Caporalato nel Tarantino, tra i 6 arrestati anche un ex carabiniere. Frase choc su bracciante ferito: “Buttatelo”

Torniamo ad occuparci dell’inchiesta “Terra di Confine”, la maxi operazione contro il caporalato nel Tarantino che ha portato ai domiciliari sei persone e che coinvolge complessivamente 19 indagati. Tra gli arrestati anche un ex carabiniere in congedo.

Un retroscena riguarda l’infortunio di un bracciante straniero, rimasto ferito dopo essere caduto da una scala mentre lavorava alla raccolta degli agrumi, secondo l’accusa senza un regolare contratto. A ricostruire quei momenti sarebbero alcune intercettazioni, nelle quali uno dei principali indagati avrebbe pronunciato una frase particolarmente grave: «Finché arrivo là, quello è morto… Buttatelo da qualche parte».

Dalle conversazioni emergerebbe, secondo gli investigatori, la preoccupazione degli indagati per le possibili conseguenze dei controlli dopo l’incidente. L’inchiesta avrebbe delineato un sistema organizzato per il reclutamento e la gestione dei lavoratori agricoli: alcuni si sarebbero occupati di trovare la manodopera, altri di alloggi e trasporti, mentre altri ancora avrebbero gestito i braccianti messi a disposizione delle aziende, comprese presenze, giornate lavorative e pagamenti.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera, corruzione, falso e truffa. Nell’ambito dell’operazione sono stati inoltre sequestrati immobili, terreni, furgoni, strutture destinate all’alloggio e attività imprenditoriali per un valore superiore al milione di euro.

Bracciante trovato morto nel bagagliaio dell’auto, l’autopsia: “Sadam picchiato e poi ucciso a coltellate”

Sarebbe stato picchiato e ucciso a coltellate Sadam Houssain, il bracciante pachistano di 32 anni trovato morto il 22 agosto nel bagagliaio della sua auto, parcheggiata nel ghetto di Borgo Mezzanone, 18 giorni dopo la sua scomparsa.

È quanto emerge dai primi risultati dell’autopsia, eseguita all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Foggia. L’esame, nonostante l’avanzato stato di decomposizione del corpo, ha escluso l’utilizzo di armi da fuoco. Si attendono ora gli esiti degli esami istologici, previsti tra circa un mese.

Tra le piste seguite dai Carabinieri, quella principale conduce al caporalato. Secondo quanto riferito da un connazionale della vittima, Houssain era solito accompagnare alcuni migranti del ghetto nelle campagne del Tavoliere. Gli investigatori ritengono possibile che proprio questa attività di trasporto dei lavoratori possa essere collegata all’omicidio.

Bracciante trovato morto nel bagagliaio dell’auto, la morte di Sadam avvolta nel mistero: si indaga sul caporalato

È ancora avvolta nel mistero la morte di Sadam Houssain, bracciante pakistano di 32 anni scomparso il 4 agosto e ritrovato 18 giorni dopo nel bagagliaio della sua auto, parcheggiata sotto un telone nel ghetto di Borgo Mezzanone.

La Procura di Foggia indaga per omicidio e attende l’esito dell’autopsia per stabilire le cause e le modalità della morte. Il corpo, trovato in avanzato stato di decomposizione anche a causa delle alte temperature, sarebbe stato ucciso probabilmente il giorno della scomparsa.

Sadam, secondo quanto riferito dal fratello Nazim e da alcuni connazionali, lavorava come intermediario per alcuni braccianti: accompagnava con la propria auto quattro o cinque lavoratori pakistani e bengalesi nelle campagne del Foggiano, dove aveva rapporti con i proprietari delle aziende. Gli investigatori stanno verificando se proprio l’attività legata al caporalato possa rappresentare il movente dell’omicidio.

«Era una persona onesta, non ha mai litigato con nessuno», racconta Arshad, connazionale che aveva vissuto con lui a Ippocampo. Il fratello Nazim, che ha ritrovato il corpo, chiede ora di conoscere la verità: «Vuole sapere chi ha ammazzato suo fratello».

Sadam era arrivato dal Pakistan nel 2015 e, dopo un periodo in Grecia, dal 2020 viveva in Italia con un permesso di soggiorno per protezione speciale. La sua morte è il settimo omicidio del 2026 in Capitanata e il quarto nell’ultimo anno nella zona di Borgo Mezzanone.

Trovato morto il bracciante scomparso a Foggia, il cadavere nel bagagliaio di un’auto: ipotesi omicidio

Il cadavere di Sadam Houssain, pachistano di 32 anni scomparso dal 4 agosto scorso, è stato trovato nel bagagliaio della sua autovettura a pochi chilometri dal ghetto di borgo Mezzanone, ad una decina di chilometri da Foggia, dove il giovane viveva.

A quanto si apprende, il corpo è in avanzato stato di decomposizione. Si ipotizza sia stato ucciso, anche se la conferma arriverà dall’autopsia. La morte potrebbe risalire al giorno della scomparsa, considerate le condizioni in cui si presenta il corpo. Il ritrovamento risale al pomeriggio di ieri.

Bracciante di 25 anni morto a Foggia, sul furgone ribaltato c’erano 10 persone: scatta l’inchiesta

La Procura di Foggia ha aperto un’inchiesta sull’incidente avvenuto ieri sulla provinciale 45, nelle campagne di Serracapriola, costato la vita a Mehdi Karboua, bracciante marocchino di 25 anni.

Sul furgone viaggiavano dieci lavoratori, uno in più rispetto ai nove posti previsti dall’omologazione. Tutti di origine marocchina, tra i 21 e i 49 anni, stavano rientrando a Torremaggiore dopo una giornata di lavoro nelle campagne del Molise. Dalle prime informazioni, risultavano regolarmente assunti.

Per cause ancora da chiarire, il conducente ha perso il controllo del mezzo, che è finito in una cunetta e si è ribaltato. Otto persone sono rimaste ferite e sono state trasportate negli ospedali della zona. Sul posto sono intervenuti 118, elisoccorso, vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale.

Gli inquirenti dovranno ora accertare la dinamica dell’incidente e verificare le condizioni e la sicurezza del trasporto dei braccianti, oltre a eventuali responsabilità.

Sulla tragedia è intervenuta anche la Flai Cgil, che ha chiesto chiarezza e ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei trasporti, sulle condizioni di lavoro e sull’utilizzo di sistemi di trasporto protetto per i lavoratori agricoli.

Caporalato e inquinamento nel Tarantino: due arresti dopo la morte di un bracciante indiano. Maxi sequestro

Due persone sono state arrestate e altre due sono indagate con le accuse, a vario titolo, di omicidio colposo aggravato, caporalato, inquinamento e disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti e impiego di lavoratori stranieri irregolari, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di un lavoratore indiano che nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2024 cadde da una pala caricatrice in un’azienda agricola nel Tarantino.

L’operazione, denominata I giorni del cielo, è stata condotta dai carabinieri di Taranto sotto il coordinamento della Procura. È stato inoltre disposto il sequestro preventivo di un grande complesso zootecnico composto da tre aziende, insieme a somme di denaro per oltre un milione di euro.

Gli accertamenti successivi alla morte del lavoratore hanno fatto emergere, secondo gli investigatori, un quadro molto più ampio, caratterizzato da presunto sfruttamento della manodopera straniera, gravi carenze in materia di sicurezza e una gestione illecita dei reflui zootecnici.

Secondo l’accusa, alcuni lavoratori sarebbero stati impiegati per dodici o tredici ore al giorno, con retribuzioni inferiori a tre euro l’ora, senza adeguati riposi e in condizioni di particolare vulnerabilità. Sul fronte ambientale, sarebbe stato realizzato un sistema abusivo per convogliare i liquami in un grande lago artificiale, all’interno di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e naturalistici.

Ulteriori dettagli sull’operazione e sugli sviluppi dell’indagine saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11.00 nella sede del comando provinciale carabinieri di Taranto, alla presenza della Procuratrice di Taranto Eugenia Pontassuglia, e del comandante provinciale col. Antonio Marinucci.

Bracciante di 31 anni morto sotto un trattore a Casamassima, il gip riapre il caso: s’indaga sulle condizioni di lavoro

La morte di Franci Duro, bracciante agricolo albanese di 31 anni deceduto il 23 agosto 2024 nelle campagne di Casamassima dopo il ribaltamento del trattore che stava guidando, potrebbe non essere riconducibile soltanto a un tragico incidente. Il gip del Tribunale di Bari, Chiara Maglio, ha infatti respinto la richiesta di archiviazione della Procura, disponendo nuovi accertamenti per verificare eventuali violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Inizialmente gli investigatori avevano escluso responsabilità di terzi, attribuendo il decesso a un incidente autonomo sulla base dei rilievi dei carabinieri, delle immagini di videosorveglianza e dell’autopsia. La svolta è arrivata dopo l’opposizione dei familiari della vittima, che hanno chiesto di approfondire l’ipotesi di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme di sicurezza.

Al centro delle nuove indagini ci sono le condizioni di lavoro del bracciante nelle ore precedenti alla tragedia. I dati del dispositivo satellitare installato sul trattore mostrerebbero infatti che il mezzo era operativo anche oltre le 12.30, fascia oraria in cui le ordinanze della Regione Puglia, in presenza di temperature elevate, vietano il lavoro nei campi per prevenire colpi di calore e stress termico.

La Procura dovrà ora accertare se il lavoratore fosse impiegato in violazione dei divieti regionali e se eventuali inosservanze abbiano contribuito alla sua morte. L’inchiesta si concentra quindi sull’organizzazione del lavoro, sulla valutazione dei rischi legati al caldo e sul rispetto degli obblighi di tutela da parte del datore di lavoro. Disposti ulteriori sei mesi di indagini.

Da anni è in attesa del permesso, 29enne si suicida nel ghetto tra acqua e fango: la tragedia nel Foggiano

Dramma e speranza si intrecciano nelle campagne della Capitanata, dove le condizioni di vita nei ghetti tornano sotto i riflettori. Un giovane bracciante gambiano di 29 anni, Alagie Singath, è stato trovato morto ieri nella baraccopoli di Torretta Antonacci, dove viveva da cinque anni.

Secondo le prime ricostruzioni si tratterebbe di suicidio: il corpo è stato rinvenuto impiccato tra lamiere e cartoni. Sulla vicenda indagano i carabinieri, già presenti nell’area dopo un recente omicidio avvenuto nello stesso insediamento.

A denunciare la tragedia è stata l’Usb, che descrive il giovane come un lavoratore agricolo in attesa di regolarizzazione, rimasto per anni intrappolato in condizioni di estrema precarietà.

Il sindacato punta il dito contro le istituzioni, accusate di non aver mai risolto il problema dei ghetti nonostante fondi pubblici stanziati. Resta da chiarire se il gesto sia collegato anche alla recente alluvione che ha colpito l’area, isolando centinaia di persone tra fango e acqua senza adeguati soccorsi.

Nelle stesse ore, un’altra vicenda ha però avuto un esito diverso. A Borgo Mezzanone, nelle campagne di Manfredonia, un giovane maliano è stato salvato dai carabinieri dopo essere rimasto intrappolato nella sua auto a causa della piena del fiume Cervaro. L’uomo stava attraversando un sottopassaggio quando l’acqua ha improvvisamente sommerso la strada, bloccando le portiere del veicolo.

I militari, impegnati nei controlli della viabilità, sono intervenuti tempestivamente riuscendo a estrarlo dall’abitacolo prima che l’auto venisse completamente inghiottita dall’acqua. Il giovane, fortunatamente illeso, è stato portato in salvo senza necessità di cure mediche.

Due episodi che raccontano, ancora una volta, la fragilità e l’emergenza umanitaria che caratterizzano le baraccopoli della Capitanata, tra abbandono istituzionale e rischi aggravati dal maltempo.

Castellaneta, colpito alla testa e alla spalla in campagna: bracciante agricolo rischia di perdere le gambe

Un bracciante agricolo di 30 anni rischia di perdere l’uso delle gambe dopo un grave incidente sul lavoro avvenuto domenica nelle campagne di Castellaneta, nel Tarantino.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, di origini bengalesi, era impegnato in attività all’interno di una vigna quando, durante la sistemazione di un tubo, è stato colpito violentemente alla testa e alla spalla. Il forte impatto gli avrebbe causato lesioni a una vertebra e al midollo spinale, con conseguenze anche sul sistema nervoso.

Trasportato d’urgenza all’ospedale “San Pio”, il 30enne è stato sottoposto a diversi accertamenti: non è in pericolo di vita, ma la prognosi resta riservata. I medici stanno monitorando attentamente le sue condizioni nel tentativo di evitare danni permanenti.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli ispettori dello Spesal, che hanno sequestrato il mezzo utilizzato durante il lavoro e avviato verifiche sulla dinamica dei fatti e sul rispetto delle norme di sicurezza.

Il lavoratore, richiedente asilo con regolare permesso di soggiorno e contratto in scadenza, è al centro di un’indagine aperta dalla Procura di Taranto per lesioni gravi. Nel registro degli indagati è stato iscritto, al momento, il titolare dell’azienda agricola.

Tragedia nel Foggiano, bracciante travolto da un trattore mentre lavora nei campi: muore 30enne

Un giovane di circa 30 anni è stato travolto ieri pomeriggio da un trattore mentre stava lavorando nelle campagne di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia.

Stando alla ricostruzione degli investigatori, l’uomo, un bracciante straniero, era impegnato in alcuni lavori nei campi quando sarebbe stato travolto accidentalmente da un trattore guidato da un altro operaio che non si sarebbe accorto della presenza del 30enne che è morto sul colpo.

I soccorritori hanno tentato invano di rianimarlo. Sono intervenuti i carabinieri che stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto. Sul luogo dell’incidente anche il magistrato di turno.