Caporalato nel Tarantino, tra i 6 arrestati anche un ex carabiniere. Frase choc su bracciante ferito: “Buttatelo”

Torniamo ad occuparci dell’inchiesta “Terra di Confine”, la maxi operazione contro il caporalato nel Tarantino che ha portato ai domiciliari sei persone e che coinvolge complessivamente 19 indagati. Tra gli arrestati anche un ex carabiniere in congedo.

Un retroscena riguarda l’infortunio di un bracciante straniero, rimasto ferito dopo essere caduto da una scala mentre lavorava alla raccolta degli agrumi, secondo l’accusa senza un regolare contratto. A ricostruire quei momenti sarebbero alcune intercettazioni, nelle quali uno dei principali indagati avrebbe pronunciato una frase particolarmente grave: «Finché arrivo là, quello è morto… Buttatelo da qualche parte».

Dalle conversazioni emergerebbe, secondo gli investigatori, la preoccupazione degli indagati per le possibili conseguenze dei controlli dopo l’incidente. L’inchiesta avrebbe delineato un sistema organizzato per il reclutamento e la gestione dei lavoratori agricoli: alcuni si sarebbero occupati di trovare la manodopera, altri di alloggi e trasporti, mentre altri ancora avrebbero gestito i braccianti messi a disposizione delle aziende, comprese presenze, giornate lavorative e pagamenti.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera, corruzione, falso e truffa. Nell’ambito dell’operazione sono stati inoltre sequestrati immobili, terreni, furgoni, strutture destinate all’alloggio e attività imprenditoriali per un valore superiore al milione di euro.

Blitz della Guardia di Finanza in bar, ristoranti e strutture ricettive: scoperti 29 lavoratori irregolari nel Tarantino

Prosegue l’attività della Guardia di Finanza di Taranto contro il lavoro sommerso. I controlli hanno interessato diverse attività commerciali tra Taranto, Grottaglie, Massafra, Martina Franca e Manduria, con particolare attenzione a bar, ristoranti, strutture ricettive, macellerie e negozi di abbigliamento.

Il bilancio parla di 23 lavoratori completamente in nero e altri 6 irregolari, formalmente assunti ma impiegati con condizioni di lavoro e retribuzioni differenti da quelle previste dai contratti collettivi.

Per cinque datori di lavoro, oltre alle sanzioni, è scattata la segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per la possibile sospensione dell’attività, prevista nei casi in cui la presenza di personale non regolarmente registrato superi i limiti stabiliti dalla legge.

A 80 anni ferisce con l’ascia un parente, lo insegue e assalta la porta di casa. Follia nel Tarantino: arrestato

Notte di paura a Faggiano, nel Tarantino, dove una lite tra parenti è degenerata fino all’intervento dei carabinieri e all’arresto di un 80enne, accusato di tentato omicidio.

Secondo una prima ricostruzione, al culmine della discussione l’anziano avrebbe impugnato un’ascia, tentando di colpire un parente di 59 anni, rimasto ferito a una mano. La vittima è riuscita a fuggire e a raggiungere la propria abitazione, ma l’80enne l’avrebbe inseguita, arrivando a colpire ripetutamente con l’ascia la porta d’ingresso e rivolgendole anche minacce di morte.

I carabinieri, intervenuti sul posto, hanno disarmato l’anziano e sequestrato l’ascia. Il 59enne è stato trasportato all’ospedale di Taranto. L’80enne è stato posto agli arresti domiciliari.

Tragedia nel Tarantino, ciclista di 39 anni muore dopo giorni di agonia: era con mogli e figli in vacanza

Non ce l’ha fatta Michele Ambrosi, 39 anni, informatico di Anagni (Frosinone), rimasto gravemente ferito in un incidente stradale mentre era in vacanza a Campomarino di Maruggio, nel Tarantino.

L’uomo è deceduto dopo alcuni giorni di ricovero all’ospedale “Marianna Giannuzzi” di Manduria, dove era stato trasportato in codice rosso in seguito allo scontro con un’auto avvenuto venerdì scorso a un incrocio.

Appassionato di ciclismo, triathlon e maratone, Ambrosi aveva portato con sé la bicicletta per allenarsi anche durante le vacanze con la moglie e i due figli. La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio ad Anagni, dove amici e conoscenti lo ricordano come una persona generosa e amata.

Sulla dinamica dell’incidente sono in corso le indagini dei carabinieri, chiamati a ricostruire l’esatta successione dei fatti e ad accertare eventuali responsabilità. La famiglia ha scelto di donare gli organi del 39enne. Dopo il rilascio della salma, il corpo farà ritorno ad Anagni per i funerali.

Il bracciante Singh morto nel Tarantino: padre e figlio imprenditori restano in silenzio davanti al gip

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip Mariano Robertiello Giovanni e Carlo Giannico, padre e figlio, imprenditori agricoli di Laterza arrestati con le accuse di omicidio colposo, caporalato, sfruttamento del lavoro e disastro ambientale per la morte del bracciante indiano Rajwinder Sidhu Singh, deceduto due anni fa mentre lavorava nella loro azienda zootecnica.

Secondo la Procura, gli indagati avrebbero risparmiato circa 180mila euro tra stipendi e contributi, oltre ad altri 170mila euro evitando il corretto smaltimento dei rifiuti, che sarebbero stati sversati in una vasca all’interno dell’azienda. Su quest’ultimo aspetto sono ancora in corso gli accertamenti.

Gli investigatori contestano inoltre un sistema di sfruttamento dei lavoratori, costretti a turni superiori alle dieci ore al giorno per una paga inferiore a 3 euro l’ora e privi delle necessarie tutele.

Minaccia di morte la compagna e tenta di sfondare la porta: arrestato 36enne nel Tarantino

I carabinieri di Ginosa hanno arrestato un 36enne di origine romena, residente nel comune jonico, con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della compagna, una donna di 52 anni.

L’intervento è scattato dopo la richiesta di aiuto della vittima. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe minacciato di morte la convivente, tentando poi di entrare con la forza nell’abitazione e colpendo ripetutamente la porta d’ingresso con calci e pugni.

La donna ha raccontato di essere stata aggredita anche nelle ore precedenti e di aver già subito episodi di violenza in passato. Sul 36enne gravava già un provvedimento di ammonimento del questore.

Nel corso della perquisizione personale, i carabinieri hanno inoltre trovato nella tasca dei pantaloni dell’uomo circa un grammo di sostanza stupefacente, ritenuta cocaina. La droga è stata sequestrata amministrativamente e il 36enne è stato segnalato alla Prefettura di Taranto come assuntore.

Caporalato e inquinamento nel Tarantino: due arresti dopo la morte di un bracciante indiano. Maxi sequestro

Due persone sono state arrestate e altre due sono indagate con le accuse, a vario titolo, di omicidio colposo aggravato, caporalato, inquinamento e disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti e impiego di lavoratori stranieri irregolari, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di un lavoratore indiano che nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2024 cadde da una pala caricatrice in un’azienda agricola nel Tarantino.

L’operazione, denominata I giorni del cielo, è stata condotta dai carabinieri di Taranto sotto il coordinamento della Procura. È stato inoltre disposto il sequestro preventivo di un grande complesso zootecnico composto da tre aziende, insieme a somme di denaro per oltre un milione di euro.

Gli accertamenti successivi alla morte del lavoratore hanno fatto emergere, secondo gli investigatori, un quadro molto più ampio, caratterizzato da presunto sfruttamento della manodopera straniera, gravi carenze in materia di sicurezza e una gestione illecita dei reflui zootecnici.

Secondo l’accusa, alcuni lavoratori sarebbero stati impiegati per dodici o tredici ore al giorno, con retribuzioni inferiori a tre euro l’ora, senza adeguati riposi e in condizioni di particolare vulnerabilità. Sul fronte ambientale, sarebbe stato realizzato un sistema abusivo per convogliare i liquami in un grande lago artificiale, all’interno di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e naturalistici.

Ulteriori dettagli sull’operazione e sugli sviluppi dell’indagine saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11.00 nella sede del comando provinciale carabinieri di Taranto, alla presenza della Procuratrice di Taranto Eugenia Pontassuglia, e del comandante provinciale col. Antonio Marinucci.

Alluvione nel Tarantino con 4 morti: 6 condanne e 21 assoluzioni. Prescritti gli omicidi colposi – NOMI

Sei condanne e ventuno assoluzioni chiudono, in primo grado, il processo per l’alluvione che nell’ottobre 2013 devastò Ginosa e Laterza, causando quattro vittime e ingenti danni a infrastrutture, abitazioni, aziende e terreni agricoli.

La sentenza è stata pronunciata dalla giudice monocratica della Prima sezione penale del Tribunale di Taranto, Luana Loscanna. Le condanne riguardano ex dirigenti e responsabili dell’Autorità di Bacino della Basilicata, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati contestati in relazione a presunte omissioni nelle attività di pianificazione e pulizia idraulica.

Un anno di reclusione, con pena sospesa, per Mariano Tramutoli, ex dirigente dell’Ufficio Piani e Programmi, Giovanni Di Bello, suo successore, Carmelo Paradiso, ex dirigente dell’Ufficio Piani e Programmi, e Giuseppe D’Alise, ex dirigente dell’Ufficio Affari generali e organizzativi. Un anno e sei mesi, sempre con sospensione condizionale della pena, per gli ex segretari generali dell’Autorità di Bacino Mario Cerverizzo e Antonio Anatrone. Tutti sono stati condannati anche al risarcimento dei danni alle parti civili, da liquidare in sede civile.

Le contestazioni di omicidio colposo per la morte di Rosa Pignalosa, Giuseppe Bari, Chiara Moramarco e Pino Bianculli erano già state dichiarate prescritte nel corso dell’udienza preliminare. Il Tribunale ha inoltre assolto altri 21 imputati, tra cui l’ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, perché “il fatto non sussiste”, disponendo anche la trasmissione degli atti alla Procura per valutazioni sulla posizione della Regione Puglia, settore Difesa del suolo.

“Nessuna sentenza potrà restituire ciò che quelle famiglie hanno perduto, ma il riconoscimento del diritto al risarcimento rappresenta un passaggio importante”, ha commentato l’avvocato Michele Colonna, legale di una delle parti civili.

Tragedia nel Tarantino, colpita da un’auto guidata da un parente: bimba di due anni cade e muore

Tragedia a San Marzano di San Giuseppe, nel Tarantino, dove una bambina di quasi 2 anni ha perso la vita in seguito a un incidente avvenuto nelle scorse ore.

Secondo una prima ricostruzione, la piccola, di origini marocchine, sarebbe caduta dopo essere stata urtata da un’auto guidata da un parente impegnato in una manovra. Nell’impatto avrebbe battuto violentemente la testa.

La bambina è stata trasportata d’urgenza all’ospedale SS Annunziata di Taranto, ma è morta poco prima dell’arrivo al pronto soccorso. I sanitari hanno riscontrato un grave trauma cranico, ancora in fase di accertamento.

Sulla vicenda indagano i carabinieri di Manduria, coordinati dal pm Mariano Buccoliero, per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Profondo il cordoglio della comunità di San Marzano di San Giuseppe, stretta attorno al dolore della famiglia.

Pretende i soldi della droga, minaccia e picchia la mamma: arrestato 30enne nel Tarantino. Lei non usciva di casa

Avrebbe minacciato e aggredito più volte la madre convivente, arrivando anche a colpirla con un pugno al volto e a impedirle di uscire di casa. Per questo un 30enne di Torricella (Taranto) è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

L’intervento dei militari è scattato nella tarda serata di lunedì, al termine di un’attività svolta nell’ambito delle procedure del codice rosso, dopo la denuncia presentata dalla donna, esasperata dalle continue violenze e minacce subite.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, già il 5 maggio scorso, durante una lite per motivi banali, l’uomo avrebbe minacciato di morte la madre, colpendola al volto e sottraendole il telefono cellulare per impedirle di chiedere aiuto o lasciare l’abitazione.

La vittima, pur riportando dolore e tumefazioni, non si era rivolta ai sanitari né aveva denunciato l’accaduto. L’episodio più recente si sarebbe verificato l’11 maggio, dopo una richiesta di denaro avanzata dal 30enne, ritenuta finalizzata all’acquisto di droga.  Al rifiuto della madre, l’uomo avrebbe reagito con nuove minacce e atteggiamenti aggressivi.

Spaventata, la donna è riuscita ad allontanarsi dall’abitazione e a raggiungere la caserma dei carabinieri per chiedere aiuto. Dopo gli accertamenti, i militari hanno rintracciato il 30enne e lo hanno arrestato. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato trasferito nel carcere di Taranto.