Torniamo ad occuparci dell’inchiesta “Terra di Confine”, la maxi operazione contro il caporalato nel Tarantino che ha portato ai domiciliari sei persone e che coinvolge complessivamente 19 indagati. Tra gli arrestati anche un ex carabiniere in congedo.
Un retroscena riguarda l’infortunio di un bracciante straniero, rimasto ferito dopo essere caduto da una scala mentre lavorava alla raccolta degli agrumi, secondo l’accusa senza un regolare contratto. A ricostruire quei momenti sarebbero alcune intercettazioni, nelle quali uno dei principali indagati avrebbe pronunciato una frase particolarmente grave: «Finché arrivo là, quello è morto… Buttatelo da qualche parte».
Dalle conversazioni emergerebbe, secondo gli investigatori, la preoccupazione degli indagati per le possibili conseguenze dei controlli dopo l’incidente. L’inchiesta avrebbe delineato un sistema organizzato per il reclutamento e la gestione dei lavoratori agricoli: alcuni si sarebbero occupati di trovare la manodopera, altri di alloggi e trasporti, mentre altri ancora avrebbero gestito i braccianti messi a disposizione delle aziende, comprese presenze, giornate lavorative e pagamenti.
Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera, corruzione, falso e truffa. Nell’ambito dell’operazione sono stati inoltre sequestrati immobili, terreni, furgoni, strutture destinate all’alloggio e attività imprenditoriali per un valore superiore al milione di euro.









