Omicidio a Torre Canne, l’esito choc dell’autopsia: Eros Rossi ucciso con oltre 200 colpi di cacciavite

È stato ucciso con una violenza estrema, colpito oltre 200 volte con un cacciavite a stella. Emergono dettagli sempre più inquietanti sull’omicidio di Eros Rossi, 41 anni, aggredito nella notte tra il 17 e il 18 aprile in una villetta di Torre Canne.

Per il delitto è in carcere Teodoro Cavaliere, che ha confessato sostenendo però di aver agito per legittima difesa. Una versione che appare in contrasto con i primi esiti dell’autopsia, soprattutto alla luce del numero e della violenza dei colpi, concentrati in gran parte sul volto della vittima. Fatale sarebbe stato il fendente alla carotide.

L’esame autoptico, disposto dalla pm Sofia Putignani, è stato eseguito dal medico legale Biagio Solarino presso il cimitero di Ostuni. Le indagini, coordinate dai carabinieri, proseguono per chiarire la dinamica dei fatti e verificare la compatibilità della versione fornita dall’indagato.

Secondo quanto ricostruito, Rossi – già noto alle forze dell’ordine – stava festeggiando proprio con Cavaliere il ritorno in libertà dopo un periodo agli arresti domiciliari. Una serata che si è trasformata in tragedia e su cui ora gli inquirenti cercano di fare piena luce.

Omicidio a Torre Canne, Eros Rossi ucciso con 30 colpi di cacciavite. Il killer Cavaliere ha scattato foto al cadavere

Sarebbero stati almeno una trentina i colpi inferti di cacciavite al corpo di Eros Rossi. È quanto emerge dalle prime risultanze dell’autopsia sull’omicidio avvenuto all’alba del 18 aprile in una villetta di Torre Canne.

Il killer è Teodoro Cavaliere. Subito dopo il delitto, l’uomo – in stato di shock, come riportato nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere – si sarebbe messo alla guida dell’auto dell’amico d’infanzia, vagando per le strade di Torre Canne.

Durante il tragitto avrebbe fermato uno sconosciuto per chiedere indicazioni su dove si trovasse la caserma dei carabinieri, confessando: “Ho ucciso un uomo”. Tra le 6.50 e le 7 del mattino, Cavaliere avrebbe inoltre inviato al padre e all’ex compagna alcune fotografie del corpo senza vita di Rossi, accompagnandole con messaggi di commiato.

Ancora all’interno della villetta, avrebbe poi fatto una doccia vestito, presumibilmente nel tentativo di ripulire gli abiti intrisi di sangue. Le indagini sono in corso per ricostruire con precisione le fasi dell’accaduto e il movente dell’omicidio.

Omicidio a Torre Canne, ucciso il 41enne Eros Rossi: il killer Teodoro Cavaliere resta in carcere. Versione smentita

Resta in carcere Teodoro Cavaliere, 40 anni, accusato dell’omicidio del 41enne Eros Rossi, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato a Torre Canne, frazione di Fasano. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Brindisi, Simone Orazio, al termine dell’interrogatorio di convalida.

Il giudice non ha convalidato il fermo per assenza del pericolo di fuga, ma ha comunque disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato. Durante l’interrogatorio, durato oltre quattro ore, Cavaliere ha ribadito di aver agito per difendersi da un presunto tentativo di aggressione da parte della vittima.

Una versione che, secondo il gip, sarebbe smentita da diversi elementi raccolti dai carabinieri nelle prime fasi delle indagini, coordinate dal pubblico ministero Sofia Putignani.

Dopo il fatto, lo stesso Cavaliere avrebbe chiamato il padre prima di confessare l’accaduto ai militari. Intanto proseguono gli accertamenti: nelle prossime ore saranno affidati gli incarichi per l’autopsia e per le analisi tecniche sui telefoni della vittima e dell’indagato. Il 40enne è assistito dall’avvocato Chiara Capodieci.

Omicidio a Torre Canne, ucciso Eros Rossi nell’ultimo giorno ai domiciliari. Il killer: “Era strafatto e voleva uccidermi”

Il racconto di Teodoro Cavaliere, 40enne brindisino, reo confesso dell’omicidio di Eros Rossi, 41 anni, avvenuto nella villetta dove la vittima stava trascorrendo l’ultimo giorno agli arresti domiciliari.

Durante un lungo interrogatorio protrattosi fino a mezzanotte davanti al pubblico ministero Sofia Putignani, Cavaliere ha descritto i momenti che hanno preceduto il delitto: “Vaneggiava, era alterato dalla cocaina. Aveva chiuso la casa a chiave, bloccando la porta con il frigorifero e dicendomi che non sarei uscito”. L’uomo sostiene di aver reagito colpendo Rossi più volte con un piccolo cacciavite mentre, a suo dire, la vittima tentava di aggredirlo con un pezzo di vetro.

Al termine dell’interrogatorio, assistito dal legale Chiara Capodieci, Cavaliere è stato arrestato e trasferito in carcere. Proprio da quel carcere era uscito appena l’8 aprile scorso, dopo aver scontato una condanna per rapina, celebrando la ritrovata libertà anche sui social.

Secondo la ricostruzione, Rossi – amico d’infanzia di Cavaliere – lo avrebbe contattato proprio dopo aver visto quel post, proponendo di festeggiare insieme. Un incontro che si è trasformato in tragedia: tra alcol e cocaina, i due si sono recati nella villetta di Torre Canne per quella che doveva essere una serata di festa. A Rossi sarebbe stata offerta droga, assunta nonostante il suo stato già alterato.

Fatale, sempre secondo la versione dell’indagato, sarebbe stato “l’ultimo tiro”, che avrebbe aggravato lo stato psicofisico della vittima fino a sfociare nella violenta colluttazione culminata con l’omicidio. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio della vicenda e verificare la dinamica dei fatti.

Omicidio a Torre Canne, ucciso il 41enne Eros Rossi. Arrestato il killer: ha confessato

Un 40enne è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Fasano e del nucleo Investigativo di Brindisi con l’accusa di essere l’autore dell’omicidio avvenuto nella notte a Torre Canne, frazione di Fasano (Brindisi).

È stato lo stesso presunto killer di Eros Rossi, di 41 anni, a contattare le forze dell’ordine confessando l’omicidio avvenuto nell’immobile dove la vittima era agli arresti domiciliari per droga.

Secondo una prima ricostruzione, tra i due uomini sarebbe scoppiata una violenta lite, fino ad una colluttazione nel corso della quale l’aggressore avrebbe colpito ripetutamente la vittima in diverse parti del corpo con un oggetto contundente, tra le l’ipotesi un cacciavite, causandone la morte.