebbe gettato sul balcone di casa della vittima rifiuti, mozziconi di sigaretta, sabbia, calcinacci, verdure, escrementi e tappi di bottiglia. L’ordinanza ricostruisce anche episodi di minacce all’interno del garage condominiale dove è custodita la sedia a rotelle utilizzata dalla vittima che l’indagato in alcuni casi avrebbe impedito di prelevare.

Il presunto stalker avrebbe minacciato il 62enne di aggredirlo e colpirlo con una mazza, di tagliargli la testa e di far saltare in aria la sua autovettura, anche alla presenza del figlio, nei confronti del quale avrebbe rivolto le stesse minacce.

La vittima ha fatto ricorso in diverse occasioni alla cure dei sanitari del locale pronto soccorso, provvedendo anche ad installare una telecamera di videosorveglianza sul balcone della propria abitazione che avrebbe ripreso gli atti persecutori e gli audio delle minacce, allegandoli alle numerose querele presentate in tre mesi. “Ci auguriamo che l’ordinanza ponga fine ad una condizione di grande sofferenza per il mio assistito e la sua famiglia” afferma il legale della vittima, l’avvocato Pierpaolo Fischetti.

Pretende i soldi per compare la droga dalla madre, la minaccia e aggredisce: arrestato. Non era la prima volta

Un 27enne di Ginosa è stato arrestato nella notte del 14 aprile dai Carabinieri di Marina di Ginosa con l’accusa di tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia ai danni della madre convivente.

L’intervento è avvenuto dopo la richiesta di aiuto della donna, aggredita in casa dal figlio che avrebbe preteso denaro — probabilmente per acquistare droga — reagendo al rifiuto con minacce di morte e violenza fisica.

La vittima ha inoltre riferito di precedenti episodi di aggressioni verbali mai denunciati, evidenziando una situazione di maltrattamenti protratta nel tempo.

L’operazione rientra nelle procedure del “Codice Rosso” per la tutela delle vittime di violenza domestica. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Taranto su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Paura a Barletta, studente 14enne con disabilità minaccia collaboratore scolastico con coltello: fermato dai docenti

Momenti di tensione questa mattina, 31 marzo, nella succursale dell’Istituto “Léontine e Giuseppe De Nittis” di Barletta, dove uno studente 14enne del primo anno, con una patologia dichiarata, ha estratto un coltellino minacciando un collaboratore scolastico.

L’episodio si è verificato all’interno del plesso e ha richiesto l’immediato intervento del personale docente: tre insegnanti presenti sono riuscite a calmare il ragazzo, evitando che la situazione degenerasse.

Dalla sede centrale è stato poi inviato un membro dello staff per l’inclusione, affiancato da un docente che aveva già instaurato un rapporto positivo con lo studente. Grazie a questo intervento mirato, il giovane ha consegnato spontaneamente l’arma.

Nel frattempo sono stati allertati i carabinieri, intervenuti per il sequestro del coltellino. Il ragazzo, che presenta una patologia certificata, è stato successivamente affidato ai genitori e ha fatto rientro a casa.

Non si registrano feriti né ulteriori criticità. Determinante la prontezza del personale scolastico, che ha gestito con lucidità una situazione potenzialmente pericolosa.

Pretende soldi per l’alcol, distrugge casa e minaccia la madre e la sorella: arrestato 65enne a Taranto

Avrebbe colpito con calci e pugni la porta di casa della sorella per farsi aprire e, una volta dentro, avrebbe chiesto denaro all’anziana madre minacciando entrambe di morte.

A Taranto i carabinieri hanno arrestato in flagranza un uomo di 65 anni con le accuse di estorsione e maltrattamenti contro familiari e conviventi. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo si sarebbe presentato nel primo pomeriggio nell’abitazione della sorella, dove vive anche la madre anziana, pretendendo di entrare.

Di fronte al rifiuto delle due donne, avrebbe iniziato a colpire con violenza la porta d’ingresso fino a riuscire ad accedere all’interno. Una volta nell’appartamento avrebbe chiesto soldi alla madre, presumibilmente per acquistare alcol. Al diniego della donna, il 65enne sarebbe andato in escandescenza, danneggiando alcuni suppellettili e arrivando a minacciare di morte entrambe. Le due donne hanno quindi chiamato i carabinieri.

I militari della sezione radiomobile, arrivati rapidamente sul posto, hanno bloccato l’uomo e messo in sicurezza le vittime, accompagnando poi il 65enne in caserma. Nel formalizzare la querela, madre e figlia hanno raccontato che episodi simili si sarebbero verificati già in passato. L’uomo avrebbe infatti tenuto da tempo, soprattutto nei confronti dell’anziana madre, comportamenti vessatori fatti di minacce e aggressioni verbali e fisiche. Attivata la procedura prevista dal ‘codice rosso’, il 65enne, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato condotto in carcere.

Bari, minaccia di morte avvocato per riavere 400 euro: 49enne di Modugno condannato anche in Appello

Avrebbe preteso che l’avvocato che aveva assistito il padre in una causa penale (archiviata) restituisse 400 euro, che però non sarebbero mai stati versati. E per questo, avrebbe inviato al legale lettere con pesanti minacce, rivolte anche alla moglie e al figlio dell’avvocato e al civilista che lo stava assistendo. «Restituisci i 400 euro agli eredi, altrimenti non avrò pace finché non me la pagherai carissima. Soffrirai così tanto da rimpiangere di non essere mai nato. Sono lontano da Bari ma ho parenti, amici e conoscenti disposti a tutto per vendicarmi».

Per questo il 49enne di Modugno (Bari) Giuseppe Chiumarulo, residente a Rimini, è stato condannato anche dalla Corte d’Appello di Bari alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione (confermata la sentenza di primo grado in abbreviato) per la tentata estorsione nei confronti di un avvocato penalista barese.

L’uomo dovrà anche pagare un risarcimento nei confronti del legale, del civilista, della Camera penale e dell’Ordine degli avvocati di Bari, costituite parti civili e assistite rispettivamente dagli avvocati Gaetano Sassanelli, Mariarita Blasi e Domenico Di Ciaula. La vicenda inizia nel 2017, quando il padre (poi deceduto) dell’imputato si rivolse al penalista per denunciare per danneggiamento un’azienda che aveva svolto dei lavori nel condominio.

La causa penale fu archiviata ma l’uomo, oltre a non pagare l’avvocato, l’avrebbe accusato di operare senza mandato. Il penalista iniziò quindi una causa civile nei suoi confronti per ottenere il pagamento di quanto dovuto, sul quale le parti raggiunsero un accordo per una rateizzazione.

Dopo la morte dell’uomo, la causa riprese contro gli eredi. Ed è a questo punto, nel febbraio 2019, che arrivano le prime lettere minatorie per la restituzione di soldi che in realtà al penalista non sarebbero mai stati versati. Il 49enne è stato condannato in primo grado nel 2023, a marzo 2025 è arrivata la decisione della Corte d’Appello.

Bari, minaccia e picchia l’ex davanti ai figli piccoli: 25enne violento a processo. Ricatti con foto intime in chat

Un 25enne barese, detenuto in carcere, finisce a processo per maltrattamenti e minacce all’ex compagna più piccola di due anni. Dopo anni di violenze subite, anche davanti ai due figli della coppia, la vittima ha avuto il coraggio di denunciarlo.

Lui l’avrebbe minacciata e perseguitata diffondendo anche foto intime in chat. Una relazione “malata” già dagli esordi, quando la ragazzina aveva solo 14 anni.

Spesso saltava la scuola e si allontanava per giorni da casa dei genitori che hanno sempre cercato di opporsi alle violenze fatte dal principio della storia tra offese e percosse.

“Ero consapevole che era una relazione malata, ma non riuscivo a lasciarlo, ero convinta di esserne innamorata”, le parole della vittima che ha trovato però il coraggio nel tempo di opporsi.

Foggia, 15enne sequestrato e minacciato dalla famiglia della fidanzatina neomamma: altri 3 arresti

Altre tre persone sono state arrestate dai carabinieri di Foggia per il rapimento e il pestaggio avvenuto il 28 novembre scorso di un 15enne che fu prelevato da casa, minacciato di morte e picchiato da parenti della sua fidanzata coetanea da poco diventata mamma. Secondo quanto accertato, lo scopo era di impedire al giovane padre il riconoscimento del neonato per tenere il piccolo in famiglia.

Il 5 dicembre scorso erano già stati arrestati in flagranza il padre e il fratello della ragazza, di 51 e 23 anni. I nuovi arresti, eseguiti sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare per sequestro di persona, riguardano tre giovani di 25, 27 e 21 anni. Tutti i protagonisti della vicenda sono romeni e residenti a Foggia.

Secondo la ricostruzione fornita dai militari dell’arma, che hanno operato sotto la direzione della procura di Foggia, la sera del 28 novembre scorso gli indagati hanno fatto irruzione, armati in casa del quindicenne, a Rignano Scalo di Foggia, dove avrebbero sequestrato e rapito il ragazzo. Il giorno dopo due dei presunti rapitori riportarono il ragazzo ai genitori. La giovane mamma, dopo un periodo di affido alla famiglia del 15enne – stando a quanto riferito dall’avvocato Gianluca Pignataro legale degli indagati – si trova ora in casa di una sorella maggiorenne con il proprio figlio neonato, riconosciuto dal padre 15enne.

L’aggressione, stando alla ricostruzione, avvenne con tre pistole, alcuni coltelli, una scimitarra e due mitragliatrici. I genitori del 15enne furono presi a calci e pugni e oggetto di minacce di morte. Il 15enne fu chiuso nel portabagagli dell’auto e portato in campagna dove fu picchiato fino alla riconsegna ai carabinieri. La ragazza evitò l’aggressione dei parenti rifugiandosi in un’abitazione vicina. Lo stesso giorno i carabinieri supportati dallo Squadrone eliportato carabinieri cacciatori ‘Puglia’, nel corso delle indagini sequestrarono a Borgo Incoronata in casa di un indagato circa 1 kg di cocaina, pistole a salve e munizioni per fucile.