Omicidio a Taranto, così ha agito il branco: Bakari Sako ucciso con tre coltellate e un pugno al volto

Tre coltellate mortali avrebbero causato la morte di Bakari Sako, il bracciante maliano ucciso all’alba del 9 maggio in piazza Fontana, nella città vecchia di Taranto. È quanto emerge dalle prime risultanze dell’autopsia disposta dalla Procura ordinaria e da quella per i minorenni, affidata al medico legale Roberto Vaglio, che avrà 60 giorni per depositare la relazione completa.

Secondo gli accertamenti, la vittima sarebbe stata colpita con tre fendenti – due al torace e uno all’addome – compatibili con profonde lesioni interne. A questi si sarebbe aggiunto un violento pugno al volto che avrebbe provocato la rottura di un dente e ferite al labbro superiore. Quando i sanitari del 118 sono intervenuti, intorno alle 5.34, l’uomo era già privo di segni vitali. Inutili i tentativi di rianimazione: il decesso è stato constatato alle 7.07.

Per l’omicidio sono indagati sei giovani, due maggiorenni e quattro minorenni tra i 15 e i 16 anni, accusati in concorso di omicidio volontario aggravato. In carcere i maggiorenni Fabio Sale, 20 anni, e Cosimo Colucci, 22 anni, insieme ai quattro minori trasferiti negli istituti penali minorili. Un 15enne, che avrebbe materialmente sferrato la coltellata all’addome, ha compiuto 16 anni durante la custodia cautelare.

Indagato anche il titolare del bar dove Sako avrebbe cercato rifugio poco prima di morire: deve rispondere di favoreggiamento personale nei confronti di Colucci. Intanto la Procura ha disposto una perizia tecnica sui cellulari sequestrati e sui filmati delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire le fasi dell’aggressione.

Tra i quesiti posti al medico legale anche quello relativo alla tempestività dei soccorsi: gli inquirenti vogliono capire se un intervento più rapido avrebbe potuto evitare la morte del bracciante.

Omicidio a Torre Canne, l’esito choc dell’autopsia: Eros Rossi ucciso con oltre 200 colpi di cacciavite

È stato ucciso con una violenza estrema, colpito oltre 200 volte con un cacciavite a stella. Emergono dettagli sempre più inquietanti sull’omicidio di Eros Rossi, 41 anni, aggredito nella notte tra il 17 e il 18 aprile in una villetta di Torre Canne.

Per il delitto è in carcere Teodoro Cavaliere, che ha confessato sostenendo però di aver agito per legittima difesa. Una versione che appare in contrasto con i primi esiti dell’autopsia, soprattutto alla luce del numero e della violenza dei colpi, concentrati in gran parte sul volto della vittima. Fatale sarebbe stato il fendente alla carotide.

L’esame autoptico, disposto dalla pm Sofia Putignani, è stato eseguito dal medico legale Biagio Solarino presso il cimitero di Ostuni. Le indagini, coordinate dai carabinieri, proseguono per chiarire la dinamica dei fatti e verificare la compatibilità della versione fornita dall’indagato.

Secondo quanto ricostruito, Rossi – già noto alle forze dell’ordine – stava festeggiando proprio con Cavaliere il ritorno in libertà dopo un periodo agli arresti domiciliari. Una serata che si è trasformata in tragedia e su cui ora gli inquirenti cercano di fare piena luce.

Bari, il 17enne Gianvito Pascullo muore dopo intervento in ospedale: domani l’autopsia

Sarà eseguita domani mattina alle 9 l’autopsia sul corpo di Gianvito Pascullo, il giovane morto nella notte tra il 13 e il 14 aprile all’ospedale San Paolo di Bari, dopo un intervento chirurgico alla gamba. L’esame autoptico è stato disposto dalla pm Isabella Ginefra, che coordina le indagini aperte per chiarire le cause del decesso.

Il 17enne era stato ricoverato lo scorso 5 aprile in seguito a un incidente in motocicletta che gli aveva provocato una frattura esposta alla tibia. Dopo una prima stabilizzazione, lunedì era stato sottoposto a un secondo intervento per l’inserimento di una placca, necessario a sistemare definitivamente la frattura.

L’operazione, durata circa cinquanta minuti, si sarebbe svolta senza complicazioni e nel post-operatorio le condizioni del ragazzo non destavano preoccupazione.

In serata Gianvito era rimasto in contatto con il padre, ma intorno alle 23 aveva lamentato un improvviso e forte dolore. Dopo aver avvisato il personale sanitario, gli era stato somministrato un antidolorifico. Poco dopo la mezzanotte, però, il quadro clinico è precipitato rapidamente fino all’arresto cardiaco.

I genitori, giunti in ospedale dopo essere stati avvisati, hanno trovato il figlio ormai privo di vita e hanno presentato denuncia per fare luce sull’accaduto. L’incarico per l’autopsia è stato affidato al medico legale Franco Introna. All’esame parteciperanno anche l’ortopedico Giovanni Vicenti e la tossicologa Giacoma Mongelli.

Sono otto le persone attualmente indagate, tra cui i medici che hanno seguito il giovane e l’infermiere che gli ha somministrato il farmaco. Gli accertamenti tossicologici dovranno stabilire se il decesso possa essere collegato proprio alla somministrazione dell’antidolorifico.

Omicidio Dino Carta a Foggia, l’autopsia conferma: quattro colpi e nessuna colluttazione tra vittima e killer

Nessun segno di colluttazione e quattro colpi di pistola di piccolo calibro sparati alle spalle a distanza ravvicinata: sono le prime conferme che arrivano dall’autopsia, durata oltre cinque ore e conclusasi attorno alle 16.00, sul corpo di Dino Carta, il 42enne personal trainer vittima di un agguato mortale a Foggia la sera del 13 aprile scorso.

L’uomo, padre di due bambine, era ministrante e volontario nella sua parrocchia. Il movente e il responsabile dell’omicidio sono ancora un mistero. I colpi lo hanno raggiunto dal retro, lateralmente da destra. Ad eseguire l’esame nell’istituto di medicina legale del policlinico di Foggia è stato il professor Luigi Cipolloni ordinario di medicina legale affiancato dalla sua equipe.

All’esame autoptico era presente anche il legale della famiglia Carta, l’avvocato Michele Vaira che sottolinea che “l’autopsia ha essenzialmente confermato quelle che erano le risultanze della ricognizione cadaverica”.

Il legale ha anche annunciato che domani verranno eseguiti esami balistici sul caricatore abbandonato dall’omicida sul luogo dell’agguato e che è stato nominato come consulente il generale Luciano Garofano. Questa sera, intanto, è previsto un corteo, organizzato da amici, colleghi e conoscenti di Dino Carta, che partirà dal luogo dell’agguato per snodarsi lungo alcune vie della città e terminare davanti alla chiesa di San Francesco Saverio, lì dove svolgeva attività di ministrante e volontario.

Omicidio Dino Carta a Foggia, oggi l’autopsia e corteo di parenti e amici. Attesi i risultati sui video e audio

È prevista in mattinata l’autopsia sul corpo di Dino Carta il personal trainer di 42 anni assassinato con colpi di pistola la sera del 13 aprile in via Caracciolo a Foggia, a poca distanza dalla sua abitazione mentre portava a passeggio il suo cane.

L’esame autoptico sarà svolto presso l’istituto di medicina legale di Foggia dal professor Luigi Cipolloni al quale sarà conferito l’incarico questa mattina dalla Procura di Foggia.

L’esame autoptico potrebbe fornire elementi utili alle indagini, anche in merito alla dinamica dell’agguato. Intanto continuano le indagini dei carabinieri che mantengono il più stretto riserbo sugli sviluppi. In settimana sono attesi i risultati sugli esami dattiloscopici sul caricatore della pistola trovato dai carabinieri la sera del delitto e presumibilmente perso per strada dal killer in fuga.

Attesi anche gli esiti dell’esame dei filmati delle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso, sul luogo dell’agguato e poco prima dell’omicidio, una persona con il capo coperto da un cappuccio in sella ad una bici e sulle tracce di audio registrate da una telecamera condominiale dalle quali si sentono i quattro colpi di pistola esplosi e, poco prima, un litigio al quale potrebbe aver partecipato la vittima.

Questa sera, intanto, è previsto un corteo, organizzato da amici, colleghi e conoscenti di Dino Carta, che partirà dal luogo dell’agguato per snodarsi lungo alcune vie della città e terminare davanti alla chiesa di San Francesco Saverio, lì dove Carta svolgeva l’attività di ministrante e volontario.

Marito e moglie morti a Bisceglie, il nipote di Patrizia: “Uccisa da chi non la voleva libera”. Attesa per l’autopsia

“Dentro di noi c’è un silenzio che urla. Oggi piangiamo una zia che amava con quella generosità che oggi sembra quasi un difetto, e invece era il suo superpotere. Ce l’hanno strappata via, con una violenza cieca, assurda, senza senso. Uccisa da chi non ha saputo accettare la sua libertà, da chi ha chiesto per primo la libertà e poi ha deciso che quella donna non poteva appartenere più a nessuno, nemmeno a se stessa. Questo non è amore. Questo è possesso malato. Questo non è un raptus. Questo è un delitto. Questo non è giusto. Non lo sarà mai”.

È un passaggio di un lungo post pubblicato sui social, da Pietro de Cillis, nipote di Patrizia Lamanuzzi la donna di 54 anni di Bisceglie, nel nord Barese, morta dopo essere precipitata dal balcone del quinto piano di una palazzina di via Vittorio Veneto. A spingerla, secondo quanto ricostruito dai carabinieri che indagano sull’accaduto, sarebbe stato il marito, Luigi Gentile di 61 anni che si è lanciato nel vuoto dallo stesso balcone.

I due si stavano separando dopo più di 25 anni di matrimonio. Ad aiutare la ricostruzione e la dinamica di un omicidio seguito da un suicidio avvenuto mercoledì scorso, saranno le autopsie disposte dalla Procura di Trani. L’incarico sarà conferito nella tarda mattinata di oggi a Davide Ferorelli dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. Gli accertamenti autoptici potrebbero incominciare domani pomeriggio.

Nel post, il nipote della 54enne chiede scusa alla vittima. “Ti chiediamo di perdonarci zia, ti chiediamo scusa. Scusa se questa società non ti ha protetta abbastanza, se abbiamo sottovalutato i segnali, se non siamo arrivati in tempo a tirarti fuori da quell’inferno. È un peso che porteremo noi, non tu”. “Quel mostro non vincerà – prosegue il post – non permetteremo che l’ultima parola su di te sia la violenza che ti ha uccisa. L’ultima parola su di te sarà la vita che hai donato, saranno i sorrisi che hai acceso nelle nostre facce stanche, saranno le persone che hai rialzato da terra quando nessuno le vedeva. Saranno i nipoti che cresceranno con il tuo esempio nel sangue come bussola”.

Il post si conclude con una promessa: “Noi giuriamo zia che ogni volta che qualcuno sarà solo, noi saremo lì, come facevi tu. Giuriamo che ogni volta che la vita ci sembrerà troppo pesante, cercheremo il mezzo pieno del bicchiere, perché così ci hai insegnato tu. Giuriamo che il tuo sorriso non morirà con te, lo porteremo noi e lo urleremo al mondo finché non diventerà contagioso come era il tuo”.

Omicidio Dino Carta a Foggia, lunedì l’autopsia. Caccia al killer: massimo riserbo sulle indagini

Sarà conferito lunedì 20 aprile l’incarico per eseguire l’autopsia su Dino Carta il personale trainer di 42 anni assassinato a colpi di pistola a Foggia il 13 aprile sera mentre portava a passeggio il suo cane a pochi passi dalla sua abitazione in via Caracciolo.

Nella stessa giornata sarà eseguito l’esame utile per chiarire con precisione anche la dinamica dell’agguato ai danni dell’uomo incensurato, padre di due bambine, benvoluto da tutti e impegnato nel mondo del volontariato con ruoli attivi all’interno di una parrocchia cittadina.

Il movente del delitto è ancora un mistero. Al momento massimo riserbo da parte degli investigatori, i carabinieri del comando provinciale coordinati dalla procura, sulle indagini e sugli esiti dei riscontri sulle immagini delle telecamere acquisite e sul telefono cellulare della vittima che aveva in tasca la sera del delitto ritrovato e sequestrato dai carabinieri e su cui sono in corso accertamenti.

Le immagini della videosorveglianza della zona hanno mostrato un uomo incappucciato che in bici si dirige verso il luogo della sparatoria pochi secondi prima dell’agguato. Si indaga per identificarlo e accertare un suo eventuale coinvolgimento nell’accaduto. Intanto sul luogo del delitto diverse persone in transito si fermano davanti ai fiori, ai biglietti, e ai lumini deposti da amici, conoscenti e colleghi di lavoro.

Bari, 25enne muore in un b&b a Carrassi: oggi l’autopsia. L’ombra della droga e i sospetti su un ragazzo

Sarà l’autopsia, in programma oggi presso l’Istituto di Medicina legale di Bari, a chiarire le cause della morte della 25enne trovata senza vita sabato mattina in un affittacamere di via Picone, nel quartiere Carrassi. L’esame sarà eseguito dal medico legale Sara Sablone su incarico della pm Savina Toscani, che coordina le indagini dei carabinieri.

Finora, una prima ispezione sul corpo non ha fornito elementi utili a determinare le cause del decesso. Solo dopo il conferimento dell’incarico si conosceranno l’ipotesi di reato formulata dagli inquirenti — che al momento escludono l’omicidio volontario — ed eventuali iscrizioni nel registro degli indagati.

Le indagini si concentrano in particolare sull’ambiente della droga. La giovane e il coetaneo che era con lei, e che ha chiamato i soccorsi dopo averla trovata priva di sensi, avrebbero avuto in passato problemi di tossicodipendenza. Non si esclude quindi che l’abuso di sostanze possa aver avuto un ruolo nel decesso, circostanza che sarà chiarita dall’autopsia.

Il ragazzo aveva prenotato la stanza per più giorni e aveva trascorso la notte tra venerdì e sabato con la giovane, conosciuta in modo occasionale. Al suo rientro, però, la ragazza non dava segni di vita e all’arrivo dei soccorsi per lei non c’era già più niente da fare.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Carrassi e la scientifica per i rilievi. I militari hanno cercato segni di effrazione o elementi che potessero indicare la presenza di altre persone nella stanza, ma finora gli accertamenti hanno dato esito negativo. Sequestrati i cellulari dei due giovani, ora al vaglio degli investigatori per ricostruire con precisione le ore precedenti alla tragedia.

Operaio dell’ex Ilva morto, l’autopsia: “Politrauma e gravi lesioni al torace”. Dieci indagati per il decesso di Loris

Politrauma da precipitazione con grave interessamento toraco-addominale. Questo è quanto emergerebbe – a quanto si apprende – dall’autopsia eseguita oggi dal medico legale Davide Ferorelli sul corpo di Loris Costantino, il 36enne operaio della ditta d’appalto Gea Power, precipitato lunedì scorso da oltre dieci metri mentre puliva un nastro trasportatore nella linea E dello stabilimento siderurgico ex Ilva.

L’esame si è svolto nell’obitorio dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto. Il pm Marco Colascilla Narducci, che coordina le indagini dello Spesal e dei carabinieri del Nil, ha iscritto nel registro degli indagati dieci persone con l’ipotesi di cooperazione in omicidio colposo: sei dirigenti e responsabili di Acciaierie d’Italia (tra cui il direttore generale Maurizio Saitta e il direttore dello stabilimento Benedetto Valli) e quattro della Gea Power.

L’esame autoptico è stato eseguito alla presenza di consulenti degli indagati. L’attività investigativa mira a ricostruire con precisione le responsabilità, verificando eventuali violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro e della vigilanza sugli impianti.

Tragedia a Bari, travolto da bus Amtab in piazza Moro: muore il 67enne Nicola Colaianni. Disposta autopsia

Sarà conferito domani, giovedì 5 marzo 2026 alle ore 9, presso la Procura della Repubblica di Bari, l’incarico per l’autopsia sul corpo di Nicola Colaianni, l’uomo – che tra meno di un mese avrebbe compiuto 67 anni – deceduto dopo essere stato investito da un autobus dell’Amtab mentre si trovava in piazza Aldo Moro, davanti alla stazione centrale.

La tragedia si è consumata venerdì 27 febbraio, intorno alle ore 17.45, nella piazza principale del capoluogo pugliese. Colaianni, stava passeggiando quando è stato travolto da un autobus che stava effettuando una manovra di retromarcia.

Sulla vicenda indaga la Procura della Repubblica di Bari. Indagato per l’episodio è un 65enne residente a Triggiano (BA), conducente del mezzo coinvolto nell’investimento. Per chiarire con precisione le cause del decesso e ricostruire ogni aspetto della dinamica, il Pubblico Ministero ha disposto l’esame autoptico e ha nominato quale Consulente Tecnico la dottoressa Eloisa Maselli, medico legale.

L’esame autoptico sarà fondamentale per accertare con precisione le cause della morte e gli effetti delle lesioni riportate nell’investimento, mentre la dinamica del sinistro è ancora al vaglio degli investigatori. I funerali di Nicola Colaianni si terranno sabato 7 febbraio, alle ore 10 presso la Chiesa Madre del Cimitero di Bari.